Grillo vuole gente fresca per il partito di Conte

(Pietro Salvatori – Huffpost) – Chi pensava che con il partito di Giuseppe Conte Beppe Grillo cogliesse l’occasione per andare in pensione si dovrà ricredere. La “carta bianca” che è stata concessa all’ex premier è appuntata dai paletti del fondatore, che ha affidato le chiavi di una macchina che continua a considerare sua a quello che ritiene il miglior conducente possibile, ma che non ha nessuna intenzione di mollare: “Vorrei vedere un po’ di gente nuova, gente fresca, che ci dia un po’ di energia, abbiamo fatto quella regola proprio perché la politica non diventasse una professione per i nostri”, il senso del ragionamento sul limite dei due mandati che in queste settimane e in questi giorni ha fatto a chi lo ha sentito. Con la consegna dei dati degli iscritti da parte di Rousseau la nuova creatura disegnata dal professore pugliese è pronta a levare gli ormeggi, ma i nodi sul tavolo sono tanti e la strada ancora più difficoltosa del previsto. 

Si prenda l’aprire o meno alla possibilità del terzo mandato, la questione potenzialmente più esplosiva per gli equilibri interni. Il premier ha spiegato che la questione verrà affrontata più in là, che non sarà nel nuovo Statuto. C’è bisogno di tempo per far decantare le tensioni, e far esplodere il tema adesso significherebbe inimicarsi l’altra metà del cielo, a seconda della scelta presa.

L’ex premier vorrebbe una mediazione, un punto di caduta a metà tra il mantenimento della regola tout court e l’abolizione, un sistema di deroghe per salvaguardare meriti e competenze. Ma è proprio il fondatore, che mantiene salda la golden share sul partito, a non voler fare un passo indietro sulla questione. Parlando con le persone che gli sono più vicine in questo momento di travaglio personale, Grillo avrebbe manifestato la voglia di “cambiare” la classe dirigente, di procedere a un rinnovamento profondo dei vertici di un Movimento che per quanto continui a guidare ad intermittenza non sente più suo.

“Beppe si è man mano scollato da quello che succede a Roma”, racconta uno dei pochi ad avere cognizione di quel che succede a Genova. E continua: “Lui non ha mai capito le logiche del Palazzo, e per quanto abbia indirizzato il Movimento nei momenti decisivi non capisce fino in fondo la trasformazione che hanno subito tanti dei nostri maneggiando il potere”. Rimane fisso sull’idea che la politica non debba diventare una professione, ritiene che per tanti, troppi, lo sia diventata, lo raccontano infastidito dalla valanga di messaggi che gli arrivano da Roma, tutti incentrati su questioni che lo appassionano poco e che ritiene lontanissime dallo spirito originale del Movimento. “Con qualcuno ha mantenuto un buon rapporto – ci spiegano – ma per la maggior parte si è stancato dei professoroni che lo tirano per la giacca a destra o a sinistra”.

Mantenere scampoli di identità e fare un repulisti della vecchia guardia sono le motivazioni di una posizione che sta scatenando una ridda di commenti al vetriolo in Parlamento. Gli onorevoli si danno di gomito e si scrivono: “Ma allora se è già tutto deciso e non possiamo influire minimamente su quel che diventeremo, che senso ha restare?”, la domanda che serpeggia soprattutto fra chi è al secondo mandato. “Basta che non si vada più andare avanti con deroghe ad personam, creano solo indecisioni, confusione e malumori”, chiede Sergio Battelli. È una sfilza di dichiarazioni per scoperchiare il vaso e spingere in direzione contraria. “Bisogna valorizzare le esperienze”, spiega Gianluca Castaldi, ex sottosegretario considerato molto vicino a Conte. “Le competenze acquisite non vanno disperse”, dice Paolo Parentela, “Decidano gli iscritti” è la proposta di Filippo Gallinella, “È arrivato il momento di superare quel limite”, tira giù dritto Giancarlo Cancelleri.

È una rivolta in piena regola, il tema è così scottante che interviene anche Alessandro Di Battista dal Sudamerica: ”È avvilente leggere le dichiarazioni di moltissimi parlamentari del M5s che oggi, a pandemia non ancora finita, con la classe media al collasso, con Confindustria che fa il bello ed il cattivo tempo e con una crisi sociale fuori dal comune, preferiscono metter bocca sulla regola del doppio mandato ovviamente con l’obiettivo di cancellarla e poter continuare a vivacchiare nelle istituzioni”. 

In mezzo Conte, che fatica a divincolarsi tra le intemerate del fondatore e il malumore dei gruppi: “A lui di chi c’è o non c’è importa poco, lui e Rocco (Casalino) pensano che il brand vincente sia il suo e basta”, spiega un deputato lasciando intendere che in fondo, se rimanesse lo stop al terzo mandato, l’ex premier avrebbe più margine di manovra per costruire il nuovo Movimento a propria immagine e somiglianza. Dall’entourage del premier smentiscono recisamente che il nuovo capo politico voglia inserire un riferimento al suo nome nel simbolo, raccontano di un Grillo contrarissimo a questa eventualità, ma il solo fatto che se ne parli dà l’idea del campo che Conte si ritroverà a dover sminare. Garante permettendo.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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22 replies

  1. vedete IDIOTI che è tutta e solo colpa di grillo?

    grillo è MOLTO MENO PEGGIO di quei MIRACOLATI IMBUCATI delle clickarie che si sono impossessati delle poltrone e ora vorrebbero diventare casta.

    Il fatto che rivendichi l’importanta di gente “nuova” significa APERTURA alla società civile, non chiusura.

    Questo è un segnale importante. Bisognerà solo vedere se sarà portato avanti con forza come mi auguro.

    Solo così farai SCOPPIARE la feccia piddina, obbligandoli di conseguenza ad aprirsi alla società civile. Ma se il piddi si apre alla società civile, MUORE.

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      • tu invece lecchi i culi di gatto morto e l’altro troll di federico del cazzo c.

        Ci mettevi pure pizzarotti a gestire il m5s. A te del m5s non frega un cazzo, tanto peggio tanto meglio.

        Come gli altri due troll. Quando falsifichi le parole sei come quelle parole.

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      • Su cosa ti basi per affermare che io lecco il culo a Gatto visto che non ho mai mancato di dire cosa penso anche a lui?

        Forse non lo sai ma ci siamo presi pure a calci in culo in passato.
        Ma è sbagliato perché la franchezza con cui so può esprime il proprio punto di vista non ha nulla a che vedere con la denigrazione della persona.

        Tu pensi che non hai nulla da imparare da Gatto?
        Sbagli, come sbaglierebbe Gatto a pensare di non aver nulla da imparare da te.

        Comunque, per farla breve, il PESCE PUZZA SEMPRE DALLA TESTA e tu te la prendi sempre con la CODA!

        Io invece, per quello che riguarda le tue leccate di culo a Grillo, posso dire che NON HAI MAI FATTO UNA CRITICA SUL SUO OPERATO.

        Te la sei sempre presa coi Crimi e i Di Maio.

        Un po’ come se te la prendessi con Emilio Fede tralasciando Berlusconi.

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      • “Tu pensi che non hai nulla da imparare da Gatto? Sbagli, come SBAGLIEREBBE Gatto a pensare di non aver nulla da imparare da te.”: giustissimo il CONDIZIONALE, ex, infatti non l’ho MAI e poi MAI pensato! 😎

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  2. a questo punto piena fiducia a Conte di scegliere TUTTO. Oppure preferite i gigino e i cancelleri che ci hanno venduto e passano il loro tempo nell’opera di sabotaggio?

    Sarebbe la cosa migliore far scegliere a Conte e poi mettere in votazione le persone scelte sempre da Conte.

    La sola cosa che mi interessa è ripulire il m5s dagli scarti indifferenziati, compresi i casalino.

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    • Ieri Federico C: “A questo serve Giuseppe Conte. A rendere accettabile (poi vedremo) la farsa indecente della cancellazione o trasformazione di questa ennesima bandiera. Chi lo ha capito più di tutti è @andrea.”

      Oggi il diretto interessato del commento di FC: “a questo punto piena fiducia a Conte di scegliere TUTTO.”!

      Resta da capire se fosse ironico 🙂

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  3. “È arrivato il momento di superare quel limite”, tira giù dritto Giancarlo Cancelleri.”
    Che cancelleri fosse un mettinculo si era capito fin da subito e questa sua frase cancella qualsiasi dubbio.
    Che grillo si sia rinsavito?
    Staremo a vedere,
    Certo è che i poltronari convertiti alla logica pidiota non hanno piu alcuna ragione di essere riconfermati,
    Molti degli eletti nel 2018 hanno acquisito conoscenze e meriti.
    Poi basta aver ascoltato gigino o bibitaro in arte di maio, a kiev per capire chi sia costui.

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      • Mai avuto dubbi,
        Il mv5 * deve essere alternativo sia alla dx che alla fantomatica sx rappresentata dai pidioti e soci.
        E conte non è alternativo a niente, è il solito azeccagarbugli che ha visto la possibilità di partecipare all’abbuffata, poteva andar bene come pdc travicello, ma non come capo politico del mv5 *

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      • Rinsavire,
        grillo è da quel di che non ne azzecca piu una, causa famiglia ? causa pressioni esterne? non lo so, l’impressione era che qualcuno lo tenesse x le @@,
        Quello che so è quello che si vede, un mv5 * allo sbando, e lui come garante crea ancora piu confusione,
        Conte? Bravino, ma pur sempre pesce di bozzo.

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  4. “Beppe Grillo. Non e’ un Donald Trump, non ha nemesi; perche’ non la smettete di considerarlo vivo?

    Immaginate… Beppe Grillo e’ morto. Non parla piu’, non esiste piu’.

    E’ facile, basta aprire gli occhi e non vederlo.”.

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      • A parte la presunta poetica, prndilo alla lettera.

        Voglio dire che se togli il personaggio in questione, se accetti la sua impresentabilita’ agli atti di quello che “dovrebbe essere fatto quando e come e con chi”, allora il M5S puo’ avere un senso di se’ – e quindi una identita’ “spendibile” – attraverso la lotta politica che mira a rintuzzare la prevalenza del peggio dicendo un bel NO ad un mucchio di schifezze. Ma non solo manifestare, protestare. Voglio dire lotta politica che fa mantenere l’ambulatorio a Roccascalegna invece di chiuderlo. E, sognando, facendolo pagare da una ridizione dei guadagni degli assessori regionali. Vabbe’…

        E facendo di quel NO un modo di fare imposto dalla legge perche funziona meglio, e condiviso dagli elettori perche’ l’hanno – direttamente o indirettamente – votato. Trasformare la protesta in legge.

        Grillo, non serve alla centralizzazione e ristrotturazione delle politiche sull’Acqua Pubblica. Grillo non serve a far rimettere la quota di stipendio dove deve essere contribuita. Grillo, finora, non ha fatto smettere la Presidentessa del Senato di farsi i fatti suoi, figurati di farla sedere li’. A che serve?

        Ti serve un prgramma politico, ed una trasparente proiezione economica e finanziaria sui suoi effetti? Grillo non cacarlo piu’. Tu non voti Grillo, o non voti sulla videochat.

        Credo fosse Marcello Marchesi che, sullo Strutturalismo, ironizzava: “Levy-Strauss e non resta niente”. Se levi il Grillo, che resta oggi, e forse domani?

        Per identita’ spendibile intendo quel tipo di confidenza nel proprio modo di scegliere che fa il paio col senso di conapevolezza che si spera dle dia una forma ecologicamente fasta e non nefasta. Identita’ spendibile, come dire “Io voto M5s” non mordersi la lingua.

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  5. “È arrivato il momento di superare quel limite”, tira giù dritto Giancarlo Cancelleri.

    Ne è passata di acqua sotto i ponti, dai bei tempi della trazzera autofinanziata a quelli del Ponte.

    CANC+ALT+ELLIERI.

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