Ursula Von Der “Nienten”

(Alessandro Di Battista) – Mentre il comitato editoriale del New York Times in un articolo intitolato “The war in Ukraine is getting complicated, and America isn’t ready” chiede a Biden quale sia la strategia degli USA sostenendo che «senza chiarezza sugli obiettivi la Casa Bianca mette anche a rischio la pace e la sicurezza a lungo termine nel continente europeo» insistendo sul fatto che «una vittoria militare dell’Ucraina sulla Russia, in cui l’Ucraina riconquista tutto il territorio che la Russia ha conquistato dal 2014, non è un obiettivo realistico», in Europa nessuno osa porre domande alla sempre più politicamente pessima Ursula von der Leyen. L’attuale Presidente della Commissione europea, infatti, ha fatto dichiarazioni sconvolgenti. Ha detto che ci vuole più gas liquido per l’UE (e Biden si sfrega le mani), ha detto che nessun esercito europeo sostituirà mai la NATO (traduzione: in Europa comanderanno sempre gli americani) e soprattutto ha detto: «l’Ucraina deve vincere la guerra. Faremo tutto il possibile per fare in modo che gli ucraini prevalgano e riprendano il futuro nelle loro mani».

Ma esattamente cosa significa vincere la guerra o riprendersi in mano il futuro? Concretamente dico. Qual è l’obiettivo europeo? Qualcuno ha il coraggio di chiederlo alla von der Leyen? Qualcuno le potrebbe ricordare che la sua strategia sta uccidendo l’Europa dal punto di vista politico, economico e sociale? Qualcuno le potrebbe ricordare il probabile aumento dei flussi migratori verso l’Europa con la guerra (e le sanzioni) che vanno avanti?

Qualche giorno fa, prima che gli scrivessero la smentita e prima che lo rimettessero in naftalina, Berlusconi ha detto: «Non abbiamo leader nel mondo e in Europa». Ha detto la verità, per una volta.

15 replies

  1. Alessandro dover ammettere che mister b ha detto qualcosa di giusto, deve esserti costato moltissimo!! ma quanto è vera quella affermazione! purtroppo!! la signora in questione ha pur detto:”l’Ucraina vincerà”!! seee!! credici!! qui offuscano la verità da tre mesi a questa parte!! perché anche e lo ribadisco, per tutti i motivi plausibili della Russia, non ci si potrà mai capacitare, di ciò che sta accadendo e chissà quando terminerà.. le morti invano sono un abominio!! sempre e comunque!!

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  2. per anni si e’ seminato cavoli, adesso si pensa di raccogliere fagioli. Il liberismo (IO) cavolo, ha sostituito nelle mente delle persone il (NOI ) fagioli, sgretolando il fertile terreno sociale. Sara’ dura a far capire che se non si ragiona ,argomenta discute usando il ” NOI”, soluzioni per questo granello di sabbia non ce ne sono. A. di Battista, uno dei pochi che stimo, sia come UOMO, che come politico.
    Con affetto La saluto.( egoismo e la stupidita’, linfa dell’ indifferenza: male estremo)

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  3. Ed allora la signora parta per il fronte, si porti dietro il marito e pure le multinazionali del farmaco. ……pare che in Ucraina con la popolazione non vaccinata contro il Covid, la pandemia, che in Italia fa ancora 100 morti al giorno, non esista! Qualcuno dovrà prima o poi spiegare questo mistero…..a Cuba dove hanno un vaccino efficace che costa meno di un terzo del nostro, non hanno avuto neppure l’ ondata da variante omicron, la pandemia è stata debellata, eppure sono in pace, anche se con un embargo, voluto dagli Usa che perdura da 60 anni. …..in Ucraina c’è la guerra, ed anche lì niente vaccino e niente pandemia. …….ed in Italia siamo ancora in ” guerra” contro il Covid , eppure la signora che ha diretto le operazioni è la stessa su cui gli ucraini dovrebbero fare affidamento per vincere! Se fossi ucraino ci penserei bene prima di ascoltare i deliri di Von Der Nienten…….

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  4. Sembra incredibile ma vero, la leadership dei tedeschi sono diretti discendenti degli ufficiali nazzisti SS condannati per crimini di guerra.
    E pensare che è grazie al mv5s se la von der leyer ricopre quella posizione,
    Al peggio non c’è mai fine.

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  5. Ursula fon der Lügner (Lügner – bugiarda) oggi

    “Oggi, l’artiglieria russa sta bombardando i depositi di grano in tutta l’Ucraina, deliberatamente”,

    “Le navi da guerra russe nel Mar Nero stanno bloccando le navi ucraine piene di grano ”

    “Le conseguenze di questi atti vergognosi sono sotto gli occhi di tutti. I prezzi globali del grano stanno salendo alle stelle. E sono i paesi fragili e le popolazioni vulnerabili a soffrirne di più”,

    “La Russia sta ora accumulando le proprie esportazioni di cibo come forma di ricatto. »

    La realtà
    Il porto di Odesa è bloccato dall’Ucraina , non dalla Russia.
    L’Ucraina non ha 80 milioni di tonnellate di grano da esportare. In un buon anno la produzione totale di grano in Ucraina è di 80 milioni di tonnellate . Circa il 50% è mais e circa il 40% grano. Solo due terzi di quello verranno esportati.
    L’Ucraina esporta attualmente 1,5 milioni di tonnellate di cereali al mese. La maggior parte di questo sta attraversando la Romania.
    Dato che quest’anno la semina non è andata come previsto, l’Ucraina difficilmente avrà grano da esportare entro la fine dell’anno.
    21 navi turche sono bloccate da due mesi porto di Odessa

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  6. “L’Ucraina è solo il numero 5 dei maggiori esportatori di grano con una quota di mercato di circa l’8%. Russia, l’esportatore mondiale di grano n. 1, quest’anno avrà un raccolto record. La questione della sicurezza alimentare globale è quindi una questione di prezzo e accessibilità, non della quantità disponibile a livello globale.”

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  7. Si continua a cercare e a cercare di vedere un’ identità europea che forse non solo non è mai esistita se non in forma di economie e pilotaggi a senso unico, ma che estranea allo stesso tempo dalla nostra identità di italiani seppur quest’ultima immiserita notevolmente. Quindi per eludere la nostra sempre maggiore estraneità ad un sistema di matrice europea e atlantista, che ci guida come una lunga rotaia per un treno cieco, ci appoggiamo ad una identità europea che ha solo 20 anni di anagrafe , pensando di divenire colossi del calibro di usa, Cina, Russia Australia, India penisola arabica etc.
    Quando il gioiello Italia, così vituperato è rimasto al vecchio provincialismo bigotto e alle vecchie ma nuove forme di inganno oggi liquefatte nel mare europeo, non bastando il mare Nostrum la cui origine non è neanche italiana bensì spagnola…

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  8. “Qualcuno ha il coraggio di chiederlo alla von der Leyen?”
    Stiamo dando i numeri, vado io, insisto.
    Non so se ridere o piangere.

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  9. Lo posto qui perchè nonostante numerosi tentativi, non sono riuscito a postarlo nella discussione ” Strage di Capaci, Alessandro Di Battista: “Gli ipocriti minuti di silenzio lasciamoli alla politica”.

    Nella ricorrenza della strage di Capaci si assiste alla calata annuale degli avvoltoi per accaparrarsi lo scalpo della memoria storica dell’eroe n.1 della lotta alla mafia. A questo rituale non poteva mancare certo il buffone diballista, uno dei massimi esponenti del fu movimento cinque stalle.
    I fatti: Claudio Martelli, ministro VICESEGRETARIO DI UN PARTITO, che la storia si incarichera’ di ricordare come quello della corruzione e delle tangenti, del più grande ladrone della storia, esule ad Hammamet, prende per mano Giovanni Falcone nel momento più drammatico della sua carriera da magistrato. Dopo che Antonino Caponnetto aveva deciso di lasciare l’incarico, Falcone decise di candidarsi a Consigliere Istruttore della Procura di Palermo, ma gli venne ingiustamente preferito Antonino Meli (il parallelismo con la vicenda DAP/Di Matteo è perfetto). La scusante di questa scelta venne ritrovata nell’anzianità, ma Falcone continuò a svolgere il suo lavoro senza arrendersi e a portare avanti le proprie indagini. Ma le delusioni non finirono, in quanto nel luglio dello stesso anno 1988, gli venne preferito Domenico Sica all’Alto Commissariato per la lotta alla Mafia. Falcone non era solo inviso agli occhi di Cosa Nostra, ma degli stessi componenti della Magistratura, che al momento di votare non ebbero dubbi a preferirgli Antonino Meli. Ma nonostante tutte queste ingiustizie, Falcone continuò il suo lavoro: manifestò il suo dissenso nei confronti di Meli, che gli aveva affidato compiti offensivi e nel 1989 realizzò un’importante operazionle antidroga in collaborazione con il procuratore distrettuale di New York, Rudolph Giuliani. Martelli indica in un’azione parallela, che sta nella saldatura tra Cosa Nostra e quei pezzi di Stato che volevano distruggere Falcone professionalmente e politicamente, quell’azione che è responsabile dell’isolamento e dunque della morte di Falcone.
    In pieno isolamento Martelli che fa? Lo nomina direttore degli affari generali al Ministero di Grazia e Giustizia. Era stato isolato e denigrato. Attaccato dalla sinistra. Bocciato dal Csm. Il sindaco Leoluca Orlando lo accusava di tenere nel cassetto le prove contro i mandanti politici dei delitti eccellenti, quelli di Carlo Alberto dalla Chiesa, Pio La Torre, Piersanti Mattarella. Michele Santoro lo aveva processato per questo in diretta tv. Falcone era un uomo serio, non un fanatico. Non aveva il fuoco nella mente, si atteneva ai fatti, alle prove. Diceva a Martelli: ‘Io non mando avvisi di garanzia come coltellate nella schiena’. E ancora: ‘Il rinvio a giudizio si chiede quando c’è almeno una ragionevole speranza di ottenere dal giudice una condanna. Altrimenti è amorale’. Aveva esperienza internazionale, aveva lavorato con l’Fbi. Ed era un garantista. Per questo, diceva Martelli, abbiamo lavorato bene insieme.
    Martelli si intesta il merito di aver rinnovato, con Falcone, il modo di contrastare la criminalità organizzata: “Se è organizzata, anche il contrasto deve organizzarsi: con la Superprocura, la Direzione nazionale antimafia che ha unito i magistrati che fanno le indagini; con la Dia, che ha unito le forze di polizia antimafia; con la legge antiracket; con le norme per preservare le prove, dilatando le possibilità di cristallizzarle nell’incidente probatorio”. Materie infuocate. Sempre Martelli “Hanno scatenato polemiche feroci. La Superprocura – Piero Luigi Vigna era d’accordo, Francesco Saverio Borrelli era contrario – era un’idea che ho ripreso da Leo Valiani. La sinistra e una parte dei magistrati dicevano che era un modo per sottoporre il pm al controllo della politica. Ma Falcone era per la separazione delle carriere tra magistrati d’accusa e giudici. Andreotti? Non si è mai impegnato attivamente, ma non ha mai ostacolato le nostre proposte. Credo che avesse ormai deciso di tagliare certi legami siciliani”.
    La svolta storica avviene il 30 gennaio 1992: la Cassazione conferma le centinaia di condanne del maxiprocesso istruito negli anni Ottanta da Falcone. “Sono stato io”, dice Martelli, “ad andare da Antonio Brancaccio, primo presidente della Cassazione, suggerendo l’opportunità di non assegnare i processi di mafia sempre alla prima sezione, sotto l’influenza di Corrado Carnevale. Non ho fatto nomi, ma Brancaccio ha agito. È stata una scelta del ministro, non di Falcone, che era abilissimo nelle indagini, ma ingenuo in politica. Un esempio? Nella proposta di Superprocura si diceva che il superprocuratore avrebbe riferito una volta all’anno in Parlamento. Apriti cielo: è stata considerata la prova della volontà di subordinare la magistratura alla politica. Invece era una di quelle cose che si mettono per trattare e poi concedere qualcosa all’avversario. Ma Falcone, ingenuo, è andato a dirlo subito a Luciano Violante, rovinando la trattativa…”.

    Ora mettete a confronto Martelli, Vice presidente del Consiglio, vice segretario del PSI, partito che si vociferava avesse preso il posto della DC a Palermo, come collettore dei voti della mafia, e compare fefe’, guardasigilli del movimento 5 stalle, movimento nato per combattere la corruzione, la ruberia e la mafia, il quale non trova di meglio che umiliare un magistrato capace come Di Matteo, da trent’anni sotto scorta, prima proponendogli il DAP e poi rimangiandosi questa promessa per inconfessabili favori a chi ” lasciatelo lavorare in pace”, e questo cialtro buffone se ne viene con l’ipocrisia? Ma guardati allo specchio tu ed il mov delle stalle cosa siete stati capaci di fare col 32%, non con le percentuali del partito di Martelli. Martelli, da solo, senza un consenso di popolo, perché il suo popolo la pensava esattamente all’incontrario, ha fatto cose che il mov cinque stalle se li può solo sognare. Impensabili per un movimento di incapaci, di cialtroni politici a tutto tondo! E tu, che di quel movimento eri la punta di diamante, parli di ipocrisia? Vergogna ballista buffo cialtrone!

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    • DJ Fefé è stato molto impegnato, nell’ultimo anno, a godersi il matrimonio mentre non ha detto una parola sulla Cartabia e la sua schiforma.

      Ognuno ha un prezzo. Magari facilitato dall’avere messo nel mirino quel simpaticone di Ciro Grillo.

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  10. La Von der Liar, è quella che ha iniziato una facoltà di legge (?) ed è finita per laurearsi in medicina?

    Quella che ha fatto carriera seguendo il marito e facendo 7 figli?

    Quella che come ministro della difesa tedesco era responsabile della riduzione dell’efficienza delle armi tedesche al 20-30%?

    E questo soggetto l’ha eletto M5S, quello di Giuseppi. Non oso immaginare, se c’erano alternative, QUANTO SCHIFO potessero fare.

    Della Von der Nazi avremmo di ricordo solo il discreto culetto che a tutt’oggi si ritrova, messo comunque per aria da Erdogan quando la lasciò in piedi come una cameriera.

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      • A parte che la Von der Nazi non è la Ghermania, a parte che non ho la BMW, per te comprerei volentieri un TOPICIDA e te lo somministrerei in endovena.

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