
(Francesco Erspamer) – Da coloro che suonano le campane per l’Ucraina o ne espongono la bandiera sul balcone insieme a quella arcobaleno, vorrei sapere se hanno idea di cosa sia la NATO, ossia la ragione dell’intervento militare russo. No, non si tratta di un club in cui ci si dichiara filoamericani, si dà ad Amazon la licenza di uccidere il piccolo commercio e finisce lì; anche quello, ma il punto essenziale è l’articolo quinto del Trattato Nord Atlantico, che anche l’Italia ha sottoscritto fin dal 1949. Eccolo:
«Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale».
Avete capito adesso perché Biden vuole l’ingresso dell’Ucraina della NATO? Perché a quel punto la Russia avrebbe le mani legate: anche in caso di pulizia etnica nelle regioni indipendentiste, non potrebbe muovere un dito. Un’inerzia che inevitabilmente scatenerebbe il nazionalismo russo contro Putin e porterebbe alla sua caduta nonché a un grave indebolimento della Russia come alternativa all’egemonia americana. Mission accomplished.
Putin non è un’idiota e forse ha letto Machiavelli: «Non si debbe mai lasciare seguire uno disordine per fuggire una guerra, perché non la si fugge, ma si differisce a tuo disavvantaggio». Meglio un conflitto limitato oggi che una guerra mondiale domani; o davvero pensate che i missili americani a 400 chilometri da Mosca servivano a garantire la pace perpetua? La soluzione è semplice: gli Stati Uniti non possono includere fra i propri satelliti un paese confinante con la Russia delle dimensioni e della ricchezza dell’Ucraina. Credete che se il Messico aderisse a un’organizzazione militare dominata dalla Russia o dalla Cina, Washington starebbe a guardare? Si chiama geopolitica.
Era l’unica richiesta non negoziabile di Putin: un’Ucraina neutrale, non allineata. Agli sbandieratori non piace: loro voglino l’Ucraina nella NATO. Sorpresi? È il nuovo pacifismo liberal e politicamente corretto.
È l’ egemonia, il cinismo, prevaricazione ed ipocrisia del ” pacifismo” made in USA, riciclato ogni volta con pretesti diversi, ma forgiato della stessa sostanza…..lascio immaginare di quale consistenza, colore ed odore! Per chi ancora ci crede è senza alcun dubbio Nutella. ……occorrono almeno 10 anni di invecchiamento per capire che sia altro……..
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Sono incorregibili.Ai nostri politici e ai loro trombettieri non è basto assistere a una decina di confliti tutti targati Usa-nato ,e tutti finiti nel caos o con ritirate disonorevoli per capire che il male maggiore è rappresentato sempre dagli stati uniti.
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Guerra Russia Ucraina | L’esperto di difesa: “L’avanzata continuerà per alzare la posta. Ecco le condizioni per un accordo possibile”
Dietro la tattica bellica, oltre le immagini che tolgono il fiato, c’è chi si sforza di cogliere ancora il barlume di una qualche strategia politica. Per Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, l’obiettivo di Putin è piegare la resistenza per imporre confini e garanzie di neutralità. “Zelenski? Potrebbe accettare cessioni territoriali limitate a fronte del riconoscimento dell’eroica impresa del suo popolo”
“Mi aspetto che continui lenta, inesorabile, avanzata lungo le sponde del Dnepr. Da Sud i russi stanno risalendo, da Nord stanno scendendo: completate queste operazioni, tutte le truppe ucraine a Est del fiume saranno circondate, senza possibilità di rifornimento: allora la Russia potrà sedersi a quel tavolo e negoziare da una posizione di forza. Che non punta a impadronirsi dell’Ucraina o a devastarla, ma ad avere garanzie sui propri confini orientali”. Dietro la tattica bellica, oltre le immagini che tolgono il fiato, c’è chi si sforza di cogliere ancora il barlume di una qualche strategia politica. Gianandrea Gaiani lo fa da 35 anni, prima come corrispondente di guerra dal 1991 al 2014 e dal 2000 come direttore della rivista specializzata Analisi Difesa.
Cosa vede dietro l’avanzata dei russi?
L’idea che i russi dopo una settimana stiano “col fiato corto” non è militarmente seria. Se non bombardano, ma avanzano lentamente, è perché non hanno mai chiamato “guerra” l’operazione in Ucraina. Per loro quello è un “popolo fratello”, ci sono 10 milioni di ucraini col doppio passaporto. Non hanno alcun interesse a prendere un Paese devastando le città e ammazzando indistintamente civili. Non è un caso che l’Onu, ancora l’altro giorno e dopo sei di bombardamenti, abbia riferito che i morti erano 406, che è un numero molto limitato rispetto alle forze dispiegate dal Cremlino.
E allora perché sentiamo dire che “l’incursione rapida” è fallita?
Si discute tanto di questo, ma forse ci si dimentica che gli americani, insieme agli inglesi, hanno impiegato un mese e mezzo per prendere l’Iraq di Saddam Hussein. Oppure che la Nato ha bombardato per 70 giorni di fila la piccola Serbia per farla ritirare dal piccolo Kosovo. Adesso: che i russi possano entrare in tre giorni in un Paese così grande, con 44 milioni gli ucraini… Quello che si vede, tecnicamente parlando, è che Putin non ha interesse a spingere troppo: le sue truppe circondano le città, cercano di indurre le guarnigioni locali ad arrendersi.
La distruzione può essere maggiore?
Non c’è dubbio, basta guardare il potenziale bellico impiegato sul campo. I russi colpiscono obiettivi militari, di notte, per limitare le vittime col coprifuoco in giro. Se s’infilassero in una città di 3 milioni di abitanti, farebbero una carneficina che non ha un senso.
E allora, di preciso, dove vogliono andare a parare?
L’obiettivo per loro è guadagnare profondità strategica. I russi hanno tutto l’interesse ad ampliare i territori delle “Repubbliche”, che hanno definito tali, di Donetsk e Lugansk e che puntano a completare. Se guardate la mappa i territori che i russi hanno preso nell’Est, e giù il ricongiungimento di Mariupol, si vece: vogliono congiungere Donbass a Crimea, e queste sono le condizioni che la Russia pretenderà che Kiev. Che accetti che queste regioni siano amministrate, magari non dai russi, ma da amministrazioni locali ucraine filo-russe. Per loro togliere il porto agli ucraini significa togliersi il rischio che domani ci siano basi navali Usa o Nato. Finora noi non ce ne siamo occupati, la Nato ha respinto le richieste russe e i russi han fatto un’operazione militare che io stesso non immaginavo, perché le conseguenze politiche ed economiche internazionali erano maggiori vantaggi.
Sta dicendo che Putin sfiora la guerra totale, infligge immani sofferenze, per un fazzoletto di terra?
Capisco che sia difficile da comprendere per noi. I russi, a differenza degli europei, considerano la guerra ancora un’opzione per tutelare gli interessi nazionali. Noi europei siamo a disposti a tutto pur di non farla. Per loro è solo un’estrema opzione. Nella loro visione strategica è possibile l’abbiano considerata un’alternativa ragionevole a una guerra ben peggiore da combattere tra un anno con la Nato.
E che condizioni si immagina “irrinunciabili”?
Credo che la condizione politica che chiederanno a Kiev sia quella di impegnarsi ad essere “neutrali”, che significa non per forza lontani dalla Ue ma dalla Nato sì. Un’opzione tipo Austria, che è neutrale nel senso che non è nella Nato ma nella Ue. Chiederanno a Zelenski di riconoscere che la Crimea è stata per un periodo ucraina ma è tornata ad essere russa “legittimamente”. Queste potrebbero essere le condizioni.
E dall’altra parte?
Zelenski intanto potrebbe sopravvivere, che non era scontato all’inizio. E potrebbe accettare perdite territoriali rivendicando il fatto che l’Ucraina ha dovuto accettare condizioni pesanti ma da sola, senza l’Occidente che ha dato una pacca sulla spalla. Potrà rivendicare che il suo Paese ha combattuto da solo i russi e di averlo fatto con onore, perché i russi glielo riconoscerebbero. Contro la Russia del resto non potrebbe fare di più. La capitolazione arriverà. E un accordo così potrebbe essere soddisfacente per tutti. Non fa cadere Zelenski automaticamente, che i russi non pretendono più che se ne vada.
E come reagirebbe la popolazione ucraina?
E’ chiaro che qualunque accordo a Kiev provocherebbe disordini, proteste perché i gruppi nazionalisti di estrema destra che sono oltranzisti vedrebbero come una resa qualunque cessione di territori. Ma del resto la sconfitta senza la Nato in campo non sarà oggi o domani ma è già nell’aria, si vede. I russi stanno avanzando e non c’è un contrattacco ma una resistenza che sta cedendo in più punti. I russi vanno molto piano perché aspettano che dall’altra parte finiscano le munizioni e la voglia di combattere. Anche perché i soldati ucraini non ricevono il cambio e se dopo una settimana sei alla frutta non hai capacità di combattere.
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Io odio la retorica, soprattutto quella dell’ eroismo in guerra……se è in atto una guerra l’ umanità non ha nulla di cui vantarsi, ha perso per l’ ennesima volta. ….per me eroi sono Julian Assange, Patrick Zaki, Falcone, Borsellino, Ambrosoli……perseguono giustizia, libertà e vera democrazia senza il clamore della propaganda, anzi, al contrario, nella solitudine, isolamento ed ostilità di chi usa la propaganda per i suoi scopi ed è pronto a sacrificarli per tutelare i propri marci interessi! ! Zelensky non vi rientra……ancora non ho capito chi sia in realtà!
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Alessandra,
È un attore che non ha mai smesso di recitare, ora a favore di un pubblico più esteso, la parte del presidente per caso.
Tant’è che non si rende conto, preso dal suo ruolo “eroico” de stocaz e dal suo narcisismo istrionico, dell’infinito danno che sta infligge do al “suo” popolo, trascinandolo al massacro, invece che mettersi, umilmente (che non significa senza dignità, ma generosità e altruismo e il non porre se stessi al centro della scena), a NEGOZIARE LA PACE.
Niente vale più della vita delle persone.
Certo non lo sterile, patetico e falso orgoglio.
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Forse non sapremo mai esattamente quanti e quali sforzi diplomatici Putin abbia fatto per ottenere un non-allineamento militare dell’Ucraina prima di scatenare le sue divisioni corazzate. Ma rimane l’impressione che l’Occidente non abbia mai preso sul serio i suoi avvertimenti e che in certa misura, specie conoscendo il tipo, sia corresponsabile della tragedia ucraina. Ora, con una manciata di mitragliatrici (tanto per buttare bensì sul fuoco) , e con sanzioni che pesteranno anche i calli a noi, si lava la coscienza.
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credo che ne abbia fatto cenno, non direttamente ma con allusioni, ad un congresso
a Berlino diversi anni fa sino all’ultima richiesta sulle linee rosse da non oltrepassare
che evidentemente, portando mezzo esercito ucraino sulle linee fronte Donbass, armate dagli
atlantisti in modo palese (non parlo di ora, ma di un mese fa) e che non erano certo state messe li
per fare una esercitazione, ha ritenuto fossero state di fatto oltrepassate.
la butto li, entrata nella nato a parte, se avessero seguito l’esempio delle regioni autonome nostrane
tipo la Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige, bilinguismo a piacere ma obbligo nei servizi pubblici
e una certa libertà gestionale, molti dei problemi attuali probabilmente non sarebbero sorti
ma serviva la lustracja e quindi tutte le lingue del mondo accettate come lingue regionali tranne il russo.
e dire che di ucraini in Russia a lavorare pare che ce ne siano centinaia di miglia
(rifugiati a parte)
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Cosa sono gli accordi di Minsk, perchè sono stati violati e chi non li ha rispettati
25 FEBBRAIO, 2022
Da quando è scoppiata ufficialmente la guerra fra Russia e Ucraina si è tornati a parlare degli Accordi di Minsk: ecco cosa sono e perchè sono stati violati
Cosa sono gli accordi di Minsk che riguardano l’Ucraina e perchè non sono stati rispettati. Da quando si è riaccesa la tensione fra Russia e Ucraina alcuni presidenti di Stati europei hanno più volte invocato i cosiddetti “Accordi di Minsk”, definendoli come la possibile via diplomatica da seguire per trovare una soluzione alla crisi.
Cosa sono gli accordi di Minsk
Il Protocollo di Minsk era un accordo raggiunto per porre fine alla guerra dell’Ucraina orientale. Il nome deriva dalla capitale bielorussa Minsk che fu sede della negoziazione. Proprio qui furono firmati per la prima volta nel settembre 2014 quelli che presero il nome di “Accordi di Minsk I”. A siglarli furono Ucraina, separatisti, Russia e Osce.
Il protocollo è arrivato dopo diversi tentativi falliti di cessare i combattimenti nella regione di Donbass, Ucraina orientale. Prevedeva un cessate il fuoco immediato ed era suddiviso in 12 punti che includevano lo scambio dei prigionieri, l’invio di aiuti umanitari e il ritiro delle armi pesanti. Alla base dell’accordo anche l’impegno, da parte dell’Ucraina, di garantire maggiori poteri alle regioni di Doneck e Lugansk.
Accordi di Minsk violati: non sono stati rispettati
Nonostante inizialmente si notò una diminuzione delle ostilità, l’accordo non è stato rispettato. Il cessate il fuoco fu violato più volte e il protocollo saltò. Mosca e Kiev davano inoltre un’interpretazione diversa ai passi militari e politici da attuare.
Gli accordi di Minsk non contengono nessun obbligo per Mosca che afferma di non essere parte del conflitto e di averli siglati solo in qualità di mediatrice come Osce, Francia e Germania. L’Ucraina invece sostiene che il ritiro di “tutte le forze armate straniere” riguarda anche la Russia. Questa però nega qualsiasi presenza militare nei territori separatisti.
Un altro punto di disaccordo fra Kiev e Mosca riguarda l’ordine di attuazione dei punti presenti negli accordi di Minsk. La Russia considera il protocollo come una scaletta da eseguire in ordine cronologico. Il presidente ucraino Volodimir Zelenskyy invece vuole il contrario.
Dopo cinque mesi dal primo protocollo furono siglati i cosiddetti “Accordi di Minsk II”, con 13 punti, da Ucraina, Russia, Osce e leader separatisti.
Putin sugli accordi di Minsk
“Gli accordi di Minsk” sul Donbass, risalenti al 2014, “non esistono più”. Così il presidente russo Vladimir Putin, il giorno prima dell’attacco della Russia all’Ucraina del 24 febbraio 2022. “Riconosciamo la costituzione delle Repubbliche separatiste. E nelle costituzioni – ha sottolineato – i confini sono definiti entro i confini delle regioni di Donetsk e Lugansk, al momento in cui erano parte dell’Ucraina”. “La soluzione migliore sarebbe che l’Ucraina rinunciasse spontaneamente all’ambizione di aderire alla Nato”, aveva continuato precisando poi che “l’ingresso dell’esercito russo in Ucraina dipenderà dalla situazione sul terreno. Non ho detto che dopo questa conferenza stampa vedremo la presenza delle forze russe nelle Repubbliche”.
Accordi di Minsk I: il testo
Ecco i 12 punti degli accordi di Minsk I. Il testo del Protocollo.
-Assicurare un cessate il fuoco bilaterale immediato.
-Garantire il monitoraggio e la verifica del cessate il fuoco da parte dell’OSCE.
-Una decentralizzazione del potere, anche attraverso l’adozione di una legge ucraina su “accordi provvisori di governance locale in alcune zone delle oblast (regioni) di Doneck e Lugansk (“legge sullo status speciale”).
-Garantire il monitoraggio continuo della frontiera russo-ucraina e la loro verifica da parte dell’OSCE, attraverso la creazione di zone di sicurezza nelle regioni di frontiera tra l’Ucraina e la Russia.
-Rilascio immediato di tutti gli ostaggi e di tutte le persone detenute illegalmente.
-Una legge sulla prevenzione della persecuzione e la punizione delle persone che sono coinvolti negli eventi che hanno avuto luogo in alcune aree delle oblast (regioni) di Doneck e Lugansk, tranne nei casi di reati che siano considerati gravi.
-La continuazione del dialogo nazionale inclusivo.
-Adozione di misure per migliorare la situazione umanitaria nella regione del Donbass, in Ucraina orientale.
-Garantire lo svolgimento di elezioni locali anticipate, in conformità con la legge ucraina (concordato in questo protocollo) su “accordi provvisori di governo locale in alcune zone delle oblast (regioni) di Doneck e Lugansk” (“legge sullo statuto speciale”).
-Rimozione di gruppi illegali armati, attrezzature militari, così come combattenti e mercenari dal territorio dell’Ucraina sotto la supervisione dell’OSCE. Disarmo di tutti i gruppi illegali.
-Adozione dell’ordine del giorno per la ripresa economica e la ricostruzione della regione di Donbass, in Ucraina orientale.
-Garantire la sicurezza personale dei partecipanti ai negoziati.
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Tracia, sei preziosa, grazie per questo articolo, che dovrebbe essere letto a reti unificate!
Specialmente dove dice:
“Che non punta (la Russia ndr) a impadronirsi dell’Ucraina o a devastarla, ma ad avere garanzie sui propri confini orientali”
Invece si continua a dire che Putin vuole ANNETTERE l’Ucraina, per giustificare il nostro folle intervento di invio armi, a ridicolo scopo di “resistenza”… de che?
Contro la Russia? Ma che, davero davero credono che gli ucraini stiano RESISTENDO e non siano i russi che non stanno infierendo?
” Noi europei siamo a disposti a tutto pur di non farla (la guerra, ndr).”
Ah ah ah… direttamente, forse, ma per interposto qlo…
“Credo che la condizione politica che chiederanno a Kiev sia quella di impegnarsi ad essere “neutrali”, che significa non per forza lontani dalla Ue ma dalla Nato sì.”
Esattamente quello che vado ripetendo da giorni: questo ha chiesto Putin.
Punto.
Ed è così semplice e fattibile, persino la richiesta di poter entrare nell’EU potrebbe essere un’opzione per avere materiale su cui trattare e vantaggi da ottenere, anche per l’Ucraina, cz (al momento, non c’era la disponibilità dell’EU, perlomeno non a breve termine)
Invece no, la pulce non offre (!) alternative e urla all’elefante, da lì in basso, convinta di tenerlo per i cgln, la sua pretesa di ritiro SENZA condizioni.
PATETICO.
E trovo molto interessante e superplausibile che, per Putin, questo sia un modo per evitare una VERA guerra più distruttiva, con la Nato, in futuro.
Se non facciamo diventare tragica QUESTA, col nostro prezioso e stupido contributo…
Ps Putin non è pazzo, ed è una stronzata farsi quest’idea o cercare di farlo credere all’opinione pubblica per giustificare le proprie carenze.
Ha una sua logica.
E, senza entrare nel meccanismo mentale e strategico/politico, non c’è diplomazia che tenga.
Occorrono mediatori ADEGUATI.
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Anail, e la dichiarazione di Zelensky di ieri : Putin vuole prendersi la Germania !
Ieri sera da Formilgi Orsini https://www.la7.it/piazzapulita/video/ucraina-il-dibattito-tra-il-prof-orsini-e-federico-fubini-se-il-messico-si-alleasse-con-putin-gli-03-03-2022-426699
#Orsini “l’è stato far credere all’ Ucraina errore che poteva entrare nella NATO. La UE doveva imporre una “linea rossa”:“non accettare nessuna politica che metta in pericolo la vita dei cittadini europei. Questa guerra era annunciata e l’errore è della UE”
Fubini , “la Nato non ha mai fatto la guerra a nessuno”
LuigiDiMaio ci informa che in questo continente (Europa) non vediamo la guerra da circa ottant’anni
Piazzapulita più dei “2.000 civili ucraini morti come riportato da Kiev. Ma l’ONU ha smentito, riducendo drasticamente il numero: 249
oggi si continua
Bombe gas contro civili
militari russi violentano donne
Ah dimenticavo hai visto quel invasato giornalista ucraino : Fare no fly zone , la Nato e Europa intervenire !
Negri : Vuoi la 3 guerra mondiale?
Scusa Anail ho solo rabbia e faccio fatica a scrivere
Oramai sono tutti invasati , non so cosa succederà , ho solo una certezza nessuno vuole la pace e questi negoziati farsa sono la conferma e se non finisce in conflitto mondiale Europa sarà dilaniata da nazionalismi e EU a forte rischio, che francamente
non avrei mai detto di augurarmi una cosa del genere. Ma la crisi che verrà sarà devastante. Non sarà solo TAAAC ! per i russi.
Sara TAAAC ! anche per noi.
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Guarda, Tracia carissima, tra Piazza Pulita di ieri e il comunicato della Nato, o chi cavolo era (ho cambiato canale e sto guardando A TAPPETO registrazioni di Crozza, paradisi delle signore et similia) ho perso completamente la voce e sono AVVELENATAAA.
Mi ha consolato sentire le opinioni di Orsini, Negri e le “profezie” di Giulietto Chiesa…allora esiste gente che ragiona! E sono quelli più esperti e attendibili.
Hai visto che Formigli ha capito che Chiesa parlava di Putin e non degli USA/Nato???🤬
Mamma mia… io lo sfonderò, prima o poi, quel televisore!
Quindi siamo in 2…🤦🏻♀️😘
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