Si ripete a Cuba quello che è successo a Hong Kong e in Venezuela

(di Francesco Erspamer) – Si ripete a Cuba quello che è successo a Hong Kong e in Venezuela: qualche migliaio di rampanti, che in un regime di mercato diventerebbero ricchi o forse solo pensano di diventarlo ma gli basta (per i vincenti non è essenziale vincere: essenziale è sentirsi superiori agli altri), manifestano contro il governo chiedendo libertà, che ormai significa soltanto libertà individuale, di fare soldi e quello che gli pare, anche se immorale (la morale è fascista per liberisti e liberal) e asociale (la società non esiste, diceva Margaret Thatcher). E i giornali e giornalisti americani ed europei, di destra e di sinistra, subito a pretendere per quella minoranza ben finanziata da mega-corporation e CIA, il diritto di assoggettare anche quei pochi paesi allo strapotere globale delle multinazionali e al mito del consumismo come unica forma di esistenza. Scordandosi, oltre ai giganteschi danni sociali e ambientali che sta provocando il neocapitalismo, il piccolo dettaglio che quando in Europa c’è qualche manifestazione contro i poteri forti, loro, i giornalisti, non ne parlano mai, se non per lodare le cariche della polizia o, negli Stati Uniti, per chiedere l’intervento della guardia nazionale (che prima spara, poi parla) in nome dell’ordine pubblico e della lotta al terrorismo.

Particolarmente indignati, i giornalisti italiani, per il fermo di una di loro (una spagnola, dicono, ma che lavorava per un network americano) che al massimo verrà espulsa (anatema! la sovranità degli Stati va menzionata solo quando il Vaticano esprime la sua opinione!). A me invece non importa nulla se arrestano un giornalista. Triste. Non era così, ancora trent’anni fa: ma alcuni decenni di sistematica disinformazione e soprattutto di incontrastato monopolio mediatico da parte dei miliardari (avete più sentito parlare di pluralismo? di par condicio? la democratica lottizzazione è addirittura diventata una parolaccia, grazie a Pannella e ai suoi radicali, apripista di Berlusconi), mi hanno portato a un profondo, rancoroso disprezzo nei confronti dell’intera categoria. Non ne sono contento ma non posso nascondermi che non danno mai, davvero mai, notizie sgradite al vero potere, quello delle multinazionali e dei loro fiancheggiatori, liberisti di destra e liberal di sinistra. So bene che ci sono anche giornalisti obiettivi, onesti, capaci; purtroppo le mele marce sono troppe e nessuno osa toglierle dal cesto e buttarle nella spazzatura.

Per cui, ahimè, sono ormai persuaso che se tutti, ma proprio tutti, i giornalisti venissero arrestati e spediti al confino o in Siberia per qualche anno, l’effetto sarebbe positivo in termini di attendibilità delle informazioni e di consapevolezza della gente.

(Ovviamente è solo uno sfogo: hanno vinto loro e la mediocrazia liberista sta trionfando; nessuno li arresterà, entro qualche anno neppure a Cuba o in Venezuela. Arresteranno invece chi denuncia il mito della libertà privata, nell’indifferenza generale).

9 replies

  1. “ Particolarmente indignati, i giornalisti italiani, per il fermo di una di loro (una spagnola”

    Bravo, bis.
    Come si indignano gli italiani per i colleghi giornalisti è veramente retorico e ridicolo, urtano il sistema nervoso, tipo quando fanno finta di essere un corpo e un’anima per Kashoggi ucciso da Bimsalabim.

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    • e intanto oggi è l’anniversario della RIVOLUZIONE FRANCESE.

      Ma che ci frega, abbiamo Chiellini con la coppa in Mano e Dragula che l’ha permesso.

      A proposito… ma delle querele temerarie intentate da Renzi a TUTTI i giornalisti con lo scopo di zittarli (M.Travaglio pesantemente condannato su querela di TIZIANO RENZI, pure Piero PELU’ condannato per avere definito il Bomba come il ‘boy scout di Gelli’, di fronte a questo cosa dicono i giornalisti?

      Non si indignano?

      Però quando Grillo metteva il giornalista lecchino della settimana sul suo blog, tutti a parlare di MINACCIA PER LA DEMOCRAZIA.

      A questo punto, era meglio se Grillo chiedeva anche 100.000 euro di danni come ha fatto Renzie babbo a M.T.

      Con REPUBBLICA CHE SE NE E’ PURE COMPIACIUTA DI QUESTA FILOSOFIA DEL ‘COLPO SU COLPO’.

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      • No e perché scrivi a me? Io mi vanto di non aver mai visto una partita in vita mia, mi sono tenuta fuori da qualsiasi discussione.

        “M.Travaglio pesantemente condannato su querela di TIZIANO RENZI ” in primo grado mi pare.

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      • non ho scritto a te per via delle partite, ma per aggiungere come Renzie intimorisce i giornalisti che indagano su di lui, comunque non era un fatto personale tra me e te.

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  2. Gli stessi giornalisti che non si indignano per la reclusione in Gran Bretagna di Julian Assange, su richiesta degli Stati Uniti con l’accusa di spionaggio.

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    • Bravo, ASSANGE, rimosso da ogni discussione, c’é Navalny e quell’altro arrestato in Bielorussia, che ci importa di Julian e di Snowden, rifugiatosi in Russia?

      A proposito, qualcuno si ricorda che tempo fa un aereo dell’Ecuador fu fermato in Europa perché sospettavano che a bordo ci fosse proprio Snowden?

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  3. in Siberia si domandano perché mai si dovrebbero sorbire tutti gli “sr…zi”
    di cui ci vogliamo liberare.

    dicono “ma mandateli in Lapponia, c’è posto pure li, noi abbiamo già il nostro bel d’affare
    con il permafrost (al nord) e gli incendi (a qualche migliaio di km al sud)
    e ci piace stare larghi”.

    pussa via i giornalisti


    ps
    ma hanno già detto di che colore es esta nueva revoluzion?
    o s’affidano ad oggettistica estemporanea?

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