Occhio a dove andate, il Grande Fratello vi controlla! 

(Claudia Osmetti – Libero quotidiano) – Più che una sfida è una scommessa, quella del Comune di Udine sulle telecamere a riconoscimento facciale. A metà tra il Grande Fratello e un telefilm modello Csi, con gli esperti di indagini forense che, a un certo punto, smanettando su un super-computer della centrale, scaglionano i volti dei passanti in una piazza cittadina per individuare il criminale di turno. Fantascienza, televisione? Non proprio: perché le nuove tecnologie permettono questo, e pure di più.

Le amministrazioni di diversi Comuni italiani han già deciso di adottare strumentazioni simili: ché gli scippi, e il degrado e la sicurezza vengon prima di tutto. Premessa: il Garante della Privacy, per ora, ha detto no. Troppe complicazioni, i dati personali e la riservatezza ne uscirebbero con le gambe rotte. Stai andando a fare la spesa, cammini ignaro, e finisci in un database della polizia: tra l’altro, il margine di errore degli algoritmi digitali è ancora alto. Siam mica dentro un romanzo di Orwell, la “sorveglianza di massa” per carità.

È proprio qui che nasce la “scommessa” di Udine: perché in Friuli, la giunta leghista di Pietro Fontanini ha deciso di provarci lo stesso. Quest’ estate ha lanciato un bando per l’installazione di 65 nuove telecamere su tutto il territorio, alla gara han risposto otto ditte e si parla di un affare di circa 700mila euro: 73 punti critici, nove scuole e cinque “check -point” nei viali d’accesso. Alcuni di questi occhi elettronici, poi, saranno di nuova generazione e consentiranno, appunto, di riconoscere facce e volti.

STRUMENTO INNOVATIVO 

«Abbiamo deciso di installare questo sistema di riconoscimento – diceva alla stampa locale l’assessore alla Sicurezza, Alessandro Ciani, neanche un mese fa, – anche se al momento non potrà essere utilizzato. Speriamo, tuttavia, che presto venga consentito l’utilizzo di questa tecnologia che consentirebbe alle forze dell’ordine di avere uno strumento innovativo per contrastare il crimine, pur nel rispetto della privacy».

E aggiungeva: «Fin da subito saremo, comunque, in grado di rilevare il passaggio di una persona vestita di nero, o con un cappellino. Di per sé, questo potrebbe già essere d’aiuto. Inoltre le immagini potranno essere condivise tra tutte le forze dell’ordine». Sul sito del Comune è ancora presente il testo del concorso di appalto, scaduto ad aprile: pieno di dettagli tecnici e indicazioni.

Udine, però, non è la sola ad aver individuato le “telecamere smart” come soluzione contro gli episodi di criminalità. Un dato, su tutti: negli ultimi vent’ anni, l’Italia è diventata la capitale mondiale delle telecamere per strada. La videosorveglianza, da noi, vale qualcosa come circa due milioni di dispositivi, praticamente uno ogni 35 abitanti. Ci filmano anche quando portiamo fuori il cane, non è una novità.

Quelle che riconoscono i lineamenti del volto, però, vanno oltre: esistono addirittura software che riescono a identificare una persona analizzando appena la sua andatura e il modo in cui mette un piede davanti all’altro. Il giornale on-line IlPost ne ha fatto una piccola carrellata, c’è solo da sbizzarrirsi. Quelle di Udine potranno individuare persone «anche con occlusioni parziali del viso, come occhiali o sciarpe. E cambiamenti di espressioni, ombre, contrasti elevati».

TUTTI D’ACCORDO 

A Torino, nella roccaforte di Chiara Appenino, un progetto simile è partito a marzo del 2018: eran stufi, da quelle parti, di dover fronteggiare problemi di spaccio e son ricorsi alle telecamere. Quattro nell’area del Centro Civico, sei ai giardini Maria Teresa di Calcutta. «La richiesta della loro istallazione – raccontavano gli addetti ai lavori tre anni fa, – è stata presentata dopo un percorso condiviso tra associazioni e comitati di residenti». Come a dire, eran tutti d’accordo.

A Como, in Lombardia, se ne è parlato a inizio del 2019 e poi è venuta fuori una serie di cavilli (come il fatto che non rientravano nel capitolato tecnico previsto) che ha rallentato l’iter: ma l’amministrazione ha tirato dritto, vincendo il premio di prima città italiana dotata di un sistema di riconoscimento facciale.

Le “registrazioni pilota” sono iniziate nel giugno dello scorso anno: al momento, però, le 16 telecamere del Comasco sono utilizzate come telecamere normale. Il Garante della Privacy, e una legge in materia (che ancora non c’è), dovrebbero far chiarezza sul loro impiego.

Categorie:Cronaca, Interno

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4 replies

  1. azz, nella metropolitana a Mosca si paga con il riconoscimento facciale…
    e poi l’autore dell’articolo confonde i seriali
    quello giusto era Person of Interest

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