Continua il potenziamento delle forze armate di Putin

(Gianluca Di Feo – repubblica.it) – “Non abbiamo ancora cominciato a fare la guerra sul serio”. Dopo 135 giorni di combattimenti, le minacce di Vladimir Putin vengono accolte come esercizi di propaganda: slogan per coprire i problemi mostrati sul campo dal suo esercito nella prima fase dell’invasione dell’Ucraina. Ma il potenziamento delle forze armate russe prosegue, guardando oltre l’Ucraina: continuano la costruzione di macchine belliche destinate alla sfida all’Occidente. Un esempio? Oggi è ufficialmente entrato in servizio il “Belgorod”, il più grande sottomarino nucleare completato dopo la fine dell’Urss. E’ lungo 184 metri, inferiore per dimensioni solo alla classe “Typhoon”, che negli anni Ottanta ispirò il kolossal hollywoodiano “Caccia all’Ottobre Rosso”.

La nuova unità non è solo tecnologicamente più avanzata delle altre: rappresenta un concetto nuovo della battaglia subacquea. E’ stato concepito per fare da “madre” a una famiglia di mezzi minori e soprattutto di battelli teleguidati. Il comandante in capo della flotta, Nikolaj Evmenov, lo ha presentato come un sistema di ricerca: il “Belgorod” apre nuove opportunità per la Russia nella conduzione di vari studi, consente di realizzare diverse spedizioni scientifiche e operazioni di salvataggio nelle aree più remote dell’Oceano”.

La costruzione è iniziata nel 1992, subito dopo la fine dell’Urss ed è stata interrotta più volte. Poi il riarmo voluto da Putin ha spinto a completarlo, trasformandone la missione. I “Typhoon” erano protagonisti del folle equilibrio nucleare della Guerra Fredda, pronti a lanciare dalla profondità i missili intercontinentali a testata multipla. Il “Belgorod” invece vuole colpire direttamente negli abissi tramite il Poseidon: un mostruoso siluro con un’autonomia enorme, più volte evocato dal Cremlino. Lungo 24 metri, si ritiene che possa colpire a oltre 10 mila chilometri di distanza. L’obiettivo è quello di far esplodere un’atomica sott’acqua, scatenando una sorta di colossale tsunami sulle coste avversarie: immaginate la devastazione che potrebbe provocare in città come New York o Los Angeles.

Senza bisogno di arrivare a questi scenari apocalittici, il nuovo sottomarino dispone di altri strumenti micidiali: trasporta veicoli subacquei più piccoli, che possono sabotare le arterie costruite nei fondali marini. Mezzi per sabotare oleodotti o gasdotti, ma soprattutto per spiare e manipolare i cavi in fibra ottica che sono la rete vitale del mondo digitale, lì dove passano le connessioni web e le telefonate. La più nota di queste navette è il “Losharik”, dal nome di un cavallo snodabile protagonista di un popolare cartone animato sovietico: può immergersi fino a duemila metri di profondità, dove non teme rivali.

Il “Poseidon” è ancora nella fase dei prototipi, mentre il “Losharik” sarebbe in riparazione. Ma il “Belgorod” ha già ricevuto un altro battello spia per condurre le sue missioni di intelligence, mascherate sotto la copertura di “esplorazioni scientifiche”. Finora gli analisti della Nato avevano guardato con scetticismo al progetto: sono passati quattro anni dal varo del grande sottomarino e si riteneva che fosse lontano dal diventare operativo. Invece ieri è stato annunciato l’inizio dell’attività militare: un’altra pedina che entra nel confronto tra potenze innescato dall’invasione dell’Ucraina, con una situazione che appare ogni giorno più tesa.

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4 replies

  1. Il bilancio di spesa militare della Russia è un quarto di quello dell’EU e un decimo di quello Usa. Se fossero vere tutte le storie raccontate nell’articolo bisognerebbe concludere che i russi sono quanto meno geniali.Caro Corriere degli infanti…

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  2. Che i Russi non siano stupidi l’ hanno dimostrato un sacco di volte. Anche ora, nonostante Putin “con l’ Alzheimer”.
    Putin?

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