Ucraina, a che punto è la notte

(Toni Capuozzo) – Ci si abitua a tutto, anche alle guerre. O almeno alle guerre degli altri, in Siria o nello Yemen. Questa è anche un po’ nostra, perché ci tocca nel portafogli, oltre che nei sentimenti, e perché siamo cittadini di un paese che, con l’invio di armi, è inevitabilmente parte in causa. Eppure ci si abitua lo stesso, e lo sdegno di quella gelida fine di febbraio si stempera davanti all’estate, e ai suoi riti inevitabili. Nella informazione, l’Ucraina scivola verso titoli meno cubitali. Un po’ è la ripetitività delle notizie – le storie richiedono colpi di scena – un po’ è che le notizie imbarazzano, perché raccontano una storia diversa. Non è più l’eroismo, non è più la distribuzione di armi ai civili, non è neppure più l’esodo biblico. E’ Kiev che chiede ai suoi, al fronte, di tenere duro, a costo di grandi perdite, e con il rischio di essere accerchiati, a non voler indietreggiare. Che tattica è ? Una tattica politica più che militare, per forzare la mano agli alleati – più armi e più in fretta – e coinvolgerli sempre di più. Senza la Nato in guerra non ti riprenderai mai il Donbass. Il guaio, per gli ucraini, è che neppure a Washington credono più alla svolta, e anzi temono una Caporetto ucraina. Forse è meglio negoziare prima che sia tardi, prima che Putin si faccia ingolosire dalla linea del Dniepr e da Odessa, si dicono tra loro quelli che avevano scommesso, a marzo, sulla vittoria. Tutto può succedere, ma i miracoli in guerra sono rari. A Severodonetsk si sta per replicare l’Azovstal, e se succede, Slavianks e Kramatorsk sono a un passo. Oggi tre leader europei andranno a Kiev. Ai microfoni è logico aspettarsi parole gonfie di affetto e sollecitudine. Nel mormorio, facile ci sia la necessità di tastare il polso a Zelensky, che rischia di essere colpito alle spalle dai suoi, se dovesse dare prova di realismo. Facile che ci siano premi di consolazione per un’Ucraina che accettasse, a denti stretti e in punta di fatto, non di diritto, l’amputazione di un Donbass allargato. E noi ? Sarebbe un boccone amaro, dopo tanti editoriali bellicosi, tante cronache di parte, tante conduzioni guerresche, tanta retorica dei politici: poca roba, storie paesane, da Copasir de noantri. Conterebbe di più che sarebbe premiata un’invasione, una politica di prepotenza militare: il mondo non è libero e bello, e neppure giusto. Ma forse la cosa più rischiosa è il messaggio silenzioso che arriverebbe a Pechino: si può fare. Il resto è già visto: debiti di guerra, business della ricostruzione, processi per i crimini di guerra, e una storia senza vincitori, perché stavolta abbiamo davvero perso tutti.

17 replies

  1. Ahahahah le liste di prescrizione richiedono cautela nel formulare giudizi,
    “Senza la nato in guerra non ti riprendersi il donbas”
    “Putin si faccia ingolosire ”
    I russi stanno aspettando in ginocchio che questi servi d Cisano cosa gettare ai polli.

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  2. Draghi, Macron e Scholz in visita a Irpin.

    16 giugno 2022

    DRAGHI: “Avete il mondo dalla vostra parte”
    Il cancelliere tedesco: “Non vogliamo solo dimostrare solidarietà, vogliamo anche assicurare che l’aiuto che diamo – finanziario, umanitario ma anche di armi – proseguirà”

    Macron: “Al fianco dell’Ucraina senza ambiguità: deve vincere” “L’Ucraina deve poter resistere e vincere” la guerra contro l’invasore russo.
    “La Francia e’ al fianco dell’Ucraina dal primo giorno” del conflitto, . “Siamo al fianco degli ucraini senza ambiguita’”, Macron elogia “eroismo” ucraini: ‘Kiev deve resistere e vincere’

    16 giugno 2022
    Stoltenberg, daremo a Kiev aiuti senza precedenti Gli alleati della Nato sono pronti ad affrontare “un lungo viaggio” e sostenere l’Ucraina nella sua lotta contro la Russia.

    16 giugno 2022
    Min.Difesa Kiev: armi Usa aiuteranno a riprendere Crimea e Donbass
    “Libereremo tutti i nostri territori”

    Biden annuncia l’invio di un nuovo pacchetto di armi da 1,2 mld”Nostro impegno a restare a fianco di Kiev”

    Biden scrive ai raffinatori…,

    “La guerra di aggressione di Vladimir Putin e lo sforzo bipartisan e globale per contrastarla ha interrotto la fornitura globale di petrolio e fatto salire il prezzo globale.

    Comprendo che molti fattori hanno contribuito alla decisione di ridurre la capacità della raffineria, avvenuta prima del mio insediamento. Ma in tempo di guerra, i margini di profitto delle raffinerie ben al di sopra del normale che vengono trasferiti direttamente alle famiglie americane non sono accettabili.

    Non c’è dubbio che Vladimir Putin sia il principale responsabile dell’intenso dolore finanziario che il popolo americano e le loro famiglie stanno sopportando. Ma nel mezzo di una guerra che ha aumentato i prezzi della benzina di oltre 1,70 per gallone, i margini di profitto della raffineria storicamente alti stanno peggiorando quel dolore.

    L’aumento dei prezzi di Vladimir Putin e stanno facendo aumentare i costi per i consumatori. Apprezzo la vostra immediata attenzione a questo problema ei vostri sforzi per mitigare le sfide economiche che le azioni di Vladimir Putin hanno creato per le famiglie americane.
    Firmato Joseph R. Biden”

    Manca solo l’annuncio ufficiale USA, EU , NATO – entrata ufficiale in guerra contro la Russia

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    • Guarda, spero che siano abbastanza intelligenti e realisti da dire a Zelensky ‘ sei tanto caro e bravo ma , anche per colpa nostra e della miopia USA, sei andato troppo oltre, non possiamo ipotecare il presentE ed il futuro di 200 milioni di Europei per le tue beghe con Putin. Pensarci prima, a noi non ci minaccia nessuno e dobbiamo tornare alla normalità e voi Ucraini anche, rinunziando a quei territori i cui abitanti sentono Russi’. E amen

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  3. Intanto a San Pietroburgo

    cambiamenti nell’economia globale sono irreversibili. Non c’è ritorno.

    – Una parte significativa dell’economia russa sarà riorientata verso il mercato interno.

    – Poiché il NATOstan continuerà ad armare Kiev, le truppe della Repubblica popolare di Donetsk NON si fermeranno al confine.

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