Di Battista: “Mosca (e non solo) al tempo della guerra”

Paradosso. Lontano dalla capitale gli effetti delle restrizioni si sentono. Ma è maggiore il sostegno allo zar. Il boom dei fast food autoctoni che hanno sostituito i McDonald’s. Più Mosca segna vittorie in campo militare e più aumenta il rischio che la guerra possa oltrepassare i confini ucraini. […]

(DI ALESSANDRO DI BATTISTA – Il Fatto Quotidiano) – Mosca. Più Mosca segna vittorie in campo militare e più aumenta il rischio che la guerra possa oltrepassare i confini ucraini. D’altronde “la Russia non deve vincere” è il mantra che Joe Biden, Boris Johnson e molti leader europei stanno ripetendo. Cosa questo realmente significhi non ci è dato saperlo. Che i russi stiano sfondando in Donbass è fuor di dubbio, così come è ormai palese che l’isolamento di Mosca nel mondo fosse un’illusione.

I Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno appena concluso il XIV vertice. Cinque Paesi che rappresentano il 42% della popolazione mondiale e il 24% del Pil globale, hanno discusso (pur con alcune differenze di vedute) di un sistema alternativo allo swift, di un paniere di valute alternativo al dollaro e dell’aumento delle forniture di gas, petrolio e grano russi a Cina e India in cambio di investimenti cinesi nel settore auto russo nonché dell’entrata in Russia delle grandi catene di supermercati indiani. Primo effetto: la UltraTech Cement, colosso del cemento indiano, ha appena saldato un carico di carbone russo in yuan, la valuta cinese.

Negli ultimi giorni Putin è volato in Tagikistan e Turkmenistan. A Dushanbe ha incontrato il presidente tagiko Rakhmon, a Ashgabat ha preso parte al summit dei Paesi del Caspio incontrando il presidente iraniano Ebrahim Raisi (che, molto critico con l’Occidente, difficilmente avrebbe vinto le elezioni se gli Usa non avessero imposto nuove sanzioni a Teheran…).

L’Iran, quarto paese al mondo per riserve petrolifere (c’è chi ritiene che dopo la scoperta di nuovi giacimenti nella zona di Ahvaz sia addirittura il terzo), ha chiesto di far parte dei Brics. Stessa richiesta avanzata dal presidente argentino Alberto Fernández che, intervenendo al summit, ha definito i Brics “una piattaforma capace di sviluppare un’agenda su un futuro migliore e più giusto”.

Tre giorni fa Putin ha ricevuto Joko Widodo, presidente dell’Indonesia, garantendogli maggiori esportazioni di petrolio, grano e fertilizzanti. La strategia è chiara. Guardare ai Paesi più popolosi al mondo: Cina, India ed Indonesia sono rispettivamente il primo, il secondo e il quarto. Il mondo sta cambiando a una velocità impressionante e si ha la sensazione che tutto questo in Europa non venga percepito adeguatamente. Intanto Draghi insiste sull’efficacia delle sanzioni alla Russia senza dirci a cosa stiano effettivamente servendo. A Mosca gli effetti delle sanzioni si sentono relativamente. I prezzi sono aumentati, ma meno di quanto non siano aumentati in Europa. Il rublo è forte e, seppur con maggiori difficoltà, le persone vivono normalmente invadendo i ristoranti, i parchi pubblici e i centri commerciali, dove i negozi di abbigliamento occidentale vengono sostituiti da marchi russi. Ma Mosca non è tutta la Russia. Più ci si allontana da Mosca e più – sebbene gli effetti delle sanzioni si sentano maggiormente – aumentano i supporter di Putin. Lo si misura anche dal numero di “Z” sulle auto, sui muri ai bordi delle strade e sulle vetrine dei negozi. A Mosca è difficile vederne una.

A oggi le sanzioni non hanno portato né al collasso dell’economia russa, né alla defenestrazione di Putin, né a rapidi negoziati. Al contrario, hanno messo d’accordo persone che prima non lo erano affatto. C’è chi pende dalle labbra di Putin: per lo più sessanta-settantenni che hanno vissuto sulla loro pelle il crollo dell’Urss e la catastrofe dell’èra Eltsin. Per loro, Putin ha ridato forza e orgoglio al Paese. Si informano guardando la tv di Stato, viaggiano in platzkart (la terza classe dei treni russi), fanno la spesa nei mercati rionali e molti hanno un parente assassinato dai nazisti. Campano con difficoltà, insomma, ma avendo patito la fame negli anni 90, quelli delle privatizzazioni selvagge, pensano che il presente non sia poi così male.

Poi ci sono quelli che non hanno mai visto Putin di buon occhio (per molte ragioni, anche diametralmente opposte) o addirittura lo detestano: eppure reputano ipocrite le sanzioni. C’è chi si domanda perché l’Europa non le abbia imposte agli Stati Uniti quando bombardavano Iraq, Afghanistan e Libia. C’è chi, da oppositore di Putin, ritiene che le sanzioni non facciano altro che rafforzarlo. E c’è persino chi ringrazia noi occidentali. “Ben vengano le vostre sanzioni, così finalmente torneremo a produrre noi quel che finora compravamo in Europa”. Questa spinta autarchica e patriottica (velleitaria, visti gli accordi che Mosca sta stipulando con Pechino e New Delhi, ma pur sempre esistente) la si percepisce un po’ ovunque.

Un esempio? Aleksander, ristoratore di Volgograd. Con il turismo ha fatto affari d’oro, in particolare quando l’ex Stalingrado ha ospitato il mondiale del 2018. Ha vissuto in Pennsylvania e non ha mai votato Putin. Contrarissimo all’invasione dell’Ucraina, oggi pensa che il vero ostacolo alla pace siano gli Stati Uniti e che le sanzioni alla lunga favoriranno il suo Paese. “Importavo centinaia di chili di burrata dall’Italia ogni anno. Ora non posso più farlo. È venuto un italiano, ci ha spiegato come farla e adesso la produciamo noi”.

In tanti mi chiedono se davvero in Italia sia stato proibito un corso su Dostoevskij. Dicono di averlo letto sui giornali. Che la russofobia occidentale sia reale o meno, fa poca differenza. Qui viene percepita e anch’essa rafforza Putin. Non a caso il video della rimozione dell’insegna di un McDonald’s di Belgorod sulle note di Goodbye America ha fatto il giro delle chat Telegram dei russi.

A Mosca i Vkusno i Tocka (Delizioso e Basta), i fast food che stanno rimpiazzando i McDonald’s, vanno a gonfie vele. C’è chi li frequenta per abitudine e chi ci va appositamente per mangiare un cheeseburger russo là dove un tempo c’era una catena americana.

Se gli obiettivi delle sanzioni sono quelli menzionati dai leader europei, a oggi non sono stati raggiunti. Se poi le sanzioni sono state imposte per recidere il legame politico, economico e culturale (per certi versi i russi sono molto più “europei” di quanto non lo siano gli inglesi) tra Europa e Russia, allora sì, stanno funzionando. Occorrerà vedere chi ne trarrà vantaggio.

Intanto le parole negoziato, accordi, reciproche concessioni sono nuovamente sparite dai vocabolari di molti leader occidentali e anche questo viene notato in Russia. E chi non aveva mai creduto a Putin oggi inizia a farlo.

24 replies

  1. Non c’è volontà per risolvere la questione.. i potenti guardano i loro interessi, scioccamente, inconsciamente, egoisticamente.. intanto il pianeta è al collasso!! L’inquinamento, i cambiamenti climatici stanno dando sempre più segnali pesanti!! L’urlo della terra!! Ci sta dicendo ogni giorno: basta!!! Lei sopravvive trasformandosi, gli esseri umani, coloro che la stanno distruggendo, muoiono!! 8 miliardi di persone stanno soffocando il pianeta.. noi soffocheremo e lei ritornerà a respirare!!! Continuate a farvi la guerra, ricordatevi però che la vita finisce anche per voi e sareste ricordati come degli assassini!!

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    • Perdonami, ma sull’ “inconsciamente” non sono affatto d’accordo. Anzi!
      Su tutto il resto, assolutamente sì.
      L’essere umano è l’unico che si meriterebbe l’estinzione ed invece…..

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      • Giustamente, incoscientemente può sembrare parola inadatta e l’ho pensato subito dopo ma loro agiscono da incoscienti perché sopraffatti dalla smania del successo e del potere che li rende incoscienti perché offuscati!! Praticamente il loro cervello vede solo ciò che a lui interessa, potere e denaro.. può essere che il mio pensiero sia errato però!

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    • Guarda cara Mokj che il mondo bio senza uomini è decisamente fascista nazista ovviamente razzista inconsciamente.
      La mia gatta va a caccia tutti i giorni ed anche di notte porta a casa x i suoi gattini arvicole uccelletti e pure qualche trota di solito sono morti altre volte feriti ma vivi x l’apprendimento della caccia dei gattini😥
      Poi se osservo il mondo dei calabronio delle formiche è un film orror x non parlare delle cimici dove entriamo nel mondo dei vampiri.🤔😂

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  2. Ho letto tutto il tuo articolo. Bene, come inviato speciale e reporter penso tu abbia un grande talento. Ti ricordo soltanto che nel tuo paese di giorno in giorno aumenta il numero di disoccupati e di quelli che vanno alla Caritas e posti simili per il cibo. Qualcuno di tanto in tanto si suicida per disperazione.

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    • “Ti ricordo soltanto che nel tuo paese di giorno in giorno aumenta il numero di disoccupati e di quelli che vanno alla Caritas e posti simili”

      E ancora non abbiamo visto niente, le famigerate sanzioni colpiscono l’Europa ed in particolar modo l’Italia, sanzioni partorite da menti malate e incompetenti, oltre naturalmente legate al costo delle armi e denari al governo corrotto UkroNazi pagati dai contribuenti italiani,
      Di questo puoi solo ringraziare l’attuale governo, non certamente incolpare i russi,

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      • Cagliostro, se la tua frase ” di questo puoi solo ringraziare il tuo gpverno” ecc.. si riferisce a me, c’è un equivoco: con il mio post intendevo esortare dibba a rientrare in politica

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      • @leo sailens
        Ringrazia il tuo governo,
        È un modo per far risaltare l’obbrobrio che siamo costretti a subire grazie a grillo e i poltronari,
        Spero che il Dibba non si lasci circuire da brancaleon giuseppi il penultimatum

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  3. Forse, dico forse tra 50 anni i paesi brics potranno essere in buone condizioni ma attualmente hanno ancora da lavorare! La potenza di un paese non e data dal territorio e gli abitanti ma dal prodotto interno lordo e dalla affidabilita finanziara ! Nel mondo la moneta e valutata in base alle riserve auree ma c’e un eccezzione il dollaro che non e legato all’oro ma alla potenza commerciale e tecnologica, qui stamo paragonando la ziguli con la mercedes.

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  4. Si, tutto interessante Dibba, ma a noi che ce ne fotte di coca succede in Russia.
    Noi abbiamo bisogno di capire se in Italia ti vuoi impegnare sul campo o no.
    Altrimenti sei solo l’ennesimo chiacchierone inutile…

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    • baruuhhh…!
      la libertà é una cosa sacra.
      Alessandro ha diritto di pensare e fare quel che gli pare…(anche se anch’io spero torni nell’agone politico, perché di gente come lui ce ne proprio bisogno…)!!!
      ce bisogno di gente che capisca che non é lecito stare dalla parte di chi ci affama, ci tartassa, ci opprime, ci soffoca e ci fa star male…!
      nel mentre loro – i giggini e gli “insetti genovesi” traditori, infami e farabutti, di turno – se la stragodono alla faccia di chi ancora li mantiene e gli dà il prorpio voto…!!!

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  5. ma le fake news in russa non sono punite sino a 15 anni di carcere? mi domando quale attendibilità hanno le notizie diffuse da fonti moscovite .Ogni sistema possiede delle idee incorporate che risultano invisibili all’interno del sistema, che ne rendono gli abitanti “cervelli nella vasca”; il diavoletto di Cartesio che ci insinua il dubbio è un’arma potente a nostra disposizione per conoscerci meglio e per conoscere le fondamenta e i limiti del sistema che ci domina, perché c’è sempre un sistema che ci domina.
    Quindi Caro di battista bisogna non farsi prendere la mano e restare attaccati alle cose, non dubitare del fatto che dubitiamo e neppure che al fondo del dubbio possa esserci una verità. Caro di battista le tue fonti sono autorevoli o autoritarie.?.. sono libere dichiarazioni di liberi cittadini o sono semplici luoghi comuni delle boutade al veleno per dire chi non ama Putin non ama la russia ergo” tutto va bene madama la marchesa”..

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    • Forse ti sfugge che Dibba È in Russia e ci scrive da LÌ.
      Le sue fonti sono i suoi occhi e le sue orecchie, al servizio di un cervello pensante.
      O deve considerare fake news russe anche quelle?

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  6. I creduloni, servi sciocchi del sistema a stelle strisce si preparino a dove utilizzare la bici per spostarsi, è raccomandabile, per chi ha la possibilità e il caminetto di immagazzinare della legna e scatole di fiammiferi,
    Oggi il gas ha sfiorato i 1800$ per 1000 M3 e siamo solo all’inizio,
    Anche l’Algeria ha aumentato il costo delle forniture energetiche
    A settembre ne vedremo delle belle

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