Dal Salario minimo allo Ius Scholae. Letta ha perso tutte le battaglie

Non c’è una sola promessa del Pd che sia stata mantenuta. Il partito che fu di Berlinguer da anni non ha un programma chiaro.

ROBERTO GUALTIERI NUOVO SINDACO DI ROMA AL NAZARENO

(Carmine Gazzanni – lanotiziagiornale.it) – C’è un piccolo video che gira a più riprese sui social in questo periodo. Protagonista è Nanni Moretti al tempo dei girotondini. Era il lontano 2002. Il regista era sul palco a Piazza Navona quando, al termine del suo discorso, esclamò: “Con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai”.

Non c’è una sola promessa del Pd che sia stata mantenuta

Sono passati da allora esattamente venti anni ed è fin troppo facile dire che Moretti, autore incredibilmente visionario e sempre attuale, ci aveva visto giusto e continua a vederci giusto ancora oggi. Perché è questo ciò che viene in mente guardando ai primi giorni di campagna elettorale del Pd e di Enrico Letta. La potenziale speranza di un processo riformatore vero in Italia, in opposizione al conservatorismo della destra, è naufragato prima ancora di partire.

Tutto legittimo, per carità. In politica, specie in democrazia, è sacrosanto cambiare idea. Ciò che non è legittimo, però, sono le ragioni: si dice, fuori dal politichese, che i Cinque stelle sono irresponsabili perché hanno fatto cadere il governo e, dunque, bisogna ripartire dall’agenda Draghi assurta inaspettatamente a modello di una nuova sinistra. E come fare per realizzare tutto questo?

Non affidandosi a chi, tanto per dire, ha proposto Reddito di cittadinanza, salario minimo, superbonus e via dicendo. Ma dialogando con chi parla di nucleare, con chi ha voluto il Jobs act in passato, con chi ritiene che gli interessi dell’azienda vengano prima di quelli dei lavoratori. Arrivando al paradosso che, in opposizione alla coalizione di destra, si voglia costruire un’alternativa che tutto è meno che “di sinistra”.

La verità è che le responsabilità non sono soltanto di Letta (sarebbe ingeneroso riconoscere l’attuale segretario come unico responsabile). Il problema è molto più profondo e corrisponde a una sorta di peccato originale del Pd che, è bene dirselo chiaramente, non ha mai avuto un programma chiaro, riconoscibile, schietto e netto per gli elettori. Mai una posizione chiara sul lavoro, mai una posizione nitida sul tema delicato della cittadinanza, mai una presa di posizione, magari anche scomoda, sui temi energetici.

Con la conseguenza inevitabile che, se non si ha un programma o una battaglia a cui aspirare, ogni programma va bene, ogni battaglia è condivisibile o meno, a seconda della convenienza. Ed è esattamente quello che sta succedendo ora.

Il partito che fu di Berlinguer da anni non ha un programma chiaro. E oggi copia l’Agenda Draghi

L’esito di una tale accozzaglia senza senso è che evidentemente la coalizione non reggerà, con la conseguenza che, se il centrosinistra (chiamiamolo così per convenzione, non per altro) dovesse vincere, o si sfalderà oppure dovrà rinunciare a mille battaglie (come fare transizione ecologica con Calenda? Come pensare allo ius scholae o alla legalizzazione della cannabis con Brunetta e Gelmini?); se invece dovesse perdere, queste elezioni politiche saranno servite semplicemente a riconfermare il già visto: non c’era alcuna ragione ideologica per mettere assieme ciò che per natura non dovrebbe stare assieme.

Perché va bene tutto, ma occorre anche farsi un esame di coscienza: le cose cambieranno solo e soltanto quando il Pd avrà il coraggio delle proprie azioni, comincerà a non cadere nei ricatti dei partitucoli per mere strategie elettorali, inizierà a porre chiaramente dei paletti, a dire anche ai suoi alleati che lo ius scholae e la legalizzazione della cannabis sono priorità.

E invece? Si tace. Perché non conviene affrontare questi temi. E nel momento in cui non ci sono temi da difendere, meglio aggrapparsi all’agenda Draghi che tutto è fuorché di sinistra, dato che nasceva da una maggioranza che aveva al suo interno pure Forza Italia e Lega. Ma nessuno lo dica troppo forte: qualcuno nel Pd potrebbe accorgersene.

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16 replies

  1. Il pd è nato come una fusione a freddo tra post comunisti pentiti e democristiani di se onda fascia scampati a tangentopoli.Una sorta di parto extrauterinao nato morto .Stendiamo un velo pietoso

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  2. I partiti coltivano interessi fortemente clientelari. Di conseguenza, dato che gli affari si fanno in ambienti dove gira la pecunia, è avvenuta una spietata selezione dell’elettorato: i giovani, i precari, la classe media (sempre più impoverita), i meno abbienti ecc, non hanno i requisiti richiesti e sono stati lasciati fuori, dimenticati. È un fatto.
    I partiti sono comitati d’affari supportati da grumi mediatici ugualmente reazionari.

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    • Il peggio è che questi “dimenticati” non si fanno manco sentire buttandosi nell’astensione o meglio disinteressandosi.
      La Politica con la P maiuscola è partecipazione, pensa quanto può interessare loro visto che si astengono.
      Sono così tanto ansiosi di farsi sentire che non si esprimono.
      Un minimo di assunzione di responsabilità. Se le cose sono ridotte così male una grossa parte di responsabilitù è loro, anzi oserei dire la maggiore.

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  3. C’è un errore di fondo
    e molti ci cascano sempre, compreso l’estensore dell’articolo
    IL PD NON E’ DI SINISTRA
    è un partito di DESTRA alla perenne spasmodica ricerca del POTERE per sopravvivere
    smettetela di dire che è l’ex partito di BERLINGUER
    qui di BERLINGUER non è rimasta manco la cornice della foto
    purtroppo si confondono quando sentono il nome di ENRICO
    è LETTA Jr. ma ci vedete e sapete leggere?

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    • Vero, ma continuano a giocare sul termine per attirare i gonzi che ancora ci cascano, sempre meno per fortuna, solo che i cittadini non hanno ancora prodotti anticorpi necessari a prendere le contromisure e si buttano nell’astensione o nel disinteresse.

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  4. Il problema non è con chi si allea,il problema è il PD. A questo proposito mi piacerebbe conoscere di chi sia il marchio “l’unità” visto che anche tramite le sue “feste”questo partito vuole illudere un po’ di nistalgici

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    • Stranamente ” Alla nascita del Partito Democratico si è cambiato il nome della festa de l’Unità (nazionale) in “Festa Democratica”.

      Nel giugno 2014, su proposta del suo segretario nazionale Matteo Renzi, il Partito Democratico ha sancito il ritorno alla tradizionale denominazione di “Festa de l’Unità”. da wikipedia

      C’è poco da dire, è una questione di brand.
      EUCHESSINA C.M.(composizione modificata con principio attivo differente) continua a vendere anche se è un altro prodotto

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  5. Mi chiedo se quando perderà, si dimetterà da segretario. Naturalmente le dimissioni saranno respinte perché, diranno, siamo tutti responsabili della linea debole che ci ha portato alla catastrofe. Anzi, specificheranno che è stata tutta colpa di Conte e, per inerzia, ovviamente anche della Raggi. E su Salvini e B. – i veri responsabili della caduta del loro amato Draghi – neanche una parola. Sarebbero bastati un decreto sul salario minimo e uno sul cuneo fiscale, e il loro idolo sarebbe ancora al suo posto. Ma nelle Ztl nessuno avrebbe apprezzato!

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    • Vero. Ma un servo del sistema che lo sostiuirà lo trovano di sicuro. A loro non mancano facce ammuffite per sostiuirne un’altra. Possono, purtroppo, ancora contare su un nutrito numero di pecore belanti al seguito.

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    • …anzi, già che ci penso, si è appena riproposto Zingaretti ma darà le dimissioni da presidente della Regione solo se verrà eletto al parlamento, sai per la pagnotta…

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    • Gae… se anche Draghi avesse vagamente “accontentato” Conte, il gatto e la volpe avrebbero presentato la risoluzione per escludere il m5s e il migliore se la sarebbe data a gambe, pur avendo la fiducia…
      Era scritto nelle sue pupille da rettile: aspettava l’occasione buona per svignarsela.
      Un vero statista.

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  6. Atlantide ha meno peso sulle spall di Letta, a meno che da qualche parte non ci sia scritto Atlas, o Colgate o viakal o cif ammoniaca e il salario minimo sia a proposta di chi lavora nel settore ormai unico superstite ingigantito a dismisura, oltre all’edilizia in cemento armato ( così il quarto e il quinto porcellino potranno dormire sogni tranquilli ) e industria elettronica per fle fdo e varie agenzie di intelligence robotica, mica umana, (ci mancherebbe!)
    Stanno giocoforza piegando l’uomo al sistema macchina e tutto è improntato ad una
    Logica industriale cafona e arrogante, solo per macinare lalleri, in grano Ucraino vi serve per le mille pizzerie in ogni dove.. della serie fantasia portami via .

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  7. Eppure stanno sempre al 20-22%. Considerato che a, leggere in giro, tutti li schifano, saranno dei fantasmi che li votano

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