Sui vaccini cambiano idea ogni giorno e non si capisce nulla

(Luca Telese – tpi.it) – No, sì, no, sì, no, forse. No tassativo. Anzi, sì potenziale. Dunque, per ricapitolare: ecco a voi il più grande spettacolo italiano del momento, il caos informativo del famoso circo eterologo, quello che stupisce gli italiani con un colpo di scena al giorno sulla campagna vaccinale. Oggi puoi farlo, domani no, dopodomani forse. Riassunto delle puntate precedenti. Il governo una settimana fa, impone la vaccinazione eterologa (cioè con un altro vaccino) anche a tutti coloro che hanno fatto la prima dose di AstraZeneca. Senza se, e senza ma, a parte gli over sessanta (che a quanto pare possono iniettarsi anche acido nelle vene).

L’Aifa, che pure dovrebbe essere un ente indipendente, ha sottoscritto prontamente la decisione. Questo doppio colpo rappresenta la condanna a morte del siero su cui era incardinato il nostro piano vaccinale, e ha un costo economico altissimo. Ma chissenefrega. E soprattutto: getta nel caos circa un milione di italiani che devono ancora completare il loro iter vaccinale (anche se i numeri esatti non si conoscono, perché prudentemente il governo non li formalizza).

Ma c’è un primo colpo di scena. L’Ema, l’agenzia europea (che il governo italiano aveva atteso e seguito quando tardava a fare la sua approvazione ad AstraZeneca) si pronuncia a sorpresa e stavolta dice invece che AstraZeneca è un vaccino perfettamente agibile, che raggiunge il modo ottimale il rapporto rischio/benefici. Vaccino agibile per l’’Europa, ma vietato in Italia.

Così la Regione Campania dissente: annuncia (sabato scorso) che consentirà – a chi ha avuto la prima dose e vuole la seconda – di proseguire con Astra Zeneca. Il ministro Speranza interviene per spiegare che il governo è tassativamente contrario a questa possibilità. Nessuna libertà di scelta, per nessuno tranne gli over sessanta (che possono anche iniettarsi anche lubrificante, nelle vene, non frega nulla a nessuno). Il mix dell’eterologa è tassativamente obbligatorio per tutti, senza se e senza ma.

A questo punto – e siamo a giovedì – la regione Lazio spiega che praticherà, anche agli under 60, il vaccino omologo, in qualsiasi caso in cui a richiederlo siano i cittadini. Come come? Ma non era stato il governo a negare questa possibilità alla regione Campania solo tre giorni prima? Vero. Ma il Lazio, invece del proclama da Viceré di De Luca ha trovato una scappatoia legale: il consenso informato firmato al momento della prima dose, che secondo l’assessore Alessio D’Amato consente al cittadino di reclamare una seconda dose “omologa”. E poi c’e il potere ultimo del medico vaccinare, che può “in scienza e coscienza” derogare qualsiasi decisione su richiesta del cittadino. La stessa cosa, dunque, ma chiesta in modo diverso: l’Italia è il paese di azzeccagarbugli, tutto si può fare.

Il giorno dopo questo annuncio, non smentito da nessuno (sul fronte della legittimità) il governo, il ministro Speranza e il Comitato tecnico scientifico, tuttavia ribadiscono la linea: vaccinazione eterologa obbligatoria per tutti gli under 60 (gli over 60, come è noto, possono anche iniettarsi veleno per topi nelle vene, se vogliono). Ieri, tuttavia, per completare l’effetto circo, e sancire in modo solenne il caos vaccinale, parla un signore che è capo dello stesso governo, che fino ad ora ha deciso la linea dell’eterologa obbligatoria.

Parla Mario Draghi e spiega: 1) “L’’eterologa funziona, io sono prenotato martedì per farla”. 2) “Ho più di 70 anni e la prima dose con AstraZeneca ha dato risposta bassa, mi si consiglia di procedere così. Quindi funziona per me e per chi ha meno di 70 e 60 anni”. 3) “La cosa peggiore che si può fare – è il suo esordio – è non vaccinarsi, o vaccinarsi con una dose sola”. E qui, 4) dopo un gran rullo di tamburi per il colpo di scena finale, arriva l’ultima novità. La bomba atomica: “Ognuno è libero di fare la seconda dose con AstraZeneca purché abbia il parere del medico e il consenso informato”. Ovvero: si autorizza quello che aveva chiesto la regione Campania, smentita dal governo Draghi, quello che aveva teorizzato la regione Lazio, corretta dal governo Draghi, quello che chiedevano molto virologi, contrastati dal governo Draghi. Ma ieri la linea cambia. Così entra in campo anche il generale Francesco Figliuolo, e dice: 5) “La raccomandazione molto forte del Cts è per una vaccinazione eterologa sotto i 60 anni, ma resta aperta la possibilità di utilizzare AstraZeneca per chi lo richiede sotto consenso medico”.

Fermi tutti. Tradotto in Italiano significa che il governo, per bocca del suo premier e del suo più autorevole plenipotenziario per la campagna vaccinale, spiega che sarà possibile fare quello che fino al giorno prima il governo, per bocca del suo più autorevole ministro, e del suo comitato tecnico scientifico, negava. Grandi applausi e attestati di deferenza al buonsenso del premier, che – secondo i media sonnolenti – “finalmente chiarisce”. Chiarisce il caos creato dal premiato circo eterologo messo in piedi dal suo stesso governo, nei sette giorni in cui Draghi, evidentemente, dormiva.

3 replies

  1. e quindi? dobbiamo sorbirci pure il paragone pensiero?

    a mio modesto parere non c’hanno capito una fava ma credono il contrario
    in più c’è la ripicca verso l’uk traditore di mamma ue e, non ultimo, a complicare le cose,
    la sudditanza verso gli usa che imp.. opps “propongono” i loro vaccini,
    vaccini che ovviamente sono il non plus ultra.

    francamente, senza studi in merito, è complesso dire se vaccini differenti somministrati in mix
    abbiano effetti, non dico di amplificazione della protezione, ma anche (Veltroni escimi) di potenziali
    effetti non esattamente piacevoli, a parlare senza sapere ci sono già i no-vax quindi non m’allargo
    ad occupare il loro posto.

    cercando avrei trovato, su Nature, un articolo in merito, del 21 ottobre 2021, quindi recentissimo, che riporta
    di tre studi, uno fatto in Svezia (100.000 persone hanno fatto il mix AstraZeneca/Moderna
    l’uno con portatore l’adenovirus di scimpanzé l’atro con tecnologia mRNA bove la m indica che l’RNA è il portatore)
    un altro è fatto in Danimarca in modalità simile, mentre il terzo è stato fatto su dati raccolti in vari paesi
    dopo che questi avevano interrotto l’uso dell’Astra come seconda dose ed i loro risultati mostrerebbero
    che le risposte immunitarie riscontrate sono migliori di quelle di quelle ottenute
    con i soli vaccini a mRNA, considerati i migliori, e con ancor minori effetti collaterali.
    il che farebbe pensare che il mix sia vantaggioso.

    per dovere di cronaca gli studi citati non hanno ancora subito revisione, quindi potrebbero risultare incorretti.

    ovviamente quanto scritto sopra non ha senso che venga letto dagli imparati che sanno già tutto
    avendolo appreso da fonte certa ed amichevole, ed inutile sottolineare che la mia
    è volgare propaganda

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  2. E’ semplicemente “scienza” che accede al mercato – quindi a tutti noi – attraverso la tecnica. La scienza procede per tentativi ed errori, e correzione degli stessi. Tante cose “sicure” si sono poi rivelate addiritrtura dannose e tantissime risibili: è successo, succede e succederà. Certamente, tra decenni, i nostri vaccini potrebbero essere giudicati “da terrapiattisati” come lo sono ora gli indiscutibili salassi ritenuti infallibili per secoli. Guai se non fosse così, vorrebbe dire che saremmo fermi.
    La pandemia è un fenomeno “nuovo” (tra virgolette) ma certamente non sconosciuto, e si cerca di porvi rimedio più in fretta possibile e come si può. La globalizzazione e la necessità di mantenere vivo il Mercato – in tutti i sensi e le accezioni – complicano le cose: gente che va e viene e pochissimi controlli con ogni evidenza premettono al virus di circolare e mutare rapidamente.

    Il tempo è a nostro favore, ma in questo momento sono (siamo) i vaccinati a farmi paura. Con tutta questa euforia vaccino=sicurezza. la martellante ed ubiqua propaganda di “scienza=verità”, la costante presenza sui media di virologi in cerca di notorietà, e la pressochè totale mancanza di controlli ( che mi fa riflettere riguardo la poca utilità del green pass) e gli enormi interessi economici, geopolitici e politici che girano attorno alla pandemia non mi fanno ben sperare nell’ immediato. Bisognerebbe non allentare le precauzioni: mascherine, distanziamento, robusti “ristori” alle attività che più incoraggiano l’ assembramento e che dovrebbero rimanere chiuse, controlli e tracciamento.
    In Cina e non solo, vaccino o non vaccino, benchè negativo chiunque arriva è obbligato ad una quarantena in alberghi dedicati, e strettamente monitorato che non “scappi”. Qui le frontiere sono aperte a chiunque ormai arrivi in qualsivoglia modo. E che facciamo noi se qualcuno si scopre positivo al tampone ( ci voleva che se li pagassero i cittadini per lavorare per aumentarne il numero!)? Lo prelevano e lo portano in un luogo dedicato o lo invitano alla “quarantena volontaria”?

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