Salvini e B. pressati dalla Meloni: “Basta, andiamo alle urne”

Incognite. Silvio e Matteo non hanno deciso cosa fare. I timori dei governisti di FI e Lega. A metà pomeriggio, mentre il presidente del Consiglio Mario Draghi si trova al Quirinale, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi si sentono al telefono. Sanno che sta cadendo tutto e decidono che gestiranno […]

(DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – A metà pomeriggio, mentre il presidente del Consiglio Mario Draghi si trova al Quirinale, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi si sentono al telefono. Sanno che sta cadendo tutto e decidono che gestiranno insieme la crisi di governo “senza farsi sopraffare dai ricatti del M5S”. Così sarà da qui a mercoledì, quando il premier si presenterà in Aula. La loro posizione sarà decisiva: se Lega e Forza Italia chiederanno a Draghi di restare rinnovandogli la fiducia, per il premier sarebbe difficile rifiutare. Ma sono combattuti. Matteo Salvini spinge verso il voto, ma non vuole diventare il responsabile della crisi; Silvio Berlusconi si fa concavo e convesso: se salva il governo sarà il re della stabilità, se si andrà a votare potrà dare la responsabilità al M5S e portare a casa almeno 30 seggi in tandem con il Carroccio. E quindi entrambi lo dicono, seppur con sfumature diverse: “Meglio andare a votare”. L’occasione di fare il cappotto nelle urne, d’altronde, è troppo ghiotta. Dall’esterno, Giorgia Meloni spara: “Si deve andare al voto, niente scherzi”.

Così, dopo le dimissioni di Draghi in Consiglio dei ministri, fonti della Lega fanno sapere che “l’Italia e Draghi erano vittime dei troppi no del M5S e delle forzature ideologiche del Pd” e poi giudicano “impensabile che l’Italia debba subire settimane di paralisi in un momento drammatico come questo”. Conclusione: “Nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani”. Il capogruppo della Lega Riccardo Molinari è ancora più diretto: “Senza i 5 Stelle si va a votare”. Ma Salvini è dubbioso: vuole aspettare cosa dirà Draghi mercoledì. “Serve prudenza” dice ai suoi. Antonio Tajani parla per Forza Italia e invece non fa menzione del voto, ma se la prende con i 5 Stelle: “Basta ai ricatti”. La posizione di Berlusconi è più sfumata di quella di Salvini: o Draghi o voto. Per tutta la sera si parla di un comunicato congiunto Salvini-Berlusconi che però non arriverà. Il succo è questo: “Ci muoviamo insieme”. Non hanno deciso che fare.

Anche perché devono fare i conti con le dichiarazioni di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia parla alla festa dei Patrioti a Palombara Sabina (Roma) e lo dice chiaramente: “La legislatura è finita, il presidente della Repubblica deve sciogliere le Camere: subito al voto”. Poi ci va giù durissima con gli alleati di Lega e Forza Italia sospettando, per l’ennesima volta, un tradimento della coalizione di centrodestra: “Non puoi fare nulla di buono se vai al governo con gente che la pensa all’opposto del tuo – attacca Meloni –­ quindi ora niente scherzi, spero che il voto sia la priorità anche degli altri partiti del centrodestra”. Fratelli d’Italia si trova in una situazione win-win: “Se si va al voto facciamo il pieno, se resta in piedi Draghi arriviamo al 30%” sogghigna un alto dirigente meloniano. Anche perché è già pronto il fuoco di fila contro Lega e FI se dovessero fare dietrofront e salvare Draghi: “Sarebbe una farsa”.

Oltre alle pressioni internazionali, sia Salvini che Berlusconi da qui a mercoledì subiranno anche una spinta dalle ali moderate e governiste dentro Lega e Forza Italia. La situazione più complicata ce l’ha il segretario del Carroccio perché i governatori e Giancarlo Giorgetti spingono perché l’esecutivo vada avanti. Luca Zaia e Massimiliano Fedriga glielo hanno ripetuto anche ieri mattina in videocollegamento, pur non essendo contrari al voto. Giorgetti, fedelissimo di Draghi, lo aveva già anticipato la mattina: “Fine del governo? Ci sono sempre i tempi supplementari” aveva detto alle telecamere di Fanpage.it. Dall’altra parte, i salviniani duri e puri, già insofferenti nell’esecutivo, invece spingono per il voto subito e ieri hanno esultato per le dimissioni del premier: “Fare finta che non sia successo niente e andare avanti con il M5S sarebbe ridicolo – dice il salviniano Edoardo Rixi –­ anche perché si è creato un precedente: da ora in poi ognuno potrebbe non votare la fiducia a un provvedimento e non succederebbe niente”. Anche in Forza Italia i ministri stanno lavorando per salvare Draghi: la ministra Mariastella Gelmini chiede che la crisi “non ricada sugli italiani”, Renato Brunetta sostiene che “l’Italia non può fare a meno di Draghi” e invita le forze politiche a “chiedergli di restare”. Il timore, tra i governisti di Forza Italia e Lega, è che Salvini e Berlusconi fermino ogni trattativa per restare al governo.

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3 replies

  1. I motivi per cui meloni vuole andare ad elezioni, sono proprio i motivi per cui non ci vogliono andare gli altri due, attaccarsi da subalterni alla gonnella di colei proprio non gli va giù, ma prima o poi dovranno farsene una ragione

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  2. “l’Italia e Draghi erano vittime dei troppi no del M5S ”
    Scusa già usata, nonché falsa.
    Ritenta, sarai più fortunato!

    Ho notato una “strana” coincidenza… Vogliono andare a votare quelli che pensano di vincere le elezioni e vogliono far durare il Governo quelli che ci sono dentro con tutte le zampe… 🤔… ma sarà un caso, altrimenti non ci avrebbero scritto un articolo.
    Sicuramente hanno motivazioni più alte, maligna che sono…

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  3. Ma si accòmodi, la buzzurra del mercato, l’urlatrice nevrotica dalla voce rauca! Ci vada lei a farsi crocifiggere, così la vedremo darsi da fare (???) nell’ “ora più buja” e cioè ad autunno, in questo paese di disperati mafiosi, massoni e fondamentalmente fascisti. Ci vada, ci vada, ripeto: si accòmodi!

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