Uno Stato fondato sulla poltrona

Non c’è niente da fare: siamo una Repubblica fondata sulle poltrone. Solo per queste, infatti, ieri è saltato il governo Draghi.

SENATO, ESAME E VOTAZIONE DECRETO AIUTI

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Non c’è niente da fare: siamo una Repubblica fondata sulle poltrone. Solo per queste, infatti, salta il governo Draghi e con tutta probabilità anche la legislatura. Di fronte all’uscita dei 5 Stelle dalla maggioranza, maltrattati fino alla fine dal premier, l’Esecutivo aveva ancora i numeri e la disponibilità del Presidente del Consiglio per proseguire, facilmente convinto da una presunta richiesta di folle oceaniche di italiani.

A sorpresa, però, Berlusconi e Salvini hanno posto una nuova condizione: far diventare politico un Esecutivo nato per essere di unità nazionale. Una pretesa assurda, perché dai banchi del Movimento si era capito già dal mattino che Draghi con i suoi impegni fumosi sull’agenda sociale avanzata da Conte non aveva convinto nessuno, e di conseguenza avrebbero tolto il disturbo.

Cosa volevano allora Lega e Forza Italia? Semplicemente spartirsi le seggiole, sostituendo i loro stessi ministri scelti da Mattarella e non dai leader dei due partiti, e aumentarle con quelle liberate dal Movimento. Un gioco al quale il premier non può giocare, se non al prezzo di perdere quel che resta della sua faccia, dopo essersi reso disponibile a rimangiarsi l’impegno a non governare senza i 5S.

E ora che succede? Una personalità di garanzia, tipo Amato o Cottarelli, ci dovrebbero portare presto a votare. Su questo, tutti i partiti sono impreparati, compresa la Meloni, e a maggior ragione nel favoleggiato campo largo della sinistra, ma con questi chiari di luna meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine.

6 replies

  1. Non credo si sia trattato di un tema (solo) di poltrone.
    B. e il caxxaro verde hanno fiutato che il M5* era irremovibile e, se i due avessero continuato a sostenere draghi fino in fondo votando la fiducia, sarebbe venuta meno la possibilità di avere mano libera per la campagna elettorale, a tutto vantaggio della signora meloni. Ecco, a mio avviso, il motivo vero della giravolta forzaitaliota-leghista.

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  2. Salvini non vedeva l’ora di uscire dal governo, senza tuttavia passare da responsabile della rottura per non essere accusato di un Papete 2. Il genio politico di Conte unito a quello di Travaglio hanno trovato il modo di dargli questo formidabile assist. Mecojoni si dice a Roma

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    • In realtà è chiaro come il sole che il governo l’ha fatto saltare Draghi stesso in primis insieme a LEga e FI. Poi giornali e TV possono dire le stronzate più immani, ma chi ha un minimo di raziocinio non dovrebbe faticare a capirlo.

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  3. “Una pretesa assurda, perché dai banchi del Movimento si era capito già dal mattino che Draghi con i suoi impegni fumosi sull’agenda sociale avanzata da Conte non aveva convinto nessuno, e di conseguenza avrebbero tolto il disturbo.”
    Gaetano, non serviva neanche capirlo, perché la loro pretesa era proprio quella di fare il rimpasto escludendo il M5S.

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  4. PIERLUIGI PICCOLI
    POLITICA NAZIONALE e INTERNAZIONALE.
    Ciò che sta succedendo in questi giorni in Italia è il riflesso di ciò che sta succedendo nel mondo e ciò che sta succedendo nel mondo è l’eterna lotta tra le superpotenze mondiali.
    Tucidide, duemila e quattrocento anni fa, ha descritto nella sua opera “La guerra nel Peloponneso” le vicende delle guerre tra Sparta ed Atene, le due superpotenze politiche e militari di quel tempo.
    Tucidide afferma che le politiche di allargamento di Sparta ed Atene hanno avuto, come necessaria conseguenza, la guerra da lui considerata come inevitabile.
    A me sembra che la guerra tra Sparta ed Atene assomigli molto all’ attuale guerra tra Usa e Russia.
    Entrambe vogliono allargare la loro sfera di influenza e questa politica, prima o dopo, porta al conflitto armato ed è ciò che sta succedendo in Ucraina.
    Gli Usa hanno una popolazione di 330 milioni di persone e la Russia di 140 milioni per un totale di 470 milioni, ossia il 7% circa della popolazione mondiale.
    Quale sarebbe l’interesse dell’Europa e dell’Italia in merito a questa guerra?
    Basterebbe copiare il popolo più intelligente del mondo e che abbiamo nel cuore dell’Europa: la Svizzera e la sua democrazia diretta che si avvale dello strumento del referendum sia propositivo che negativo.
    Perché l’Europa non copia gli svizzeri?
    Perché ha una classe dirigente guerrafondaia e cittadini come pecore belanti al primo pastore o leader che passa, sia che si chiami Berlusconi, Renzi, Salvini, Di Maio, Di Battista, Meloni o Conte.

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