(Dott. Paolo Caruso) – Quanto accaduto pochi giorni fa nella Giunta in Senato con l’astensione dei tre componenti 5 Stelle rappresenta la cartina tornasole del brutto andazzo preso dal Movimento fondato da Grillo e Casaleggio, con un comportamento collettivo che denota la trasformazione del proprio DNA. Sono passati più di tre anni da quando il M5S con un grande consenso popolare, con una voglia reale di cambiamento, si è insediato nei Palazzi Istituzionali, e pare che sia trascorso un secolo da quel 4 marzo 2018. Il primo partito italiano che non ritrova più la sua identità, le sue origini, il suo recente passato di lotta e di governo, in questa ammucchiata di partiti assume una posizione di estrema marginalità. La previsione di Casaleggio che un soggiorno prolungato al potere avrebbe portato gli eletti verso forme corruttive, pare si stia materializzando. Ormai i pentastellati si sono allineati al peggio presente nelle Aule parlamentari e stanno perdendo rapidamente tutte le caratteristiche di forza alternativa al Sistema, non ultima quella della intransigenza sulla questione morale che da sempre ha rappresentato il fondamento della politica 5 Stelle. L’astensione in Giunta dei pentastellati che ha contribuito a salvare Gigino ‘a Purpetta, al secolo Luigi Cesaro, ex autista di Raffaele Cutolo capo dei camorristi, accusato dai magistrati napoletani di concorso in associazione mafiosa e corruzione elettorale e a regalare all’Innominabile Saudita di Rignano, al secolo Matteo Renzi, l’immunità dinanzi ai P.M. di Firenze che gli contestano il finanziamento illecito nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open, rappresenta un comportamento imperdonabile che tende sempre più a compromettere il percorso politico e il futuro stesso del Movimento. Un Movimento che ha scritto pagine importanti nella recente storia della politica del Paese e che ha richiamato l’etica pubblica a stella polare dell’azione pentastellata, non può con il silenzio assordante dell’ignominia assistere alla disfatta dei propri valori, allo stravolgimento e alla cancellazione delle cosiddette leggi bandiera. Una vera umiliazione difficile da accettare per i sostenitori 5 Stelle, che in questi giorni devono ingoiare il rospo della sciagurata astensione dei tre componenti pentastellati presenti nella Giunta per le immunità di Palazzo Madama, una pessima immagine che spinge ancora di più il Movimento verso il baratro. Con questo comportamento, ha da ben dire il presidente Conte che i 5 Stelle in aula voteranno contro, quando dall’esterno non riesce pienamente a controllare i suoi peones. L’astensione è proprio da ignavi e la confusione correntizia all’interno del M5S fa si che Conte più che presidente rischia di rappresentare un giudice fallimentare. Il Sistema con il tempo cambia gli uomini e la cosiddetta giustizia si trasforma presto in garantismo. Diceva Edmund Burke che “il male per trionfare necessita che i buoni rinuncino e si astengano dal proprio operare”. C’era una volta il M5Stelle, unica forza in grado di contrastare le degenerazioni dei partiti e di cambiare realmente il Paese, ma come purtroppo  accade in ogni rivoluzione il potere progressivamente logora i nuovi inquilini e fa ammainare la bandiera di ogni ideologia.