Di Alpini, Pascale, Briatore e altre aberrazioni mediatiche italiane

La notizia di oggi è una non notizia: praticamente tutta o quasi la roba che leggete in giro su Facebook è spazzatura

(di Fabio Massa – true-news.it) – La notizia di oggi è una non notizia: praticamente tutta o quasi la roba che leggete in giro su Facebook è spazzatura. E se vedete una grande polemica su un tema, quasi sicuramente è una cretinata atomica, usata per qualche fine politico.

Prendiamo il caso degli alpini

Alpini molestatori! Alpini che toccano il sedere e insidiano le ragazze! Alpini machi, rappresentanti del patriarcato e del maschilismo imperante! E via di scandalo, con dichiarazione di tutti, compreso il ministro della Difesa.

In prima linea Fanpage, che con Saverio Tommasi va e dimostra – secondo lui – che gli Alpini sono dei molestatori. Altro che eroi: violentatori. Indignazione. Poi però aspettiamo che il centinaio di donne che si sono sentite molestate e che hanno fatto dichiarazioni qui e là vadano dai carabinieri o in procura a sporgere denuncia. Niente. I primi giorni dopo lo scandalo gira la notizia che a sporgere denuncia è stata una persona sola, poi forse due.

Magari è perché la gente ha paura, all’inizio. Poi però il tempo passa. Ad oggi, è stata una sola la denuncia. Centinaia di donne molestate, una denuncia.

Vabbè, la Procura indaga

E che cosa scopre? Che l’unica che ha visto qualcosa è un’amica della signora. Non ci sono altre testimonianze, non ci sono immagini dalle telecamere di sorveglianza, e pure le parole delle due persone non bastano a identificare nessuno.

Risultato: la procura chiede l’archiviazione. Chissenefrega, intanto, che il corpo degli Alpini nella sua interezza sia stato infangato dalla vicenda. Chissenefrega se gli Alpini, che durante la pandemia avevano tirato su ospedali, fornito supporto, eccetera, siano stati dipinti come degli orchi violentatori di ragazzine. In fondo i social servono a questo: a creare casi e mostri.

La domanda è: chi ci guadagna?

E la risposta è semplice: c’è un preciso sistema valoriale che ci guadagna, un preciso circo di media, di influencer, di giornalisti e di giornaliste, che inseguono un obiettivo assai preciso.

Sono le stesse e gli stessi che hanno lanciato l’allarme per il diritto all’aborto in Italia, dove nessuno si sogna (giustamente), di metterlo in discussione. Anche perché sarebbe sonoramente spernacchiato. Se le donne con la Dc al potere (e anche moltissimi uomini), votarono sì nel 1981 figuratevi oggi che maggioranza potrebbe avere un referendum analogo. Insomma: creano l’allarme come con gli alpini, con interessati parallelismi con la Corte Suprema americana e ovviamente dimenticando di raccontare che il voto decisivo per l’elezione del giudice di estrema destra che ha riportato gli Usa nel medioevo, guarda un po’, l’aveva dato Joe Biden negli anni ’90.

Ah, ma questo non si può dire: sennò si colpisce il nemico di Trump, e chi è nemico di Trump è per forza amico, anche se è fesso.

Sono gli stessi, questi giornalisti e influencer, che polemizzano con la pizza di Briatore

Sono gli stessi, questi giornalisti e influencer, che polemizzano con la pizza di Briatore, facendogli così una pubblicità immensa tutta gratis, e sono gli stessi che ancora ci ammorbano con le storie di letto di Berlusconi che sono finite 20 anni fa, e sono gli stessi che davano della poco di buono a Francesca Pascale quando era la fidanzata dell’ex premier.

Tutto scordato, scordato il calippo, scordate le occhiatine, i moralismi, pure le parolacce dure e pure. Tutto scordato: questo è il regalo di nozze di Francesca Pascale. Per alcuni era libera e degna di stare con Berlusconi prima, ed è libera e degnissima di sposarsi con Paola Turci oggi. Insomma, libera di fare quel che gli pareva prima e dopo. Per altri, evidentemente, quando stava con Berlusconi era la calippa, mentre oggi è l’eroina che lotta contro gli stereotipi.

Come cambia la realtà, quando la si piega al proprio volere.

5 replies

  1. MI AUTODENUNCIO : NONOSTANTE NON SIA UN ALPINO , ALCUNI ANNI FA PUO’ DARSI CHE AVREI POSATO I MIEI OCCHI SUL SEDERE DI UNA BELLA RAGAZZA……………PER UN REATO TANTO ODIOSO DEVO MORALMENTE RINUNCIARE ALLA PRESCRIZIONE……………..

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  2. Anche io guardo volentieri il sedere dei bei ragazzi… Anche se sono donna, vale come molestia oppure se ricambiano l’ occhiata sono solo io che vengo “molestata”?

    A parte gli scherzi, il fenomeno ormai si è rivelato per quello che è, esattamente ciò che viene descritto nell’ articolo.
    E questo è molto preoccupante. Prima di tutto perchè tutti possono dire di tutto noi riguardi di chiunque e basta che un medium ( interessato) raccolga la denuncia che la cosa diventa vera. E’ un’ arma affilatissima e pericolosissima, che distrugge carriere, famiglie, persino vite più di un colpo di pistola.

    Secondariamente svilisce e depotenzia le violenze reali, quelle che lasciano il segno a volte per sempre: un semplice fischio, un apprezzamento un po’ pesante ( che ogni donna ha subito, scrollando le spalle e finisce lì) riceve il medesimo ( spesso maggiore, a seconda degli attori in commedia) “trattamento” il medesimo biasimo, la medesima visibilità di uno stupro, portato a termine o anche solo tentato. E tutto finisce in caciara.

    E per terza una riflessione su quanto siano disarmate le nostre vite: basta che una/un idiota alla moda interloquisca su Facebook che sei finito. Sono loro i “cani da guardia” della modernità, la mano operativa del potere. Altro che intellettuali, filosofi, scienziati… Basta si “muova” una Lucarelli, una Ferragni, una Vip (?) qualunque che passa le giornate a cercare un pezzo di carne sufficientemente succulento da azzannare senza mai pagare pegno (lei verrà creduta dai followers, le potenziali vittime, no…) e il destino di molti è segnato
    Meditate, gente, a questo siamo.

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    • In effetti ho visto lo scandalo della povera Greta Beccaglia, poverina, tastata sul sedere da un villanzone il quale, però, si è beccato l’accusa di violenza sessuale.

      Come dire che se dai uno schiaffo meriti la denuncia per tentato omicidio.

      Se passi col rosso per tentata strage.

      E via così.

      E tutto ‘sto scandalo perché è successo vicino alla celebrazione della giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre).

      Nel mentre, una giornalista di Fuori dal coro è stata malmenata da una occupante abusiva di casa, 15 giorni di prognosi, ci fosse stato qualche influencer che avesse proferito parola.

      Ma la tastata sul sedere no, quella non si può accettare.

      Un qualsiasi sistema giuridico che non applica la proporzionalità della punizione al reato è marcio al 100%.

      Non può essere che rischi 6 anni per una toccata e 12 anni per uno stupro completo tipo il caso del figlio di Grillo.

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  3. Comunque sia non si tastano i sederi…
    Noi donne abbiamo dimenticato come si annichilisce un molesto? Suvvia, non ci vuole tanto, bastano poche parole ben soppesate e lo sguardo “giusto”. I maschietti non sono tanto coraggiosi , per lo più, e capirli nell’ego è molto facile.
    E non tutti sono stupratori seriali, solo poveri imbecilli.

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  4. Vedo en passant che il figlio di Grillo è già stato condannato.
    Magari da chi dice che “dobbiamo avere fiducia nella magistratura”. Che a quanto pare a nulla serve.

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