Lo fanno per i giovani

(“Lo fanno per i gggiovani” di Marco Travaglio – Direttore del Fatto Quotidiano) – Basta contare le 50 (cinquanta!) auto blindate sputazzanti del corteo di Biden che da giorni sfrecciano per Roma, senza calcolare quelle degli altri 19 presunti “grandi”, delle loro first lady, più tutte le vetture e gli elicotteri delle forze dell’ordine, per capire che né questo G20 né gli altri summit faranno mai nulla contro i […]

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22 replies

  1. Lo fanno per i gggiovani

    (MARCO TRAVAGLIO – Il Fatto Quotidiano) – Basta contare le 50 (cinquanta!) auto blindate sputazzanti del corteo di Biden che da giorni sfrecciano per Roma, senza calcolare quelle degli altri 19 presunti “grandi”, delle loro first lady, più tutte le vetture e gli elicotteri delle forze dell’ordine, per capire che né questo G20 né gli altri summit faranno mai nulla contro i cambiamenti climatici.
    Perché chi dovrebbe risolvere il problema è esso stesso il problema. Eppure, se c’è un tema che potrebbe avvicinare i giovani alla politica, è proprio l’ambiente, vedi il successo dei Fridays For Future.
    Ma la postura di “quelli che contano” verso quei giovani è plasticamente effigiata dall’ultima intervista del ciarliero e inconcludente ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, secondo cui “Greta dovrà evolvere”, perché “lei fa ‘bla bla bla’”, mentre lui e il governo han “voglia di accelerare”.
    Sul nucleare, sull’idrogeno blu, sul gas e su tutte le energie sporche e non rinnovabili. E ovviamente sulla plastica, visto che la Plastic Tax è stata rinviata un’altra volta: un altro bel messaggio ai giovani, come se non bastassero quelli di Draghi e della sua consulente Fornero sulle pensioni (“pensiamo ai giovani, ai lavoratori di domani”).
    Farà piacere, ai giovani, scoprire di essere un’arma di distrazione di massa e un oggetto contundente contro i loro padri, madri e nonni. E figurarsi la loro soddisfazione nell’apprendere che chi vuole riallungare l’età pensionabile e tornare al contributivo secco lo fa per loro.
    Soprattutto se a dirglielo sono i partiti di destra e di sinistra, che da 25 anni sfornano precarietà a piene mani (dalla legge Treu alla Biagi-Maroni), e i Migliori che hanno svuotato il dl Dignità, cancellato dal Pnrr il salario minimo, smantellato il cashback e il Bonus 110% (fondamentali contro l’evasione e il lavoro nero) e trasformato il Reddito di cittadinanza da incentivo ad assumere a tempo indeterminato in istigazione al precariato (d’ora in poi le 5 mensilità di Rdc per ogni assunto non andranno più solo a chi assume con contratti stabili, ma anche a chi lo fa per pochi giorni).
    Questo cocktail micidiale di lavori saltuari e spesso al nero, salari da fame senza tetti minimi e sistema contributivo senza deroghe per i periodi di inattività involontaria avrà un solo risultato: “il 60% di chi è entrato nel mondo del lavoro negli anni 90 avrà una pensione inferiore alla soglia di povertà” (Felice Pizzuti, docente alla Sapienza), mentre chi ci è entrato dopo ha ottime probabilità di non vederla proprio.
    Il tutto grazie a chi ha usato e continua a usare “la previdenza come un bancomat” (ancora Pizzuti) e i giovani come manganelli per menare gli anziani. Se chi li nomina invano dovesse pagare ogni volta una tassa, saremmo tutti miliardari.

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    • Loro non lo fanno per i giovani ma tutti quelli che sono favorevoli in parlamento lo fanno per i giovani.? Caro Travavaglio la soluzione?

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    • Il mistero

      Quello che Travaglio esprime nei suoi editoriali è paro paro il pensiero di Di Battista . Peccato che lui non se ne accorga e velatamente ,e neanche tanto, sostiene e simpatizza per Conte il quale ,invece, sostiene con lealtà (sue parole) il governo Draghi.Quando il direttore del Fatto si accorgerà della strana discrepanza del suo pensiero politico con la sue simpatie personali ?

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  2. I Ragazzi… scappino da questo paese, questo ormai si avvia a essere una propaggine dell’ Africa, solo progressismo vacuo senza diritti né prospettive

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    • Carmen, da quanto mi consta già lo stanno facendo a frotte, quelli che han voglia di lavorare, iniziativa e determinazione. Con l’ambiente che si respira in Italia, resteranno qui quelli che hanno Il futuro garantito , con la poltrona o poltroncina garantita , e gli sfigati.

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    • Gentile Carmen, dove vuoi scappare? Ho un figlio nella ” civilissima” Svezia. Lì hanno affrontato la pandemia seguendo la regola : ” chi more, more e chissenefr…” . Dalla ” locomotiva” economica europea della brillantissima Sig.ra Merkel ( la Germania), i giovani TEDESCHI scappano in Svezia a cercare lavoro.
      Ma i nostri giornali non lo scrivono.
      Rimane sempre il ricordo che la Santa Alleanza dello zar Nicola I e di Metternich durò solo 30 anni.

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      • la S.A. era tra Alessandro I, Francesco I d’Austria e Federico Guglielmo III di Prussia
        Nicola all’epoca doveva ancora diventare Zar
        (Firma S.A. 14 settembre 1815 – Nicola diventa imperatore il 19 novembre -1 dicembre- 1825 con incoronazione l’anno successivo)

        già qui il commento potrei chiuderlo, ma ci sarebbe altro, tipo che è tirato per i capelli dire che
        Metternich ne fu costruttore, avendola giudicata male sin dall’inizio, solo successivamente l’usò per i propri scopi
        riporto
        “Lo stesso Metternich assicura nelle sue memorie che “La Santa Alleanza non è stata affatto fondata per limitare
        i diritti dei popoli e per favorire in qualsiasi forma l’assolutismo e la tirannia. Questa Unione era l’unica espressione
        delle aspirazioni mistiche dell’imperatore Alessandro e l’applicazione dei principi del cristianesimo alla politica.
        L’idea di un’unione sacra è emersa da una commistione di idee liberali, religiose e politiche ». Successivamente, però,
        Metternich cambiò idea sul ” documento vuoto e scoppiettante ” e utilizzò molto abilmente la Santa Alleanza
        per i suoi scopi reazionari.”

        comunque si disintegrò, come spesso succede, grazie ai maneggi degli anglofoni
        ma si rassicuri, lo fecero disinteressatamente, perché sono altruisti.

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      • Hey nn é proprio cosí… Dopo aver cominciato a Milano, ho vissuto e lavorato 3 anni in Germania, 4 in Belgio e da 2 sono in Francia. É vero, non é tutto rose e fiori, ma le condizioni lavorative (e i salari!) sono decisamente migliori di quelli italiani. Cosí come le relazioni interpersonali sul posto di lavoro, molto piú aperte e incentivanti rispetto a quello che sento raccontare dagli amici che lavorano in Italia. La “carriera” fatta all’estero in questi anni avrebbe richiesto almeno il doppio del tempo in Italia. Un po’ di nostalgia c’é ma, se penso al lavoro, la mia voglia di tornare svanisce.

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  3. I veri eroi sono invece quelli che rimangono qui e provano a vivere onestamente cercando di costruirsi un futuro unicamente con l’utilizzo delle proprie capacità, senza ricorrere a scorciatoie e combattendo contro la sleale concorrenza del diffuso malaffare.

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  4. ancora una volta Travaglio dice peste e corna del governo Draghi, di Cingolani e di tutta la compagnia varia. e va bene: Travaglio vorrebbe che il M5S uscisse dal governo, quindi ci sta.
    ma solo fino a un certo punto.
    perché Travaglio è anche un bambo di Conte, e Conte (anche se con tutta probabilità odia Draghi perché gli ha soffiato la poltrona) sta col governo Draghi.
    e Travaglio vuole anche l’alleanza col PD, e il PD è adesso sintonizzato sulla frequenza “il governo Draghi è il governo del PD”, e non tollererebbe mai che il M5S uscisse dal governo o si mettesse a fare il bombardiere sulle riforme del governo (e infatti Draghi fa quello che gli pare e poi millanta applausi scroscianti in CdM): se il Movimento si mettesse di traverso facendo valere la maggioranza relativa di parlamentari che ha, il PD prenderebbe le distanze.
    quindi Travaglio si decida: o sta con Conte e col PD (sono la stessa cosa, Conte è un piddino travestito) e quindi fa il fan del governo Draghi anche quando il Drago capitozza il RdC, smantella la riforma Bonafede, elimina il cashback etc. etc., oppure sta con Di Battista e con quelli che vogliono il M5S per i fatti suoi.
    non è possibile fare il movimentista delle origini ma volere anche il M5S filopiddino (che significa anche filodraghiano). è una contraddizione in termini.
    (e per favore non ritirate fuori come giustificazione questa storia che il M5S deve stare al governo anche se non è il massimo “per senso di responsabilità” o “per tutelare le riforme del Movimento”, dato che si è rivelata una cazzata astronomica e stando al governo il M5S non ha tutelato un bel niente, ha solo preso degli sberloni, che i bambocci del Bamboccio spacciano per dolci carezzine dicendo che “sì vabbè però se non fossimo neanche al governo vedi tu cosa farebbero…”).

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    • Ma quanto ti quoto?

      Travaglio è da un bel pezzo che è in tilt, non può (giustamente) evitare di sparare sul governo Draghi, per evidente necessità di non perdere la faccia davanti alla sua platea di lettori, ma d’altra parte si guarda bene dal criticare le scelte scriteriate di Conte e Grillo, perché equivarrebbe a sbugiardare sé stesso che le ha sempre approvate e sostenute.

      E per ora non ne esce, secondo me sta affannosamente contando i giorni che ci separano dalle prossime elezioni.

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  5. In un Paese in cui le nonne mangiano caffelatte per dare ai nipoti la paghetta, nulla di più convincente del dire di fare qualsivoglia cosa “per il futuro dei giovani”.
    Giovani che, dal canto loro, per lo più la paghetta se la prendono, eccome, e poi fanno la faccia feroce con gli anziani – che magari in gioventù avevano iniziato a lavorare a 12 anni e pressoché gratis- accusandoli di “averli privati del futuro” e che sarebbe ora si “muovessero” per fare qualcosa ( vedi spot pubblicitario).
    Eppure chi dovrebbe “muoversi” , cioè loro, sa solo pretendere, e criticare.
    Un avviso ai “giovani”: prima di parlare occorre rendersi autonomi, magari cominciando a fare lavori e lavoretti pressoché gratis come hanno fatto i loro nonni/ genitori. E invece è solo un continuo lamento, una continua pretesa e quelli “lassù” ovviamente sfruttano la situazione.
    Nulla di più manipolabile dei giovani.

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  6. Prima di parlare occorre rendersi autonomi.
    Magari se i “giovani” chiedessero ai nonni – ma anche ai genitori, in molti casi- cosa facessero e come vivessero, quanti soldi avessero in tasca, come si divertissero e quanto fossero “sfruttati” quando avevano la loro stessa età, molte creste si abbasserebbero, molte parole si ammorbidirebbero ed il ringraziamento si sostituirebbe alle accuse.
    Non a caso il potere tende all’eliminazione dei vecchi e quindi della memoria. Soprattutto di quella scomoda.

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