Con la variante Delta le zone rosse sono dietro l’angolo

(Federica Olivo – Huffpost) – La curva che si appiattisce, gli ospedali che si svuotano e i morti che, seppur lentamente, diminuiscono non sono sufficienti per tirare un sospiro di sollievo. Per pensare che la pandemia sia ormai alle nostre spalle. La diffusione della variante Delta, conosciuta prima come indiana, minaccia ora l’Europa e l’Italia. Nell’ultimo report era data all′1%, nel panorama delle mutazioni più diffuse, ma la percentuale è destinata a salire. A guardare i focolai che iniziano a registrarsi in giro per l’Italia, pare evidente che sia già salita. Forse non ancora al 26%, come ipotizzava il Financial Times, ma comunque in modo significativo. L’Iss, nelle anticipazioni della flash survey, la dà al 16,8%. Prevale ancora la variante Alpha, conosciuta inizialmente come inglese, 74,92%. Ma la percentuale della mutazione sequenziata per la prima volta in India è destinata ad aumentare. Prima o dopo diventerà prevalente. Non è più aggressiva delle altre mutazioni ma è molto più contagiosa e per evitare che causi malati gravi e morti bisogna farsi trovare preparati. E completamente vaccinati, soprattutto. “Dalla nostra sorveglianza epidemiologica – dice Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss – emerge un quadro in rapida evoluzione che conferma come anche nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, la variante Delta del virus stia diventando prevalente. Con la prossima flash survey avremo una stima più precisa della prevalenza”.

E se da un lato c’è la certezza che la doppia dose di vaccino sia in grado di neutralizzare anche la mutazione Delta – doppia appunto, perché la prima dose da sola non argina in questo caso il contagio, o lo fa solo in bassa percentuale – dall’altro c’è la consapevolezza che per quanto la campagna vaccinale possa correre spedita c’è ancora un’ampia fetta di popolazione scoperta. Lo ha fatto notare, tra gli altri, il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha lanciano l’allarme su Napoli: “A oggi, per quanto riguarda Asl Na1 centro ,su 839mila residenti e vaccinabili, vi sono 317mila non adesioni. Non è un dato sostenibile. Questo dato significa andare verso il lockdown verso settembre. È bene parlare chiaro”. 

E così, nell’Italia che si avvia a diventare tutta bianca, torna lo spettro delle zone rosse. “Se necessario – ha detto il coordinatore del Cts Franco Locatelli, rispondendo a chi gli chiedeva se questa evenienza fosse da prendere in considerazione – vanno create delle zone per fermare i cluster, come ad esempio è successo in Umbria quando si è verificata la diffusione della variante brasiliana”. Per evitare che la mutazione, che è il 60% più contagiosa della variante Alpha, dilaghi prima che ci sia un numero sufficiente di immunizzati, la strada è una sola: “Dobbiamo lavorare nella maniera più intensiva sul tracciamento e sul sequenziamento, perché solo in questo modo riusciamo ad intercettare segnali di diffusione della variante indiana” ha spiegato sottolineando che l’Italia sta sequenziando “nella media europea”. Ma, ha aggiunto, se si aumenta il sequenziamento, “ci sono poi delle decisioni che devono seguire per cercare di contenere il tutto, altrimenti il sequenziamento diventa un esercizio inutile”. Le misure di contenimento, per l’appunto.

Sul fronte del tracciamento si muove anche il ministero: “Si raccomanda di continuare a monitorare con grande attenzione la circolazione delle varianti del virus SarS-CoV-2, di rafforzare le attività di tracciamento dei casi e dei contatti di caso e di applicare tempestivamente e scrupolosamente sia le misure di contenimento della trasmissione previste, che le misure di isolamento e quarantena in caso di Voc Delta sospetta o confermata”, si legge in una circolare a firma di Gianni Rezza.

Nessuna luna di miele, insomma, nessun rilassamento. La guardia va tenuta alta. E ora che le strutture sanitarie non sono in affanno il tracciamento può essere ripreso. Sui vaccini, ormai è chiaro, bisogna spingere il più possibile. Mettere in sicurezza gli adulti e i fragili che ancora non sono stati immunizzati, ma somministrare le dosi anche ai giovani, in modo che a settembre e ottobre non si riveda lo scenario già vissuto l’anno scorso. Su questo fronte, però, si pone un altro problema: a luglio è previsto un calo delle consegne dei vaccini. Se non si riuscirà ad invertire la rotta, continuare a immunizzare a ritmo serrato sarà impossibile. Lo hanno fatto notare alcune regioni. Tra queste c’è il Lazio che aveva lamentato il drastico calo di consegne previsto a luglio già qualche giorno fa. Oggi l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato rilancia: “Bisogna correre più della variante Delta, ci servono 100mila dosi di Pfizer entro luglio, altrimenti dovremo spostare le prenotazioni delle prime somministrazioni con Pfizer del periodo 11/15 luglio di una settimana”. Anche De Luca ha evidenziato questo aspetto, non tralasciando un attacco al governo e al commissario per l’emergenza: “Continua atteggiamento di minimizzazione e occultamento della realtà da governo e commissario. Arriveranno centinaia di migliaia di dosi in meno, le Regioni non potranno più fare prime vaccinazioni e concentrarsi sui richiami. Questa è la realtà vera che non viene comunicata ai cittadini italiani. Proseguendo in un atteggiamento di comunicazione disastroso che ha determinato rilassamento, cosa sbagliata”. 

Quello del calo delle consegne è un problema con cui il governo dovrà fare i conti, in quella che è una – nuova – corsa contro il tempo per provare a prevenire il danno ed assicurarsi un autunno se non sereno, almeno non disastroso.

11 replies

  1. e da quando i vaccini arginano il contagio?

    al massimo arginano i casi di malati gravi che vanno poi ad intasare gli ospedali

    il che è un bene, ma diamine, questi con le parole ci campano
    e scrivono cose inesatte, se non proprio sbagliate, inducendo la gente
    a credersi protetta completamente mentre una parte potrebbe comunque
    ammalarsi in modo grave (la parte che manca al 100% di efficacia e che è una stima,
    non un valore assoluto certo)

    che poi le persone si meravigliano scoprendo la comparsa di casi d’infezione anche tra i vaccinati

    "Mi piace"

  2. Scusate se contraddico tutti, ma come si spiega questa ricerca con le risposte precise fornite da CDC?
    https://www.vocidallastrada.org/2021/06/cdc-ammette-nessun-gold-standard-per.html#more
    La CDC è la principale agenzia di salute pubblica degli Stati Uniti che certifica per iscritto la non contagiosità di diversi virus.
    Inoltre con una foto clandestina fatta ad un ricercatore di Wuhan, come si spiega il pipistrello attaccato alla falda del copricapo?
    https://assets.zerohedge.com/s3fs-public/inline-images/wuhan-bat-researcher-1200×587.jpg?itok=yScZn4Nz

    "Mi piace"

    • le suggerisco una basica lettura in merito, ovviamente non saltando a piè pari,
      la sezione limiti dei postulati

      https://it.wikipedia.org/wiki/Postulati_di_Koch

      e cosa che non trova nella versione italiana di WP
      Koch rimosse completamente la seconda parte del primo postulato, trovando portatori asintomatici
      di colera (Koch, 1893) e, in seguito, di tifo .
      inoltre il 3° postulato non sempre regge, come scoprì lo stesso Koch per la tubercolosi e per il colera (Koch, 1884).

      non dico che siano fanfaluche, ma è meglio che certe cose, se non chiare, vengano trattate
      da specialisti in materia non da presunti giornalisti che, al massimo, sono laureati in lettere

      le foto clandestine hanno valore solo se ne viene confermata la fonte, con le tecnologie attuali
      si può fare un filmato dove Xi Jinping, Putin e Kim Jong-un, in camice bianco, lavorano in un centro sperimentale
      con pipistrelli, pangolini e serpenti, intenti a creare un super virus.
      la tecnologia si chiame Deepfake

      poi ci sono quelli che abboccano a tutto.

      "Mi piace"

  3. ”Non è più aggressiva delle altre mutazioni ma è molto più contagiosa e per evitare che causi malati gravi e morti bisogna farsi trovare preparati. E completamente vaccinati, soprattutto. “Dalla nostra sorveglianza epidemiologica – dice Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss – emerge un quadro in rapida evoluzione che conferma come anche nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, la variante Delta del virus stia diventando prevalente. Con la prossima flash survey avremo una stima più precisa della prevalenza”.”

    E ARIDAJE. Anche della variante inglese dicevano lo stesso. Abbiamo avuto da allora 60.000 morti, tanto per capirci.

    Poi questa storia che i vaccini proteggono… ahahahaahahahahah.

    Prima hanno elogiato l’UK per la scommessa di una dose, adesso invece dicono che ce ne vogliono almeno due.

    E gli effetti collaterali, i morti e i malati da vaccino, che fine hanno fatto?

    Oltre 66.000 casi segnalati dall’AIFA 1 mese fa. Oh, se ne parlasse manco per sbaglio!

    "Mi piace"

    • hanno scommesso ed hanno perso
      è nelle possibilità di chi lo fa, scommettere, il perdere, come il vincere.

      le case costruttrici del vaccino lo hanno detto che la protezione inizia
      effettivamente 2 settimane dopo l’ultima somministrazione (per i bi dose)

      gli inglesi, e gli italiani al seguito da bravi pecoroni, hanno deciso che potevano,
      sulla pelle altrui, provare a fare in modo differente, la natura ha deciso che il biglietto
      estratto della lotteria Covid non era il vincente

      comunque > 66.000 casi su 48.9 milioni di somministrazioni
      se fossero tutti decessi, e non lo sono, perché avere la febbre o il braccio indolenzito
      capita anche con la vaccinazione annuale per l’influenza ordinaria,
      sarebbero lo 0.14% contro il 2.99% di decessi su casi confermati di contagio, ovvero 21 volte meno.

      ripeto a scanso di fraintendimenti – effetto collaterale non è automaticamente uguale a decesso.

      capisco che, chi ne è stato colpito, sopra tutto se mortali -per fortuna pochissimi-,
      ha/avrebbe una opinione negativa sul fatto, pure io l’avrei ma, nel complesso, se pure si fossero
      ottenuti un decimo delle morti in meno non sarebbe un risultato da perseguire?

      "Mi piace"

      • x Marco Bo.

        Te già hai ampiamente dimostrato di non capire una sega di quel che fanno nei laboratori biologici e in particolare, degli studi sui virus da pipistrelli portati avanti proprio in istituti come quello di Wuhan, e nemmeno ovviamente sai che le fughe di laboratorio di agenti biologici sono quotidiane, e non un’eccezione, tanto che hanno dato origine di quando in quando anche a piccole epidemie.

        MA è Inutile spiegartelo, visto che non ci senti.

        Poi però, sbraghi totalmente sul discorso degli ‘effetti collaterali’ che secondo te sarebbero accettabili.

        Accettabili un casso.

        Solo in Calabria, 8 giugno. Donna di 46 anni in coma dopo vaccinazione. 9 giugno, idem per una donna di 49 anni. 10 giugno, morta una ragazza di 24 anni.

        Puoi rigirarla come ti pare. Quella gente non sarebbe morta di COVID, e stava BENE prima dei vaccini.

        Ci sono centinaia di casi del genere in Italia. Migliaia in Europa.

        E no, mi dispiace: in nome di 100.000 morti non ne puoi giustificare 1000, o anche 100, come effetti collaterali.

        Il diritto alla salute è individuale, a differenza di quel che dei somari funzionali come te pensano.

        "Mi piace"

    • Ripropongo, per la letizia di grandi e piccini, la famosa domanda e controdomanda sulle statistiche:

      “Vaccinarsi e rischiare? Cosa faresti se uno dei tuoi fosse uno dei pochi stecchiti dal vaccino?”

      “E tu cosa faresti se uno dei tuoi venisse stecchito dal virus come altre centinaia di migliaia?

      "Mi piace"

  4. SE non tracciamo, sequenziamo, e individuoiamo i milioni di invisibili ( e non parlo degli over 60) è tutto inutile.
    GB 1.200.000 tamponi al giorno. Noi meno di 200.000, e i più molecolari.
    Questo offrono i Migliori. Ma il problema è quando riaprire le discoteche.

    "Mi piace"

  5. dopo Israele, da ieri hanno ripristinato l’obbligo delle mascherine al chiuso,
    ora anche l’Australia sta rispristinando i blocchi

    Le autorità dello Stato del New South Wales in Australia hanno esteso le limitazioni dovute al
    COVID-19 per l’intera Sydney e l’area circostante, ha affermato il governatore di Gladys Beredzhiklyan.

    Venerdì, le autorità hanno annunciato un blocco nel centro di Sydney.
    “Per proteggere i residenti del NSW dalla diffusione dell’epidemia di COVID-19,
    le attuali linee guida di soggiorno a casa si applicano a tutta la Grande Sydney,
    comprese le Blue Mountains, la Central Coast e Wollongong,
    dalle 18:00 di oggi, 26 giugno alle 23:59 di venerdì, 9 luglio. ”

    da loro evidentemente le radiazioni UVA e UVB non ci sono e il virus ha deciso di fare ugualmente
    il suo sporco lavoro.

    faccio notare che negli ultimi giorni nello stato N.S.W. sono stati identificati 29 nuovi casi di infezione.
    Mentre dall’inizio sono stati registrati 5.535 casi e 56 decessi.
    che esagerati.

    "Mi piace"

  6. Mentre le COSTANTI non riescono più a terorizzare, ecco le VARIANTI pronte all’uso:

    https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/01/i-pornografi-della-variante-delta/

    PS: astenersi Stef Menc(hiate). A noi non interessa se chi dice certe cose non nomina Fontana e Gallera (che non è vero nemmeno questo), ma nomina il suo beneamato C…onte, perciò, senza preamboli e indugi, andiamo direttamente al sodo e gli consigliamo immantinente il suicidio, come espressamente più volte da lui consigliato, quindi non ci sembra affatto di mancare di rispetto…

    "Mi piace"