Pizza, crisi e mandolino

I soliti italiani: la crisi del governo Draghi sui giornali stranieri. Stupore, preoccupazione e analisi impietose sulla stampa estera dopo le dimissioni di Draghi: per El Pais «l’ortodossia del premier si scontra con la vulcanica politica» di Roma, Le Figaro parla di «storia italiana, quindi storia complicata», il New York Times sottolinea «teatrini e macchinazioni dietro le quinte».

(tag43.it) – Il solito casino all’italiana. Dall’estero ci guardando e scrutano la crisi del governo Draghi con un mix di stupore, preoccupazione e rassegnazione per quelle dinamiche machiavelliche tipiche dei nostri Palazzi romani. Innanzitutto c’è l’Unione europea, che – anche se non lo può dichiarare esplicitamente – è terrorizzata dalla possibile defenestrazione di “Super Mario”. Non a caso dalla Commissione hanno fatto sapere che «la presidente Ursula von der Leyen ha ripetutamente sottolineato la stretta e costruttiva collaborazione con il premier Mario Draghi». Tradotto: lui è una garanzia, meglio che resti al suo posto, altrimenti chi porta a termine il progetto del Recovery Plan? L’Italia tra l’altro è il principale beneficiario del programma Next Generation EU con oltre 200 miliardi ed è difficile trovare una figura più accreditata e autorevole dell’ex Bce per finire il lavoro. Anche sulla stampa estera l’attenzione su Roma e alta, e molti giornali non si aspettavano un epilogo come quello delle dimissioni (respinte) di Draghi.

Germania: per la Bild è un «Draghi-dramma» in un momento di emergenza internazionale

La stampa tedesca, mai tenera con le nostre vicissitudini, parla addirittura di «Draghi-dramma», come ha titolato subito in homepage la Bild, sottolineando che «l’Italia sta scivolando in una profonda crisi politica nel mezzo di un’emergenza per la siccità e l’energia, la guerra in Ucraina e importanti decisioni in sospeso sui fondi Ue. Draghi ha recentemente sottolineato che ai suoi occhi non ci sarebbe governo senza il Movimento Cinque Stelle». Anche secondo la Süddeutsche Zeitung «l’Italia sta scivolando in una crisi di governo senza una soluzione facilmente prevedibile». La speranza è che ci metta una pezza Mattarella, visto che «la gestione della crisi di governo è ora nelle mani del presidente della Repubblica. Può chiedere a Draghi di riprovare subito – o con la stessa alleanza, che negozia un nuovo patto per il resto della legislatura, o con una nuova coalizione».

I soliti italiani: la crisi del governo Draghi sui giornali stranieri
La crisi del governo Draghi su El Pais.

Spagna: secondo El Pais «l’ortodossia di Draghi si scontra con la vulcanica politica italiana»

In Spagna sembrano conoscerci fin troppo bene, se è vero che El Paìs ha efficacemente titolato: «L’ortodossia di Mario Draghi si scontra con la vulcanica politica italiana». Insomma anche il più algido dei burocrati finito nel tritacarne della “caciara” nostrana. Il quotidiano poi scrive che «l’ex presidente della Bce non ha accolto la dissidenza del Movimento 5 Stelle nel voto di fiducia al Senato e ora il capo dello Stato deve trovare una soluzione». L’apertura di El Mundo non è meno impietosa: «Mario Draghi si dimette da primo ministro dell’Italia, oggi tutti i vertici delle varie formazioni, come il conservatore Silvio Berlusconi (Forza Italia), l’estrema destra Matteo Salvini (Liga), il centrista Matteo Renzi (Italia Viva) e il progressista Enrico Letta (Partito Democratico) erano favorevoli di Draghi resta alla guida del Governo e criticavano aspramente il Movimento Cinque Stelle».

I soliti italiani: la crisi del governo Draghi sui giornali stranieri
La crisi del governo Draghi sulla Bbc.

Regno Unito: il Guardian sottolinea «il boicottaggio del cruciale voto di fiducia da parte del M5s»

Oltremanica sono già sufficientemente alle prese con la loro crisi di governo e l’addio del premier Boris Johnson, tuttavia nemmeno i britannici ovviamente trascurano quello che sta succedendo da noi. Il Guardian ha messo di spalla la notizia, titolando «il premier Mario Draghi si dimette dopo l’affronto del partner di coalizione», cioè gli irrequieti grillini. Spiegando poi che «la crisi è stata provocata dal boicottaggio del cruciale voto di fiducia da parte del Movimento Cinque Stelle», un «partito chiave nella sua ampia coalizione» che ora «potrebbe aprire la strada a elezioni anticipate». Viene anche intervistato Wolfango Piccoli, co-presidente della società di ricerca londinese Teneo, che parla di «passo formale». E riflette sul fatto che ora resta da capire se «le dimissioni verranno respinte e Mattarella gli dice di tornare in parlamento, perché ha ancora la maggioranza, oppure se Draghi ritiene conclusa l’esperienza».

I soliti italiani: la crisi del governo Draghi sui giornali stranieri
La crisi del governo Draghi vista da Le Figaro.

Francia: Le Figaro la descrive impietosamente come «storia complicata» in quanto è «una storia italiana»

In Francia Le Figaro spiega senza troppi giri di parole (e coi soliti pregiudizi, forse in questo caso fondati) che si tratta di una «storia complicata» in quanto è «una storia italiana». Viene riportato come la decisione di Draghi sia stata motivata dal fatto che, senza il supporto del Movimento 5 Stelle, il premier ritenga che il suo governo stia diventando «politico» e ritiene di non essere stato incaricato a guidare un esecutivo di questa natura. «Il decreto legge al centro della crisi politica contiene anche un provvedimento per agevolare la costruzione di un inceneritore di rifiuti a Roma, al quale i Cinque stelle si oppongono».

I soliti italiani: la crisi del governo Draghi sui giornali stranieri
La crisi del governo Draghi su Liberation.

Usa: il New York Times ci bacchetta ricordando «teatrini e macchinazioni dietro le quinte»

Pure da Oltreoceano ci guardano. Secondo il New York Times «il momento d’oro di stabilità dell’Italia è sembrato improvvisamente sull’orlo del caos dopo che Mario Draghi – un titano d’Europa, spesso chiamato Super Mario – ha presentato le sue dimissioni in risposta a una rivolta dei populisti anti-establishment all’interno del suo ampio governo di unità nazionale». Ma «in un segnale di quanto l’uscita di Draghi sarebbe traumatica per l’Italia, il presidente si è rifiutato di accettare le sue dimissioni, essenzialmente congelando la situazione politica fino alla prossima settimana, quando Draghi riferirà in Parlamento». Gli americani parlano anche di «inaspettata crisi di governo, teatrini e macchinazioni dietro le quinte» che hanno «lasciato l’Italia in uno stato di animazione sospesa e creato una potenziale calamità per l’Europa che cerca un fronte unito contro l’aggressione della Russia in Ucraina e affronta un’ondata di infezioni da Covid e crisi energetica».

4 replies

  1. Cioè, in Inghilterra il suo stesso partito sfiducia Johnson, in Francia il presidente non ha una maggioranza,in Germania la coalizione è ballerina,in America un ex presidente è sotto accusa per assalto alla casa Bianca e l attuale non sembra tanto in forma e noi saremmo i soliti italiani? Ci sarebbe da dichiarare un bel default così vedi quanti stati, grandi banche estere e fondi internazionali sarebbero più comprensivi

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  2. E chi se ne frega di ciò che scrive la stampa estera, che pensassero ai problemi di casa loro. Che abbiano timore che gli italiani con un sussulto d’orgoglio, seppure tardivo, si liberino del loro burattino che avevano applaudito un anno e mezzo fa?

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  3. si fa presto a dire stampa estera
    meglio dire: alcuni organi di stampa conservatrice.

    E’ come dire che esiste una stampa libera in Italia
    se uno straniero si volesse informare
    e compra solo CAIRO.INFO e GEDI.INFO
    sarebbe informato o
    disinformato?

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