La pandemia dell’onorevole poltrona

(Tommaso Merlo) – Lo stipendio e la pensione non c’entrano nulla, i nostri onorevoli sono incollati alla poltrona per salvarci dalla pandemia. Il loro è un sacrificio per il bene del paese. E’ eroico senso di responsabilità di cui dobbiamo essergli eternamente grati. Altro che balle. Senza la loro competenza e lungimiranza chissà dove saremmo finiti. Stipendi e pensioni sono una minima e sacrosanta ricompensa. Già, quella in corso è una legislatura che senza dubbio si annovera tra le migliori dal dopoguerra ad oggi. Sarebbero personaggi come Alcide De Gasperi i primi ad ammetterlo. Già, basta stare ai fatti. Nel 2018 il popolo italiano ha dimostrato di essere ancora vivo ed ha votato in massa per un cambiamento radicale. Son passati poco più di tre anni e la politica nostrana ha risposto come da migliore tradizione, con una onorevole pernacchia. Prrrrr. Quella del 2018 passerà alla storia come la rivoluzione virtuale ma nel senso di bufala, non di digitale. La rete è servita solo per accalappiare i pesci che sguazzavano nel malcontento. Tre governi in tre anni. Il primo a fare qualcosa, gli altri due a sfasciare quanto fatto. Coi rivoluzionari de noialtri che si son messi a “controllare da dentro” la restaurazione. In nome della transizione poltrologica. Cittadini novelli che nei palazzi si son messi a giocare al piccolo statista con gli onorevoli squali che sguazzano nella pozza romana da decenni. Finendo sbranati. Poco più di tre anni ed è successo di tutto. Nascita di partiti a tavolino, scissioni, metamorfosi. Stravolgimenti di linea e di alleanze. Prima le guerre puniche poi un’orgia governista. Voltagabbana come se piovesse. Banchetti di poltrone e di parole date. Una bolgia che alla fine ha prodotto l’ennesima umiliante resa della politica e l’arrivo di Mariuccio Draghi a guidare come Alcide il turbolento dopoguerra pandemico. Con la volontà popolare diventata roba da utopici idealisti e l’Italia una banca europea visto che questa volta i soldi li mettono i loro. Una banca in cui Mariuccio spadroneggia mentre tutt’attorno gli onorevoli impiegati sgambettano diligentemente nei corridoi sperando che duri il più possibile in modo da intascarsi fino all’ultimo centesimo. Non resta che attendere la caratura del Presidente della Repubblica che partoriranno. Berlusconi o Prodi sarebbero nomi davvero perfetti per coronare non solo questa legislatura ma tutta questa epoca politica che doveva terminare nel 2018 ma in cui in realtà siamo ancora immersi fino al collo. Già. Lo siamo. Ma per il nostro bene. Per salvarci dall’epidemia epocale che ci ha colpito. Altro che balle. Quella degli onorevoli è eroico senso di responsabilità e sacrificio. Stipendi e pensioni non c’entrano nulla, sono al contrario una minima e sacrosanta ricompensa. Se non era per i nostri onorevoli chissà come sarebbe finita. Altro che scienza e responsabilità dei cittadini e prassi standard. Altro che balle. Dopo una legislatura del genere bisognerebbe piuttosto erigere un monumento in piazza Montecitorio per onorare i protagonisti di questa straordinaria legislatura. Facendola immortalare dagli artisti migliori del paese. In marmo bianco. Tipo un mega deretano appoggiato su uno scranno che raffiguri il loro stoico altruismo. Oppure una mega lingua che raffiguri le chiacchiere con cui ci hanno salvato ma anche il trasporto per Mariuccio loro. Con Alcide che si spella idealmente le mani ed un onorevole prrrrr in sottofondo.

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