Alessandro Di Battista: “Quanto mi vogliono bene i giornalisti!”

(Alessandro Di Battista) – Quando dico che si può fare “politica” anche da fuori, in modo libero e del tutto indipendente intendo proprio questo. Fare proposte (ricorderete il “servizio civile ambientale” su quale lavorai alcune anni fa) e fare denunce. Sono uscito dal Parlamento 5 anni fa. Sono 5 anni che vivo grazie al mio lavoro (anche oggi pseudo-giornalisti che descrivono il mondo guardandolo dal terrazzo di casa circondati da Ztl, ciclamini e senso di fallimento, infangano il mio lavoro). Non ho chiesto nulla a nessuno pur avendo la possibilità di farlo. Eppure guardate come mi trattano. Leggete quel che scrivono di me. Come lo scrivono. Con che livore, con che astio. Sapete perché? Perché non sto zitto (a differenza loro che tacciono davanti al potere). Anche fuori dal Parlamento ho fatto “politica”, ho denunciato i conflitti di interessi nel sistema mediatico, ho combattuto (e combatto ancora) il dramma degli editori impuri. Coloro che usano i giornali non per informare ma per difendere i loro interessi e provare a distruggere la reputazione di coloro che cercano di contrastarli. Da 5 anni scrivono “Di Battista non conta nulla” eppure mi hanno dedicato centinaia di articoli diffamatori (con alcuni ho rifatto gli infissi di casa). Credo nella cittadinanza attiva, nell’impegno politico perenne e nell’assoluta libertà. Un abbraccio a tutti!

20 replies

  1. Dibba, tanta paura tanto astio,
    Cercano di uccidere il mostro finché è piccolo, sanno che se ti destassi, per molti di loro firebbe la pacchia.

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  2. Cercano di scongiurare con l’odio il rientro di Di Battista perché è forte, ha cose da dire e le sa dire, e prenderebbe voti, mica quei pappamolle a cui hanno consegnato il Movimento che stanno a frignare dalla mattina alla sera a chi è più progressista.
    Di Battista leader con la Raggi e qualcosa ancora si potrebbe fare

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  3. Alessandro Di Battista: “Quanto mi vogliono bene i giornalisti!”.
    Aridaje.
    E tu, caro Di Battista, quanto bene hai voluto a loro in tutti questi anni?
    Capisco il narcisismo ferito, ma fatti due conti.

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    • Tuttoguasto tuttoscemo
      E tu i conti quando li fai, la sera il fine settimana oppure a fine mese

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      • Ma scusa, zucca senza semi riempita di spazzatura e propaganda, cosa si aspetta Di Battista? Che i giornalisti insultati per anni scrivano: “siamo dei servi dei nostri editori impuri, e di conseguenza delle peggio lobby italiche, e anche degli USA e della Nato, mentre Di Battista è libero e può dire tutta la verità”?
        Che il caro Di Battista accettasse critiche e insulti da chi è stato criticato e insultato, senza ogni santa volta mettersi a frignare.

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      • “Che i giornalisti insultati per anni scrivano: “siamo dei servi dei nostri editori impuri, e di conseguenza delle peggio lobby italiche, e anche degli USA e della Nato, mentre Di Battista è libero e può dire tutta la verità”?”

        Sarebbe il minimo, un atto dovuto, visti i soldi pubblici che si pappano, la cassa pensionistica e tutti i privilegi. A questa operazione di espiazione dovrebbero aggiungersi dimissioni di massa, saio e eremitaggio in grotte sulle alture sine die.

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  4. Vabbè dibba’ però mo basta troppe ferie te stai a fa’ sbrigati a ricandidarti che me vojo gode i tui comizzi sui palchi in mezzo alla gente perché sarai uno dei pochi a non aver paura di confrontarsi con la gente comune
    Dajie

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  5. Alessandro, tu sei una persona dritta!! I tuoi detrattori no!! È così triste dover essere spettatori di simili “schifezze”, avvilente constatare che persone che, hanno potere mediatico, debbano essere peggiori dei più vili mentitori, gentucola da strapazzo, strapagata per sputtanare chi è integerrimo al contrario loro… Vendere la propria morale per 4 miseri soldi è proprio un brutto vedere!! Tu sei forte ed onesto in tutti i sensi, loro non sanno nemmeno cosa sia l’onestà!! Forza Alessandro!! Noi siamo con te e con chi vuole il bene di questo paese!!

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  6. IL SOGNO DEL MARTELLO
    Meloni al 25% e 5 Stelle al 15%.
    Governo di destra costretto a non poter fare a meno della Meloni(PDC), Berlusconi P del Senato, e Dibba a leggere tutte i giorni le sentenze du colpevolezza su Berlusconi.
    Visto che nulla cambia, né può cambiare in questo paese di merda, fatemi realizzare questo sogno.

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  7. Devo spezzare una lancia a favore di Loquasto. Nel senso che è vero che Alessandro Di Battista non potrebbe aspettarsi nulla di diverso da questo atteggiamento. Ha sempre denunciato il piattume, il servilismo, l’ipocrisia dei giornalisti mainstream. Perché mai non dovrebbero vederlo come Nemico? Anzi, se ne parlassero bene, il Dibba dovrebbe chiedersi dove ha sbagliato. Poi se queste penne da strapazzo dovessero scrivere falsità da querela spero gli faccia un q..lo così. Dissento però da Loquasto sul fatto che “frigna”. Dibba si diverte, vuole solo evidenziare che pure non avendo incarichi in politica da 5 anni, lo hanno ancora nel mirino.

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  8. “Ormai siamo al terrorismo politico-mediatico
    L’obiettivo è distruggere il M5S. Giornaloni scatenati contro Giuseppe Conte e chiunque critichi il premier Draghi.

    Vittorio Feltri: “Il vero comico è Conte, non Beppe Grillo”. Matteo Renzi: “Sì allo statista Draghi, no allo stagista Conte”. Il giornalista Mario Lavia: “M5s come i Demoni di Dostoevskij ma con il tavernacoliere (“Lo sfonnamo”). Due piccioni con una fava: avanti Draghi e Conte distrutto”.

    INCONTRO DRAGHI CONTE A PALAZZO CHIGI
    Giornaloni scatenati contro Conte, il M5S e chiunque critichi il premier Draghi

    Fenomenale il giornalista de Il Riformista Aldo Torchiaro: “La decisione di far cadere Draghi è stata presa a Roma o a Mosca? @GiuseppeConteIT dica la verità sul viaggio di Di Battista pagato dal Fatto, chi ha incontrato e quali ordini ha preso?”. Per Torchiaro, ma mica solo lui, sono in molti perfino dentro il Pd, ci sarebbe un ordine mondiale organizzato di poteri forti che ha ordito un complotto contro Conte usando un viaggio di Alessandro Di Battista in Russia per provare a far cadere Draghi.

    Si può pensare ciò che si crede di questa crisi di governo ma il dibattito italiano mette i brividi. La stragrande maggioranza dei media – sia quelli che fin dall’inizio si sono dichiarati camerieri di Draghi e del draghismo sia quelli che da anni fingono di essere progressisti e invece sono conservatori con la spilla delle Feste dell’Unità – vorrebbero convincerci che essere contro Draghi sia un peccato mortale, la miccia di una catastrofe, il capitolo prima dell’invasione delle cavallette.

    A stupire non è tanto il terrorismo applicato come arma dall’opinionismo politico – sono anni che usano solo questo, l’hanno imparato benissimo dai peggiori politici Usa – ma la vastità dell’operazione. Sono rarissimi i giornali che scrivono una loro opinione, anche durissima, contro l’operato di Conte e del Movimento 5 Stelle. Quello che conta è proclamare la “distruzione” del partito avversario, oppure “la definitiva uscita dal Parlamento” di un partito.

    Se potessero augurerebbero uno sterminio di eletti e elettori di quel partito, si trattengono solo per mantenere un filo di finta dignità. Il tentativo di annientamento di Conte e del Movimento 5 Stelle, attraverso la vigliacca arma del discredito sistematico, sta raggiungendo livelli così imbarazzanti che perfino chi non ha mai votato Movimento 5 Stelle (io), anche chi li ha sempre poco amati, in queste ore sta chiedendo di rientrare nei limiti della dignità politica.

    Attenzione: chi si augura la cancellazione del M5S confidando in un genocidio politico sono gli stessi che sono pronti ad abbracciare la Lega di Matteo Salvini (magari usando Giancarlo Giorgetti come fondo tinta), sono gli stessi che hanno riabilitato Silvio Berlusconi mentre nel trentennale dalla morte di Falcone e Borsellino i suoi colonnelli peggiori appena usciti dalla galera hanno apparecchiato le elezioni in Sicilia, sono gli stessi che pompano Guido Crosetto per normalizzare il post-fascismo “buono e competente” di Fratelli d’Italia, sono gli stessi che sono pronti a ingoiare tutto, proprio di tutto, l’importante è che non ci sia Conte.

    Dentro a questo plotone d’esecuzione c’è quel Matteo Renzi che ora sarebbe disposto perfino a pomiciare con Luigi Di Maio pur di ottenere la sua vendetta. Ci sono i giornalisti che oggi amano Draghi solo perché è il padrone, pronti ad amare perfino Conte se per un’impossibile allineamento degli astri dovesse tornare alla ribalta. C’è dentro tutta la schiera di questa Italia ipocrita, inetta e servile. Ieri su un prestigioso quotidiano nazionale abbiamo perfino letto uno scrittore premiato allo Strega che ha scritto una lettera di scuse a Draghi, come un buon amministratore di condominio imbarazzato con un suo condomino, che ci ha tenuto a letteraturizzare lo stigma contro Conte.

    Non è questione di difendere Conte, non è quello il punto. Ciò che si legge in questi giorni non ha nulla a che vedere con la politica ma è la stessa boria cretina di chi usa la guerra come serotonina: perfino essere in disaccordo con Draghi è peccato mortale. Non ci si può permettere di notare che a oggi non si è mai affrontato e non si è mai provato a risolvere la questione dei salari da fame, non si può fare notare che la distruzione del Reddito di cittadinanza non prevede – nel dibattito politico – un’altra eventuale soluzione per i poveri.

    Non ci si può permettere di dire “il governo Draghi non mi piace, questo governo non fa quello che io riterrei giusto” perché immediatamente si viene inseriti nella lista di proscrizione dei “grillini” e quindi “nemici della Patria”. Basterebbe solo conoscere un po’ di storia – quella scritta sui libri di storia, mica quella scritta nei bigini di partito – per rendersi conto del sapore fascista di questa ampia operazione. E, badate bene, è un fronte comune che non si riesce a cementare contro Casapound o Forza Nuova, è un fronte comune che poi si sgretola quando capita un politico qualsiasi che inneggia a Hitler e Mussolini.

    Un bel pezzo del mondo dell’informazione ha trovato unità di intenti contro Conte e il M5S, eleggendo Di Maio (che fino a ieri era il “bibitaro”) come loro novello Cavour. Non riescono semplicemente a dire che Mario Draghi dovrebbe rimanere perché lo ritengono indispensabile per il Paese – posizione legittima e politica – il loro compito è distruggere l’avversario. Poi con calma distruggeranno quella che ritengono l’estrema sinistra (Leu in primis), poi i “dissidenti” del Partito democratico che hanno collaborato con il nemico e infine ce l’avranno fatta: qualsiasi partito che si occupi di istanze sociali sarà stato disinnescato.”

    Pubblicato il
    19 Luglio 2022
    La notizia

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  9. Caro Dibba, credo tu sia una persona perbene. Questo è già tantissimo Politicamente devi maturare, non poco. Allora, se vuoi dare una mano, sbrigati. In caso contrario, non aggiungere altri problemi a quelli che il Movimento già deve affrontare.
    Ciao caro.

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