Conte in mezzo al guado

Le Amministrative non sono mai andate bene e stavolta il simbolo sparisce in molte città: si “converge” sul Pd. “In quasi tutti i passaggi amministrativi siamo con il Pd. In alcuni casi andiamo da soli, in altri non ci siamo presentati perché quando non ci sono le condizioni per presentare una proposta seria preferiamo non prendere in giro […]

(DI LORENZO GIARELLI – Il Fatto Quotidiano) – “In quasi tutti i passaggi amministrativi siamo con il Pd. In alcuni casi andiamo da soli, in altri non ci siamo presentati perché quando non ci sono le condizioni per presentare una proposta seria preferiamo non prendere in giro i cittadini”. Giuseppe Conte fotografa così lo stato dell’arte del suo Movimento alla vigilia delle Amministrative. I numeri sembrano impietosi rispetto a cinque anni fa, quando si votava negli stessi Comuni, e forse lo sono: in otto capoluoghi su 27 (26 più Carrara, che fa provincia con Massa) il M5S non presenta il simbolo. Nei 15 in cui ha raggiunto l’intesa col Pd, mai il candidato è espressione diretta del Movimento, perché quasi sempre è un esponente dem o, più raramente è un civico. I numeri però vanno anche interpretati e in qualche modo è qui che i 5 Stelle possono trovare appiglio per le proprie speranze. Perché è vero che cinque anni fa i 5 Stelle presentavano ovunque un candidato sindaco, ma è anche vero che, pur essendo il M5S in piena parabola ascendente e a pochi mesi dal clamoroso 33 per cento delle politiche, solo in un paio di casi i suoi vinsero o arrivarono al ballottaggio. Segno di una sofferenza congenita alle Amministrative – a parte i clamorosi exploit di Virginia Raggi e Chiara Appendino – che non per forza rappresenta una condanna a livello nazionale.

Numeri Il Movimento smarrito nella provincia
Di certo qualcosa è andato storto, in questi mesi di preparazione delle liste. Soprattutto se si guarda ai Comuni più piccoli, in provincia, perché è lì che il Movimento non c’è più, presente soltanto in 64 città su quasi mille al voto. C’entra uno smarrimento nei meet-up che furono, oggi imparagonabili (quando ancora esistono) a qualche anno fa. Ma talvolta ci sono pure impedimenti dettati dalle dinamiche della città. A Verona, uno dei principali Comuni che non avrà il simbolo M5S in lista, un paio di attivisti correranno nella civica del candidato giallorosa Damiano Tommasi. Un equilibrismo obbligato, se non si voleva far saltare per aria la coalizione: “Con tutta la stima per Tommasi – ha scandito qualche settimana fa Carlo Calenda – se a Verona sarà in coalizione il M5S, Azione non ci sarà”. E per il quieto vivere, non solo con Calenda ma con tutta l’area centrista, ecco il compromesso, che però non può nascondere una crisi identitaria del M5S, che cinque anni fa qui sfiorò il 10 per cento. Il candidato di allora, Alessandro Gennari, è finito alla Lega, e la capogruppo Marta Vanzetta da tempo si è sfilata confessando “una delusione cocente”. Quel che resta è affidato a Tommasi. E almeno è qualcosa, rispetto per esempio a Parma. Anche qui manca la lista, ma pure i rapporti col candidato di centrosinistra sono pessimi, condizionati dalla rottura con il sindaco uscente Federico Pizzarotti, primo 5 Stelle a vincere in un capoluogo dieci anni fa ma subito cacciato dal Movimento per divergenze con Beppe Grillo. Pizzarotti ha scelto il suo successore, l’assessore Michele Guerra, e la popolarità di cui ancora gode il sindaco ha consigliato al Pd di accodarsi. Il M5S, lasciatosi malissimo con Pizzarotti, è rimasto all’angolo, con il nucleo storico degli attivisti ormai migrato altrove. Non è un caso, comunque, che i problemi maggiori siano a Nord. Il Movimento non si presenta neanche a ComoMonza e Belluno. Nel primo caso, si limita a sostenere la civica del suo ex candidato sindaco, Fabio Aleotti. A Monza doveva correre Elisabetta Bardone, ma all’ultimo momento è saltato tutto coi vertici del Movimento che hanno ammesso il bisogno di “ripensare il percorso politico”. A Belluno, nel Veneto mai troppo amico del M5S, niente lista ma solo un “sostegno esterno” promesso da Federico D’Incà – che qui è nato – al candidato di centrosinistra Giuseppe Vignato.

Problemi anche a Oristano, dove pure cinque anni fa Patrizia Cadau raccolse un dignitoso 7 per cento e capoluogo di una Regione storicamente favorevole ai 5 Stelle. La Cadau è stata espulsa da tempo e adesso si fa fatica a mettere insieme 30 attivisti da candidare, tanto che il consigliere regionale Andrea Solinas ha organizzato una civica a sostegno di Efisio Sanna, scelto dal Pd.

Non senza polemiche invece la rinuncia a Lucca, dove Massimiliano Bindocci (7,5 per cento nel 2017) aveva già messo insieme le firme per ricandidarsi prima che da Roma un comunicato gelasse le sue aspirazioni: “La tua richiesta di candidatura non è stata approvata”. Benzina sul fuoco del malcontento, visto che Bindocci ci sperava: “Ne prendo atto e in un certo senso mi libero di un peso che mi ha visto spesso in disaccordo col governo Draghi”. Il futuro, insomma, non promette bene.

Un po’ diverso, invece, il caso di Rieti. Manca il simbolo, ma gli attivisti – senza consultarsi con l’ex premier – si sono riuniti in una lista “Con-te”, il cui nome non può non far pensare a un test per progetti futuri sul nome del presidente.

Coalizione Scarseggiano i civici, vincono i dem
Nella maggior parte dei capoluoghi, il M5S è in coalizione col Pd. Il candidato, però, è quasi sempre dem o al limite un civico frutto di una condivisione. A L’Aquila corre la deputata Pd Stefania Pezzopane, a Gorizia l’ex senatrice Laura Fasiolo, a Frosinone l’ex sindaco Pd Domenico Marzi. E ancora: a Viterbo c’è l’assessore regionale della giunta Zingaretti, Alessandra Troncarelli, così come a Pistoia la candidata giallorosa è la dem Federica Fratoni. A Padova e a Taranto il M5S sostiene i sindaci uscenti Sergio Giordani e Rinaldo Melucci, entrambi Pd, dopo che nella città pugliese il Movimento ha gettato un capitale di consensi costruito sulle battaglie ambientaliste su Ilva e Tap. Giallorosa a trazione dem pure a Lodi, col giovanissimo Andrea Furegato (nel 2017, dopo l’arresto dell’ex sindaco Simone Uggetti, il M5S aveva il 10 per cento), ad Alessandria, con Giorgio Abonante, e a Messina, dove corre il segretario locale dem, Franco De Domenico. Solo in qualche caso l’intesa coi giallorosa ha portato a un candidato terzo. A Genova Ariel Dello Strologo deve fare un’impresa anche solo per portare Marco Bucci al ballottaggio, a Palermo Franco Miceli spera che le compromissioni delle destre possano aiutarlo.

Da soli Il dialogo fallito e i fantasmi del 12 giugno
La corsa in solitaria in quattro capoluoghi indica difficoltà di dialogo col Pd, ma testimonia almeno la volontà di esserci. E a Carrara sarebbe stato clamoroso il contrario, dato che cinque anni fa Francesco De Pasquale otteneva coi 5 Stelle una storica vittoria. Gli anni dell’amministrazione sono stati però complicati, De Pasquale ha escluso da tempo la ricandidatura e il Movimento ha virato su Rigoletta Vincenti, costretto ad ambizioni molto ridimensionate rispetto al 2017. Gli ostacoli sul percorso giallorosa si sono fatti sentire anche a Piacenza (il M5S corre con Stefano Cugini, ma è stra-favorita la dem Katia Tarasconi), Cuneo (è candidata Silvia Cina) e Barletta (con Maria Angela Carone), terra dove il M5S ottenne il 18 per cento. Uno dei tanti fantasmi con cui fare i conti il 12 giugno.

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24 replies

  1. ”’C’entra uno smarrimento nei meet-up che furono, oggi imparagonabili (quando ancora esistono) a qualche anno fa. ”’

    E ti sembrasse poco!!!!!

    L’ho detto già da anni, io lo ripetevo inascoltato da parte di questi LEMMINGS già nel 2017!

    Ed è andata così per davvero! E l’hanno fatto apposta, che non si spiega altrimenti la demolizione controllata di ogni appiglio territoriale dei 5 stelle!

    Incredibile.

    Pure la PEZZOPANE stiamo appoggiando. Mostruoso.

    Spero che M5S PERDA MALE queste elezioni, solo così potranno forse sparire questi stronz. che fanno i kamikaze per far vincere il MALEDETTO PARTITO DI BIBBIANO.

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    • Cancellata completamente la discussione interna con la base partito ormai verticista e di governo a prescindere .Tutto decide (ma poi non decide)il front men .

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    • Allearsi col PD, il partito che più odia e vuole l’annientamento del M5S, è stato il più grosso errore del movimento. Si sono scavati la fossa da soli.

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  2. Il Movimento è morto da quando si è dimostrato un partito identico a tutti gli altri che per la smania di potere e poltrone si è rimangiato ogni ideale, facendo inversioni ad U ridicole per giustificare l’impossibile. Purtroppo sono rimasti i gonzi, gli ultras a crederci e i poltronari come Giggino A Poltrona che ormai è più Draghiano di Draghi e vedrete che alle prossime elezioni si riciclerà in un partito del presidente come un Calenda qualsiasi. Sono solo dei carrieristi democristiani e spero verranno spazzati via presto per fare posto a chi ha davvero voglia di cambiare questo paese senza uniformarsi alle sue cattive abitudini

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  3. Il mv5s tronzi non esiste più, solo una frattaglia di aspiranti pidioti,
    Brancaleon giuseppi un pdiota addetto al residuo smantellamento di ciò che resta ,
    Come per il bomba di Rignano non meritano nemmeno di insultarli.

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  4. Uno dei valori che ha legato una base è stato il grado di istruzione!! Non credo di chattare né con nettuni né con persone analfabete abituate da generazione a lavorare rare la terra come buoi e insieme a loro per 10 ore al giorno, sotto la verga di conti e contesse, contessine, marchesi e duchi, della discendenza imperiale, contro il clero e la legge dei conclavi divenuti oggi concilii chiamato verbo sacro e verbo di Cristo .
    Il popolo è quello sotto da sempre.
    Che bruci fino in fondo.

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    • La politica nasce dalla Storia, e la Storia è troppo profonda di Tempo e di spazi solo passibili di essere immaginati.
      Se la storia partorisce la politica, si ha un bel guardarsi allo specchio!
      Se il canone fisiologici è quello brutto, di conseguenza deve esserlo anche quello registrato nella mente. Corpo orripilante, donna senza cervello! Equazione familiare ad un certo inconscio papabile e udibile nella forma congiunta di parole e significati.

      L’addestramento continua.

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  5. Brancaleon Giuseppi di che campa?
    Legittimo pensare, visto che sono quasi 2 anni che non percepisce alcun compenso ufficiale, che sia a busta paga del PD e del sistema per demolire quel poco che resta del mv5s,

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  6. Infosannio, l’antidoto al pensiero unico, va bene, ma prima di fare un commento accertatevi di connettere la mente con le parole che scrivete altrimenti viene da chiedervi di che cosa vi siete fatti stanotte.
    kilio straparla senza un senso compiuto, e forse gli sta facendo male il caldo, parole in libertà va bene ma ciò non vuol dire mandarle a puttane quelle parole…
    Prendetevi una vacanza, ma soprattutto se non avete nulla da dire statevi zitti,
    Il bel tacer non fu mai scritto!
    Riguardo il “pezzo” sul Movimento, si sa che essendo un movimento, non tocca tutti i territori e si assoggetta ad appoggiare altri di altri partiti.(Sempre ammesso che i suoi elettori li votino) Si formeranno dei partiti prima delle politiche che potrebbero proprio partire dai territori, la politica italiana va cambiata, ma soprattutto va rieducata la mente degli italiani, la mente di quelli che votano ancora PD pensando che sia un partito di sinistra o il partito dei lavoratori… vediamo se un po’ di cintola tirata li porterà a più sani consigli, perchè la depressione economica alla quale si andrà incontro ad ottobre non sarà uno scherzo.

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    • Sicuramente staranno molto meglio gli altri partiti e partitini, ma anche il sistema ne gioirà, potranno finalmente proclamare vittoria. E per noi? Beh i più deboli torneranno a fare lavori da schiavitù con voucher da 25 Euro al giorno per 12 ore di lavoro, crollerà nuovamente il settore edilizio, torneranno ad aumentare le tariffe autostradali e diminuiranno drasticamente i lavori di manutenzione (cosa che potrebbe anche essere vista positivamente per la fine delle code), si ripristineranno vitalizi e privilegi per i politici il cui numero potrebbe venire anche raddoppiato e si tornerà a sperperare il denaro pubblico a favore di lobby, multinazionali, banche e amici degli amici e magari a rubate a 10 mani che tanto, con la nuova riforma Caccabia nessuno verrà condannato. Auguri!

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      • Ormai sono completamente conniventi con gli altri partiti e partitini visto che fino ad oggi dalla cartabia (criticata aspramente da Gratteri), allo sradicamento degli ulivi, al condono, all’articolo 41 del decreto Genova che permette di intossicare con gli idrocarburi i fanghi di uso agricolo, al ddl concorrenza (ergo acqua privata), all’invio di armi in ucraina contro quelli che secondo loro (e il loro programma del 2018) erano i partner contro la ‘guerra e il terrorismo’, al vitalizio a formigoni, alla tav e al tap su cui stanlio di stefano si pavoneggia che verrà raddoppiata, beh, io fossi in te qualche domanda e qualche risposta me la darei. Tanto potete fare su internet tutti i proseliti che volete e auto convincervi di essere solo voi il ‘giusto’, però prima o poi dovrete vedervela con gli 11 milioni che hanno votato il m5s se volete ricavare un ragno dal buco…e li saranno c.zzi

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  7. Peggio, alle politiche.
    Se non si alleasse al PD alle amministrative vincerebbe la destra. Sarebbe meglio o peggio per i cittadini?
    Non lo so

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  8. COME E’ MESSO IL M5S ALLE AMMINISTRATIVE?-Viviana Vivarelli

    Grillo all’inizio pensava che il programma di democrazia partecipata riguardasse solo i Municipi, a somiglianza dei governi municipali partecipati dei no global. La vittoria alle politiche del 2018 lo trovò impreparato. Ma, contro il suo pensiero, alle Amministrative il M5S è andato sempre male. Si disse che il Movimento non aveva radicamento sul territorio, ma sono passati dieci anni e su questi radicamenti non ha lavorato nessuno.
    Conte promise che avrebbe dato un nuova struttura al Movimento ma è passato più di un anno e questa nuova struttura non si è vista, mentre sono sbiaditi tutti i propositi del Movimento e in Parlamento si votava la fiducia al contrario e non si è visto un giornale anche on line, uno spazio in Rai, uno sportello pubblico che riguardasse il Movimento. E’ sparito anche il blog.
    Intanto gli elettori 5 stelle sono scesi dal 33,66% al 10% e continueranno a scendere, mentre prosegue la diaspora di quelli che se ne vanno o vengono cacciati per futili motivi, in una foga di autodistruzione che non ha precedenti.
    Il 12 giugno mille Comuni andranno alle Amministrative. E il quadro dei 5 stelle è desolante.
    Quasi ovunque siamo associati al Pd ma il candidato è del Pd, pur essendo in Parlamento noi il primo partito e il Pd il terzo.
    In moltissimi Comuni non ci presentiamo nemmeno per mancanza di candidati.
    In 8 capoluoghi su 27 il M5S non presenta nemmeno il simbolo.
    Nei Comuni più piccoli il M5S è sparito. Manca in 64 città su 1.000 che votano.
    D’altra parte Conte ha eliminato i meet up ed era da lì che partivano voti e candidati. La nostra base territoriale era quella ma Conte l’ha distrutta e inutilmente i suoi fan si sbracciano a decantare i suoi meriti. I meriti riguardano il passato. La situazione attuale è questa.
    Del resto il M5S non dice una parola sui 5 referendum, non dice una parola sulla mancata transizione energetica, non dice una parola sui rincari delle bollette e della benzina. Non dice una parola sui 6 miliardi tagliati alla sanità mentre si allungano le attese per farsi fare una visita o una analisi. Non dice una parola sull’aumento della povertà mentre sale in modo schiacciante il carovita. Non dice una parola su nulla. Ai primi di luglio Draghi imporrà la privatizzazione anche dell’acqua. I 5 stelle voteranno anche quella?

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  9. Ricordo gli esiti di “mani pulite” eppure i ladri c’erano ma nessuno andò in galera …solo un piccolo pesciolino; i grossi squali ne vennero fuori senza gustare un giorno di galera…ma allora il M5s non c’era.
    Oggi si ritorna alla casella di partenza senza passare dalla prigione…caccaabbia insegna e i referndum pure…si mettono già le mani avanti (non considerando gli effetti della guerra e pandemia.)
    Si ritornerà alla politica monti : sacrifici economici e alla legge fornero con l’aggravante che faremo affari con la mafia(povero Gratteri).
    Il M5s risucchiato dal sistema eppure le qualità di onestà,trasparenza e restituzione ai cittadini il risparmio sui costi della politica ,dovevano essere le basi solide pòer continuare a rafforzare il Movimento,ma i cittadini questo non lo hanno voluto , hanno seguito
    il sistema radicalizzato da 70 anni che convive con i ladri,con i furbi e i disonesti (vedi Bonus e RdC).
    Ill famoso referendum Repubblica o monarchia : solo 2 milioni di voti hanno permesso la Repubblica,ma i monarchici e i fascisti dove sono andati a finire?
    I famosi fscisti diventati in 24 h partigiani?Che fine hanno fatto?Tolta la camicia nera si misero il fazzoletto rosso al collo.
    E che ci vuole a cambiare bandiera…. guardate i politici attuali…vanno dove tira il vento ,salgono sul primo treno utile senza remore e senza dignità!
    Ma è questo che vogliomo? Vogliamo che il fascismo trionfi nuovamente?I più giovani non sanno nulla perchè non gli è stato neppure insegnato(storia moderna) se è si, allora non ci dobbiamo poi lamentare…Pronti per l’olio di rivcino e per l’attività ludiche del sabato?
    Il fu 5 s … direi che non è ancora FU ma gli altri ci stanno riuscendo e molti di noi ci mettono del proprio per riuscirci…ma ne vale la pena?

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  10. Se rimane col PD il M5stelle è morto.
    Se corresse da solo tutti i lupi gli verrebbero aizzati contro e morirebbe ugualmente.
    Non invidio Conte.

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      • Dipende a chi tocca. Se tocca agli altri…

        Un giorno da leone? Mamma mia, le somiglianze si fanno sempre più preoccupanti…🙂

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      • Ma quale lupi? ormai sono talmente sputtanati che il ‘sistema’ quando pensa a loro si fa una grassa risata…i ‘competenti’ del pd sono rimasti all’uscio ad aspettare i risvolti sapendo che prima o poi sti scappati di casa si sarebbero venduti anche le chiappe della madre per non perdere la poltroncina, ma mai si sarebbero aspettati di averla avuta vinta tanto facilmente, almeno la lega quando si è svenduta a berlusconi ha messo un prezzo e mantenuto un presidio territoriale, a questi non gli hanno lasciati manco le briciole. Forse sarebbe meglio per conte se quando fra 2 giorni il tribunale di napoli ri-accoglierà il ricorso degli attivisti si faccia finalmente da parte, almeno troverebbe una scusa.

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