
(Irene Soave – il Corriere della Sera) – Placide, bianche e rosse, bianche e nere, le vacche pezzate fanno parte del paesaggio-cliché olandese quanto i mulini e i tulipani.
Eppure è proprio sugli allevamenti olandesi che rischiano di infrangersi la lotta dell’Unione europea all’inquinamento e, forse, anche la tenuta del finora inossidabile governo di Mark Rutte. Da giorni gli allevatori dei Paesi Bassi protestano incendiando covoni e sporcando di letame le strade.
A farli infuriare è la proposta di legge avanzata dal governo per dimezzare entro il 2030 l’inquinamento da azoto e ammoniaca, fortemente legato agli allevamenti. Dovranno ridurre di un terzo, è la stima, i 100 milioni di capi fra mucche, maiali e galline allevate nella «stalla d’Europa»: i Paesi Bassi sono, nella Ue, il membro con più alta densità di bestiame.
Il «Memorandum per le aree rurali» del governo è chiaro. La produzione di azoto e ammoniaca, oltre a altri parametri, dovrà essere ridotta dal -12% al -70% secondo la zona, e le più colpite sono proprio quelle agricole: tra i maggiori veicoli dell’inquinamento di suolo da azoto ci sono feci e urina del bestiame. Il che traduce le percentuali in numeri molto più chiari, trapelati prima dell’ufficialità e diffusi come un incendio sui media e sui social: decine di migliaia di capi da abbattere in almeno 17.600 aziende agricole; 11.200 di queste destinate alla chiusura se non si riconvertiranno o non si sposteranno.
Gli obiettivi sono decisi su base locale per tutelare i siti di interesse ambientale individuati dal programma europeo Natura 2000, circa il 7% del suolo nazionale (in Italia protegge 719 piccole aree). Come ammortizzatore per la riconversione di queste aziende, e per la messa in pratica del programma, il governo – che peraltro offre la possibilità di rilevare le imprese che lo desiderano, anche se finora pochi hanno aderito – stanzierebbe 25 miliardi di euro di qui al 2030.
Entro luglio le singole province avrebbero dovuto presentare il loro piano per la riduzione dell’azoto; molte si sono astenute.

E mentre le più scenografiche proteste delle ali estreme del movimento, legate all’ultradestra e coordinate su Telegram, conquistano il primo piano sui media internazionali, cresce nei sondaggi la rappresentanza politica del malcontento dei contadini.
Il BoerBurgerBeweging, BBB, Movimento dei cittadini agricoltori, è guidato dalla deputata ex cristiano-democratica Caroline van der Plas, che chiede al governo di «iniziare a parlare con gli allevatori e gli agricoltori, e non solo di loro», e la sospensione del «Memorandum». «Se inizieremo a dipendere dalle importazioni di carne», paventa, «finirà come col gas».
Il governo mostra i primi cenni di difficoltà. Se Mark Rutte ha festeggiato il 2 agosto il dodicesimo anniversario al potere – è così il premier olandese più longevo – rischia, osservano alcuni commentatori, di dover abdicare in questo frangente al soprannome meritato in anni di imperturbabilità e spirito di servizio: lo chiamano «Teflon-Mark» perché tutto gli scivola addosso, niente fa presa. Lo scandalo dei tagli ai sussidi per l’infanzia, il Nokiagate, i bisticci da «frugale» con l’Europa. Ma venerdì, insieme a tre ministri, ha dovuto ricevere i rappresentanti degli agricoltori per «consultazioni» di ore (che gli agricoltori hanno definito «per ora inefficaci»).
E se il suo partito popolare, Vvd, perde consensi, il secondo in termini di gradimento è ora proprio il BBB di recente costituzione, entrato in Parlamento con un solo seggio nel 2021, capace di guadagnarne 18 se si votasse oggi. Tra i detrattori del «Memorandum» è, peraltro, il gruppo più moderato.
Uccidete, uccidete, continuate a uccidere: INFAMI!
Verrà anche il vostro miserabile turno: chi di spada ferisce, di spada perisce, quindi con gli interessi.
SCHIF0SI!
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Rottamassero gli allevatori di vacche olandesi……si e no vivono 4 anni sfruttate scientificamente senza pietà!
Una filiera di assassini….bevi più latte il latte fa bene.
Se mamma vacca non fa 40lt di latte al giorno (solo x gli uomini non x suo figlio il vitellino) al macello.
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” «Se inizieremo a dipendere dalle importazioni di carne», paventa,” è proprio qui che gli allevatori e chi li sostiene che non vogliono capire. Il consumo di carne va ridotto, meglio sarebbe abolirlo, non modificato il luogo di produzione.
Prima entrerà nella testa delle persone e dei politici che devono essere cambiati i modi di vivere, produrre e consumare perchè il pianeta sta andando verso il collasso, meglio sarà, altrimenti i problemi saranno di ben altra natura rispetto ai mancati guadagni per aver ridotto il bestiame, sarà la popolazione umana a ridursi se non a scomparire del tutto.
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Verissimo Peter Pan.
Basterebbe mangiarla solo una volta alla settimana e prediligere pollo e maiale e si farebbero due ottimi regali all’ambiente.
Purtroppo i ruminanti sono una macchina chimica di efficienza infima.
Io ho già ridotto il consumo di carne a una volta ogni 1-2 settimane con notevole beneficio per la mia salute.
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Prova ad abitare vicino ad un allevamento di maiali.
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Lo so bene, comunque anche gli altri allevamenti puzzano. E parecchio! Poi ci sono mosche e tafani…
Comunque l’impatto ambientale è notevolmente favorevole.
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Ahi, ahi ahi ahi… Noin avere notato: c’è la parola “rischia”.
Santa parola che suggerisce tutto ma non vuol dire alcunchè.
La parolina più pronunciata di questi nostri tempi.
Il fatto xy non è successo nonostante lo sbattimento di giorni e giorni? Manco per nulla?
Ah, ma io lo avevo detto: infatti avevo detto “rischia”…
Se togliessimo la parolina magica i tre quarti degli articoli di giornale e delle esternazioni di politici e scienziati della Domenica sparirebbero. Si rischia, si rischia… SE…
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Si torna sempre lì: alla maledetta Olanda! Rutte poi… non ne parliamo.
Se l’ “impronta green” va lasciata, sarebbe ben ora che i governi iniziassero a farlo. Ma ADESSO, non tra X anni! ORA! Il consumo di animali (siano essi per “carne”, siano essi per “derivati”) va eliminato, punto. O con le buone o con le cattive, ma va capito e fatto capire. Unico problema: i cambiamenti grossì così, non si fanno dalla mattina alla sera, ma col tempo. Unico problema di questo problema: di tempo non ce n’è più.
Degli allevatori, francamente non me ne può fregar di meno. Han scelto un mestiere di mer*a: vadano a coltivare piante commestibili.
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Bene stanno facendo il taglio dei parlamentari come in Italia 👍👍👍
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