Conte-Grillo: meglio aspettare

Grillo è convinto che Conte non si metterà in proprio (“Fa la fine di Monti”). “Il Foglio”. Una lista Giuseppe può superare il 15%. “La Repubblica”. Accettare la convivenza con Grillo? Oppure scappare a gambe levate e fondare un partito? E se invece la soluzione per Giuseppe Conte fosse soltanto: saper aspettare?


(pressreader.com) – di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano – Il grande giornalista Ryszard Kapuscinski, dopo aver girato il mondo e raccontato guerre, rivoluzioni, colpi di stato, condensò in una frase la sua esperienza: “L’essenziale, in politica, è sapere aspettare: il più bravo a farlo vince la partita”.
La scoperta dell’acqua calda? Non tanto visto che viviamo nell’età dell’immediato, dove ogni giorno, ogni ora, ha la sua pena e il suo tweet, altrimenti si dimenticano che esisti. Questo dice la vulgata social, ma non è (più) vero. Dopo un lungo, insopportabile frastuono oggi il silenzio, proprio perché rarissimo come l’iridio, è la merce più quotata al mercato della comunicazione.
Un apparente ossimoro di cui Mario Draghi è il campione indiscusso. Non dice mai (quasi) niente ma lo dice benissimo.
Prendiamo le presenze televisive: i cosiddetti leader continuano a pensare che l’occupazione dei talk sia il concime del consenso. Ma non è (più) così da molto tempo, come dimostra la mediocrità degli ascolti. La pandemia ha falciato vite umane e vecchie abitudini. Oggi la rissa tv, il darsi sulla voce, il partito del partito preso producono nel pubblico imbarazzo e tristezza. Stravincono la capacità di argomentare, l’equilibrio, la pacatezza, l’ironia, che quando è autoironia spacca.
Certo che la virtù dell’attesa è antica come il potere: Giulio Andreotti ne fu il campione quando si assentava per anni sicuro che prima o poi lo avrebbero richiamato. Allora c’era la Dc dei veleni e dei pugnali. Oggi c’è la marmellata M5S. Dia retta professor Conte, si goda una meritata vacanza. Ne approfitti per girare l’Italia e per ascoltare gli italiani. Non per raccogliere voti ma per conoscere.
Già a settembre potrebbe essere cambiato molto. Machiavelli: “Non c’è nulla di più difficile da gestire, di esito incerto e così pericoloso da realizzare dell’inizio di un cambiamento”. Ecco, visto che il cambiamento non l’hanno voluto da lei, che se la sbrighi l’Elevato.

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2 replies

  1. Se padellaro x cambiamento intende buttarsi tra le braccia dei pidioti, tanto cambiamento non è,
    Conte dovrebbe limitarsi a fare il pdc travicello, perche gli riesce bene,
    Bene ha fatto con il cazzaro verde, benino con la feccia piddina di cui fa parte, malissimo a sostenere il governo draghi,

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  2. “l’ironia, che quando è autoironia spacca”
    forse per voi, tra di voi, giornalisti è così.
    a me spacca, o meglio, rompe
    vedere uno che “fintamente” si denuncia come “____” (riempire a scelta)
    ma felici voi…
    faccio notare che “il vostro mondo” non è il mondo là fuori

    comunque è una professione eccezionale quella in cui si danno consigli
    su argomenti che mai hanno visto il suggeritore aggredirli con successo.

    e anche quando, in qualcuno di questi contesti, tipicamente la politica dove si parla
    molto e le colpe sono sempre degli altri, non è che siano degli astri, al massino dei burattini
    mossi da altrui mani, tipo Sassoli, che forse decide cosa mangiare nella prima colazione
    (su pranzo e cena ho dei dubbi)

    siamo oltre al “chi sa fa, chi non sa insegna”, anche perché si cimentano praticamente
    su tutto

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