M5S, l’ora dei sospetti incrociati: “Grillo ha un piano segreto”, “Conte lavora col Pd”

(Marco Antonellis – tpi.it) – Il tempo scorre inesorabile e il Movimento 5 Stelle è ancora bloccato dalla “faida” tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte: nessuno dei due intende mollare di un millimetro. Certo, c’è ancora tempo, ma la convinzione dei pontieri è che “se non si trova l’intesa entro questa settimana sarà impossibile trovarla dopo”. Insomma, certe cose o si fanno subito o non si fanno più.

La tensione tra i due e tra le rispettive “fazioni” – preoccupatissime stamattina dalla lettura dall’intervista di Nicola Piepoli dove si paventa la nascita di due micro partitini – si taglia con il coltello. In più ci sono i reciproci sospetti sul fatto che l’uno possa dare la fregatura all’altro o che Luigi Di Maio – spesso il più scaltro di tutti – alla fine, dopo aver esperito il tentativo pacificatore, si riprenda il partito mettendo in piedi un triumvirato assieme a Fico e Raggi.

“Vi ricordate cosa accadde durante la crisi di governo?”, si chiede retoricamente un fedelissimo contiano. “Ci fu il tentativo esplorativo andato a vuoto e poi Conte rimase con un palmo di mano perché l’incarico andò a Mario Draghi”.

Ecco, i contiani temono che anche stavolta finisca alla stessa maniera del mai nato Conte Ter e sospettano che Grillo abbia messo in moto i “sette saggi” proprio a questo scopo: certificare il fallimento della leadership dell’ex premier (e delle sue proposte di modifica dello statuto) per poi incaricare altri. Magari proprio quel Di Maio che nelle interlocuzioni di questi giorni sta ricevendo complimenti a più non posso dal “padre fondatore”.

Ma c’è dell’altro, perché ancora non si è placata l’eco dell’ultima telefonata, quella della scorsa settimana, tra l’Elevato e Giuseppi: Conte ha tentato invano di spiegare a Grillo, c’è chi dice in “terza persona”, che lui “ha consenso tra la gente” e che “tutti gli vogliono bene”.

Il sogno sarebbe stato quello di ottenere la titolarità del simbolo del Movimento. Ma la telefonata, dove si è arrivati  ad alzare la voce, non ha avuto l’effetto sperato. Anche perché c’è un altro timore che comincia a serpeggiare dalla base, su in alto fino al comico genovese: che dietro le ultime mosse di Conte si celino consigli e suggerimenti provenienti da alcuni maggiorenti dem (uno, in particolare) i quali vorrebbero trasformare i Cinque Stelle in una costola del Partito democratico per attuare quel “campo largo” di cui spesso si sente parlare al Nazareno.

Per costoro, ora “Conte deve fare presto. Fallito il tentativo di Opa sul Movimento, deve accelerare per creare una new company e lasciare a Beppe Grillo la bad company…”. Il mantra è: “Ora o mai più”. Il “campo largo” del centrosinistra non può aspettare. Con buona pace dell’Elevato fondatore.

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10 replies

  1. Su Giggino si dicono tante cose, il vero camaleonte, il più furbo, la giovane eminenza grigia, ma non si può sapere come stanno veramente le cose nè cosa pensi realmente. Di sicuro avevamo sperato nel Movimento perchè ci proponesse qualcosa di diverso dei soliti marpioni che trafficano nell’ombra, con operazioni di palazzo e le proprie ambizioni personali, salvaguardate con priorità su tutto, questo ormai è un fatto

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  2. Ha detto che non è un coglione, ha mentito ancora e tenendo sulla corda i 7 e Conte continuerà a far danni, si inventa perfino che una persona onesta come Conte abbia mire nascoste, ma le sue sono ormai palesi, non si può sbagliare in serie così senza avere una intenzione distruttiva. Grillo vaffa .

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  3. Tutti e 2 sono ancorati al governo Draghi, quello che nel silenzio di tutti i media sta’ distruggendo le piccole e medie imprese, non parlano di visioni o programmi credibili, ma di che stiamo parlando, se non di “potere politico”, per andare dove? A fare la fine della Grecia, incaprettati come dei fessacchiotti , secondo me.

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  4. Non riuscire a capire che m5s e Conte sono cose diverse è come pretendere di mescolare l’acqua e l’olio col cucchiaino.

    MAI avrei pensato che gli ex portavoce dei cittadini giocassero così sporco dietro la FARSA dell’unità, volta solo al sabotaggio totale dell’idea di m5s.

    Il m5s è un’idea, un progetto, un approccio diverso rispetto alla politica classica e cialtrona. Vogliono uniformare il m5s alla merda. Costi quel che costi.

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  5. “Nel Partito Democratico tengono costantemente “monitorato” Matteo Renzi e stamattina dopo aver letto l’intervista a Stefano Bonaccini lo faranno ancora di più: il motivo è presto detto: “C’è chi spera che ad ottobre la segreteria guidata da Enrico Letta vada a sbattere per prendersi il partito e far rientrare Matteo Renzi“.

    Tradotto significa che se il Nazareno non conquisterà almeno Roma tra le grandi città in lizza alle prossime comunali Base Riformista partirà all’attacco con la richiesta di Congresso per piazzare Bonaccini al posto di Letta e far rientrare nel Pd Renzi, sempre più “non pervenuto” con il suo partitino.”

    Magari! Spaccatura prossima anche nel PD. E gli elettori PD cosa dicono , cosa dicono ? Ne vedremo delle belle , speriamo
    in Conte l’unica persona seria nel quadro politico lercio italiano.

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  6. “Conte ha tentato invano di spiegare a Grillo, c’è chi dice in “terza persona”, che lui “ha consenso tra la gente” e che “tutti gli vogliono bene”.”

    Questo è un altro che immagina di ascoltare conversazioni con cimici che ha immaginato di piazzare, alla Labate.

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  7. Certo ci vuole coraggio a definite giuseppi persona seria,
    Il tapino Sta facendo salti mortali x appropriarsi del mv5 * legato mani e piedi x consegnarlo alla peste nera, il pd e le sue ramificazioni maleodoranti.

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