Le mani di Draghi sulla Rai: sceglierà l’ad

NUOVI VERTICI – IL PREMIER VUOLE UNA SUA PERSONA DI FIDUCIA, COME LA VICE DG DI BANKITALIA

(di Gianluca Roselli – Il Fatto Quotidiano) – È una partita che Mario Draghi sta gestendo in prima persona in queste ore. Vuole scegliere il nuovo amministratore delegato della Rai che, secondo il timing, dovrà essere poi indicato dal ministro dell’Economia Daniele Franco all’assemblea dei soci, convocata in prima istanza l’8 giugno, anche se poi probabilmente si andrà al 14. Nonostante gli impegni della campagna vaccinale e del Recovery plan, il premier ha già messo la testa sul risiko delle nomine. Sono oltre 50 le caselle da riempire da qui all’autunno, a partire da Cdp e Ferrovie dello Stato. Ma Draghi è molto interessato anche alla Rai, il cui vertice è già scaduto. Fonti bene informate dicono che voglia togliersi questo dente in fretta per poi dedicarsi ad altro. Così il dossier con i nomi selezionati dall’agenzia di cacciatori di teste Egon Zehnder giace sulla sua scrivania già da qualche giorno. La decisione, si assicura, verrà presa a brevissimo. E il nome verrà tenuto coperto fino alle comunicazioni ufficiali di Franco.

Si dice anche che Draghi alla guida della tv di Stato vorrebbe una persona di sua estrema fiducia. Che conosce bene. Per questo nelle ultime ore sono salite le quotazioni della vicedirettrice generale di Bankitalia, Alessandra Perrazzelli. Nata a Genova nel 1961, la manager ha un curriculum economico-internazionale che piace molto al premier; ha avuto modo di apprezzarla a Palazzo Koch. Una donna di conti che ricorda la scelta nel 2012 di Luigi Gubitosi. Come alternative restano in campo anche Elisabetta Ripa (ad di Open Fiber) e Laura Cioli (ex Gedi e Rcs). Ma c’è anche chi ipotizza un altro nome: un manager già passato per un periodo a Viale Mazzini. Poi si sta valutando un nome interno all’azienda, che però non sarebbe tra quelli più gettonati (Paolo Del Brocco e Marcello Ciannamea su tutti), ma una persona più defilata, considerata più estranea ai giochi politici e all’imprimatur dei partiti. Un interno, agli occhi del premier, avrebbe il vantaggio di conoscere già l’azienda e di non dover passare i primi sei mesi a capirci qualcosa. Ma per Palazzo Chigi non è un fattore dirimente. Se Draghi vorrà un esterno, sarà esterno. Dalla scelta dell’ad, poi, dipenderà quella del presidente. E anche su questo nome il premier vorrà dire la sua. In pole ci sono Simona Agnes (spinta da Gianni Letta) e Paola Severini Melograni. Ferruccio De Bortoli ha rinunciato. Il premier dovrà però avere un gradimento politico, visto che dovrà poi passare le forche caudine del voto (per due terzi) in Vigilanza.

Quello di cui Draghi non si occuperà – anche perché non gli compete – è il Cda che sarà il campo di battaglia dei partiti. E qui le incognite non mancano. Se Lega e Fdi confermeranno i loro consiglieri uscenti, Pd e 5 Stelle brancolano nel buio. I pentastellati non hanno ancora deciso e, se aspettano un altro po’, rischiano di ritrovarsi fuori dai giochi. Mentre nel Pd i candidati non mancano: da Francesca Bria a Flavia Barca, da Stefano Menichini alla stessa Agnes. I tempi sono stretti: il Parlamento deve votare i quattro consiglieri (due alla Camera e due al Senato) prima dell’8 giugno. Mentre il giorno prima, il 7, i dipendenti di mamma Rai sceglieranno il consigliere interno, dove Riccardo Laganà non dovrebbe avere rivali. Anche perché, dopo la convergenza dell’Usigrai sul suo nome, i candidati scarseggiano: sono solo in cinque (Laganà compreso).

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7 replies

  1. In ogni golpe che si rispetti la prima cosa che si deve occupare è la televisione.
    E draghi è rispettabile.

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  2. Siamo in “BANCOCRAZIA”…..il famoso curatore fallimentare di Grillo si è materializzato, grazie Grillo,dicevi che avevi le spalle larghe….o protette?

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  3. A questo punto modificassero pure la Costituzione: l’Italia è una banca fondata sugli amici degli amici.

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  4. “Si dice anche che Draghi alla guida della tv di Stato vorrebbe una persona di sua estrema fiducia. Che conosce bene”.
    Ahahahahah.
    Mi spiegate per favore che gliene frega a Draghi della RAI?
    Ai partiti che gli stanno intorno forse, che hanno preso per il culo gli italiani (tutti, nessuno escluso) parlando di riforma della tv pubblica.
    Ma a Draghi…

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  5. SULLA RAI E L’UBBIDIENZA- Viviana Vivarelli
    Entro l’8 giugno Draghi dovrà scegliere il nuovo amministratore delegato della Rai più altre 50 cariche illustri.
    Ovviamente prenderà una persona di totale fiducia.
    E ovviamente farà sicuramente meglio dei 5 stelle che scelsero persone della Lega che dettero loro peste e corna, disinteressandosi poi totalmente della televisione così come di tutti i media dove furono sempre o assenti o condannati.
    Io mi sono pure stancata di accusare Beppe Grillo per i suoi maledetti errori, errori a cui nessuno ha mai posto rimedio e che quelle pecore addestrate dei grillini continuano a fingere di non vedere, perché loro ‘si fidano’ di Grillo e il loro cervello lo hanno messo all’ammasso.
    Inutilmente Don Milani disse: “L’ubbidienza non è più una virtù”. I grillini che si credono doc non saprebbero nemmeno da che parte cominciare per trovare una coscienza che primeggi sull’ubbidienza.
    Già Freud diceva: “La folla è un gregge docile incapace di vivere senza un padrone. È talmente desiderosa di obbedire che si sottomette istintivamente a colui che le si pone a capo.”
    “Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza
    fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza
    però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
    da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni
    da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni.” (Fabrizio de André)
    Quanti danni fanno quelli che scelgono poteri cattivi! Ma quanti più danni fanno i succubi che scelgono di ubbidire a un capo politico anche quando li vende più che ragionare con la propria coscienza!

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  6. Federico, stai pazziando?
    Cosa gliene frega a Draghi della Rai?????
    La televisione è il primo medium che un dittatore occupa dopo un colpo di stato
    Il primo mezzo di manipolazione delle masse
    Ma in che mondo vivi?

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