il grottesco al tempo del colera

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(Sara Di Giuseppe) – Ma dico, li avete visti?  Sì proprio loro, i “grandi del mondo” come li chiamano, salivando copiosamente, la stampa cortigiana e i mezzibusti televisivi in deficit sia d’italiano che di lingue straniere.

Li avete visti darsi di gomito in Cornovaglia come liceali in gita scolastica dopo lo scherzo alla compagna di classe?

Di certo nell’evo pandemico molte cose sono mutate in peggio.

È mutato il linguaggio: vertici dai cappelli pennuti trattano grottescamente la malattia come una guerra e delirano di coorti e di spallate e di fuoco a tutte le polveri, mostrandosi comicamente in tenuta mimetica e cipiglio fiero.

È mutata l’estetica dei corpi così come quella dei gesti: nascondiamo le facce nella mascherina (qualcuno tuttavia ci guadagna, esteticamente); diligenti starnutiamo nel gomito; piuttosto che abbracciarci con l’amico ritrovato ci faremmo in ginocchio il cammino di Santiago; e sostituiamo la formale stretta di mano – a tutti i livelli, istituzionali e non – con questo antiestetico ridicolo toccarci col gomito.

Resistibile ascesa del famigerato “darsi di gomito” da gestualità popolaresca, ammiccamento e segno d’intesa*, a saluto formale: gesto che per l’effetto che ne sortisce dovrebbe far sentire un po’ cretino chi lo compie, specie se in contesti paludati.

È in Cornovaglia che il grottesco dei gesti e delle situazioni ha toccato la sua acme: sorrisi e pacche da merenda all’aperto, paesaggio peninsulare di rara e lontana bellezza, e giù un delirio di gomitate – da far invidia a Stanlio e Ollio – di signori tutti uguali in doppiopetto scuro arruffati dal vento e di signore almeno loro a colori.

Ciò che si son detti fra una gomitata e l’altra cambierà in meglio le sorti del pianeta nel giro delle prossime ore, è certo, come è certo che avrebbero potuto dirselo stando a casetta loro, ma tant’è: che sei un grande del mondo a fare, se non rimedi una gitarella in terra di Cornubia…

Ma c’è altro nell’estetica di questo G7. C’è quella foto di gruppo con signore (due!).

[Dove c’è pure, ma ahimè in seconda fila e non in prima, il nostro Uomo della Provvidenza; “che sia in castigo? che conti meno di quel che vediamo da genuflessi?” si tormentano i servitorelli, torcendosi angosciati le mani].

C’è che in quella foto i grandi sonoin piedi, geometricamente disposti come grandi pezzi di una scacchiera dove i pedoni sono stati già mangiati e torri, alfieri e cavalli sono mezzi morti; restano solo re e regine che fra loro non si mangeranno mai, che su quel palcoscenico teatralizzano amabilmente i rispettivi ruoli di potere perché tutto resti gattopardescamente com’è e nessuno si rovini la digestione.

Straordinariamente uguali per rigidezza distanziamento e posizione agli scacchi del bergmaniano Il Settimo Sigillo: a queipezzi che in un medioevo di pestilenza e caos il cavaliere Antonius Block muove nella sua dilatoria partita con la Morte dal finale tragicamente scontato, davanti al grigio mare nordico, sotto un cielo corrusco di tetre nubi al galoppo.

*Darsi di gomitoUrtare leggermente qualcuno nel braccio per sottolineare con malizia una circostanza o richiamare la sua attenzione su fatti o persone.

In: lo Zingarelli 2004 – Dizionario della lingua italiana

Sara Di Giuseppe    

34 replies

  1. Gentilissima Sara Di Giuseppe, senza entrare nel merito dei vari bilaterali che si sono svolti in Cornovaglia, di cui lei immagino non sappia una mazza, il suo grottesco tentativo di invadere la Polonia e sbeffeggiare i leader del G7, che tra l’altro sono stati fotografati nella stessa identica posa di tutti gli identici G7 che ho visto in vita mia, mi ha fatto sentire in imbarazzo per lei. Buon lavoro.

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  2. Grazie, Paolapci, ma più che dar peso alle singole parole del compulsivo FedericoC, ho risposto pensando che chi commenta lo faccia dopo aver capito ciò che ha letto. È chiaro che mi sbagliavo.
    Cordialmente

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    • No no, lui proprio commenta per far vedere che ha capito e che è contro, per questo le portavo l’esempio di MT.
      FIno a 2 settimane fa voleva solo distinguersi dalla massa dei lettori di Infosannio inspiegabilmente fan di Travaglio, mentre fuori dal blog risulta piuttosto odiato, ma fuori lui (Federico) sarebbe uno tra tanti, qui con qualche altro disadattato quotidianamente imbastivano polemiche solo per far vedere quanto sono intelligenti. Non convincendo nessuno, peraltro. Pensi che lui (il Federico C) della combriccola è l’unico sano di mente.

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      • Paola, vedi che io ti voglio bene, ma di devi fare il favore di spiegarmi questa che ha detto. Senno’ mi si leva l’appetito…

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      • Signor Ennio, ma questa chi? L’autrice? A me la presa in giro della gestualità dei parrucconi che fingono amicizia e strategie comuni non è dispiaciuta. Non mi sono messa a cercare significati reconditi, tu li stai cercando? La mia era un’invettiva più contro che pro. Mi sarà scappato un pro (cit. coltissima, la conosci?).
        Poi sul prof dell’occulto non ti seguo. Hanno in comune solo che è intervenuta un po’ sulla difensiva nei commenti, ma al primo articolo (il primo che leggo io su Infosannio) si perdona. Ne riparleremo se comincerà a chiedere documenti per denunciare, il prof fu il primo a chiederli a Jerome: ah ah ah! E poi incredibilmente ha fatto sQuola tra i somari.

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  3. Anche a me l’articolo non è piaciuto, mi è sembrato pretenzioso, forse l’autrice aspira ad essere una scrittrice ..
    Notizie non ne dà, indiscrezioni nemmeno.. il fatto di darsi di gomito non è rilevante..

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  4. Sara di Giuseppe… Ah si’? Dunque esiste, e cosa vuole dire? Io non l’ho afferrato… Sara’ semiologia, sara’ scrittura scenica, sara’ che le piace lo stile della Lucarelli, sara’ che vola alto.

    Io rileggo e dentro di me ripeto: dunque esiste, o si tratta di Marco Giannini che vuole riprovarci.

    Ma esiste. Ho ancora riletto, di nuovo mi ripeto: esiste.

    Scusa ma mi fai leggere quello che hai scritto quando c’era il Cavalier Banana all’Alquila?

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