Le vedove piangono. Mattarella scioglie le Camere e dice a Draghi cosa fare

Il premier si dimette al Quirinale, poi il messaggio del capo dello Stato sul programma dei due mesi elettorali. Il certificato di morte della legislatura viene scritto dopo le cinque della sera. Un giovedì di procedure, tutto sommato tranquillo, all’indomani del can can forzaleghista contro il Migliore […]

(DI FABRIZIO D’ESPOSITO – Il Fatto Quotidiano) – Il certificato di morte della legislatura viene scritto dopo le cinque della sera. Un giovedì di procedure, tutto sommato tranquillo, all’indomani del can can forzaleghista contro il Migliore. La Costituzione impone che il capo dello Stato sciolga il Parlamento sentiti i presidenti di Senato e Camera e così Sergio Mattarella nel pomeriggio riceve in successione Queen Elizabeth Casellati e Roberto Fico. Una formalità. Più o meno la stessa cosa, in mattinata. Quando Mario Draghi consegna nelle mani del presidente della Repubblica le sue “determinazioni” alias le dimissioni da presidente del Consiglio. I due “quello che si dovevano dire già se l’erano detto”, fanno sapere dal Colle. Mera procedura. Appunto.

Fino all’atto finale. La comunicazione di Mattarella al Paese. Il governo del presidente spira per sempre, ma il capo dello Stato non fa requisitorie contro i tre partiti (tra quelli che l’hanno rieletto al Quirinale alla fine di gennaio) che hanno impallinato in un solo colpo esecutivo e legislatura. Con il consueto piglio da arbitro democristian-socratico, Mattarella di grigio vestito annuncia che ha firmato il decreto di scioglimento. Dopo aver trovato tre soluzioni diverse dal 2018 a oggi (maggioranza gialloverde, indi giallorossa, infine di unità nazionale), stavolta c’è stata una totale “assenza di prospettive” con il no di Conte, Salvini e Berlusconi.

Game over.

Ma senza accuse dal Colle. Semmai il presidente scrive un nuovo capitolo della prassi costituzionale in materia di “affari correnti” di un esecutivo destinato a gestire la fase elettorale. Draghi resta infatti a Palazzo Chigi fino alle urne, fissate per il 25 settembre dal Consiglio dei ministri tenuto dopo il decreto di scioglimento delle Camere.

Sostiene Mattarella: “È noto che il governo, con lo scioglimento delle Camere e la convocazione di nuove elezioni, incontra limitazioni nella sua attività. Dispone comunque di strumenti per intervenire sulle esigenze presenti e su quelle che si presenteranno nei mesi che intercorrono tra la decisione di oggi e l’insediamento del nuovo governo, che sarà determinato dal voto degli elettori”. In pratica, il presidente scandisce l’agenda del governo elettorale. La crisi economica e sociale. La guerra della Russia contro l’Ucraina. La lotta al Covid e i soldi del Pnrr. Nessun paletto, specificano al Colle, per l’esecutivo che verrà dopo le urne. Semmai un memento per Draghi ma anche per la campagna elettorale, laddove pur “nell’intensa, e a volte acuta, dialettica della campagna elettorale – vi sia, da parte di tutti, un contributo costruttivo, riguardo agli aspetti che ho indicato; nell’interesse superiore dell’Italia”. Del resto era stato questo “interesse superiore” a spingere Mattarella a dare l’incarico al Migliore nel febbraio del Ventuno.

Ed ecco quindi l’elenco degli affari correnti.

Uno. “Il periodo che attraversiamo non consente pause negli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell’aumento dell’inflazione che, causata soprattutto dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari, comporta pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese”.

Mattarella usa più volte l’aggettivo indispensabili.

Due. “Interventi indispensabili” anche “per contenere gli effetti della guerra della Russia contro l’Ucraina sul piano della sicurezza dell’Europa e del nostro Paese. Indispensabili per la sempre più necessaria collaborazione a livello europeo e internazionale”.

Infine, il Pnrr e la pandemia.

Tre e quattro. “A queste esigenze si affianca – con importanza decisiva – quella della attuazione nei tempi concordati del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, cui sono condizionati i necessari e consistenti fondi europei di sostegno. Né può essere ignorato il dovere di proseguire nell’azione di contrasto alla pandemia, che si manifesta tuttora pericolosamente diffusa”.

Così parlò il presidente.

Alla vigilia di un agosto di comizi. La prima volta della Repubblica.

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4 replies

  1. Mattarella non era quello che faceva le valigie perché è incostituzionale rieleggere lo stesso presidente?

    Tanto per capire in che mani siamo.

    E’ anche quello che ha firmato il Rosatellum, fatto apposta per azzoppare i 5S.

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  2. Napolitano e Mattarella verranno ricordati negli anni come i pegfiori presidenti delka Repubblica ! Uno succube dell altro nella loro folle corsa da ricchi pensionati handicappati a fare i fatti loro contro le scelte eletterali che avrebberero escluso il loro regno incontrastato ( gli apparati di governi che si perpetuano affinché nulla cambi mai !) Novelli e antichi gattopardi che non hanno mai mantenuto la parola data ! E i traditori sono chi si oppone alla loro regnanza e tirannia ?

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  3. Non ho capito .Cosa significa considerare emergenza la guerra in Ucraina ? che il governo senza una maggioranza e quindi dimissionario può comunque decidere di inviare a Kiev altre armi e magari il nostro esercito ? Spero ardentemente di no !

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  4. Intanto Draghi ha le mani libere per fare quello che gli pare fino a settembre, poi qualcosa può sempre accadere per instaurare un governo di emergenza, etc etc..

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