Fake news, la guerra che tratta tutti da imbecilli

L’intervista del ministro russo prova come la propaganda sia cinica e rozza. Meno male però che la Ue ha il suo kit per “combattere la disinformazione”… L’intervista del ministro Lavrov a Rete4 ha giustamente sollevato un vespaio e indignato molti in tutto il mondo. I quaranta minuti d’intervento sono stati definiti un comizio propagandistico […]

(DI FABIO MINI – Il Fatto Quotidiano) – L’intervista del ministro Lavrov a Rete4 ha giustamente sollevato un vespaio e indignato molti in tutto il mondo. I quaranta minuti d’intervento sono stati definiti un comizio propagandistico e le sue considerazioni, sulle stragi in Ucraina, sul gruppo Wagner e su Hitler, “mi risulta ebreo”, sono state già catalogate come fake news. Giusto. È stata un’intervista altamente negativa per Lavrov e per tutta la Russia. Un regalo inaspettato per tutti gli anti russi. La sua fama di abile diplomatico è compromessa. Non che sia per lui un gran problema. Forse sa di poterselo permettere ed è abbastanza navigato da ricordare che la diplomazia dei pranzi e rinfreschi non ha mai prodotto grandi risultati. L’abile e moderato Tareq Aziz mediatore di Saddam Hussein è morto in carcere. L’accordo di Dayton sulla ex Jugoslavia non sarebbe mai stato firmato se i tre presidenti di Bosnia, Croazia e Serbia non avessero avuto la pistola alla tempia del “diplomatico” Holbrooke. L’intervista ha avuto un minimo merito: ha reso molti italiani più consapevoli di cosa sia la guerra dell’informazione che stiamo combattendo sul nostro territorio da oltre due mesi. È bastata una sola uscita fuori posto, antidiplomatica e volutamente cattiva di Lavrov per dimostrare quanto la propaganda sappia essere cinica, violenta e rozza. Tutte le teorie sulla manipolazione delle coscienze o dei fatti e sulla forza dei messaggi subliminali o delle metafore e dei trucchi psicologici usati dalla propaganda politica o dal marketing si sono infrante in quaranta minuti di discorso-comizio.

Cremlino, la voce spietata contro il popolo-amico: noi
Lavrov è apparso freddo e spietato come un mastino, non ha lasciato spazio ad alcuna interlocuzione, ha detto ciò che ha voluto e non ciò che avremmo voluto sentire (ma cosa avremmo voluto sentire?). Ci ha sbattuto in faccia l’acredine di chi si sente tradito da un popolo che riteneva amico. Un popolo che i russi rispettano non perché ne condividono le scelte politiche, ma perché depositario e portatore di una cultura umanistica e artistica da essi considerata superiore, unica. Un popolo che ancora ammirano ma che appartiene a uno Stato che oggi è loro nemico: in guerra. Senza tanti giri di parole o alterazioni semantiche ha sfoderato tutte le verità di regime che giustamente in quanto tali non sono mai verità assolute, intercalate a bugie di regime anche queste mai assolute. Un altro punto di merito dell’intervista è quello di aver attirato l’attenzione sulla vulnerabilità alle manipolazioni della nostra opinione pubblica sempre restia a sentirsi in guerra finché non le si spara addosso e anche dopo. Churchill diceva che gli italiani vanno alla guerra come se andassero allo stadio e allo stadio come se andassero in guerra. In ogni caso ci sentiamo sempre e soltanto “spettatori” di fronte a qualsiasi combattimento. Lavrov ha detto chiaramente che in guerra ci siamo anche noi, in campo e non in tribuna. E non ci dovremmo meravigliare se l’amico diventato nemico ci tratta come traditori o imbecilli. Di fronte a questi messaggi diretti e senza fronzoli si è aperta la discussione sulla libertà d’informazione. Ci sarà un’inchiesta e probabilmente saranno prese ulteriori misure drastiche per il controllo della propaganda russa, in Italia e nel mondo. Sarà difficile che il diritto all’informazione ne esca vivo mentre è probabile che continui la negazione di una propaganda per favorirne un’altra, la nostra, che comunque anch’essa ci tratta tutti da imbecilli. Le misure non saranno certo quelle già adottate dai russi sul fronte interno, noi non arriveremmo mai a tale barbarie: 15 anni di galera per una notizia falsa? No, da noi c’è già l’ergastolo e non lo sappiamo. Se si parte dal presupposto che siamo in guerra, in piena guerra dell’informazione, oltre a quella indiretta (per adesso) con le armi, aver aperto una via alla propaganda avversaria è già un crimine perseguibile penalmente. In questo campo, la nostra giustizia non è meno drastica e stringente perché democratica. Le norme restrittive e punitive riguardanti la sicurezza dello stato dei paesi democratici in guerra sono simili a quelle dei regimi autoritari, come si può constatare osservando le leggi draconiane di paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia tanto per citare i più blasonati in fatto di democrazia. Senza considerare le disumanità (legali e illegali: maccartismo, sequestro, tortura, persecuzione e assassinio) che si compiono in nome della sicurezza.

Quelle “Intelligenze con lo straniero” made in italy
In Italia, gli articoli del Codice penale n. 261 sulla “rivelazione di segreti di Stato”, n. 265 per il “disfattismo politico”, n. 266 per le “istigazioni di militari a disobbedire alle leggi” e l’art. 267 “disfattismo economico” stabiliscono che: “Chiunque diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose che possano destare pubblico allarme o deprimere lo spirito pubblico o altrimenti menomare la resistenza della nazione di fronte al nemico o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni. La pena è non inferiore a 15 anni se il fatto è commesso con propaganda o comunicazioni dirette ai militari o se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze con lo straniero”. In questo secondo caso la pena è dell’ergastolo. La condotta si considera criminosa solo se compiuta al tempo di guerra o in caso di imminente pericolo della stessa che è esattamente il nostro caso di oggi. In teoria la norma non dovrebbe colpire “idee e convincimenti di carattere privato, né frasi consistenti in meri apprezzamenti personali”. Ma non se ne può essere sicuri specie nel vortice di panico che la minaccia crea. Anche il fatto di non essere in guerra non esclude sanzioni per la diffusione di notizie ad essa collegate. L’art. 256 del nostro Cp dice “Chiunque si procura notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato debbono rimanere segrete è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Si applica la pena dell’ergastolo se il fatto ha compromesso la preparazione o l’efficienza bellica dello stato, ovvero le operazioni militari. Oltre a chi procaccia notizie è responsabile anche chi le diffonde”. Questa norma si dovrebbe applicare soltanto alle violazioni del segreto di stato che provengono da documenti ufficiali classificati, ma neanche di questo si può essere sicuri. Si possono applicare anche a notizie provenienti da fonti diverse, a quelle che fanno parte delle notizie che lo Stato ritiene di non divulgare anche se sono di dominio pubblico (i segreti di Pulcinella), o alle speculazioni che “casualmente” coincidono con le notizie da non rivelare. Meno pesanti sono le sanzioni relative alla “pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate, o tendenziose per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. In questo caso l’art. 656 prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 309 euro (Iva inclusa). Tant’è che esso è ritenuto poco più della violazione delle norme di etica dell’informazione così frequentemente eluse dall’interpretazione strumentale della libertà di stampa. Ovviamente, gli articoli del codice che si riferiscono alla diffusione di notizie false non sembrano potersi applicare a quelle false create e diffuse contro il nemico anche se destano pubblico allarme o deprimono lo spirito pubblico o recano nocumento ai nostri interessi nazionali. Questa infatti è ritenuta una giusta lotta alla disinformazione dell’avversario anche se condotta con altrettanta disinformazione. Ed è per questa ragione che in tutta Europa sta dilagando una disinformazione organizzata dagli stessi governi che appoggiano e sponsorizzano la disinformazione ucraina o la sostengono con altrettanta disinformazione autogena.

L’Unione europea ha emanato un regolamento che proibisce la divulgazione di notizie provenienti da siti russi con la premessa che essi istituzionalmente fanno disinformazione e diffondono falsità. Può essere vero, ma non è dimostrato e sarebbe strano se non fosse reciproco. La stessa disinformazione europea a uso e consumo dei cittadini europei si diffonde dichiarando falso tutto ciò che proviene da determinate fonti.

Nel mirino la Russia, la Cina e i no-vax
Il kit dell’Ue distribuito alle scuole su “riconoscere e combattere la disinformazione” e quello diffuso a massa dagli spot della televisione pubblica – entrambi ripresi fedelmente dai circuiti dei grandi media – sono apertamente diretti a colpire la Russia, la Cina e i no-vax. La Ue non si accontenta di negare la loro informazione/disinformazione, ma quella parte che ci arriva eludendo la censura automatica delle piattaforme dei motori di ricerca o dei social deve essere sottoposta a un vaglio rigoroso. I kit consigliano di Dubitare, Verificare, Scindere, Diffondere. Il primo consiglio è sacrosanto: il Dubbio è la base della scienza e dell’intelligenza umana. Verificare e scindere il fake dal news è più problematico poiché la verifica deve fare riferimento a fonti “autorevoli” indicate dalla stessa Ue; perciò la diffusione riguarda esattamente ciò che la Ue vuole. A questo punto, l’individuo è sollecitato ad entrare nel circuito dei “cacciatori di fake news” per l’ulteriore diffusione di massa. Con questo processo, la produzione di fake news prolifera di pari passo con la loro smentita. Se lo scopo era quello di salvare la Patria suscitando il dubbio per poi scioglierlo con una risposta programmata, non è detto che tale sistema funzioni del tutto. La Patria e la libertà di espressione (dei cacciatori) potranno essere salve, ma il Dubbio aumenta.

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50 replies

  1. “Verificare e scindere il fake dal news è più problematico poiché la verifica deve fare riferimento a fonti “autorevoli” indicate dalla stessa Ue; perciò la diffusione riguarda esattamente ciò che la Ue vuole.”

    Ma peeensa: è autorevole solo quello che vi diciamo NOI!
    E la propaganda ucro/ue/nato è servita su un vassoio d’argento per chi “ubbidisce, crede, combatte”…

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    • Già, già… Ti è sfuggito questo passaggio:

      “Nel mirino la Russia, la Cina e i NO-VAX…”?

      Sto pensando seriamente di fare finalmente quello che mi avete accusato di essere in tutti questi anni: lo PSICOPATICO! E di levarmi definitivamente dai coglioni: stanno venendo avanti tempi buissimi e rischiare la pelle per far valere le proprie idee, francamente, come si USA dire, anche no! Soprattutto per chi come me sa perfettamente che la democrazia e la libbbertà, occidentali in particolare, non sono che fregole ideologiche per progressisti falliti senza speranza.

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      • @Gatto, se hai letto l’ultimo articolo di Mini…..mentre tu prendi il largo, io seguo. Prima la selezione di notizie vagliate e autorizzate dalla censura statalista, poi quella del pensiero privato e personale del cittadino.
        Tra l’altro, in caso di esplicitazione dello stato di guerra, c’è la galera.
        C’è altro da aggiungere?
        Siamo nel fascismo 2.0

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      • rischiare la pelle per far valere le proprie idee

        Chi sarebbe, a rischiare la pelle per le proprie idee, tu per caso (o i “no-vax”)? Questa è la migliore di sempre, vorrà dire che almeno chiudi in bellezza.
        Naturalmente, “idee proprie” è la parte più sottile della battuta: da queste parti si ricorda molto bene la tua frequente diffusione di idee altrui (perlopiù sotto forma di copincollate in violazione di copyright del Simplicissimus), ma di idee proprie non è che se ne siano viste molte.

        La verità è molto più semplice: quando un’idea non merita più di essere difesa, vuol dire che non valeva un cazzo.
        Io dico che sarebbe molto più da psicopatici perseverare che andarsene quindi, per quel che vale, avresti la mia benedizione, però siccome ti sono amico ti invito anche a riflettere sul facile bersaglio che diventeresti per la Gradassa, che avrebbe non poco da sgignazzare sulla tua seconda dipartita (aveva appena smesso di farlo sulla prima, ma comunque sempre meno che sulla tua eventuale, probabile terza venuta), per cui ti dico solo: non farlo, e boia chi molla!

        So che domani vorrai dirmi “hai ragione, non so cosa mi aveva preso”, ma so anche che sei troppo ottusamente orgoglioso per farlo, per cui ti dico solo: prego, non c’è di che.

        @ Elena: per te il discorso è diverso, prima te ne vai e meglio è per la tua salute (lo dico per te, intendiamoci, io sono felicissimo se rimani). Esci, vedi qualcuno, drogati. Approfittane adesso, che la dittatura sanitaria è in ferie, prima che ritorni in autunno a privarti di una di quelle libertà che non sei capace di enunciare.

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      • @JonnyDio purtroppo la droga se la spara già tutta lei!
        Per la libbertà, ho già scritto ampiamente, ma cosa vuole, probabilmente lei non regge le sostanze che si spara e non riesce a più nemmeno a capire un testo semplice.
        In ogni caso, magari il senatore Pillon potrà esserci di aiuto, ha proposto di rimettere in discussione la Liberalizzazione…..due i benefici diretti che potrebbero riguardarci: – lei potrebbe continuare a drogarsi, anche più di ora; – il resto della popolazione italiana avrebbe la chance si trovare sul mercato della droga…….visto che per ora la consuma tutta lei.
        Ciao i-DIO-ta.

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      • Jonny Dio, che dire: ti sei sempre dimostrato un mediocre, nonostante ti riesca bene camuffarlo dietro l’accattivante modalità narrativa delle puttanate che scrivi, ma che fossi proprio così insulso, non l’avrei mai pensato.

        Debbo anche dire, visto che l’hai scomodata, che l’unica cosa che mi fermerebbe dall’andarmene è proprio la gradassa, con la quale mi sono pestato a sangue (cit.), ma che riconosco essere una delle rare persone intelligenti, e non stupidi automi, che ho incontrato nella mia vita, Allo stesso modo di come tu sei una delle rarissime persone di una abissale stupidità, ammantata di vomitevole e ridicolo savoir-faire, con cui abbia mai avuto a che fare: un vero uomo con la C(oglione) maiuscola (semicit.)!

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      • Ti avevo chiesto di non ringraziarmi, così mi lusinghi. Ad ogni modo, se questo è un appello, non posso far altro che unirmi: Paolettaaaa, vieni che c’è bisogno di te, per favore!

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  2. Per chi si ostina ancora a non vedere, non solo nel modus operandi, ma anche nel merito, l’analogia con la PANDEMINCHIA:

    “Nel mirino la Russia, la Cina e i NO-VAX… Verificare e scindere il fake dal news è più problematico poiché la verifica deve fare riferimento a fonti “autorevoli” indicate dalla stessa Ue; perciò la diffusione riguarda esattamente ciò che la Ue vuole. A questo punto, l’individuo è sollecitato ad entrare nel circuito dei “cacciatori di fake news” per l’ulteriore diffusione di massa….Se lo scopo era quello di salvare la Patria suscitando il dubbio per poi scioglierlo con una risposta programmata, non è detto che tale sistema funzioni del tutto. La Patria e la libertà di espressione (dei cacciatori) potranno essere salve, ma il Dubbio aumenta”!

    Chiaro? Limpido: Recoaro!

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    • Finiremo come in Iran oggi, cittadini incaricati di sorvegliare altri cittadini e pronti a riferire tempestivamente. Le “anomalie” vengono tratte in carcere o semplicemente spariscono.
      Noi abbiamo già esperito, durante il ventennio, le medesime metodiche e una parte della popolazione si è riscoperta pronta al ruolo di “vigilante” durante i due anni di pandemia….quindi siamo tutti allenati, pronti e proni.

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      • non so se giudicarvi ridicoli o stupidi
        in ogni caso risultate fastidiosi e pericolosi
        con le feci che diffondete

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      • Le feci:

        – cittadini (non forze dell’ordine) obbligati a controllare la validità di un pass validante l’avvenuto trattamento sanitario per consentire o meno l’accesso al luogo di lavoro, mezzi e servizi, a luoghi della cultura, ai mezzi di trasporto, a ospedali e case di cura;
        – cittadini (non forze dell’ordine) obbligati a vigilare sul corretto uso dei dispositivi di “protezione personale”, mascherina (ma per un certo periodo anche guanti!!!!!), e a interdire l’accesso a luoghi al chiuso a chiunque non fosse ligiò agli ordini governativi;
        – cittadini (non forze dell’ordine) sollecitati a segnalare, agli organi competenti, i concittadini non osservanti le normative di distanziamento, corretto uso dei dispositivi, isolamento in caso di positività al virus;
        – cittadini (non forze dell’ordine) obbligati a segnalare i “NoVax” presenti sul luogo di lavoro e a allontanarli;
        – cittadini (non polizia postale) invitati a segnalare tesi o informazioni “NoVax” espresse su social o mezzi di informazione.

        Ecco, direi che le feci sono queste metodiche che ho elencato.
        Poi se vogliamo continuare a recitare il ruolo dei “belli” addormentati nella democrazia liberale, io non farò parte del gruppo dormienti.

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  3. Qualcuno è arrivato ad affermare che la censura esiste solo in Russia, mentre in Italia la pluralità di idee e vedute è garantita.
    O mi sbaglio?

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  4. Non e’ che ci trattano da imbecilli, e’ che gli imbecilli esistono e sono maggioranza, come attestano in Itaglia i voti per Berluscone Scilvio, Salvoini Matteo e Melonara Gioggia, o in ammerica i voti per Donaldo J(enius) Trump e cosi’ via.

    E gli imbecilli sono terreno fertile per le menzogne (“fake news” all’ammericana), un virus che si propaga negli affetti da neuropenia acuta e cronica, agganciandosi al recettore per l’imbecillaggine.

    Prendiamo il caso di una Wanna Marchi che voglia vendere i numeri vincenti del lotto divinati dal Mago do Nascimiento, uno sano di mente si fa una risata e li manda dove devono andare, invece l’imbecille mette mano al portafoglio e compra.

    Lo stesso vale in campo politico per i QAnon e i pizzagate (o per i putinisti sostenitori delle trattative disarmate con chi ti bombarda), in campo medico per i novax e compagnia cantante, etc. etc.

    Certo si puo’ tentare di impedire la diffusione delle baggianate spiegando per esempio al povero imbecille che se la Wanna avesse i numeri vincenti se li giocherebbe lei, ma e’ fatica a mio avviso sprecata, perche’ l’imbecille sara’ sempre capace di trovarsi da solo la prossima imbecillata e farsi spennare come Dio comanda, e’ il suo destino e la sua funzione sociale.

    Si puo’ solo sperare che, nel grande piano generale dell’Universo, il tasso statistico di minorati mentali sia tale per cui i danni che provoca (secondo le leggi di Cipolla) possano in qualche modo essere limitati, ma non ci faccio troppo affidamento, ogni tanto ci vuole una bella estinzione di massa.

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    • “Non e’ che ci trattano da imbecilli, e’ che gli imbecilli esistono e sono maggioranza, come attestano in Itaglia i voti per Berluscone Scilvio, Salvoini Matteo e Melonara Gioggia, o in ammerica i voti per Donaldo J(enius) Trump e cosi’ via…”

      Ah ah ah!

      Sarei curioso: potrebbe gentilmente il clone mal riuscito del barzellettiere di Porto Cervo sviluppare meglio il “e così via”, visto che la maggioranza di cui parla include anche altri nomi che attualmente vanno per la MAGGIORE (appunto)?

      Sono sicuro che se usasse il suo tagliente sarcasmo per smascherare tutti gli imbecilli rimanenti, inclusi nel vago “e così via” scoprirebbe suo malgrado di essere il primo della lista di quella MAGGIORANZA!

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    • Intanto che Silviuccio B. sforna barzellette, You Tube ha oscurato il servizio da Mariupol di Report andato in onda lunedì scorso.
      Manca solo che il minculcopasir censuri pure la replica di sabato prossimo.

      Siamo al fascismo che striscia e i rappresentanti della Sinistra che non c’è più, sono in prima fila a sostenerlo.

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      • Tu capisci sempre le robe a metà: la “sinistra” non sostiene un bel nulla. La “sinistra” E’ il nuovo fascismo, sotto false spoglie! E’ quello che rimane della destra che, caso mai, riesce maldestramente a arginarlo.

        SVEGLIATI MORFEO!

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      • PayPal ha congelato i fondi di alcuni siti Web. Si ipotizza che PayPal stia prendendo di mira quei siti che non rispettano la narrativa
        occidentale ufficiale sul conflitto in Ucraina.

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      • La Sinistra, caro Gatto (un po’ Monatto sul tema vaccini), non può essere il fascismo.

        La Sinistra storica che conosco io ( che è un microcosmo, ma lo vedremo alle prossime elezioni) non è in sintonia con la servile nullità politica di chi, purtroppo, la sta rappresentando.

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      • Aggiungo che anche BLOB sta diventando un inguardabile tappetino del racconto filoNato della guerra.

        Stasera ha fatto vedere la lite tra Sgarbi e Mughini di ieri dal Maurizio Costanzo show.
        Ha fatto vedere lo spintone e gli insulti ma si è ben guardato dal far vedere l’origine della lite e cioè l’accusa di fascismo a chi vuol impedire agli atleti e agli artisti russi di svolgere la loro attività.
        Ecco allora il link con la parte censurata sa BLOB.

        https://www.tgcom24.mediaset.it/2022/video/sgarbi-mughini-il-video-della-lite-al-maurizio-costanzo-show-_49711284-02k.shtml

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      • Mi giunge notizia che il video di Report oscurato da You Tube è stato un atto dovuto perché postato illegalmente e, quindi, senza il consenso della RAI.
        Chiedo scusa per il mio post delle 20.41

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      • “La Sinistra, caro Gatto (un po’ Monatto sul tema vaccini), non può essere il fascismo.”:

        “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.”!

        “Che la Nato abbia nel mirino i novax mi ha fatto ridere assai.”:

        e chi avrebbe sostenuto che la Nato abbia nel mirino i novax?

        Viene il sospetto che, in fondo, le barzellette di @Silvio B siano proprio fatte per far ridere quelli come te.

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      • “Nel mirino la Russia, la Cina e i no-vax
        Il kit dell’Ue distribuito alle scuole su “riconoscere e combattere la disinformazione”…

        La simbiosi di matrice guerrafondaia tra Nato e UE, me l’ha fatto scrivere.
        E allora?
        Vuoi aggiungerci gli americani? Per me va bene.

        Ma che ci vuoi fare Gatto?
        Per me mettere assieme la campagna mediatica con chiari connotati di propaganda fascista (minacce violente comprese contro i dissenzienti) a favore delle mire geopolitiche egemoniche degli americani, con qualche forzatura contro dei novax che, comunque, hanno potuto dire e fare tutto quello che hanno voluto eccetto andare ad alitare sul naso di chi, legittimamente, aveva ragioni per temere un virus, continua lasciarmi esterrefatto… E sorridente.

        Per me non c’è paragone tra quel che sta succedendo con le ignominie mediatiche che corrono parallelamente a questa guerra e le schermaglie tra novax e sivax dei due anni di pandemia.
        E non mi convinci del contrario.
        Checci vuoi fare…

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      • “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.”!

        Non so che c’azzecca con quell’altro discorso, Gatto.
        Ma vista la triste fine di molti dirigenti della mia Sinistra vien da condividerla.

        Ma credo anche che l’animo umano sia fascistoide a livello planetario, quindi lascia il tempo che trova…

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  5. Shariy è stato inserito nella famigerata lista nera pubblica di Myrotvorets dei “nemici dello stato” fondata da Anton Geraschenko, il consigliere del Ministero degli affari interni che ha approvato l’assassinio di parlamentari ucraini accusati di simpatie russe. Diversi giornalisti e dissidenti ucraini, tra cui l’importante editorialista Oles Buzina , sono stati assassinati dagli squadroni della morte sostenuti dallo stato dopo che i loro nomi erano comparsi nell’elenco.

    Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell’Interno ucraino, ha celebrato l’omicidio del sindaco Volodymyr Strok dichiarando sulla sua pagina Telegram “C’è un traditore in meno in Ucraina. Il sindaco di Kreminna nella regione di Luhansk, ex deputato del parlamento di Luhansk, è stato trovato ucciso”.

    Secondo Geraschenko, Strok era stato giudicato dal “tribunale del popolo”.

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    • E la Spagna si è piegata e consegna un rifugiato politico a un governo che ha giustiziato in 8 anni 80 “dissidenti”.

      In Italia noi consegnammo Abu Omar all’Egitto, in un’operazione di sequestro di persona operato da agenti CIA e SISDE, e in Egitto venne interrogato e torturato. Poi ci fu il caso della Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov, sequestrata insieme alla figlia di sei anni, imbarcata su un volo diretto per il Kazakhstan e consegnata per accordi, mai resi pubblici, tra l’ambasciatore kazako e i servizi italiani.
      Questi due eventi si conoscono perché sono intervenute denunce e interessi che hanno operato per salvare la vita di questi due personaggi….di altri non si ha contezza. L’Europa libera e democratica non è nuova a queste pratiche. Ma, consegnare un dissidente rifugiato politico, come Anatoly Shariy è una novità assoluta. Non ho memoria di rifugiati che abbiano vissuto un dramma simile.
      Prossimo passo? Potremmo consegnare giornalisti e politici nostrani sotto scorta alle mafie! Mi sembra un buon parallelo.

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      • Il prossimo passo sarebbe quello di richiedere a governi stranieri la riconsegna dei dissidenti politici nostrani ricercati (in modo da poterli incarcerare e torturare noi stessi) ma, nonostante la disperazione ostentata dai numerosi wanna-be, per fortuna questa rimane una merce di cui (per ora) non disponiamo…

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  6. Rendiamoci conto quando si parla di libertà di espressione. L’art.21 dice chiaramente che puoi esercitarla, poi ti trovi questi articoli del codice penala, a parte ingiuria/diffamazione/calunnia, di cui quasi nessuno sapeva l’esistenza.

    Roba che nemmeno in Russia.

    Diffondete, dunque, quando vi diranno che la Russia censura i contestatori con 15 anni di prigione, da noi c’é l’ergastolo potenziale.

    Questa sarebbe l’effettiva libertà di stampa e di opinione che abbiamo: solo quella di usare i ‘kit’ anti-disinformazione ma il dubbio lo dobbiamo solo ai russi, agli occidentali giammai.

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    • “la Russia censura i contestatori con 15 anni di prigione”

      veramente, se non offendono i giudici durante il processo, generalmente hanno la commutazione
      delle pene detentive in pene pecuniarie o servizi di lavoro sociale

      il principale avversario di Putin, non non uno di quelli all’opposizione con numeri a due cifre
      ma quello che non riesce neppure ad essere eletto in uno stato della Federazione, l’avvelenato per finta,
      aveva avuto commutata la pena detentiva in libertà vigilata con alcuni obblighi, obblighi ai quali non sottostava
      e quindi è tornato dentro e in più ha offeso un giudice durante le udienze per altri fatti
      provassero a farlo in USA

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  7. “Ha fatto vedere lo spintone e gli insulti ma si è ben guardato dal far vedere l’origine della lite e cioè l’accusa di fascismo a chi vuol impedire agli atleti e agli artisti russi di svolgere la loro attività.”

    Sembra che l’omissione sia una parte fondamentale del processo di propaganda, ometti i dettagli importanti per trasmettere qualcosa di completamente diverso… quindi l’omissione è una parte necessaria del processo di propaganda… tieni alcuni fatti, ma assicurati per tralasciare altri fatti che avrebbero grande attinenza con qualsiasi conclusione che si potrebbe trarre . Non è tanto che la stampa occidentale stia mentendo, quanto che di solito tralasciano le critiche informazioni che getterebbero una luce completamente diversa sui fatti, di conseguenza l’omissione è una parte fondamentale di questo processo di propaganda.

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    • O anche l’associazione dei discorsi ad immagini che non sono in relazione con essi. Tipo: mostrare il vecchietto filorusso che piange in Donbass per il bombardamento da parte degli ucraini, mentre si parla di bombardamenti russi a Kiev.
      Oppure: inserire la foto di Andrea Rocchelli, ucciso dai neonazi ucraini qualche anno fa, perché facente parte della lista di proscrizione (sulla sua foto nella lista: la dicitura ELIMINATO) tra le foto di giornalisti, vittime attuali dei russi.
      La Stampa di Giannini è specializzata in questa tecnica e ne hanno combinato anche altre…
      Fa tutto parte delle tecniche Psyop.

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      • Alcuni brani:

        “Operazioni psicologiche (PSYOP ·) sono operazioni per trasmettere informazioni e indicatori selezionati al pubblico per influenzare le loro emozioni, motivazioni e ragionamenti oggettivi e, in definitiva, il comportamento di governi, organizzazioni, gruppi e individui”
        “Lo scopo di” United States psychological operations” è quello di indurre o rafforzare comportamenti percepiti come favorevoli agli obiettivi degli Stati Uniti. Sono una parte importante della gamma di attività diplomatiche, informative, militari ed economiche disponibili per gli Stati Uniti. Possono essere utilizzati sia in tempo di pace che in conflitto. Esistono tre tipi principali: strategico, operativo e tattico. Strategico PSYOP includono attività informative condotte dalle agenzie governative degli Stati Uniti al di fuori dell’arena militare, anche se molti utilizzano risorse del Dipartimento della Difesa (DOD). Operativo I PSYOP sono condotti in tutta la gamma di operazioni militari, anche in tempo di pace, in un’area operativa definita per promuovere l’efficacia delle campagne e delle strategie del comandante della forza congiunta (JFC). Tattico I PSYOP sono condotti nell’area assegnata a un comandante tattico attraverso la gamma di operazioni militari per supportare la missione tattica contro le forze avversarie.”

        “PsYOP può incoraggiare il malcontento popolare nei confronti della leadership dell’opposizione e, combinando la persuasione con una minaccia credibile, degradare la capacità di un avversario di condurre o sostenere operazioni militari. Possono anche interrompere, confondere e prolungare il processo decisionale dell’avversario, minando il comando e il controllo. Se impiegati correttamente, i PSYOP hanno il potenziale per salvare la vita delle forze amiche o nemiche riducendo la volontà dell’avversario di combattere. Abbassando il morale dell’avversario e quindi la sua efficienza, PSYOP può anche scoraggiare azioni aggressive creando disaffezione all’interno dei loro ranghi, portando infine alla resa.”

        ” L’impiego integrato delle capacità principali della guerra elettronica, delle operazioni di rete informatica, delle operazioni psicologiche, dell’inganno militare e sicurezza delle operazioni, di concerto con il supporto specificato e le relative capacità, per influenzare, interrompere, corrompere o usurpare il processo decisionale umano e automatizzato contraddittorio proteggendo il nostro. ”

        ” Un campo emergente delle operazioni psicologiche strategiche è la “Battaglia delle narrazioni”. La battaglia della narrazione è una battaglia in piena regola nella dimensione cognitiva dell’ambiente informativo, proprio come la guerra tradizionale viene combattuta nei domini fisici (aria, terra, mare, spazio e cyberspazio). Una delle lotte fondamentali, nella guerra nei domini fisici, è quella di modellare l’ambiente in modo tale che la contesa delle armi sarà combattuta a condizioni che sono a vostro vantaggio. Allo stesso modo, una componente chiave della “Battaglia della Narrativa” è riuscire a stabilire le ragioni e i potenziali esiti del conflitto, a condizioni favorevoli ai tuoi sforzi.”

        ” Alle forze PSYOP statunitensi è generalmente vietato tentare di cambiare le opinioni delle “persone statunitensi” (intendendo cittadini e residenti), in qualsiasi luogo a livello globale.”

        Ma pensa…

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  8. Io continuo a credere che il problema non siano gli argomenti di confronto/discussione o conflitto, il problema vero, allarmante, è il METODO…..se il confronto su il tema X o Y viene spostato dalle tematiche in discussione, che in un paese realmente civile, democratico, dovrebbero vedere nella pluralità un valore aggiunto di informazione/conoscenza, alla creazione manipolatoria/propagandistica del nemico, variabile, funzionale ed opportuno, individuato in chi ha pensiero, mentalità, opinione, diversa rispetto a quella della propaganda di POTERE, non si sta usando un metodo democratico di confronto fra argomentazioni, ma metodo discriminatorio…..cioè si individua il gruppo NEMICO, le cui argomentazioni o ragioni non saranno giuste, sbagliate, possibili o astruse in quanto tali, comunque degne di ascolto, dubbio, valutazione, ma inaccettabili per la loro provenienza! L’ esercizio del potere può avvenire con mezzi ” democratici” occidentali oppure non democratici, dittatoriali, ma l’ uso della propaganda che individua il nemico, lo isola, denigra, lo denuncia come elemento estraneo e dannoso per il paese/potere, è lo stesso…..cambia solo l’ uso della forza per isolare e contrastare il nemico, forza/violenza che ovviamente dipende dalle condizioni, pace o guerra fanno la differenza, ma il METODO purtroppo è lo stesso! E questo metodo è estremamente pericoloso, perché il nemico di turno viene deciso dal potere costituito, che gestisce i media di informazione/opinione di massa, ieri erano i no vax o no green pass, oggi chi osa analisi più articolate, definito filo Pinco o filo Palle, domani chiunque, magari per preferenza sessuale, religione, razza, colore della pelle, ceto sociale. ……..il METODO che discrimina è di per sé antidemocratico, e chi lo usa non può definirsi democrazia, se non nella sua ipocrisia formale…….pronta a trasformarsi in una aberrazione sostanziale, dove il sonno della ragione che genera MOSTRI, sta tutto nel respingere , a prescindere, le ragioni dell’ altro per appartenenza : la condanna per appartenenza, indipendentemente dalla validità o meno delle ragioni che non hanno DIRITTO di espressione! Se per esprimere un’ opinione, si deve premettere di non appartenere a qualcosa, a qualcuno, ad un gruppo, etnia, religione, razza o partito, è già antitesi di DEMOCRAZIA!

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    • il METODO è l’ARMA

      quindi non è il problema e, come in guerra, non è il carro armato ma il carrista
      (anzi lo stratega del battaglione che ne gestisce gli spostamenti)

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    • Alessandra
      “….pronta a trasformarsi in una aberrazione sostanziale, dove il sonno della ragione che genera MOSTRI, sta tutto nel respingere , a prescindere, le ragioni dell’ altro per appartenenza : la condanna per appartenenza, indipendentemente dalla validità o meno delle ragioni che non hanno DIRITTO di espressione! Se per esprimere un’ opinione, si deve premettere di non appartenere a qualcosa, a qualcuno, ad un gruppo, etnia, religione, razza o partito, è già antitesi di DEMOCRAZIA!”

      Brava! 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻

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  9. Dall’ inizio di questa guerra i fascisti non esistono più: sono diventati eroi.
    Consiglio i prossimi manifestanti di Ordine Nuovo ad andare in piazza con le bandiere del battaglioni Azov e relativi “simboli” ( avete notato che ora non li chiamano più “simboli nazisti” ma “simboli runici”?).saranno subito acclamati dalla “sinistra”:
    O no?

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  10. “Lavrov è apparso freddo e spietato come un mastino”

    ok questo vuole essere assunto alla Stampa
    evidentemente mira ad un aumento di stipendio e di prestigio nel club di portatori di lingua

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