Uno non vale più uno

(Fabrizio Roncone – Sette – Corriere della Sera) – Il trasloco di Luigi Di Maio e della sua brigata di scissionisti e stato veloce ed essenziale: dal M5S si sono portati dietro solo la poltrona e il conto corrente.

Carla Ruocco, ex grillina dura e pura, in un paio di efferate interviste ha spiegato: «Beh, che volete? Ci siamo evoluti». E-vo-lu-ti? No, aspetti, onorevole Ruocco: e troppo facile chiuderla cosi.

Voi avete responsabilità politiche profonde e tragiche, e sarebbe giusto che ne rendeste conto. Niente può essere dimenticato. A cominciare dal gigantesco e terrificante inganno con cui nasceste, quel Vaffa progettato a tavolino con la pericolosa astuzia di Casaleggio padre e con la feroce arroganza del suo compare, Beppe Grillo.

Un tranello nel quale caddero milioni di italiani, che vi spedirono in Parlamento. Dove siete arrivati promettendo di aprire tutto come una scatoletta di tonno e invece tra i velluti rossi e i lampadari luccicanti vi siete trovati subito comodi, rimanendo sedotti da quel potere che avevate promesso di combattere.

Quanta miserabile debolezza. E quanto male avete seminato con la folle bugia dell’«uno vale uno»: inoculando nel tessuto del Paese l’idea malvagia che la competenza fosse inutile, l’esperienza un limite, la modestia un valore. […]

(…) Ha dimenticato, onorevole Ruocco, quella memorabile sera in cui vi affacciaste eccitati come bambini dal balcone di palazzo Chigi per urlarci che avevate «abolito la povertà»? Che pena: perché poi, poco alla volta, ma sempre fingendo cordoglio, avete cambiato idea su tutto. Sulla democrazia diretta e sullo streaming (indimenticabile la pagliacciata di cui fu vittima Pier Luigi Bersani nel 2013), sull’Europa e sulle banche, su Tav e Tap, sulle auto blu (adorate sprofondare nei sedili di pelle) e naturalmente sul limite del doppio mandato. Ora avete mollato lo zatterone di Giuseppe Conte, che inesorabilmente punta gli scogli. E pensavate di farla franca. «Ci siamo evoluti». No, onorevole Ruocco: ormai sappiamo chi siete. Ogni trucco e inutile.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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9 replies

  1. Come le sardine: tanto clamore, ospitati ovunque, proclami futuristi..
    Tutto per una poltrona a mattia santori, il resto dissolto come un peto nel maestrale.

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  2. Detto da uno come Roncone, figlio di papà che va a braccetto da sempre con i parlamentari di ogni risma (tranne gli odiato grillini), frequenta cene, buffet, salotti in felice compagnia di quelli su cui non ha mai osato scrivere una riga, pena la perdita del posticino d’oro, uno che presto, grazie a Draghi, si ritroverà con una pensione da nababbo pagata dallo Stato, cioè da noi, beh direi che è patetico se non vomitevole

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  3. ma 0 vale sempre 0….mi auguro si finirà presto di parlare e scrivere di questi parassiti: non se ne può più di leggere ogni giorno di Giggino Giggetto!

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  4. Che uno come Fabrizio Roncone, esempio del materiale di risulta in cui versa il giornalismo italiano, continui ad infierire, perculando, sui 5stelle in toto, compresi gli ex ora sotto protezione dimaiana, dovrebbe far capire che il peccato d’origine, l’essere contro il Sistema in cui sguazzano cialtroni come Roncone, non verrà mai lavato. La Ruocco, la Castelli, Di Maio stesso, e tutti gli altri, pentiti e non, saranno sempre sbeffeggiati ed osteggiati. Anzi i pentiti di più. Perché è a loro che chiederanno conto della minaccia rappresentata in passato da un Movimento che voleva stravolgere il vecchio assetto di Potere. E i bravi, gli scherani, come Roncone, non perdonano il fatto di essersi “cacati sotto” all’idea di non contare più nulla, di non poter più rappresentare, gozzovigliando, la politica degli “amici”. Tradire la propria missione, i propri ideali, per restare comunque fuori dalla porta del Sistema, guardato come un bifolco stupido, è stato un suicidio d’immagine e di futuro. Un karakiri indegno.

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