L’endorsement di Goldman Sachs per il Draghi-bis a Palazzo Chigi

(Enrico Mingori – tpi.it) – Nel caso qualcuno avesse dubbi in proposito, Goldman Sachs chiarisce che tifa per il Draghi-bis a Palazzo Chigi nel 2023. In un rapporto pubblicato nei giorni scorsi la banca d’affari statunitense – di cui lo stesso Draghi è stato vicepresidente per tre anni, dal 2002 al 2005 – scrive: in vista delle elezioni italiane «un cambiamento nella coalizione al governo è probabile che rafforzi l’incertezza sull’implementazione del Recovery Fund, il suo impatto sulla crescita e il suo supporto alla sostenibilità del debito».

Il report si concentra sul tema della sostenibilità dei debiti pubblici dei Paesi del Sud Europa: l’anno prossimo si vota anche in Grecia e Spagna, ma – scrivono gli analisti di Goldman Sachs – ad Atene il favore nei sondaggi di cui gode il Governo in carica rende meno probabile un’interruzione della «continuità politica», mentre a Madrid le due coalizioni rivali «condividono lo stesso impegno verso l’integrazione fiscale europea e, perciò l’implementazione del Recovery Fund».

In Italia, invece, la coalizione «più scettica» verso l’Europa, ovvero quella di centrodestra, con Fratelli d’Italia e Lega, «guida regolarmente i sondaggi»: «L’Italia resta quindi il Paese più a rischio di una rottura politica e l’avvicinarsi delle elezioni potrebbe diventare un catalizzatore per rinnovate preoccupazioni circa la sostenibilità del debito». E i Btp rischiano di tornare ad essere sorvegliati speciali sui mercati. Dunque, dopo Giovanni Toti, Giorgio Gori, Carlo Calenda, anche Goldman Sachs esce allo scoperto auspicando la conferma di una maggioranza a trazione centrista.

Ma la notizia è stata praticamente ignorata dalla maggioranza della stampa italiana, che pure resta grande fan di Draghi. Del resto, raramente le preoccupazioni dell’alta finanza fanno breccia sull’elettorato. L’ultima volta che i mercati presero posizione in vista delle elezioni italiane era il 2018: a dispetto del loro tifo per una coalizione moderata, finì con un trionfo di M5S e Lega. Alla fine, però, i mercati l’hanno avuta vinta: tre anni dopo a Palazzo Chigi è arrivato il loro SuperMario.

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16 replies

  1. O anche… Proprietrio di cementificio viene eletto sindaco ad Afragola. Il cementificio fa campagna per la sua rielezione dopo il nuovo piano urbanistico che segue il precedente nuovo piano urbanistico.

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  2. Domanda……
    Spendere cifre folli per acquistare armi non influisce minimamente sul debito pubblico?
    Ah no…..forse è il contrario:
    I soldi spesi per le armi vengono scalato dal debito pubblico che anziché aumentare diminuisce per magia.
    Non so come ho fatto a non arrivarci subito.

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  3. Art. 1 Costituzione:

    L’Italia è un ResPrivata fondata sui desiderata di Goldman Sachs e dei Fondi Speculativi Internazionali, la sovranità appartiene a clero, mafie e massonerie, lobbies e corporazioni, che la esercitano senza alcun limite o decenza.

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    • Mi sono leggermente stufato di queste istituzioni dai nomi diversamente etnici che non inorridiscono di fronte a neonazisti e che vengono a dirci cosa dobbiamo fare o non fare per agevolare i loro guadagni. Mi seccherebbe assai, ma sono disposto a mangiare per qualche tempo pane e cipolla pur di togliermele dai… piedi.

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      • No Paolo…..
        Troppo comodo.
        Altro che pane e cipolla, questi non se ne vanno manco se facciamo 3 mesi di digiuno totale.
        Anzi… Se moriamo di fame li facciamo solo felici perché non consumiamo più le risorse del LORO bel pianeta….
        😭

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  4. Ovvio che tifano per Draghi, ancora non hanno trovato un’altra testa di legno che esegua i loro ordini: Ordini massomafiosi

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  5. L’han fatto l’anno scorso, non si capisce cosa impedisca loro di farlo anche per la prossima legislatura. I poteri economico-finanziari (e lobbisti quando non anche massoni) decidono, da sempre. E nel paese con in pratica il più alto debito pubblico d’Europa – e col PNRR in gioco, che son soldi presi in prestito che dobbiamo ridare indietro a suon di condizioni (leggasi “riforme” purché siano, anche se demmerda; per info citofonare Cartabia)… penso che ci sia pochissima scelta. In pratica, questi poteri hanno deciso, decidono e decideranno a maggior ragione.
    Insomma, siccome serviva un banchiere che desse garanzie, lo han scelto l’anno scorso e fanQ-lo le elezioni, quindi secondo me il nostro futuro continueranno a sceglierlo questi poteri (i famosi poteri forti, appunto) al posto del popolino; popolino che comunque le urne le diserta, anche se va pur detto che la politica italiana in questo senso abbia fallito nel peggiore dei modi rendendosi completamente aliena, come se vivesse su di un altro pianeta.

    Me la vedo nera, come disse la marchesa camminando sugli specchi… (cit.)

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  6. Ennesimo esempio di come le elezioni siano una FARSA, quasi più del FARSAVIRUS.

    Tanto chi ci governa lo decidono i mercati, l’UE, la finanza…

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