Berlusconi, Ruby-ter: non c’è più legittimo impedimento che tenga

(ilmessaggero.it) – Ripartirà il prossimo 6 ottobre a Milano il processo sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi e altri 28 imputati per le accuse di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza.

È questa la nuova data scelta dai giudici della settima penale, dopo che nei giorni scorsi l’ex premier ha inviato una dichiarazione al presidente del collegio Marco Tremolada, nella quale, in sostanza, contestava con parole dure la perizia disposta per valutare le sue condizioni di salute, soprattutto l’accertamento psichiatrico, e diceva di andare avanti col dibattimento «in mia assenza».

Ruby-ter, processo riparte il 6 ottobre

Perizia che è stata così di fatto annullata. Il processo, che riprenderà con la fase degli ultimi testi dell’accusa (convocato anche Giuseppe Spinelli, ragioniere di fiducia del Cavaliere), dovrebbe riprendere non al Palazzo di Giustizia di Milano, per la presenza di troppe parti e quindi non in linea con le disposizioni anti-Covid, ma nell’aula bunker di via Ucelli di Nemi.

L’udienza

Devono essere ancora sentiti, sul fronte dei testimoni dell’accusa, un paio di testi di polizia giudiziaria e Spinelli, ragioniere di fiducia dell’ex premier e ritenuto il presunto «ufficiale pagatore» delle “olgettine”, che avrebbero detto il falso sulle serate del «bunga-bunga» ad Arcore.

Poi, sarà la volta dell’esame degli imputati e dei testi della difesa. La perizia, disposta l’8 settembre con nomina degli esperti il 15 settembre, è stata annullata dopo che Berlusconi ha scritto di andare avanti col processo «in mia assenza», e dunque di fatto rinunciando all’ultimo legittimo impedimento per motivi di salute, e che sentiva lesa la sua «storia e onorabilità» dalla perizia psichiatrica.

17 replies

  1. Le revisioni del tempo

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Da ieri la Corte d’assise d’appello di Palermo è in camera di consiglio e fra pochi giorni ne uscirà per confermare o cancellare le condanne per la trattativa Stato-mafia.
    In primo grado furono giudicati colpevoli di minaccia a corpo politico dello Stato, oltre ai boss Bagarella e Brusca (Riina e Provenzano sono morti durante il processo), il medico mafioso Cinà, gli ex capi del Ros Subranni, Mori, De Donno e l’ex senatore Dell’Utri, più Massimo Ciancimino (per calunnia).
    Ora, come ha spiegato Marco Lillo, tutte le udienze del secondo grado hanno confermato e addirittura corroborato le accuse. Ma un fatto nuovo potrebbe mandarle totalmente o parzialmente in fumo: l’assoluzione definitiva dell’ex ministro Mannino (rito abbreviato).
    Una sentenza minimalista e revisionista: non solo nega che Mannino abbia istigato il Ros a trattare con i vertici di Cosa Nostra tramite Vito Ciancimino per salvarsi dalla vendetta mafiosa. Ma addirittura svilisce la trattativa a mera “operazione info-investigativa di polizia giudiziaria… attraverso la promessa di benefici personali a Ciancimino” in cambio di una sua fantomatica “infiltrazione in Cosa Nostra” per la “cattura di Riina” e la fine delle stragi.
    Una barzelletta, visto che Ciancimino non si infiltrò in Cosa Nostra, non fece catturare Riina (scovato grazie al pentito Di Maggio e forse alle dritte di Provenzano) e le stragi si moltiplicarono proprio a causa della trattativa, che le aveva rese convenienti agli occhi dei boss.
    Si spera che i due giudici togati e i sei popolari non si facciano incantare da queste tesi negazioniste. E si basino su ciò che hanno ascoltato in aula e sulle numerose sentenze, anche definitive, sulle stragi del 1992-‘94, che consacrano la trattativa come un fatto assodato oltre ogni ragionevole dubbio.
    Del resto, per sapere che la trattativa ci fu, basta rivedersi il video (è su YouTube) delle testimonianze di Mori e De Donno nel ‘97 al processo fiorentino sulle stragi del ‘93. Mori parla tranquillamente di “trattativa” e confessa di aver contattato Ciancimino per tentare di fermare le stragi dopo l’assassinio di Salvo Lima e la mattanza di Capaci (“non si può parlare con questa gente?”) e superare il “muro contro muro” sorto fra Stato e Cosa Nostra (che al generale appariva incredibilmente strano).
    Anche De Donno la definisce “trattativa”: “A Ciancimino proponemmo di farsi tramite, per nostro conto, di una presa di contatto con gli esponenti di Cosa Nostra, al fine di trovare un punto di incontro… di dialogo finalizzato alla immediata cessazione di questa attività di contrasto netto e stragista nei confronti dello Stato, e Ciancimino accettò con delle condizioni”.
    Queste: “La condizione fondamentale era che lui poteva raggiungere il vertice dell’organizzazione siciliana a patto di rivelare i nominativi mio e del comandante al suo interlocutore. Facemmo capire a Ciancimino che questa non era una nostra iniziativa personale…
    Al quarto incontro, Ciancimino si fece portatore di un messaggio di accettazione della nostra richiesta di trattativa, di dialogo, di discorso dei vertici siciliani. Ci disse: ‘Sono d’accordo, va bene, accettano, vogliono sapere che cosa volete’”.
    La richiesta del Ros era chiara: l’“immediata cessazione dell’attività stragista nei confronti dello Stato”, con l’evidente intenzione di concedere qualcosa ai corleonesi in cambio della “pax mafiosa”. Infatti Riina esulta con i suoi: “Si sono fatti sotto”. Il farsi avanti del Ros è la prova che le stragi pagano.
    Proprio ciò che si proponeva quando le concepì sullo scorcio del 1991 nel caso in cui, come poi avvenne, lo Stato avesse tradito gli impegni di insabbiare il maxi-processo in Cassazione: “Fare la guerra per fare la pace”.
    Infatti prepara il “papello” con le sue richieste allo Stato, molte delle quali verranno esaudite nei mesi e negli anni successivi. E le stragi non si interrompono, neppure dopo la sua cattura (13 gennaio ‘93): anzi, proprio per alzare il prezzo, Cosa Nostra alza il tiro.
    Prima in via d’Amelio a Palermo contro Borsellino e la scorta (19 luglio ‘92), poi a Roma (attentato a Costanzo, 14 maggio ‘93), poi a Firenze (via dei Georgofili, 27 maggio ‘93), infine a Milano e Roma in simultanea (via Palestro e due basiliche capitoline, 27 luglio ‘93). E ottiene la destituzione del capo del Dap, il duro Niccolò Amato, sostituito da un esponente della linea morbida, e la revoca del 41-bis per 334 mafiosi.
    La strage fallita e poi annullata allo stadio Olimpico di Roma (23 gennaio ‘94), tre giorni prima dell’annuncio della discesa in campo di B., chiude la prima trattativa (quella del Ros sotto i governi Amato e Ciampi) e avvia la seconda, con Dell’Utri che – secondo i giudici di primo grado – veicola la minaccia di Cosa Nostra al governo dell’amico Silvio.
    Il quale, vinte le elezioni del ‘94 anche grazie ai voti di mafia e ‘ndrangheta, prosegue la demolizione dell’antimafia, con attacchi ai pm, ai pentiti, all’ergastolo e al 41-bis e soprattutto con le tre norme filo-mafia contenute nel decreto Biondi (13 luglio ‘94) e anticipate da Dell’Utri a Vittorio Mangano in alcuni incontri nella sua villa sul lago di Como.
    Il decreto Salvaladri e Salvamafiosi viene ritirato a furor di popolo, ma riassorbito un anno dopo nella “riforma” penale del governo Dini, votata anche dal centrosinistra. Questi sono i fatti, nudi e crudi. E nessuna sentenza negazionista o revisionista potrà mai cancellarli.

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  2. Ci fu o non ci fu trattativa con la mafia?
    La domanda e’ importantissima.
    Ognuno puo’ darsi una risposta.
    Marco Travaglio ci elenca gli inconfutabili dati.
    Ma ci son cose piu’ importanti e PIU’ GRAVI di quelle derivanti da quella domanda/risposta.
    D’altronde che la mafia ci sia e che centinaia, migliaia, decine di migliaia di politici abbiano intrallazzato con “lei” e’ cosa confermata da migliaia di sentenze.

    Ci sono pero’ dicevo, elementi inconfutabili ancor piu’ importanti e gravi che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti noi (se prestiamo attenzione).
    Elementi che riguardano il cosidetto Quarto Potere (che affianca quello legislativo, l’esecutivo e quello giudiziario) nelle democrazie occidentali: i mezzi di comunicazione.

    Ritorno al punto:
    come si comporto’ il Quarto Potere quando nel PRIMO POMERIGGIO del 26 gennaio del 2018 i PM chiesero quasi un CENTINAIO d’anni di galera per Alti Funzionari dello Stato tra cui un ex-Presidente del Senato ed Ex-Ministro dell’Interno?

    Io, il giorno successivo, ero al bar e sfogliando il Secolo XIX a pagina 12 (dodici!!!) trovai un articoletto su quegli 88 anni di carcere chiesti per Ufficiali dello Stato e compagnia cantanti.
    Rimasi sbalordito.
    D’istinto tornai alla prima pagina: non avevo visto quella notizia-bomba!
    E capii perche’ non l’avevo vista: perche’ non c’era in prima pagina!
    Mi sembro’ incredibile!
    Tornai a casa e mi scaricai le prime pagine di quel giorno dei vari quotidiani.
    Sorpresa: praticamente nessun quotidiano ne faceva cenno!

    Recuperai pure le home page delle due agenzie Adn kronos e Ansa:
    la notizia in effetti uscì il pomeriggio del giorno prima… qundi i quotidiani avrebbero avuto tutto il tempo per informare degnamente i lettori…

    Niente!
    Niente!
    Niente!

    Ora mi pongo alcune domande davvero importanti. Persino piu’ importanti dell’esistenza stessa (o meno) di quella trattativa:
    1) che Stampa e’ quella che si comporta in questa maniera?
    2) Stampa Russa o Cinese o di lontani paesi africani sotto regimi dittatoriali sono davvero tanto diverse dalla nostra Libera (uahahah come scrive Travaglio) Stampa Italiota?
    3) E poi soprattutto… domandone:
    e’ piu’ pericoloso per la nostra Societa’ un mafioso che spara in bocca ad un compare o che (arrivo a dire) scioglie nell’acido un bambino oppure una Stampa che QUOTIDIANAMENTE ci dice cio’ che ci vuole dire e che, spudoratamente, ci nasconde cio’ che ci vuole nascondere?
    Chi e’ piu’ pericoloso e quindi piu’ colpevole fra i due “soggetti” per la nostra Societa’?

    L’elenco delle domande ovviamente potrebbe proseguire.
    Tra quelle meno importanti… una la porrei volentieri al nostro Giletti tornato da Mamma La7:
    perche’ non ha invitato il Pm Di Matteo quando, insieme ad altri magistrati, fece queste richieste (di galera) ed invece lo chiamo’ e richiamo’ un sacco di volte quando si creo’ quella divergenza con Bonafede?

    ps.:
    un quotidiano che diede quelal notizia ovvero la richiesta dei Pm ci fu a dire il vero.
    Ampio spazio!!!

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    • Giustissima denuncia, bravo FranzGe.

      Ho appena controllato oltre una ventina di prime pagine di quel giorno (solo quella della Stampa da te riportata non è quella corretta per il 27/01/2018, ma il risultato non cambia) e posso confermare che sono pochissime ad aver dato la notizia (nessuna tra le testate maggiori), quasi tutte a caratteri microscopici (il Manifesto, la Gazzetta del Mezzogiorno) e/o con titoli fumosi (“I Pm: trattarono con la mafia condannate Mori, Mancino e Dell’Utri”, il Secolo XIX), parziali (“Stato-mafia, chiesti sei anni per Mancino”, il Mattino; “Stato-mafia, il conto del pm “Mori trattò con i boss: 15 anni al generale” “, il Resto del Carlino) o fuorvianti (“Palermo, il processo finisce in farsa”, il Dubbio; “Trattativa alle comiche finali”, il Tempo).
      Semplicemente allucinante.

      Onore al merito del Fatto Quotidiano per essere stato l’unico a riportarla col giusto risalto, che è giusto citare per completezza d’informazione:

      https://www.ilpost.it/2018/01/27/le-prime-pagine-oggi-634/il_fatto_quotidiano-324/

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  3. A proposito dell’articolo sui giornali come limitatori del pensiero, vi sarebbero da scrivere sinottiche su come e quando il quarto potere ha iniziato il lento declino della sua funzione pubblica e sociale, anche là , dove giornali conformisti ad unA tipologia di pensiero unico, tipo avvenire, mantenevano comunque uno spessore contenutistico, di critica, analisi notevole
    Oggi i giornali sono gazzette sportive di cronaca politica e non, con l’eccezione dei notevoli inserti inseriti qua e là. ..
    Ma non vi è bisogno di smanicarsi , andrebbe fatta un’opera buona al contrario, smontando l’impero che Berlusconi ha messo su , decimando i comunisti o presunti tali e insieme la sovranità costituzionale e popolare.
    Ricordo quando la sorella, magnanima, mise su una scuola di danza, per le ragazze e i ragazzi del monzese, se non ricordo male, e anche la Susanna agnelli, nel suo brevissimo lampo istituzionale fu una mecenate.
    Ma perché i comunisti, i socialisti e i democristiani, in questi tempi bui , si sono accordati al canto monopolizzatore del Sileno milanese, appoggiandone le schifezze e mai, dico mai, proporre qualcosa sulla linea di un mecenatismo lungimirante verso le popopoli periferiche delle grandi città con la salvaguardia della tradizione agricola nelle aree rurali attraverso investimenti funzionali oltre che accattivanti?
    I giornalisti leggono il presente attraverso la Storia, la filosofia e i costumi , tutti li leggono ma mai nessuno ascolta e interiorizza i loro messaggi, a volte di una capienza tale da farci entrare la terra e la Via Lattea assieme?
    La distorsione è per principio umana e di conseguenza di sistema, non il contrario. (Pensiero personale) ma se si deve fare funzionare un sistema secondo una precisa logica, sarà esso stesso selettivo verso coloro che lo dovranno alimentare.
    Viceversa la critica libera e le associazioni inconsuete, oltre a palesare altarini , rinvigoriscono la vena anti monopolio, da sempre vista come elemento portante della sinistra borghese ma anche della destra illuminata tipo Calasso. ..
    Allora, a questo popolino e popolaccio gli si vogliono lasciare le scarpe per camminare da solo oppure si vogliono milioni di schiavi con la corteccia frontale a funzione catodica, prima, modello schermate di PC adesso?
    Entrare nel potere è come entrare nella palude del silenzio, tutto diviene sabbie mobili, quindi si potrebbe provare a dire che non sia la strada giusta?

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    • “Ricordo quando la sorella, magnanima, mise su una scuola di danza, per le ragazze e i ragazzi del monzese, se non ricordo male, e anche la Susanna agnelli, nel suo brevissimo lampo istituzionale fu una mecenate.”

      No vabbè. Che cosa mi hai ricordato! La prima volta che vidi quello spot: che risate! Bei tempi, altre vite altre persone.
      Com’è che si chiamava? Che poi era decicata alla sorella: tipo scuola di danza maria antonietta berlusconi.

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      • Cara , si parla di briciole, ovviamente ma almeno .. guarda che la scuola alleva mostriciattoli senza soluzione di continuità civile che non si riconduca al castello di sua sanità.. c’è da scappare senza più voltarsi. (Livello empatico altro che 51!!)

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  4. Siamo alla doppia distorsione umana e di sistema e le questioni devono e dovranno rientrare sempre all’interno di uno schema, ormai predefinito anche da una economia dura a morire, ma ormai di una potenza distruttrice devastante.

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    • Sì cara, scusa sono stata troppo sintetica. Le briciole vanno sempre bene, hai ragione. Io non sapevo fosse una scuola per “disagiati”, mi riferivo solo alla pubblicità che era come dire pietista in cerca di fondi. Cioè su, un po’ fa ridere: ma chi è che va a fare una donazione alla fondazione Berlusconi, pure se si chiama Maria Antonietta?
      Spero di essermi capita ora.

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      • Puoi benissimo omettere il cara se ti suona ipocrita e chiamarmi l’alieno della porta accanto se preferisci/e…. per continuare il discorso, che può avere solo una eco giornalistica e indolore alla variegata formula massonica (non vorrei che a gatto uscissero le unghie) le menti giovani , buone e brillanti, non dovrebbero essere indirizzate gioco forza nelle linee d’impiego di una economia, pesa come il piombo, per divenire operaio con tanto di premi aziendali, in una nazione che ha abolito o modificato i suoi diritti elementari, per far alzare la voce del padrone, sul falsetto io sono e gli altri no, ma dare spazio alle idee e alimentare un’economia green, con altri circuiti ,(sia mai interrompere il magna magna preconfigurato e solidificato)
        Teatro, cinema, sport, danza , fisica elettronica informatica, lingue, letterature, politica, geografia storia e chi ne ha più ne metta , dargli senso di continuità anche dopo l’obbligo scolastico, con piccoli circuiti economici interconnessi e virtuosi..

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      • Non so che rispondere. IL secondo messaggio che ho scritto spiegava il primo solo che non riuscivo a rispondere nello stesso posto perché non mi fa vedere la notifica.

        Se vuoi ometto il cara, come preferisci e se vuoi ti do del lei.
        Basta che lo decidiamo una volta per tutte perché fino a l’altro giorno mi pareva ci dessimo del tu e ci dicessimo vicendevolmente cara.
        Sempre che tu sia Francesca.

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      • Ma senza l’altra zavorra dell’orpello caustico e medievale, un giardino pubblico o una vecchia fabbrica dismessa andrebbero bene lo stesso..
        L’acquisizione degli spazi per sobillare il team tran che tutti deprecano , tran tran che tutti vedono eretico, caro il mio medioevo prossimo venturo..
        La commedia dell’arte ha valore se si svolge in un anfiteatro, caro il mio anfitrione, od è importante la sua funzione educatrice ..
        Un libro letto con passione e compreso quanto vale più di un 8 strappato con le mascelle rotte?

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  5. E dove sembra che il pensiero aleggi in alte sfere, coloro che lo formulano hanno davanti solo la propria bella immagine etichettata; il narciso in formula 1 può solo schiantarsi. E forse ad essere cattivi , se sellava e galoppava un cavallo…

    Le lievi e iinnoquie critiche e il mantra che i giornalisti televisivi alimentano, sono soffi nel deserto, ma, e se arriverà la vera tempesta travolgerà tutto.

    Si credono belli, perfetti in armonia con il cosmo, quando sono solo in armonia con la fetta decrepita e cariatide della popolazione, purtroppo per l’Italia, la fascia maggiore e con il maggior numero di vecchiume e analfabetismo funzionale.

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      • @SM
        Potrei comprendere le smanie di riportare i commenti al qui ed ora ed in tema, considerando anche che il sito non consente di aggiornare eventuali commenti su vecchi articoli che a posteriori, potrebbero fare risultare alcuni elementi più chiari e anche questo famoso qui ed ora è uno straordinario equivoco preso a prestito da non so quale chimera e riportato sul presente di ogni contesto e consorzio umano. È comunque vero che si vive il presente ma è altrettanto vero che il presente non è uguale per tutti, a meno di estrapolarlo nelle linee formali di una temporalità a prescindere.
        Ritornando al mio post non capisco come non possa essere in tema dal momento che le televisioni e i vari personaggi che abitano gli studi, sono comunque pianeti della stessa galassia, ho semplicemente espresso il mio pensiero al quale si può essere critici o meno.
        Tutte queste smanie per una frase, come il caso Palombelli e le conseguenti ricadute sociali e politiche sembrano scalfitture su diamanti già di per sé spuri, nel senso che si attenzionano prese di posizione che, se non adiacenti all’onda lunga del politicamente corretto, generano una cacofonia di impropri che la metà basterebbe. È giusto , anzi , giustissimo e sacrosanto esprimere la propria opinione, ma se in questa sensatezza si esprime l’insania degli attacchi gratuiti, il tutto perde proprio di senso, non trova?

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