Vittorio Feltri: “La sventura della Nazionale e di Mancini”

(Vittorio Feltri – Libero quotidiano) – Anche l’Italia ha perso la guerra e contro un avversario, la Macedonia, che per molti è solamente un composto di frutta, e purtroppo per la seconda volta consecutiva non potrà partecipare ai Mondiali di calcio.

I nostri connazionali appassionati di pallone, io compreso, sono in lutto, si disperano e non capiscono come mai gli azzurri, i quali pochi mesi fa hanno vinto gli Europei, possano essere stati eliminati sul più bello da una formazione, appunto la Macedonia, la cui esistenza era ignorata fino a giovedì sera.

Siamo stati scartati come un bidone di spazzatura dopo una partita durante la quale i nostri attaccanti non sono riusciti a fare un vero tiro in porta. Siamo tristi e incazzati e molti di noi tifosi sono alla ricerca di un capro espiatorio.

La persona più adatta ad essere colpita ovviamente è l’allenatore; come sempre succede, in questo sport il primo ad essere fucilato è il padrone della panchina, quattro anni fa il condannato fu Ventura, stavolta l’imputato è Mancini, che la scorsa estate fu incoronato re della pelota e ora, rapidamente, è considerato uno sciupa partite, quindi da licenziare su due piedi. In realtà il trainer non ha alcuna colpa.

Ha mandato in campo all’incirca gli stessi uomini che trionfarono, con la collaborazione di Sanculo, in Inghilterra. Gente tosta e che si era rivelata ricca di buona volontà, ma che, evidentemente, nel frattempo si è montata la testa e si è messa a giocare come i ragazzi dell’oratorio. In pratica è passata dalla gloria al water con una rapidità sensazionale.

Tutto ciò ha una spiegazione. Quando i pedatori italiani sono giudicati male, tirano fuori una grinta mostruosa e vincono anche col padreterno, qualora invece godano di buona fama e da loro la critica si attende sfracelli, essi si illudono di essere insuperabili e perdono anche coi bambini delle elementari. Ecco perché giovedì sera gli azzurri hanno rimediato una solenne figura di merda contro una compagine composta di scapoli e ammogliati.

Mancini poveretto, impietrito a bordo campo, sembrava un sacrista impegnato a preparare un funerale. Impotente di fronte a dei cadaveri. Poi c’è un discorso tecnico non trascurabile. Ormai gli atleti nati nella penisola e dediti a prendere a calci una palla sono meno numerosi. Domina la presenza di stranieri anche nei vivai delle piccole società, i migliori sono i neri e i fanciulli provenienti dai paesi dell’Est.

I nostri compatrioti sono una minoranza irrilevante. Ovvio che la prima a soffrire di questa situazione paradossale sia la nazionale, che si avvale di quattro gatti, magari bravi, ma il loro esiguo numero è insufficiente ad arricchire il patrimonio azzurro. Bisogna cambiare metodo.

Ben vengano gli africani, purché non siano i soli a imparare a giocare, altrimenti la rappresentativa patria non riuscirà più a prevalere neanche contro la gloriosa squadra di San Marino. Quanto a Roberto Mancini, non può essere trattato come un reietto. Fatelo lavorare in pace fornendogli giocatori alla sua altezza.

5 replies

  1. Bello il riferimento a Sanculo se lo avesse detto come me nei secondi immediatamente successivi alla vittoria sportiva più immeritata del secolo……

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    • ZITTO! Il nemico ti ascolta!

      Luglio scorso mi sbracciai di fronte ad un fenomeno come J.Dio e altri pazzoidi, a spiegare che vincere 2 partite di fila ai rigori per giunta, segnandone solo 7 su 10 (quando il Manchester City nella UEFA, perse dopo averne segnati 10 di fila), è effettivamente una botta di cu.. inenarabbile.

      Bene, sai che diceva J. iDIOta? è andato a prendere i precedenti di altre squadre che hanno vinto 2 volte ai rigori a fila per dimostrare che non era vero che Sancul… avesse aiutato la nostra squadra a vincere.

      Manco il rigore fallito a portiere battuto dall’Inghilterra li smuove a questi fanatici.

      E adesso che il fattore C è finito, ecco che si scoprono lagnosi e perdenti.

      Quando giugno scorso, con l’Austria l’italia ha vinto gli ottavi giocandosela solo ai supplementari e con grande fatica (e un rigore negato agli austriaci, tra l’altro).

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  2. Una volta tanto sono d’accordo con Feltri. Il cosiddetto campionato “italiano” di serie A schiera squadre per la maggioranza composte da stranieri con curiosi casi di formazioni per 11 undicesimi senza un connazionale. I presidenti di club hanno rovinato il calcio nostrano con la complicità dei tifosi che inneggiano a mercenari esteri.
    L’esterofilia dilagante non si ferma al calcio (che rimane un gioco alla fine). La stisciante sudditanza culturale è tale da infarcire la nostra splendida lingua di anglicismi fastidiosi, di appiattire, fino alla scomparsa, gli idiomi e tradizioni locali di cui eravamo ricchissimi (i dialetti sono in via di estinzione) in favore di comportamenti standardizzati. L’omologazione consumistica, imposta dal turbocapitalismo e accelerata con la globalizzazione, ha cambiato in una sola generazione gli (ex) italiani.

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  3. Evocato il Santo più decisivo,sono decisamente d’accordo sulla disanima che i nostri coccolati “pedatori” diano sempre il meglio sotto una scarica di insulti

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