Green pass, l’accordo tra Stati che non c’è: come andare all’estero e rientrare

Il green pass europeo e la libertà di decisione dei singoli Stati

(Massimiliano Jattoni Dall’Asén – corriere.it) – Il green pass europeo in vigore dal 1° luglio facilita, come sappiamo, i viaggi transfrontalieri all’interno dell’Unione (più Svizzera, Islanda, Norvegia e Lichtenstein), per tutti coloro che si siano pienamente vaccinati contro il Covid-19 (a partire dal 14esimo giorno dell’inoculazione) o abbiano fatto un test nelle 48 ore precedenti con risultato negativo o che siano guariti dalla malattia e abbiano un certificato chelo attesti con una validità di 180 giorni dalla data del primo tampone positivo. I singoli Paesi hanno competenza esclusiva su salute e confini, quindi possono decidere in libertà se accettare sul proprio territorio anche chi ha avuto una sola dose di vaccino. Dunque, ogni Paese al momento si muove in ordine sparso e mancano ancora gli accordi tra gli Stati per riconoscersi vicendevolmente le vaccinazioni. Un altro problema, poi, è costituito da chi verrà in vacanza in Italia e in Europa da Paesi extra-Ue, dai tanti italiani che lavorano all’estero e che ora sperano di poter fare la seconda dose in Italia, durante le loro vacanze. Come fare, dunque a spostarsi in sicurezza in Europa? Come completare il ciclo vaccinale in Italia? Proviamo a chiarire alcuni dubbi.

Vivo in Italia e sono vaccinato con la prima dose: per spostarmi in un Paese Ue devo farmi comunque il tampone?

Sì. Una sola dose di vaccino, infatti, dà diritto al Certificato verde solo in Italia e non basta per potersi spostare all’interno della Ue (il green pass europeo prevede due dosi): il green pass europeo, infatti, è valido a partire dalla seconda dose. Dunque, per entrare nei Paesi appartenenti all’Unione Europea, chi ha fatto solo la prima vaccinazione e sia in attesa del richiamo, deve sottostare alle regole previste dei singoli Paesi. Per andare in Francia, per esempio, ci si deve sottoporre a un tampone (con esito negativo) entro le 48 ore precedenti al viaggio.

Vivo in Italia e sono vaccinato con la prima dose, ma ora mi trovo in vacanza all’estero: posso rientrare esibendo il mio green pass o devo fare comunque il tampone?

Il green pass (italiano ed europe) prevede l’ingresso libero in Italia dopo 14 giorni l’inoculazione della seconda dose del vaccino. Il green pass dopo 15 giorni dalla prima dose è valido solo per gli spostamenti interni alla Penisola, dunque per tornare in Italia dalle vacanze ci si deve sottoporre comunque a un tampone rapido entro le 48 ore prima della partenza.

Sono un cittadino italiano che lavora in America, dove ho ricevuto la prima dose. Posso fare la seconda dose in Italia appena rientro per le vacanze?

L’Europa non ha ancora approntato le regole per chi ha iniziato il ciclo vaccinale in un Paese extra-Ue e vuole concluderlo in uno dei Paesi membri. Dunque, almeno in linea teorica, gli italiani che provengono da Paesi extra-Ue , dove hanno ricevuto la prima dose di vaccino, devono rivolgersi alla propria Asl di riferimento per registrarsi nell’anagrafe vaccinale regionale e poter così prenotare la seconda dose. A quel punto, dopo l’inoculazione, avranno diritto in automatico al green pass.
Non tutte le Asl però, stando a quanto apprende il Corriere, sono pronte a registrare i vaccinati all’estero. Molte Regioni, infatti, stanno predisponendo in questi giorni i moduli online, dove si dovrà dichiarare il luogo e la struttura dove si è stati vaccinati e il tipo di vaccino ricevuto. E’ quindi bene, quando ci si presenta per la vaccinazione, portare con sé la documentazione della prima dose di vaccino ricevuta e permettere così al medico di decidere cosa fare.

Lavoro in Inghilterra e sto per rientrare in Italia per le vacanze: devo fare tampone e quarantena anche se sono vaccinato?

Chi proviene dal Regno Unito, non essendo un Paese dell’Unione Europa , deve essere in possesso di un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti all’ingresso e deve sottoporsi a cinque giorni di quarantena in Italia. Questa restrizione è la conseguenza della variante Delta che ha colpito pesantemente il Paese della Regina ed è la ragione per la quale non basta nemmeno essere vaccinati con la seconda dose.

Mi devo recare per pochi giorni in un Paese Ue per lavoro: al mio rientro dovrò sottopormi al tampone?

No. Chi si reca in un Paese della Ue per motivi di lavoro e per una durata inferiore alle 120 ore (5 giorni) non deve sottoporsi a nessuno tampone né deve fare alcuna quarantena. Bisogna però compilare l’Ue Digital Passenger Locator Form, questo per ciascun passeggero adulto (in caso di presenza di minori quest’ultimi potranno essere registrati nel modulo dell’adulto accompagnatore).

Vivo in Germania e ho i requisiti per avere il green pass, ma non ho il documento, cosa devo fare?

Gli stranieri, ma anche gli italiani che vivono all’estero, possono entrare liberamente in Italia (senza sottoporsi a quarantena o a tampone) con il green pass. Chi non lo possiede ma ne rispetta i requisiti deve poter mostrare in sostituzione del green pass, fino al 12 agosto, le certificazioni cartacee che attestano l’avvenuta vaccinazione o guarigione. Questo però è valido solo per chi entra in Italia da Paesi Ue. A questi si aggiungono, per accordi europei o per ordinanza del ministero italiano della Salute, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, Usa, Canada e Giappone.