Concita, molto più “ologramma” di Zingaretti

(Estratto dell’articolo di Selvaggia Lucarelli per il Fatto quotidiano) – C’ era molto, forse troppo fermento a destra per il debutto di Concita De Gregorio alla conduzione di In Onda con David Parenzo. Chi era convinto che la sua presenza fosse un modo per strizzare l’ occhio alle quote rosa, chi era convinto che fosse un modo per annaffiare le quote rosse, alla fine possono stare tutti tranquilli. Per ora l’ unica quota rosa è rappresentata, appunto, dalla De Gregorio.

Perora l’ unica quota rosa è rappresentata, appunto, dalla De Gregorio che nelle prime tre puntate ha invitato solo uomini (Fico, Salvini, De Bortoli, Floris) e riguardo le quote rosse, be’, con Salvini ospite non abbiamo visto una gatta più morta di lei neanche dopo un giro di polpette avvelenate in una colonia felina. Insomma, l’unica quota che rappresenta la De Gregorio è, televisivamente parlando, la quota Palombelli: sguardo fisso in camera che sembra però mirare un punto indefinito nello spazio e nel tempo o, in alternativa, un Poltergeist.

È quello sguardo che sa di inconscio collettivo, ovvero c’è dentro tutto, dal brodo primordiale all’energia nucleare, dall’ Unità ai Parioli, ma alla fine non sai più bene cosa. E c’ è quella flemma alla Palombelli un po’ composta e un po’ conturbante, quelle parole lente, trascinate come note vocali che però puoi ascoltare a una velocità inferiore, una roba che dopo 5 minuti di In Onda ti chiedi perché. Perché dopo tanta fatica deve arrivare questa specie di variante Delta di Otto e mezzo.

E ci si ritrova a provare empatia per Parenzo che, dopo la milionesima stagione con Cruciani, meriterebbe una medaglia al valore militare e invece gli mollano pure Concita. Io l’ avevo già capito dallo spot che buttava male. Parenzo e Concita: “Concita arriverà la quarta ondata?”. “Chissà. Ma poi da dove arrivano queste ondate?”. “Concita l’Italia riparte!”. “Mah, qualcuno sì qualcuno no!”. Roba che dopo questo spot più che di vederli in tv veniva voglia di farsi una tripla dose di AstraZeneca.

La puntata con Salvini unico ospite in collegamento è, direi, emblematica della situazione: David Parenzo replica, controbatte con vivacità. La De Gregorio, al cospetto di Salvini, può essere efficacemente descritta citando un’ abile penna: la sua. Quello che scrisse dell’ ex segretario del Pd Zingaretti è perfettamente attribuibile a lei, in versione In Onda: “È gentilissima, va detto.

Leale, tanto una brava persona. E però ogni voltache inciampa esita, traccheggia, lascia dietro di sé l’ eco malinconica di un vuoto. Come un ologramma, sorride e svanisce”.

Nello specifico, Salvini appare in collegamento e inizia subito la sua retorica cristiana augurando a tutti un “Buon San Pietro e Paolo”. La De Gregorio esulta: “Io ne ho tantissimi in famiglia!”. Che uno non capisce se parli di santi o altro, fatto sta che incalza Parenzo: “Tu ne hai di Pietro e Paolo?”. E lui: “Io co’ me sai sono di religione ebraica”. E questo è stato il segmento dialettico della puntata.

Passiamo a Salvini. Matteo Salvini, al cospetto di Concita, riesce a dire del tutto indisturbato che: “Io e Prodi abbiamo idee diverse, ma è bello confrontarsi in modo civile, non sopporto la violenza!”. Cioè, Salvini veste il lenzuolo bianco di Gandhi e nessuno replica. La Gruber con la sola forza dell’ incazzatura avrebbe aperto un portale sullo schermo. Poi: “Lei è un po’ come Conte rispetto…rispetto a Bossi.. cioè… quel che Conte è rispetto a Salvini… cioè lei è rispetto a Bossi quel che Conte è rispetto a Grillo?”. Parenzo trattiene l’ilarità, la sua cravatta, per la mancata espettorazione di ilarità, va in autocombustione.

Arriva la domanda ficcante: “Stare fuori dal governo ha fatto avanzare la Meloni?”. “Io non sto a guardare i sondaggi”. La cravatta di Parenzo emette radiazioni ionizzanti. Poi: “Sì, è un governo un po’ strano ma dopo 130mila morti dovevamo prenderci la nostra responsabilità”. Come no, quella dei tour senza mascherine. Concita è ologramma. “Il reddito di cittadinanza è un ostacolo al lavoro!”. Ologramma.

“Landini se non attacca il governo ha esaurito la sua funzione!”. Ologramma.

“La disabilità è una cosa di cui si parla troppo poco!”. Il giorno dopo Salvini esprimeva solidarietà alle guardie carcerarie che avevano preso a manganellate un detenuto sulla sedia a rotelle. Ma questo Concita non poteva prevederlo. Poi gli viene chiesto del ddl Zan e “Io non voglio sostenere che l’utero in affitto va bene!”.

E qui, davvero uno si aspetta che almeno non gli venga permesso di dire falsità, visto che è questione estranea al ddl Zan. Ologramma. Salvini mostra con sdegno la foto di un ragazzo al Gay Pride vestito da Gesù con i tacchi, interviene Parenzo: “Io da cronista venivo a Pontida, è come dire che quelli che da voi giravano con le corna sono la Lega”. Si passa ai porti chiusi: “Secondo lei i porti chiusi sono ancora l’atteggiamento difensivo giusto?”.

Su quel “difensivo” della De Gregorio Freud avrebbe ricalibrato il concetto di “inconscio”. “Con me i bambini morti annegati nel Mediterraneo si erano dimezzati, perché non partivano!”. Certo, morivano a casa loro. Niente, ologramma. Poi si torna sulle migrazioni e Concita esprime un timido dissenso: “Anche i nostri nonni andavano altrove a cercare lavoro e sopravvivenza!”.

Salvini allora si lancia in una accurata analisi storica: “Sì, ma non andavano a fare casino!”. “Parenzo: “La malavita la portavamo anche noi in America!”. La De Gregorio: “È come dire che se nasci in una famiglia pachistana chissà come diventi, anche la presidente dell’authority americana è una ragazza pachistana.. da immigrato puoi diventare Obama”. L’integrazione secondo Concita: o sei lo zio di Saman o sei Obama, quindi. Insomma. Temevamo la quarta ondata. È arrivato In Onda con Concita.

35 replies

  1. L’ennesima/o ex sinistra in prepensionamnto in casa Cairo.
    Va dove ti porta…
    Non credo ci sia un gran “fermento”in giro, il personaggio è modesto.

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    • Essendo in Italia il concetto di equità e inclusione deve essere obbligatoriamente svilito da etichette (quota rosa) che sanno di algoritmici accordi fra umani, in questo molto meno umani di quelli proposti da un cervellone robotico digitale.

      Se dare spazio alle donne significa ripartire da Concita De gregorio mi chiedo cosa sia cambiato, al di là degli ospiti a trazione maschile. Dove sono le tante altre donne strapiene di qualità, forse anche più giovani, sicuramente disposte a irrorare la narrativa del dibattito politico in tv con mezzi, parole, modalità e idee diverse e nuove?

      Parenzo un sopravvisuto a Cruciani? Il signor Parenzo è solo un complice di quell’orribiile trasmissione. Francamente il buon David sta è utile al giornalismo così come un caminetto è utile ad agosto.

      Assistiamo dunque a noiose riproposizioni di chi, coerentemente in linea con l’altro mancato “Premio Nobel” Barbarba Palombelli deve lavorare per forza e a tutti i costi. Davvero non c’è nessuno che possa fare quel lavoro meglio di quei tre?
      Rispondere a questa domanda e cercarne anche la spiegazione è forse l’unica cosa intelligente quando si leggono certi nomi.

      Però una novità c’è (ovviamente non riportata): finalmente ci siamo liberati di Luca Telese. Questa sì, era una notizia.

      in ogni caso, pur avendo levato dalla minestra un ingrediente indigesto, non è che la pietanza ora sia migliore.
      Bisogna cambiare proprio la ricetta. Interamente.

      Saluti e buona estate (per quanto possibile) a tutte e a tutti.

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  2. Ha senso una trasmissione condotta da Concita , che non ascolta ma fa l’ospite e non la conduttrice ?
    Pizzarotti parla e lei cosa fa? Scherza con Parenzo .
    Noia mortale.

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    • A parte il sonno che mi provoca alle 8.40: cavolo, ma vuoi ascoltarla una risposta e da lì riprendere? No niente, fa domande senza ascoltare la risposta, poi fa quella successiva ma non fa rispondere, deve solo dire la sua come se ce ne fregasse qualcosa di sapere come la pensa, e come se non lo sapessimo. Mi stupisco della calma di Parenzo.

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  3. S’è fatta un bel lifting, evidente, si è rifatta pure il sorriso, ma è sempre la stessa, più smorfiosa che mai, l’unica ragione è la quota rosa, come a dire non è sempre una buona idea

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    • @Carmen,
      Sono d’accordo .
      Ma la faccia di Parenzo e quel suo sorriso ebete mi fa venire l’orticaria.

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    • La quota rosa non sempre è una buona idea?
      Cioè se devi fare schifo puoi essere solo maschio, alla Parenzo per intenderci, altrimenti non è tollerabile che una sia donna e mediocre. Se appartieni a questa tipologia puoi stare a casa a fare la calzetta. Se poi ti sei fatta un lifting peggio mi sento.
      Così funziona?

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      • L’ho sempre pensato che le quote rosa fossero per mettere su delle mezze calzette raccomandate.
        Quelle brave non ne hanno bisogno. Sono solo un’umiliazione.

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      • Certo anche tu sei per la logica che quello maschio mezza calzetta possa fare tutto quello che vuole, mentre le donne hanno diritto di fare, comparire, parlare, scrivere, curare ecc ecc solo se sono le migliori, se sono cesse quanto un uomo cesso teniamoci l’uomo. Non fa una piega- Ma siete tutte figlie del 68?

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  4. @paolapci
    Nel ’68 ero troppo piccola.
    Ci sono i bravi, i meno bravi e le mezze calzette, il tutto equamente distribuito tra i sessi.
    A mio parere, e per la mia esperienza personale e lavorativa, non sono le donne a dovere dimostrare di più. Le figlie, amiche, fidanzate, amanti … sono di gran lunga di più “in quota” e devono doztrare assai meno dei maschietti. A vite basta respirino.
    Le “quote”servono proprio per piazzarle da qualche parte e farci la bella figura politicamente corretta. Una volta aprivano loro una boutique…
    L’intelligenza e la capacità non hanno sesso ma purtroppo sono appunto le “quote” e la generale pochezza delle signore “,in quota,” a sputtanare l’intero genere femminile.
    Questa è la mia esperienza, non si ha idea di come funzionino le “quote”,in tante aziende. Un tempo ci si doveva sorbire solo l’imbecillità dei figli maschi, del titolare, ora anche quella delle figlie( e fidanzate, amiche…) E sono le peggio, più carognette e presuntuose.

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    • Sai Carolina a che pensavo leggendoti? A quelli che sono contro il RDC: siccome qualcuno ruba, non ne ha diritto, togliamolo a tutti. E poi se uno è in gamba non gli serve il RDC, ce la fa con le sue firze.

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    • @paolapci

      Come al tuo solito NON hai capito un CAZZO. Ciò nonostante pretendi di imporre la tua “quota” rosa. Ma stai attenta, perchè poi si rischia di finire in “quota” scema. Son cose diverse. Son cose diverse.

      Cavoli e capre.

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      • No senti, se si tratta di consigliarti uno bravo va bene, se si tratta di prenderti per il culo a te e al cogliostro va ancora bene.
        Parlare seriamente con te anche no, è evidente che non hai nessuno nella vita con cui farlo, e non sarò certamente io a tenderti la msno.
        Quindi non provare a inserirti, vai torna a scrivere i tuoi pipponi che nessuno legge sotto ogni articolo.
        Ah no, il cogliostro ed exandrea ti leggono. Vai, su.

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    • ” Ci sono i bravi, i meno bravi e le mezze calzette, il tutto equamente distribuito tra i sessi.”. Vero, ma le buone occasioni NON lo sono.

      “Le “quote”servono proprio per piazzarle da qualche parte e farci la bella figura politicamente corretta. Una volta aprivano loro una boutique…”. Queste non sono “quote rosa”, apppunto. Sono maschilismo.

      Ah, e poi, “quello”, vale sempre per le altre, no?

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  5. Ed ecco che un’altra brutta esperienza personale si fa forma di pensiero, schema mentale chiuso e regola generale.
    Come quella di Andreaex con la P. A., per interderci.
    Pari pari.

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  6. Ha rgione, gentile @Anail, mai guardare all’ esperienza personale propria, degli amici e dei famigliari, a quella provata sulla propria pelle e con la quale da una vita si fanno i conti tutti i giorni. Quella non vale: solo “percezione”.
    Quella che conta è quella che ti raccontano loro. Del tipo “donna è meglio” così applaudi se ti ritrovi tutto ad un tratto una Ciellina alla Giustizia ed in odore di Presidenza della Repubblica.
    E poi facciamo le pulci alla Polonia.

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    • Ho espresso un concetto del tutto diverso.
      Ma non contavo sul fatto che venisse né compreso né, men che meno, accettato da chi ricava dalle proprie singole esperienze le leggi universali della vita.
      Non mi sto basando solo su questo commento, ma anche su altri precedenti e sul fatto che, in genere, sembri piuttosto cinica e disincantata nei confronti dell’universo mondo.
      Ad es. non vedo proprio il nesso, o perlomeno il rapporto di causa ed effetto, tra la tua teoria e le tue ultime frasi. Mah.
      Non prenderla come un’accusa. È solo un’osservazione che mi viene dalla mia formazione “sanitario/psicologica”.
      È come avere occhiali a raggi x, sulla cui accuratezza, però, non conterei più di tanto.

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      • Eh ma quello di cui parli è molto molto difficile. Bisogna davvero essere allenati (o farei parte di minoranze parlamentari con 3 seggi: ah ah ah!) per esprimere opinioni in cui chi le esprime non sia o non si senta il centro della questione. Però si può fare.
        Se così non fosse nemmeno lo statuto dei lavoratori avremmo mai avuto.

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      • Paole’, rispondevo a Carolina, ma era una considerazione psicologica. Intendevo proprio un’altra cosa. Tipo: uno ha un trauma e tutto il mondo assume il colore di QUEL trauma. Ho fatto l’esempio di Andreaex, che secondo noi ha avuto esperienze negative con la PA e TUTTO è diventato clientelismo (purtroppo non ha neanche granché torto, ma insomma… non è che inciampi lì e la vita si ferma). Invece, seguendo il tuo ragionamento, ti dirò che io mi batto di più quando sono poco coinvolta personalmente, come se mi sentissi in difetto se lo faccio per interesse personale. Ovviamente nessuno “se la beve” e mi credono coinvolta in qualche modo, magari occulto. Questo proprio perché è difficile immaginare che gli altri agiscano in modo diverso da noi e con altre motivazioni.

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      • “Paole’, rispondevo a Carolina”: sì, lo avevo capito
        “Tipo: uno ha un trauma e tutto il mondo assume il colore di QUEL trauma” e proprio di quello parlavo.
        ” Invece, seguendo il tuo ragionamento, ti dirò che io mi batto di più quando sono poco coinvolta personalmente, come se mi sentissi in difetto se lo faccio per interesse personale.” : è proprio quello di cui parlo, è un esercizio difficile, ma si può fare, altrimenti non sarebbe stata possibile nessuna battaglia se non ci si fosse allontanati dall’interesse personale.

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      • “Ma non contavo sul fatto che venisse né compreso né, men che meno, accettato da chi ricava dalle proprie singole esperienze le leggi universali della vita.”: AHAHAH, le LEGGI UNIVERSALI.. AHAHAH… E chi le detta: FRATOJANNI? CONTE (Tacchia)? Mrs Mahatma? Bartolomeo Prinzivalli? Ma fammi il piacere…

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      • Che cosa c’entrano mai quelle persone col concetto psicologico che ho espresso? Che cavolo di commento è?
        Completamente fuori parallelo.
        Mi sa che non hai neanche capito il LINGUAGGIO, oltre alla materia. E sicuramente non hai colto, come sempre, l’ironia.
        Non importa. Ribadisco: non ci contavo, figuriamoci da parte tua, che non c’entravi nulla…o ti senti in qualche modo coinvolto?

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      • “E sicuramente non hai colto, come sempre, l’ironia.”: ahahah, invece l’hai colta, COME SEMPRE, tu! Scendi dal pulpito che c’è da raccogliere l’elemosina, dai…

        PS: per intervenire bisogna sentirsi coinvolti? Ah, non lo sapevo: terrò conto…

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      • Non per intervenire, per AFFERRARE che cosa intendevo dire alla persona interessata.
        Si evinceva già dalla tua prima risposta.
        Questa lo conferma ulteriormente.

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      • A voi due non vi sfiora il sospetto che ve se la cantate e suonate sempre in coppia, sia proprio perché siete le uniche voi a NON CAPIRE NULLA di cosa dicono veramente gli altri?

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  7. Invece la connessione c’è eccome! Come ha fatto Letta a liberarsi dei riottosi capigruppo Renziani? Con la scusa, politicamente correttissima, di nominare due donne. Con la stessa scusa Cielle è riuscita a piazzare non solo qualcuno “vicino”a Cielle, come è stato fino ad ora, ma scoprendosi direttamente addirittura alla giustizia: non ricorda l’esultanza dei media? “Una donna alla giustizia”! Evviva! E noi criticavamo i clericalissimi Premier polacchi!

    Questo stratagemma funziona e avrà vita lunga. Con la scusa della “prima donna”, del “, primo gay”, della “prima trans”, esattamente come è stato con Obama ( il primo ,”,nero,” che di nero aveva ben poco…) e succederà con la Harris, si piazzano in posti di potere individui che fanno comodo e che non saranno criticati perché la loro diciamo così”primazia’” li terranno al sicuro.

    Per quanto riguarda tutto il resto, “After the first death there Is no other”, per citare il Poeta, quindi è il caso di accorgersi che tante cose che ci capitano non sono percezioni. Anche se capitano solo a noi: è quello che conta.

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    • “Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della paritá di genere e della aguaglianza dei diritti….. È ormai tempo che i progressisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del femminismo un manifesto del progressismo stesso.”

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