“Neanche la terza dose basterà, dovremo farne una quarta”. L’avvertimento del prof Silvestri

(Lara Tomasetta – tpi.it) – Come sta accadendo in Israele e presto nel Regno Unito, anche in Italia si andrà molto probabilmente incontro alla terza dose del vaccino anti Covid, se non addirittura a una quarta dose. È quello che sostiene il virologo della Emory University di Atlanta, Guido Silvestri, in un’intervista a ‘Il Fatto quotidiano’: “La terza e la quarta dose di vaccino anti Covid serviranno e non credo sarà la fine del mondo, specie se questo riuscirà a ridurre i morti e a far circolare di meno il virus”.

Il virologo si dice favorevole al Green Pass: “Se diciamo alle persone ‘vaccinatevi’, ma poi le teniamo chiuse in casa, mascherate e distanziate, quale sarebbe l’incentivo a vaccinarsi, specie tra i soggetti a basso rischio? È un concetto banale”.

Silvestri concorda che in questo momento i contagi sono alimentati soprattutto da chi non ha fatto il vaccino. “Negli Usa la ‘quarta ondata’, che comunque è piuttosto modesta in termini di mortalità, sembra aver colpito soprattutto i non-vaccinati, almeno in termini di malattia severa”.

19 replies

  1. Dove lo hanno trovato questo? Nel fustino del dash?Il fatto dovrebbe finirla di farsi.Comprati anche loro al mercato delle vacche?

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  2. non capisco lo stupore dei due “caduti dal pero” sopra

    mai sentito dire che il vaccino influenzale è annuale?

    qui siamo in una situazione vagamente simile (non è INFLUENZA è più simile alla POLMONITE)
    il virus muta e quindi la dose fatta in precedenza ha poca efficacia

    come non si riesce a fare, al momento, un vaccino universale per le influenza
    idem, probabilmente, non sarà possibile farlo per questo virus

    lo scandalo è il costo

    ci si rivolgesse a vaccini meno costosi e producibili in casa
    lo Sputnik V ad esempio lo è entrambi

    ma, anticipo, non succederà, gli usa ci tengono per i gioielli e quindi dobbiamo,
    volenti o nolenti, comprare il loro.

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    • visto che annuso i soggetti dal pero, specifico

      i vaccini annuali sono sempre diversi, fatti per lo specifico ceppo influenzale che gira quell’anno.
      non è lo stesso vaccino ripetuto

      ps
      cosa divertente è che stanno rilevando come tutte le malattie trasmissibili tramite il contatto,
      tipo il morbillo e le influenze ecc ecc,
      in questi due anni sono quasi scomparse, hanno avuto una bassissima casistica in alcune nazione zero casi,
      come -credo di non sbagliare- le allergie
      i produttori di antistaminici credo ne abbiano sofferto assai.

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      • Infatti, gentile Marco Bo. Però chi nonostante le mascherine starnutiva a più non posso per l’allergia veniva guardato come un colpevole appestato…

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    • “mai sentito dire che il vaccino influenzale è annuale?”: e la patente di guida ogni quanto la rinnovano? Me lo sa dire, eh, eh, eh?

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  3. “Lo sviluppo di nuovi farmaci può richiedere anni; pertanto, identificare i farmaci esistenti che possono essere riutilizzati contro il COVID-19 [e] che hanno già un profilo di sicurezza consolidato in decenni di utilizzo potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel sopprimere o addirittura porre fine alla pandemia di SARS-CoV-2 “, ha scritto il ricercatori dell’American Journal of Therapeutics. “L’uso di farmaci riutilizzati può essere particolarmente importante perché potrebbero volerci mesi, forse anni, perché gran parte della popolazione mondiale venga vaccinata, in particolare tra le popolazioni a reddito medio-basso”. https://www.jpost.com/health-science/israeli-scientist-says-covid-19-could-be-treated-for-under-1day-675612

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  4. Se la ggente non è tanto entusiasta di fare il vaccino non è che la cosa sia tanto incomprensile, notizie come queste fanno a cazzotti con l’idea che il vaccino sia ‘sicuro ed efficace’.

    Irene è fuori pericolo Ma resta ancora in coma
    La 41enne capannorese colpita da ictus 9 giorni dopo il vaccino AstraZeneca. Presto verrà trasferita in una struttura di riabilitazione neurologica

    Non è più in pericolo di vita Irene Cervelli, l’impiegata capannorese di 41 anni colpita da un ictus il 4 giugno scorso, nove giorni dopo la somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca all’open day del Campo di Marte. Un malore che si sospetta legato proprio al vaccino.

    https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/irene-e-fuori-pericolo-ma-resta-ancora-in-coma-1.6509950

    Firenze, 21 giugno 2021 – Una donna di 59 anni. Un uomo di 60. Sono stati entrambi dimessi da Careggi. Arrivati a pochi giorni di distanza al pronto soccorso con sintomatologia dolorosa degli arti inferiori. Grazie alla diagnosi precoce e al protocollo di cura messo a punto dalla Società italiana di emostasi e trombosi, sono stati salvati dalla sindrome Vitt, l’acronimo inglese che indica la trombocitopenia trombotica immune indotta da vaccino a vettore virale.

    A Careggi guida il centro di riferimento regionale per la Trombosi (struttura di Malattie aterotrombotiche), Rossella Marcucci, professore associato di Medicina interna all’Università di Firenze che ha lavorato alla realizzazione del protocollo di cura dei pazienti colpiti da Vitt ed è uno dei tre esperti italiani che la commissione di farmacovigilanza dell’Ema aveva convocato per la revisione dei casi di trombosi emersi dopo la vaccinazione con AstraZeneca.

    Entrambi i pazienti avevano sviluppato la Vitt, una patologia subdola, una trombosi multisede che come esordio può manifestarsi con quella dei seni venosi cerebrali ma anche agli arti inferiori. “Si sta cercando di diffondere il più possibile il protocollo tra gli operatori sanitari dei pronto soccorso – spiega la prof Marcucci – E’ fondamentale che la malattia venga riconosciuta immediatamente per l’importanza dell’intervento tempestivo salvavita che consente di bloccare la reazione autoimmune dell’organismo prima che che le complicanze trombotiche siano troppo avanzate”.

    https://www.viaggrego.net/2021/06/firenze-un-uomo-di-60-anni-e-una-donna.html

    Capito? gente che stava BENE e poi puff, si trova ‘trombata’ dalla VITT.

    E quando va male, finisce così:

    07 APRILE 2021
    Genova – Verrà eseguita venerdì 9 aprile l’autopsia suFrancesca Tuscano, la docente di 32 anni morta a Pasqua e a cui era stato somministrato il vaccino Astrazeneca il 22 marzo. Ad affiancare il medico legale Luca Tajana ci sarà anche un esperto in malattie tromboemboliche.

    https://www.ilsecoloxix.it/genova/2021/04/07/news/donna-di-32-anni-morta-10-giorni-dopo-il-vaccino-venerdi-l-autopsia-1.40121623

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    • Mi pare che, al contrario, la gente sia molto entusiasta di fare il vaccino.
      All’ estero lo è molto meno.
      Qualcuno ambiva al 100%?

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  5. Riproponiamo anche qui…

    E mentre i bimbi (cit.) e le bimbe di Conte esultano per il traguardo raggiunto, succede questo:

    «Dopo aver pubblicato un post sugli ultimi studi Pfizer che dimostrano come i vaccini non proteggano affatto contro forme gravi di Covid o diciamo di patologie simili in presenza di positività anzi le aggravino, vorrei pubblicare qui la traduzione della seconda puntata di un’inchiesta condotta dalla rivista francese Mediapart che mi pare particolarmente significativa per ampiezza, chiarezza e sintesi, ma anche per onestà visto che la pubblicazione è stata a lungo “dalla parte del Covid” per così dire cominciando a distaccarsi dalla versione ufficiale man mano che i dati contraddicevano le versioni ufficiali. La premessa che va all’attacco della menzogna dell’esecutivo francese assolutamente analoga a quella del governo italiano da cui sono nati i passaporti vaccinali, è che non ci si trovi di fronte a problemi sanitari ma

    “un’ideologia della vaccinazione completa portata avanti dalle industrie farmaceutiche, dai governi e dai media mainstream. Questa vaccinazione di massa, tuttavia, porta a una mortalità senza precedenti nella storia della medicina moderna. Urge sospenderla per valutare caso per caso il rapporto rischi/benefici”.

    [segue l’inchiesta condotta dalla rivista francese Mediapart, ndr.]

    “Nella precedente puntata della nostra miniserie sulla vaccinazione, abbiamo mostrato che i dati epidemiologici più facilmente disponibili a livello globale sono sufficienti per dimostrare che la vaccinazione non protegge dalla contaminazione e dalla trasmissione di Sars-Cov-2, in particolare dell’attuale Delta (o indiana) il che contraddice decisamente le ripetute dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti del potere esecutivo francese in merito alla “protezione vaccinale”. Negli Stati Uniti, il direttore del NIAID, Antony Fauci, lo ha appena riconosciuto pubblicamente , raccomandando addirittura l’uso di mascherine in casa da parte delle persone vaccinate. Un altro esempio: in Inghilterra i turisti francesi devono essere messi in quarantena anche se vaccinati. È quindi chiaro che la vaccinazione non è la soluzione miracolosa annunciata per arginare l’epidemia e che il ricatto formulato dall’esecutivo francese (vaccinazione generale o nuove segregazioni ) si basa su una menzogna. Una seconda menzogna ripetuta più volte sia dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della Salute (e da altri eletti che assumono atteggiamenti sanitari autoritari, come il sindaco di Nizza Estrosi ) è probabilmente la presunta sparizione virtuale (“96 %”) di forme gravi di Covid grazie alla vaccinazione. In Israele, uno dei Paesi dove la popolazione è più vaccinata al mondo, le autorità hanno appena deciso di chiudere i confini del Paese ai turisti vaccinati., indicando non solo che la vaccinazione non protegge dalla contaminazione e dalla trasmissione, ma anche che la maggior parte delle persone ricoverate per forme gravi sono ormai persone vaccinate. Tutto ciò suggerisce chiaramente che un abisso separa il marketing industriale (ripreso dalla propaganda politica) dalle realtà della sanità pubblica. Ed è anche in fondo a questo abisso che per il momento è stata dimenticata la questione dei più gravi effetti indesiderati della vaccinazione anti-covid, oggetto di questo nuovo articolo.”

    “In un precedente articolo della nostra indagine , abbiamo mostrato come e perché la maggior parte dei giornalisti francesi che lavorano nei media mainstream hanno tradito alcuni principi etici fondamentali della loro professione, non esercitando più il loro ruolo di contropotere per diventare, al contrario, semplici relais di governo comunicazione. In particolare, la fine del giornalismo investigativo, sostituito da un fact-checking d’ ufficio che altro non è che un giornalismo fittizio. Per quanto riguarda la sicurezza dei vaccini anti-covid, lo pseudo-giornalismo cerca di negare la realtà degli effetti negativi, in linea con il discorso del governo. Un esempio tra tanti altri è fornito dai fact-checker del gruppo televisivo TFI-LCI che, dal gennaio 2021, si sforzano di negare qualsiasi conseguenza medica negativa della vaccinazione (l’ultimo articolo al riguardo è da leggere qui ). L’argomento è sempre lo stesso, ed è risaputo. Su tutti i siti di farmacovigilanza nel mondo troviamo le stesse precauzioni interpretative che indicano che le segnalazioni di reazioni avverse attribuite a un determinato farmaco sono solo una presunzione di causalità (imputabilità). Questa presunzione è tuttavia notevolmente rafforzata quando i decessi si verificano molto rapidamente dopo la vaccinazione , come vedremo con i dati americani (la stragrande maggioranza dei decessi dichiarati è avvenuta entro 48 ore).”

    “Inoltre, queste riserve interpretative sono da applicare alla farmacovigilanza in generale, e vedremo che il confronto con altri farmaci mostra che qualcosa di nuovo sta effettivamente accadendo per questi vaccini genetici anti-covid. . Come al solito, i giornalisti sono accecati dalla loro dipendenza dal potere politico e da fonti istituzionali direttamente legate al Ministero della Salute, e mostrano uno spirito critico a geometria estremamente variabile. Le stesse precauzioni si applicano, ad esempio, al conteggio dei decessi imputabili al Covid (morti da Covid o con Covid?), argomento sul quale non abbiamo quasi mai letto un articolo critico sulla stampa. Altro esempio lampante di pregiudizio: a fine marzo 2020 sono bastati 3 casi di morte (legati in realtà ad automedicazione per overdose) denunciati dalla farmacovigilanza per scatenare in Francia una bufera politico-mediatica sul tema della pericolosità dell idrossiclorochina . In altre parole, per la maggior parte dei giornalisti, le statistiche sulla salute sono indiscutibili quando vanno d’accordo con la narrativa ufficiale, ma diventano improvvisamente discutibili quando contraddicono quella stessa narrativa. Questa disonestà intellettuale dovrebbe essere ovvia.”.

    A queste considerazioni segue una parte in cui sono esposti i numeri dei decessi e delle reazioni avverse per la Francia, gli Usa e l’Europa che ho ritenuto inutile ripotare visto che gli ultimi dati disponibili sono in questo post già pubblicato qualche giorno fa. Le conclusioni sono invece interessanti perché non è possibile leggerle in nessun organo di stampa del seguito e dell’importanza di Mediapart:

    “La questione dei gravi effetti negativi dei vaccini anti-covid è oggetto di smentite e silenzio da parte del governo e delle principali agenzie sanitarie (Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali, Haute Autorité de santé, Haut Conseil de la santé publique, ecc.). Tutto accade come se fosse un vero e proprio tabù, in Francia come nella maggior parte degli altri paesi occidentali. L’importanza di questi effetti porta infatti a una contraddizione troppo flagrante e devastante per l’ideologia della vaccinazione integrale che guida i governi che hanno scelto di abbandonarsi tra le braccia dell’industria farmaceutica. Quest’ultimo è quindi al centro di tutta la gestione di un’epidemia che costituisce per essa una manna senza precedenti nella storia: quale prodotto commerciale brevettato ha come mercato potenziale l’intera umanità, rinnovabile ogni anno? I capi e gli azionisti di queste aziende farmaceutiche e biotecnologiche sono diventati immensamente ricchi. In considerazione del modo in cui queste industrie hanno lavorato (in emergenza, per generare il massimo profitto, senza mettere alla prova le persone più a rischio – età e comorbilità -, con una grande quantità di formule di tipo pubblicitario), in particolare in negli Stati Uniti e in Inghilterra, per sviluppare questi nuovi vaccini genetici (DNA o RNA), potevamo quindi temere fin dall’inizio che questi prodotti non fossero di ottima qualità. Ma la realtà va oltre queste paure e mostra che questi vaccini hanno più effetti collaterali, più o meno gravi di quelli che li hanno preceduti. Abbiamo visto che nei Paesi Bassi si raggiunge un tasso di 2,7 decessi per 100.000 vaccinati (16,5 milioni di vaccinati, 448 decessi). In Francia e negli Stati Uniti, questo tasso sale a circa 3,7 decessi ogni 100.000 vaccinati. E in Gran Bretagna questo tasso sale addirittura a 4,3 decessi ogni 100.000 vaccinati, molto probabilmente a causa della preponderanza del vaccino AstraZeneca, noto dal marzo 2021 come il più pericoloso dei quattro vaccini comunemente usati. particolare per le numerose trombosi che provoca e che iniziano ad essere documentate nella letteratura medico scientifica.”

    “Questa mortalità da vaccino (che è solo la punta dell’iceberg degli effetti avversi gravi) è quindi senza precedenti, e il suo occultamento lo è ancora di più. Intendiamoci: nascondere in qualche modo un tale pericolo è semplicemente criminale nei confronti della popolazione. Anche ridotto ai suoi più elementari principi etici ( primum non nocere), l’approccio a tale questione in termini di sanità pubblica dovrebbe portare a sospendere urgentemente la campagna vaccinale, ad approfondire i dati di tale farmacovigilanza (in particolare secondo le fasce di età e secondo i vari fattori di rischio) e, al termine di una meticolosa analisi beneficio/rischio, per determinare a quali specifiche categorie della popolazione è possibile offrire la vaccinazione senza il rischio che gli effetti avversi gravi siano più numerosi delle forme gravi di Covid da cui si suppone di voler proteggere. Qualsiasi altro approccio non è una questione di salute pubblica, ma di posizioni ideologiche o di marketing commerciale. E la storia ha già dimostrato (sul tabacco, sui pesticidi, sull’inquinamento da petrolio, ecc. ) che queste posizioni e questo marketing erano responsabili di veri crimini contro le popolazioni civili. Che si impegnino nel nome del Bene non dovrebbe in alcun modo rendere ciechi sulla loro realtà e la loro natura. Tutti coloro che vi si abbandonano potrebbero ormai essere considerati complici di questa nuova mortalità vaccinale che sembra senza precedenti nella storia della medicina moderna.”».

    Se ci fossero, e ce ne sono parecchi, i compulsivi delle “fonti” alla Ennio e le storie tese per capirci, pregasi andare direttamente al link

    https://ilsimplicissimus2.com/2021/08/04/marketing-vaccinale-153681/

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  6. X Gatto, non molto si dice dello SQUALENE. Io so che è estratto dal fegato di squalo e che serve un pescione per ogni 1.000 dosi circa, anche se l’anno scorso sperimentavano un alternativo sintetico.

    Vabbé che gli squali già li ammazzano per le pinne di pescecane quei maledetti criminali made in China, ma così non è che rischiamo di distruggere la vita degli oceani a forza di ‘salvarci con i vaxxini’?

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