(Andrea Scanzi) – Alessandro Di Battista sta affondando il coltello nel burro su questa vicenda, in un mix umanissimo di delusione e “io l’avevo detto”, ma effettivamente ha ragione: questa foto, un po’ di malinconia, la mette. O meglio: per 4/5 è una foto che va benissimo. Ritrae quattro brave persone, e credo pure bravi politici, che credono in un progetto che continua a sembrarmi (qui Alessandro scrollerà la testa, lo so) l’unica strada per sconfiggere questa destra quasi sempre orribile. Di alternative non ne vedo, a parte una (nobilissima) opposizione permanente ma temo velleitaria.

Nella foto però non ci sono solo quattro persone, ma cinque. E il quinto è Vincenzo De Luca, uno che fino a ieri trattava i grillini (Di Maio in testa) come dei mezzi sottosviluppati irrecuperabili. E i 5 Stelle non avevano certo il poster in camera del governatore circense campano, convinto sul serio di essere l’ispettore Callaghan di Salerno.

Ecco: De Luca, commentando questa foto, ha usato queste parole: “Lunedì sera sono arrivati a Napoli in massa esponenti dei 5 Stelle. Avevamo più dirigenti che voti dei 5 Stelle. La foto con Di Maio e Fico? Non sono cambiato io, sono cambiati loro, quelli che hanno coltivato per un decennio la stupidità politica, la linea dell’uno vale uno, che hanno confuso il concetto di casta con quello di elité. E’ importante che siano cambiati e che siano impegnati in un percorso di evoluzione. Per le comunali a Napoli è stata scelta la linea della Regione, partire dalla coalizione regionale aggiungendo i 5 Stelle che non sono determinanti né qui né tantomeno che mai in Italia”.

Quindi, secondo De Luca, i 5 Stelle non contano una mazza e il loro unico merito è quello di essersi ridotti a servi tonti del sacro Pd. Magari De Luca gigioneggia, come quasi sempre. E magari no.

Un conto è fare un’alleanza da parigrado col Pd, e i sondaggi nazionali a oggi danno le due forze vicine (le amministrative sono un altro sport). Tutt’altro conto è fare i minchioni che si inginocchiano al Pd, mentre lo stesso Pd flirta con quel che resta del bulletto di Rignano e quel che avanza del trucido pariolino. Cornuti e mazziati. C’è differenza tra allearsi e sputtanarsi, 5 Stelle.