Sanzioni: sicuri che funzioni?

Scruto nei tg il volto dell’assassino alla ricerca di un qualsiasi indizio comprovante che le sanzioni cominciano, era ora, a farsi sentire: che so un espressione mogia, un cedimento facciale, un’incertezza motoria. […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Scruto nei tg il volto dell’assassino alla ricerca di un qualsiasi indizio comprovante che le sanzioni cominciano, era ora, a farsi sentire: che so un espressione mogia, un cedimento facciale, un’incertezza motoria. Ieri, dal suo jet atterrato non so dove scende prima il vassallo bielorusso Lukashenko, bolso, appesantito, il sorriso untuoso mentre ondeggia aggrappato al corrimano della scaletta. Poi spunta il criminale di guerra, un saltello e oplà eccolo che plana tonico e scattante sulla scena del delitto. Anche io cerco un appiglio alle mie (alle nostre) speranze di un imminente tracollo dell’aggressore e il Dataroom di Milena Gabanelli (Corriere della Sera) dal titolo: “Sanzioni alla Russia, i costi per il Cremlino” è, come sempre, esaustivo basato su numeri e fatti. Colpisce tuttavia il “tirando le somme” conclusivo secondo il quale “le sanzioni nel loro complesso stanno isolando Mosca e provocando qualche danno alla sua economia, ma ampiamente compensato dall’export di idrocarburi di cui Italia e Germania hanno drammaticamente bisogno”. Come “qualche danno”?

Si torna sempre lì, all’embargo totale del gas russo ma come si fa a chiudere i rubinetti alle fabbriche, alle scuole, alle amministrazioni pubbliche, tanto più che i “9 miliardi in più garantiti dall’Algeria ci vogliono tre anni per ottenerli” (Davide Tabarelli, presidente di Nomisma energia)? Su Report, Romano Prodi giudica “fumose” le possibili alternative al metano di Putin, all’interno di una inchiesta davvero sconcertante sulla strategia lobbistica messa in atto da Gazprom, a suon di miliardi, per legare al carro russo ex cancellieri tedeschi (Schroder), interi gruppi parlamentari a Strasburgo e i colossi petroliferi delle democrazie occidentali. È difficile contrastare le forze del male quando hai creato e rafforzato un rapporto di dipendenza con quello che è il tuo pusher energetico ma anche il tuo nemico mortale. Un nodo scorsoio nelle mani del macellaio che ne mena vanto: “Gli occidentali volevano metterci in crisi con le sanzioni, ma saranno loro a pagare”. Forse, ma il conto finale lo salderà lui.

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7 replies

  1. Le forze del male… Ahahaha, al contrario nostro che siamo noi le milizie del bene, quelle che hanno sempre seminato fiori da Enola Gay in poi

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  2. Bell’esempio di banalisi logica da parte di Padellaro: deve aver scritto l’articolo senza aver letto l’editoriale del direttore

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  3. Gratta gratta e ti esce fuori il pdino che è in lui. I criminali di guerra che hanno causato morte e distruzione in Iraq come in Siria,in Afganistan come a Belgrado, non sono mai stati classificati tali da Padellaro. Magari perchè c’era fra di loro anche Napolitano ? No,si tratta solo di antipatia personale…con quella faccia un po così tartara che ha Putin.

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