Mollato da Letta e scaricato da Calenda, l’ex rottamatore affossa il ddl Zan e fa affari con chiunque. Teme l’irrilevanza e le inchieste: per questo è pronto a tutto. Anche a scendere a patti con Silvio, disposto a cedergli le chiavi di Forza Italia. In cambio del Quirinale

(Luca Telese – tpi.it) – Un nuovo patto del Nazareno per il Colle. Si scrive bocciatura del ddl Zan, si legge prova generale per il Quirinale. In quello che è stato uno dei mesi più neri della sua carriera – tra inchieste sui suoi fondi e polemiche sui suoi viaggi per incarichi retribuiti all’estero – Matteo Renzi tocca il picco dell’impopolarità (a sinistra) e vota insieme al centrodestra contro la legge sull’omofobia. Di più: nel giorno della bocciatura di quel ddl si fa addirittura trovare alla corte di Bin Salman, viene rinviato a giudizio nell’inchiesta sulla Fondazione Open e adesso medita sulla possibilità di una mossa disperata, ma a suo modo geniale: cambiare campo e sostenere Silvio Berlusconi nella corsa alla presidenza della Repubblica.

Questa ipotesi – a prima vista sorprendente, se si pensa a un ex premier che abbraccia gli avversari di un tempo – può apparire impraticabile solo per chi non conosce la storia politica dell’uomo di Rignano…