
(Pietrangelo Buttafuoco) – Quando Lucia Annunziata dice “io non vedo nessuno nel centrodestra quirinabile” lo dice dal suo personale pulpito del servizio pubblico Rai per deplorare i deplorevoli pur paganti il canone. Sta dicendo, infatti – e in ordine sparso – non vedo nessuno nel centrodestra degno di amministrare, di governare, di firmare sul Corriere, di essere ricoverato in terapia intensiva, di mangiare brioche, di andare sul monopattino, di abitare in Ztl, di alzare lo sguardo, di essere establishment e, in fondo, anche di campare perché nulla il deplorevole centrodestra può accampare, e figurarsi le elezioni. Tanto, sta dicendo, “votiamo solo noi”. Quelli della famosa circoscrizione “Centro storico”.
Dinne uno tu, Buttafuoco.
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Starà pensando a sé stesso.
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Santo Loquato.Buttafuoco tace ossessionato dal pd.Mai che dicesse una parola sui nipoti di Mubarak
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Leggo adesso su Rep che il Ching Mecher con mascherina tricolore ha presentato una rosa di nomi: Casellati, Moratti, Pera e Nordio.
Buttafuoco, come la mettiamo adesso?
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Siamo tenuti a scegliere solo tra le loro “offerte” ?
Neanche un 3×2?
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Ahahah…
Chissà perché, poi!
Ah già, gliel’ha consigliato Verdini, di fare quello che lavora e offre.
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https://psicoanalisieconvivenza.files.wordpress.com/2018/10/cambiamento.jpg?w=486&h=618
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Buttafuoco e’ una persona coerente…
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Ma chi è Nordio, l’ispettore Callaghan?
Scherzi a parte bel profilo, non so quanto adatto al ruolo, ma mi sembra però solo una foglia di fico per coprire le altre vergogne, dato che ha già detto che non accetterebbe.
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Bah! Mi sa che ti sei perso qualche editoriale di Travaglio a lui dedicato.
Non è un profilo alla Davigo, è il tipico esercizio del potere forte coi deboli e a 90 (con pardon) coi forti.
Ecco perché è stato proposto dallo scemo e dalla cessa (senza pardon).
Cerca meglio che troverai!
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Ben d’accordo che non sia Davigo, ma è il nome che non ti aspetti e che a me non dispiacerebbe, così come non mi dispiacerebbero Riccardi, la Belloni e Maddalena.
Troppo qualunquista?!?
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Commissione Nordio: parte generale nuovo Codice penale
Italia Oggi, 4 agosto 2004
Codice penale con poco (pochissimo) carcere, senza più multe ma con sanzioni interdittive e con pene accessorie che comprendono anche il divieto di emettere assegni o utilizzare carte di credito. E il divieto di utilizzare Internet. L’ergastolo sarà limitato ai casi più gravi e di fatto, per effetto del meccanismo di compensazioni tra circostanze aggravanti e attenuanti, sarà applicato solo ai casi in cui non vi è neanche una circostanza attenuante. Nuova causa estintiva della pena: il perdono giudiziale.
Tra i profili di maggiore innovazione del codice penale, proposti dalla commissione Nordio per quanto specificatamente riguarda la parte generale (si veda Italia Oggi del 3 agosto) e che senz’altro saranno al centro del dibattito scientifico e politico, spicca la riforma del sistema sanzionatorio.
Il nuovo modello è basato, in linea generale, sull’eliminazione delle pene pecuniaria (mantenuta esclusivamente per i reati di competenza del giudice di pace) e dell’arresto (in dipendenza dell’eliminazione di tutte le contravvenzioni), e su un sistema in cui la reclusione da una parte diventa centrale come unità di misura della gravità del reato e dall’altra diventa parametro per la conversione in altra pena detentiva, interdittiva, ablativa (la confisca) o prescrittiva (per esempio, l’allontanamento dalla famiglia o l’espulsione dello straniero con divieto di reingresso) che spetta al giudice di cognizione. Con l’obiettivo dichiarato di prevedere il carcere come estrema ratio e di puntare a un sistema di sanzioni meno afflittive ma effettive, garantendo il principio costituzionale del fine rieducativo della pena.
Come scelta politica di fondo, però, rimane confermato l’ergastolo, che sarà limitato ai reati più gravi.
Il meccanismo immaginato, come riferisce la stessa relazione al testo, è questo: dopo aver identificato il reato, il giudice deve procedere alla valutazione delle sua gravità in concreto, misurata in giorni di reclusione. Dopodiché il giudice stesso deve procedere di regola alla conversione della reclusione in altra pena (detentiva, oppure di altra specie) nei casi stabiliti dalla legge e secondo i criteri di ragguaglio previsti per i diversi tipi di sanzioni.
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un’anima bella da radio radicale
un poco come le espulsioni e gli allontanamenti dei ‘cattivi’ non italiani
si fanno sulla carta, ma poi si meravigliano se il giorno dopo sono ancora li a fare le medesime cose
dubito che Travaglio sia un suo ammiratore
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