Né sinistra né coscienza

(Giuseppe Di Maio) – Mi sono avvicinato al M5S perché avevo intuito che l’onestà da semplice virtù privata poteva diventare una categoria civica rivoluzionaria. E anche se i miei amici grillini continuavano a spendersi in innovazioni ecologiste come in un qualsiasi partitino dei verdi, o peggio, pensavano all’acquisizione di vantaggi reazionari come apprendisti leghisti, io speravo che la pratica dell’onestà prima o poi avrebbe svelato un programma politico capace di invertire i motori della disuguaglianza. Speravo che il Movimento sostituisse la sinistra nella sua missione, giacché la classe politica di quest’ultima aveva da tempo tradito il proletariato. L’onestà però può governare solo con la maggioranza assoluta. Tentare di amministrare il paese a tutti i costi significa assumere gli aspetti negativi dell’alleato, essere tacciato d’incoerenza dagli oppositori, e non poter impedire ai padroni di raccontare balle sul proprio conto. Così, prima o poi, ti mettono fuori.

Gli italiani sono un popolo in galera, tenuto in stato di soggezione e di minorità dall’informazione padronale. Nella penisola si elogia la moderazione, e si fanno fuori gli estremi dalla competizione politica. Insomma noi siamo un popolo di reazionari e di conservatori rappresentato da gente che definisce se stessa moderata, e accusa i suoi nemici di pericoloso radicalismo. Qui da noi esiste una destra predona, fanfarona e irresponsabile; un centro affollato da mariuoli di tutte le risme; nessuna sinistra. Le riforme, invece di essere sollecitate dagli estremi, da 40 anni sono un affare dei moderati che le sfornano per escludere il popolo dalla democrazia. Quando si fa qualcosa a favore della gente le riforme prendono spesso l’avvio da un presunto “radicalismo di centro”, fantasia del tutto nostrana che deriva da una coscienza nazionale frutto dell’anticomunismo mediterraneo e cattolico, e dell’antifascismo. Nessun partito indica una società diversa da quella in cui viviamo, e la sinistra, unica forza politica che avrebbe potuto proporre un altro obiettivo sociale, purtroppo è assente.

Giuseppe Conte si mischia fra la gente di Napoli con un finalità politica maggioritaria, e dice alle partite iva di voler loro diminuire le tasse. Prospetta una politica contemporaneamente moderata e radicale gareggiando con gli equilibrismi dialettici della prima repubblica. Ma sarebbe bene ricordargli che in politica la moderazione è una prassi al servizio di un gruppo sociale, mentre il radicalismo prevede l’attenuazione delle differenze di ceto, se non addirittura la loro estinzione. Persino nel guazzabuglio italiano, in cui i populisti ladri di consenso predicano vangeli reazionari camuffati da rivoluzione, se si tolgono le tasse a qualcuno le si deve caricare ad altri. Perciò, quando si vuole liberare il lavoro dal peso dei tributi, è doveroso dire che bisogna poi tassare la ricchezza e la proprietà.

21 replies

    • @vitaliano imbianchino
      Pure tu facevi il bunga bunga ad arcore vestito da elfo con il culo all’aria? Chissa quanti ne hai presi,
      Cosa non faresti x sopravvivere.
      Rilassati,

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  1. “Qui da noi esiste una destra predona, fanfarona e irresponsabile; un centro affollato da mariuoli di tutte le risme; nessuna sinistra…Nessun partito indica una società diversa da quella in cui viviamo, e la sinistra, unica forza politica che avrebbe potuto proporre un altro obiettivo sociale, purtroppo è assente.”:

    visto che lei Di Maio è molto preciso nelle sue affermazioni, ad esempio come lo è stato nel puntualizzare a Conte che avrebbe dovuto fare meno il doroteo, suggerendogli che “equilibristi” non è sinonimo “equilibrati”, la stessa cosa mi permetto di farla osservare a lei.

    E’ troppo comodo fermarsi a dire che la sinistra è assente, che non c’è nessuna sinistra, perché così sembrerebbe che si voglia far intendere che gli eletti di tale fazione che avrebbero avuto l’onore di rappresentarla, non siano stati all’altezza per incapacità, epperò in buona fede, avendocela pur messa tutta; o se così non fosse stato, se si fosse riusciti a trovare. nonostante tutto, almeno qualcuno di capace, questo qualcuno non avrebbe potuto essere sufficientemente incisivo, trovandosi isolato in una condizione quantitativamente irrilevante, per garantire alla sinistra il raggiungimento quale'”unica forza politica che avrebbe potuto proporre un altro obiettivo sociale”.

    Ebbene, le cose non stanno affatto così, caro Di Maio: la sinistra, lungi dall’essere assente, si è data da parecchi decenni a questa parte, molto da fare – molto più della destra e del centro – contrariamente a quello che lei dice, per mantenere lo status quo: altro che forza alternativa progressista. Ossia, il braccio secolare di difesa di tutte le nefandezze di una “destra predona, fanfarona e irresponsabile; [e di] un centro affollato da mariuoli di tutte le risme”, fino a diventarne, non solo parte integrante, ma la sua più spinta versione.

    E tutto questo, come ho già più volte sostenuto, non da una evidente quanto ridicola e financo infantile posizione di arroganza, ma da una subdola, ben più grave e perversa forma diabolica di ipocrisia, supportata da inutili quanto pompose cortine fumogene in tema di diritti, libbbertà, antifascismo e, insomma, di tutto il bric-à-brac politicamente corretto che ha ingannato e tuttora inganna, milioni di elettori.

    Poi, è pur vero anche l’adagio, VULGUS VULT DECIPI… ERGO DECIPIATUR! Ma questo è un altro discorso, che specialmente su questo blog, non è affatto proponibile…

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  2. Lasciate perdere questo supplente di Storias e Latino fallito, la Sinistra esiste e la trovate nei vicoli ,non a casa della Boldrini ne’ in quella della Melandri. Trent’anni fa, forse, ma non oggi.

    Vassallo l’hanno ammazzato, Lucano l’hanno inguaiato. La Sinistra fa paura a tutti perche per essa si va verso un comunitarismo che spaventa i ricchi in quanto non possono “trattenere”.

    Rocordate che il paradiso in terra di MArx era il tempo lobero del lavoratore, ed figurati quello delle lavoratrici.

    La Tradizione e’ sempre la stessa: ti do quattro canestri pieni di monete d’oro se mi ammazzi Spartaco.

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    • È un vero peccato che tua madre abbia seguito le gesta della madre della Meloni…

      “La Sinistra fa paura a tutti perche (sic) per essa si va verso un comunitarismo che spaventa i ricchi (risate)…”: e si vede, come no! Brrrrr, che paura… Infatti, non c’è nemmeno più stato bisogno di riempire canestri di monete d’oro per pagare assassini: è bastato darli direttamente alle potenziali vittime per ottenere tutto senza neanche un graffietto…

      Detto da uno poi che non sa il congiuntivo latino, uuuuuh…

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      • Aaahhh, adesso ti riconosco! Tu sei quello di “repetita iuvent”!

        Me la fai rivedere? Eddai! Raga’, venite che c’e’ il Coso che fa quello che sa il latino.

        Dai Cicciuzzo, facce ride!

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      • Ma quando mai avrei detto che so il latino: so quattro acche, ma con uno come te, bastano e avanzano…

        “Raga’, venite…”: ma che bavbavie!

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    • Lascialo perdere Ennio, il nostro caro psicopatico si diverte a “copiare & incollare” motti latini per farci credere di conoscere quella lingua, se ricordasse qualche cosa di più degli anni del Liceo (sempre che abbia frequentato un Liceo) sarebbe in grado di scrivere i suoi insulsi commenti in latino. In questo modo quasi nessuno li leggerebbe e sarebbe un grosso vantaggio! Il poveretto utilizza la sua (modesta) conoscenza della grammatica per nascondere la sua colossale ignoranza su qualunque altro argomento, le castronerie che espone nei suoi deliranti messaggi saranno sintatticamente corrette ma sono solo… “EMERITE CAZZATE”, credimi.

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      • Toh, è arrivato il BOSONE ALLA GIANDUIA a dar manforte… AHAHAH… Avrebbe avuto il tempo di leggere che ho scritto che del latino so quattro acche, ma più che sufficienti visto i tipi, così si sarebbe potuto evitare di scrivere le solite fregnacce ex cathedra (copia-incollato giusto?), ma gli era già partita la fregola e non ha resistito a grattarsi il buco del culo!

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  3. Uh! quant’è belll!
    Oh frèchet!

    Ci hai fatto un ampio preambolo,
    per venirci a raccontare che non ti piace lo stile di Peppino,
    senza guardare sostanza, contenuti e concretezza.
    Una volta si diceva
    “È SOTTINTESO”,

    mi meraviglio di te,
    che non lo hai compreso.

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    Guevara c’è lo potevi dire, perché ti avremmo consigliato,
    in alternativa,
    il figlio spirituale,
    l’altro sudamericano, Sandrino.
    Statti Buono!

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    • Unoerre,
      Ma che ti pare tempo di sottintesi? Qua bisogna parlare a stampatello lasciando i moderati ai rignanesi. Tanto non portano acqua.

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    • Se ho ben capito Paolè,
      volevi dire che questi sono solo portatori di tigna o si grattando per il gusto di grattarsi!

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      • Dico che i moderati non esistono, e se esistono votano Calenda e Renzie, indi sono il 2% , indi è inutile rivolgersi a loro. C’è un sacco di gente incavolata nera pronta a farsi convincere, ma non si può lasciar convincere da chi non dice chiaro che li vuole i loro voti. Cavolo! DIllo chiaro, non è tempo di sottintesi.

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      • ALLORA HO SBAGLIATO TIGNA
        Io parto dal principio che nessuno deve convincere nessuno,
        di urlatori e venditori di acqua
        miracolosa,
        l’italia ne è inflazionata.
        Quando un capo politico viene riconoscioto
        per le sue idee di massima
        (il mio cuore batte a sx – la prescrizione avvantaggia solo i ricchi – rifiutare incontri col Lupacchiotto De Benedetti,
        quando i Mammasantissima ti Cacciano………. mo’ aggiungici tu qualcos’altro),
        e viene apprezzato a livello nazionale e internazionale per la sua moderatézza
        (vedi indice di gradimento del Peppino nazionale,
        vedi 209 miliardi del
        recovery fund… )
        non c’è bisogno di fare il barricadèro,
        aggiungo,
        “mai stravolgere la natura degli individui,
        ne conseguirebbero solo delusioni”
        (è come privare Paoletta della sua innata Istintività-Terron-Verve)
        anche perché, c’è chi nasce Guevara
        e chi Luther King senza voler scomodare Gandhi.
        Poi mi parli dei CAP stradali dei pariolini
        e di Gira la Ruota, ma quando mai quei mariuoli o radical chic voterebbero per
        un reale cambiamento.
        La gente sta Inchevoleta, ma fino a mo’ si è pure sollazzeta!
        Io ritengo che c’è un popolo silente che aspetta il Messia ammòdo che risolva,
        e poi Paolè, l’eleganza è un fiore all’occhiello

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  4. Questo Gatto orfano di Mubarak e del pregiudicato fiscale di Arcore ,fan dell’uomo del papete riesce solo a miagolare

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