Virginia Raggi: “Giù le mani dai bambini e dalla scuola”

(di Virginia Raggi) – Giù le mani dai bambini e dalla scuola. Se chiude la scuola chiude l’Italia. A nessuno venga in mente di imporre la Dad (didattica a distanza) per i bambini non vaccinati in caso di contagi in classe. In queste ore ha preso il via un dibattito sulla possibilità, folle, di costringere i 3 milioni e 200 mila bambini non vaccinati (ovvero circa il 90%) a rimanere a casa per seguire le lezioni, se all’interno delle loro classi ci dovesse essere più di un caso di positività al Covid. I bambini vaccinati, ovvero circa 300mila piccoli, resterebbero soli in classe con gli insegnanti. Una discriminazione inaccettabile perché la scuola deve essere il luogo dell’inclusione.

Impedire o solo rendere più difficile a qualcuno la possibilità di frequentare il luogo deputato all’istruzione è un regresso per la società, un passo indietro per tutti. Non possiamo permetterci cittadini di serie b: tutti dobbiamo avere le stesse opportunità. La scuola è un diritto di tutti.

Dal punto di vista organizzativo, inoltre, sarebbe ingestibile: avremmo classi con 2 bambini su 20 e decine di bambini a casa. Bloccheremmo milioni di famiglie e lavoratori oppure costringeremmo i bambini a stare a stretto contatto per ore con i propri nonni, ovvero coloro che potenzialmente sono più vulnerabili al Covid.

È una proposta che fa acqua da tutte le parti.

Più serio e concreto sarebbe introdurre tamponi, gratuiti, per gli studenti all’ingresso della scuola: chi è positivo torna a casa. Lo Stato dovrebbe mettere gratuitamente a disposizione il tracciamento tramite tamponi rapidi e sistemi di protezione come le mascherine Ffp2. Tutelare i bambini e le famiglie significa aiutarli, non metterli in maggiori difficoltà.