Messa male

(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Il test di ammissione a Medicina scritto con i piedi fa ormai parte della tradizione italiana. A settembre ci sono la vendemmia, il Gran Premio di Monza e le bestialità annidate nel questionario per aspiranti medici. Anche quest’anno tra le domande sottoposte ai candidati ce n’erano quattro sbagliate e altre perlomeno surreali. Perché a un futuro dentista di Bergamo o di Catanzaro dovrebbe essere utile conoscere il significato di «zapoteca», aggettivo che indica una antica e nobilissima popolazione del Messico centromeridionale, a meno che non intenda partecipare a un telequiz?

La ministra Messa ha garantito che il prossimo anno ficcherà il naso nei lavori della commissione incaricata di confezionare i test per allestire «qualcosa di un pochino meno debole». Pochino, meno e debole non sono le prime parole che verrebbero in mente a noi comuni mortali per tranquillizzare gli studenti imbufaliti, ma apprezziamo lo sforzo. Perché diventa inutile reclamare più medici negli ospedali e sciogliere inni al primato della scienza, se poi la figura dell’esaminatore, circondata giustamente da un’aura sacrale, si trasforma in una macchietta pasticciona, minando la credibilità delle istituzioni più delle sparate di un sottosegretario. E pensare che basterebbe pochino per essere meno deboli. Basterebbe che oltre a un autore televisivo, un enigmista e uno sciamano, si prendesse la buona abitudine di inserire tra i componenti della commissione qualche medico competente, anche zapoteco.

13 replies

  1. L’ammucchiata è a pezzi

    (di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Sarà un green pass mini quello che varerà oggi il Consiglio dei ministri: l’obbligo sarà esteso solo ai lavoratori della scuola non dipendenti (cioè il personale delle cooperative che svolgono servizi nelle scuole). Si mette così in sicurezza la scuola per la riapertura (l’obbligo c’è già per i dipendenti). E poi si discute anche sui lavoratori “esterni” a contatto con strutture del settore sanitario come le Rsa.
    Ma per tutti gli altri lavoratori il provvedimento è rimandato. L’idea è quella di cominciare ad affrontare il nodo di tutti i luoghi di lavoro all’inizio della prossima settimana. I contorni però non sono ancora chiari e definiti: si potrebbe partire da tutti i lavoratori del pubblico e solo successivamente passare al privato.
    Anche se l’idea, sia a Palazzo Chigi sia al ministero della Salute, è quella di estenderlo il più rapidamente possibile a tutti.
    Raccontano che non è facile scrivere le norme per un provvedimento così complesso, che ci sono anche questioni tecniche.
    Ma il tema in realtà è politico. Come hanno evidenziato le votazioni sul decreto Green pass in conversione alla Camera, la maggioranza marcia tutt’altro che unita. Il problema numero uno si chiama Lega, con i deputati del Carroccio che hanno detto no ieri anche all’obbligo di certificato ai minori, insieme a Fratelli d’Italia.
    Dopo aver votato con FdI il giorno prima anche sull’obbligo per il ristorante. E ora minacciano di astenersi nel voto sul provvedimento finale, se non verranno accolti degli odg.
    Matteo Salvini ci ha tenuto a dire che Mario Draghi era informato dei voti contrari. Ma a Palazzo Chigi smentiscono: non è previsto che una forza di maggioranza voti contro il governo, dicono perentori. Mentre ammettono che c’è un problema Lega vero, come è già stato con M5S sulla giustizia. Draghi ha intenzione di andare avanti. Come si risolve il problema, però è tutto da vedere.
    Dentro al Carroccio monta però non solo l’insofferenza nei confronti del governo (in testa, Claudio Borghi), ma anche contro il leader. Tanto è vero che nelle votazioni contro il governo sono stati contati una trentina di assenti. Tra loro, alcuni notoriamente governisti come Paolo Grimoldi e Christian Invernizzi. Ma la dissidenza nel partito cresce, nell’area dei vicini a Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti: si allungano i sospetti su vari deputati, tra cui pezzi grossi come Barbara Saltamartini, Raffaele Volpi e Igor Iezzi.
    I tempi non sono maturi per un assalto al segretario, ma se il Carroccio perdesse le Amministrative, tutto diventa possibile.
    Per quel che riguarda la tenuta del governo, però, anche una Lega balcanizzata crea i suoi problemi. Cosa che a Palazzo Chigi cominciano a considerare.
    Anche il resto della maggioranza non è così compatto.
    L’emendamento di FdI contro l’obbligo di green pass per i minori a scrutinio segreto ha avuto 268 voti contrari e 137 favorevoli con parecchie assenze anche tra i Cinque Stelle, per dire. E Renato Brunetta, ministro della Pa, durante il question time si è scagliato contro Roberta Alaimo (M5s) sullo smart working in maniera piuttosto feroce.
    Sul fronte dem, il segretario Enrico Letta ancora non si spinge a chiedere una verifica formale, ma ritiene che la Lega sia ormai fuori dal governo. Più un desiderio che una realtà, in questo momento. E però al Nazareno ribadiscono il sì all’obbligo vaccinale. Una misura che – almeno per ora – Palazzo Chigi non può prendere in considerazione, anche per le posizioni di Salvini.
    Non a caso, ieri Giuseppe Conte ha ribadito il suo sì, come extrema ratio. Un modo per alzare i toni e cercare di spingere il più possibile fuori l’alleato leghista. Mentre dopo le Amministrative potrebbe partire una slavina che porta direttamente a Draghi al Colle e alle elezioni anticipate.

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  2. Qualcuno comincia a rendersi conto che gli toccheranno le briciole del Recovery fund e che il governo dei Migliori non era così migliore. Non ne ho pena, bensì l’adeguato disprezzo verso i traditori traditi.

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  3. Perchè anche alle cose che dovrebbero essere molto serie riusciamo sempre ad aggiungere magari qualche espressione che ci fa sembrare buffoni? Mi vien da pensare che la chiesa cattolica è così forte che in qualsiasi cosa accada c’è sempre lo zampino dello scherzo da prete.

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  4. Mi ero illusa dal titolo che Gramellini le suonasse, invece comunque la ministra ha fatto lo sforzo e la colpa è della commisdione. Fossimo stati nel conte 2 la colpa saliva di livello: dalla commissione al ministro, e dal ministro al pdc.

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  5. Magari perché è un indice di cultura GENERALE e non certo medica, visto che trattasi di ammissione a Medicina, non esame di stato, quindi ancora uno studente non è tenuto ad essere preparato nella futura materia di studio?
    Che cosa c’è di tanto astruso in “zapoteca”?
    È comunque indice di CURIOSITÀ spaziare tra vari argomenti.
    Curiosità che TANTO sarebbe utile ad un medico, visto quanti si “siedono”, dopo la laurea, e non si aggiornano più per 50 ANNI, nella LORO MATERIA, stante la mancanza di curiosità e le carenze culturali generali?
    Se non altro, che li selezionino prima, in base alle “attitudini”, ANCHE in questo senso.

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    • A parte che già foneticamente lo collochi in america latina (non so quali fossero le opzioni di risposta, ma almeno che non fossero guatemala, messico e costa rica, ci si arrivava), il problema sono quelle errate.

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      • Potrebbe essere anche un’arte marziale, invece: se c’é karaTECA perché non potrebbe esserci uno ZAPOTECA? O è una collezione di zappe?

        Ma questo Anail non lo capisce. Chissà come mai.

        Forse guarda troppi quiz di Gerry Scotti.

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  6. Tutti gli anni la stessa storia, e questo la dice lunga riguardo i medici ( pardon, gli “scienziati,” , come li chiamano ora…)

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  7. Tutti gli anni la stessa storia, e questo la dice lunga riguardo i medici ( pardon, gli “scienziati,” , come li chiamano ora…)

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