Salari in cambio della patrimoniale

Gli stipendi sono bassi perché gravati da troppe imposte e la sinistra che si inventa? Non di tagliarle, ma di istituire un compenso minimo finanziato da… un’altra tassa. E i sindacati, corresponsabili del disastro, ne approfittano per infilarsi nelle micro imprese. Produttività usata come randello contro i lavoratori, ma è un grande inganno: ecco perché.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Ohibò, i giornaloni hanno scoperto che la benzina verde ora costa più di 2 euro al litro. Non solo: i medesimi quotidiani si sono accorti che a causa dell’aumento del prezzo del gasolio, ai pescatori non conviene più far uscire le navi dai porti, e quindi sulle nostre tavole arriva pesce congelato pescato in Vietnam o in Tanzania, con l’aggiunta ovviamente di conservanti per poterlo presentare come appena pescato. Peccato che gli indignati speciali che ora si stupiscono per il rincaro dei carburanti siano gli stessi che l’altro ieri gioivano per l’embargo del petrolio russo. Chissà che cosa pensavano redattori e direttori delle succitate testate quando si spellavano le mani, e la lingua, per applaudire, e leccare, descrivendo il ruolo fondamentale avuto dal presidente del Consiglio nell’approvazione delle nuove sanzioni. Pensavano davvero che chiudere il rubinetto con Mosca fosse gratis? Se domani mattina, per motivi etici o morali, rifiuti di servirti dal fornitore abituale che hai sotto casa e preferisci andare a fare il pieno in Arabia, è probabile che ti costi di più. Se poi consideri che il prodotto, causa scarsità di materia prima, è molto richiesto, devi anche considerare un ulteriore rincaro e magari anche la speculazione di chi approfitta della situazione. Insomma, era tutto già scritto e tutto risaputo, dunque non si capisce perché alcuni si sorprendano. Se riduci l’offerta mentre la domanda sale, i prezzi cresceranno, perché a dettare legge non sono l’etica o la morale, ma i meccanismi dell’economia.

Con il medesimo stupore, la stampa e molti editorialisti hanno di recente appreso che i salari in Italia sono bassi e che, mentre altrove negli ultimi anni sono cresciuti, da noi sono diminuiti. Il potere reale degli stipendi italiani è tra i più bassi se confrontato con quello di Paesi che economicamente stanno al nostro livello. La ragione, ovviamente, sta nell’alto carico fiscale, perché se un lavoratore a un’azienda costa cento, poi nelle tasche del dipendente arriva solo 30 o poco più. Osservando la situazione, a qualsiasi persona di buon senso verrebbe in mente che per recuperare il gap occorre diminuire le tasse o, in alternativa, aumentare gli stipendi, ma facendo in modo che le aziende abbiano un meccanismo di compensazione, che consenta di retribuire meglio impiegati e operai. Purtroppo, in Italia siamo sprovvisti di persone di buon senso, ma abbondiamo di grandi esperti di politica economica: è per questo che tra i Paesi europei abbiamo il più alto debito pubblico e il più basso tasso di crescita del Pil. Solo per far capire con chi abbiamo a che fare, segnalo che i sindacati, ai quali si deve fin dagli anni Settanta la maggior parte delle scelte sbagliate, propongono di inserire un salario minimo anche nelle piccole imprese. In pratica, a quelle aziende che non ce la fanno, Cgil, Cisl e Uil, pur di estendere la loro tutela e dunque le loro tessere, si incaricano di dare il colpo di grazia.

Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, di fronte all’aumento dei prezzi, in gran parte dovuto al rincaro dei carburanti, si incarica di lanciare l’allarme inflazione, ma contemporaneamente di mettere in guardia dall’aumento dei salari. Anche se il caro vita si mangia il potere d’acquisto delle famiglie, gli stipendi non si devono toccare. E, allora, come si risolve la questione che rischia di far scivolare verso la povertà l’intero ceto medio? Beh, la soluzione l’ha in tasca l’ex parlamentare del Pd, Pietro Ichino, il quale suggerisce una bella patrimoniale per aumentare i salari. Cioè: siccome ci sono troppe tasse sulle buste paga, mettiamo una nuova tassa a carico di chi non è alla canna del gas. Un genio. Anzi, una classe dirigente di geni, affetta da autolesionismo cronico. Prima fanno l’embargo, poi si lamentano perché il pieno costa troppo. Prima stangano i lavoratori e poi vorrebbero stangare anche chi dà loro lavoro, ammazzando i primi e anche il secondo. Con le loro ricette, hanno contribuito a rovinare un Paese, adesso vorrebbero completare l’opera.

4 replies

  1. Prova del fatto che o non sono capaci proprio, oppure sono lì esattamente per distruggere l’Italia, a cominciare dall’ottuso rettile che nemmeno capisce il meccanismo di pagamento in rubli.

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    • il cuneo fiscale da ridurre è l’opzione di tutti i propagandisti populisti (tra i quali spiccano la quasi totalità
      dei partiti rappresentati in Parlamento) Nessuno ricorda che il cuneo è fatto di contributi pensionistici e IRPEF . Se si riduce il cuneo con cosa verranno pagate le pensioni?

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  2. Che gli stipendi siano bassi a causa delle troppe tasse è una cazzata infinita.
    Dove le tasse sono elevatissime, nessuno osa evadere, la cosa pubblica è trattata con rispetto… gli stipendi sono elevatissimi e tutti vivono benissimo.
    Imprenditori compresi.

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