Un premier fedele agli Usa

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – A parte “caro Joe” e “caro Mario”, cosa si siano detti davvero Biden e Draghi lo possiamo ricostruire solo con le veline degli staff, in attesa che il nostro premier con tutta calma informi il Senato il 19 maggio.

Da quanto emerge pare però che il capo del Governo abbia impegnato l’Italia a dare più armi alla Nato, come gli americani chiedono da tempo, pur in presenza di una precisa richiesta di ridiscutere in seguito questo punto, avanzata dal leader della prima forza politica in Parlamento, Giuseppe Conte.

Se le cose stessero così, Draghi si sarebbe appropriato indebitamente di un mandato che gli era precluso, e questo spiegherebbe il rifiuto a rendere conto alle Camere prima del viaggio a Washington, prevedendo a quel punto l’impossibilità di accontentare la Casa Bianca.

Come contropartita ci saranno state concessioni sull’energia, forse l’offerta di affidare allo stesso Draghi o a Letta l’incarico di segretario generale della Nato, che Stoltenberg sta per lasciare. Ma di fatto ieri negli Stati Uniti non si è fatto un passo avanti in direzione della pace.

Anzi! L’Italia ha consolidato il ruolo di testa di ponte americana in Europa proprio mentre Parigi e Berlino parlavano con Xi Jinping (lunedì Scholtz e ieri Macron), per tirarsi fuori da una strada che non spunta (armi e sanzioni) e cercare una soluzione per l’Ucraina intensificando la diplomazia.

Un processo dal quale l’Italia si sta tirando fuori, nonostante l’inteso lavoro silenzioso del ministro degli Esteri Di Maio, perché non si possono riempire gli arsenali e allo stesso tempo essere credibili come tessitori di un dialogo pure con Putin.

16 replies

  1. Pierluigi Pasqualetto
    Il 7 marzo 1949 un uomo che oggi ci servirebbe come il pane, Sandro Pertini, faceva questo discorso al senato italiano, prima della votazione per entrare nella NATO!
    Ci aveva visto giusto il nostro presidente…
    Impara Mattarella!!
    “Noi siamo contro il Patto Atlantico, prima di tutto perché questo Patto è uno strumento di guerra. […] Ma il nostro voto è ispirato anche ad un’altra ragione. Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa, scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente. […] Una Santa Alleanza in funzione antisovietica, un’associazione di nazioni, quindi, che porterà in sé le premesse di una nuova guerra e non le premesse di una pace sicura e duratura. Noi siamo contro questo Patto Atlantico dato che esso è in funzione antisovietica. Perché non dimentichiamo, infatti, come invece dimenticano i vostri padroni di oltre Oceano, quello che l’UnioneSovietica ha fatto durante l’ultima guerra. Essa è la Nazione che ha pagato il più alto prezzo di sangue. Senza il suo sforzo eroico le Potenze occidentali non sarebbero riuscite da sole a liberare l’Europa dalla dittatura nazifascista. […]
    E noi socialisti sentiamo che se domani per dannata ipotesi dovesse crollare l’Unione Sovietica sotto la prepotenza della nuova Santa Alleanza, con l’Unione Sovietica crollerebbe il movimento operaio e crolleremmo noi socialisti.[…]
    Parecchi di voi si rallegrarono quando videro piegata sotto la dittatura fascista la classe operaia italiana e costoro non compresero che, quando in una Nazione crolla la classe operaia, o tosto o tardi con la classe operaia, finisce per crollare la Nazione intera. […]
    Oggi noi abbiamo sentito gridare “Viva l’Italia” quando voi avete posto il problema dell’indipendenza della Patria. Ma non so quanti di coloro che oggi hanno alzato questo grido, sarebbero pronti domani veramente ad impugnare le armi per difendere la Patria. Molti di costoro non le hanno sapute impugnare contro i nazisti. Le hanno impugnate invece contadini e operai, i quali si sono fatti ammazzare per l’indipendenza della Patria! Onorevole Presidente del Consiglio, domenica scorsa a Venezia, in piazza San Marco, sono convenuti migliaia di partigiani da tutta l’Italia ed hanno manifestata precisa la loro volontà contro la guerra, contro il Patto Atlantico e per la pace. Questi partigiani hanno manifestato la loro decisione di mettersi all’avanguardia della lotta per la pace, che è già iniziata in Italia, essi sono decisi a costituire con le donne, con tutti i lavoratori una barriera umana onde la guerra non passi. Questi partigiani anche un’altra volontà hanno manifestato, ed è questa: saranno pronti con la stessa tenacia, con la stessa passione con cui si sono battuti contro i nazisti, a battersi contro le forze imperialistiche straniere qualora domani queste tentassero di trasformare l’Italia in una base per le loro azioni criminali di guerra. Per tutte queste ragioni noi voteremo contro il Patto Atlantico”.LA NATO DEVE ESSERE SCIOLTA E L’ ONU DEVE ESSERE RIFORMATO A TUTELA VERA DI TUTTI I CITTADINI DEL MONDO !!!

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  2. MAURO COLTORTI.
    LA GUERRA: QUESTA SCONOSCIUTA. MA PERCHE’ SI PENSA CHE L’UNICA SOLUZIONE SIA USARE LA FORZA E NON SI PREDILIGE LA VIA DEL CUORE COME HANNO FATTO QUESTI GIGANTI

    Io sono un pacifista. Ho fatto l’obiettore di coscienza quando si rischiava di andare due anni in galera a Gaeta. Questo era il destino per gli obiettori di coscienza sino alla emanazione della legge che riconobbe il Servizio Civile come periodo alternativo che fortunatamente venne approvata mentre facevo l’università.
    Non volevo imbracciare un fucile e uccidere un mio simile né essere schierato in una manifestazione di piazza e manganellare i lavoratori o gli studenti che protestavano per migliorare le loro condizioni di vita. I miei riferimenti erano le grandi figure che ora sembrano quasi dimenticate e di cui nessuno parla in questi giorni.
    L’immenso Mahatma (Grande Anima) Ghandi, liberò l’India dal dominio inglese con la non violenza, cioè senza imbracciare le armi. Il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, non liberò il Tibet occupato dai cinesi ma evitò che avvenisse il bagno di sangue tra la sua gente e l’esercito di Pechino. Il Dalai Lama se ne andò dal Tibet e si trasferì in India. Non credo che se i tibetani avessero avuto un esercito ben equipaggiato il Dalai Lama si sarebbe comportato in modo diverso. Le sue decisioni non erano guidate dall’orgoglio nazionale ma dall’amore. Sapeva che una resistenza armata avrebbe causato migliaia di morti ed il Dalai Lama, come meno rappresentativamente il sottoscritto, metteva la vita umana alla sommità delle scelte.
    E’ evidente che né Putin né Zelensky abbiano fatto queste scelte. Ora tutti si mostrano inorriditi dalle immagini di morte e desolazione che giungono dalle aree di guerra. Pensavano forse che la guerra si combatte a colpi di rose? La guerra è questa. E nella guerra la morte è la protagonista e la morte non sceglie le proprie vittime ma travolge tutti, inclusi donne, vecchi e bambini. Ricordo che in Ucraina non è permesso fare l’obiettore di coscienza che magari molti, con famiglie miste, avrebbero voluto fare per non rischiare di uccidere familiari e amici che sono dall’altro lato della barricata. Io non avrei mai iniziato la guerra.
    Nel momento in cui l’Ucraina è stata invasa, avrei accettato le condizioni poste dalla Russia, cioè il riconoscimento delle repubbliche separatiste, della Crimea e lo stato di neutralità. Ora continuerei ad accettarle anche se è probabile che ora Putin non si accontenti più di questo avendo il controllo di tutta la costa del mar D’Azov.
    Insomma, io non avrei esitazioni, se fossi Zelensky, nell’evitare ai miei concittadini altre sofferenze. Ma temo che, come dicevano vari analisti, che in questa partita Zelensky è una pedina e chi dovrebbe accettare le condizioni è Biden che guida le decisioni dei leader europei.
    Però, Biden ha appena ottenuto dal Congresso 33 miliardi di dollari per inviare armi (ed aiuti) all’Ucraina, ovviamente perché gli ucraini possano “difendersi” e ovviamente anche morire.
    D’altra parte la situazione è perfetta per gli americani. Ci rimettono soldi ma hanno già un debito pubblico immenso, miliardo più miliardo meno, cosa importa.
    Gli ucraini ci mettono il loro dono più prezioso che è la vita.
    Gli esempi del Dalai e del Mahatma Ghandi dimostrano chiaramente che Draghi sbaglia quando dice “per fare la pace bisogna essere in due”. Strano che non conosca questi grandi esempi.
    Molti dicono “un uomo come Putin non si ferma con la diplomazia”. Se non si ferma lui forse sarebbe il caso che si fermassero gli altri.
    Ma perché per la risoluzione dei conflitti non si prende l’esempio di questi giganti e si pensa che l’unica soluzione sia la forza bruta.
    Si deve dare ascolto al cuore.

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  3. Rettifica anche sulla dottrina probabilistica, in quanto il valore è assoluto, quindi certo riferiti alla suddetta questione, ovvero, tradotto in politichese e maneggi da strapazzo,

    la lotta sempiterna di pi contro il padre Pi greco, per togliersi. Dalla coscienza, l’ irrazionale eterno 3,14..

    Che fa sempre cruccio e coscienza!

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  4. UN FAVORE AL SOTTOSCRITTO IGNORANTE : CHI DI VOI MI RENDE NOTO CHE COSA SIGNIFICA ESATTAMENTE ED I N PRATICA : “ESSERE ALLEATI CON GLI STATI UNITI ?” CHE COSA “l’ALLEANZA ATLANTICA” ? SULLA BASE DI QUALI TRATTATI ? PATTI PER L’ ETERNITA’ O CON SCADENZAE TEMPORALI O IN PARTICLARI SITUAZIONI ? GRAZIE MILLE !!!

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  5. Il mio M5 🌟, quello vero?
    Si sfila immediatamente da questo governo di pazzi furiosi e organizza una imponente manifestazione per la ☮️ da tenersi domenica 5 giugno a Roma.
    Parole d’ordine: stop alle armi e parola alla diplomazia.
    Bandiere di qualsiasi partito assolutamente vietate.

    Poi mi sono svegliato, era un sogno..

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  6. Così per curiosità ho dato un occhiata alle testate giornalistiche itaGGliane, compreso il FQ,
    Sembra di essere capitati in un manicomio, un insieme di testate da neurodeliri,
    Proprio vero che i matti si sono impadroniti del manicomio,

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