Quelli di sempre

(Giuseppe Di Maio) – La libertà di stampa è un’idea maturata nell’età moderna che dilata la sua utilità nei decenni più prossimi di quella contemporanea. Essa è un miraggio in alcuni distretti del pianeta dove ancora si sogna l’uscita da un feudalesimo militare. Nell’Occidente la libertà di stampa è un imbroglio dei padroni. La possibilità di farsi sentire da un vasto pubblico è una facoltà che ha solo il Capitale. Esso può pagare gli stipendi ai parolai prezzolati, i salari delle redazioni e degli operai alle rotative, quelli degli studi televisivi e ogni altro onere delle notizie. Il Capitale paga, e gli ingaggiati eseguono la volontà del padrone.

Qualche anno addietro la stampa non ha potuto contrastare del tutto l’onestà dei rappresentanti del popolo, che attraverso la rivoluzione a 5 stelle hanno conquistato il primo posto nella democrazia. E allora, siccome non poteva essere seminato discredito sulla correttezza del nemico, se n’è seminato sulla sua capacità administrandi. Ogni occasione è servita per sottovalutarlo e deriderlo. E dopo anni di svalutazione e di prove false a sostegno, il popolo comincia ad allevare dubbi sull’effettiva capacità dei suoi pupilli. Ma è un bluff, una truffa. Com’è una truffa tutta l’informazione gestita con gli stipendi degli pseudointellettuali assoldati.

Al popolo non si offre più un indirizzo nella politica e nell’economia, ma una capacità di portare a termine un compito neutro. Sorgono teorie antipolitiche che prospettano un futuro di tecnici e specialisti alla guida dei governi. Alla volontà generale si sostituisce una classe di superesperti che “risolve” problemi economici etici e sociali da un punto di vista professionale. Niente di più falso. Questa teorizzazione è la più atroce restaurazione della prassi padronale, che ha sempre ambito ad avere il potere assoluto sulla scelta degli amministratori pubblici. Giacché, se al popolo nessuno dice chi è capace e chi no, potrebbe anche scegliere un pericoloso ed illustre Carneade. Potrebbe mandare al governo una schiera di onesti che invertirebbero il motore della disuguaglianza.

Ma nessuno dice che le famose capacità ad amministrare sono delle fesserie sesquipedali. Nessuno dice che l’autorità politica è un vertice costretto a dialogare con numerose entità pubbliche e private che possono agevolarle il compito o renderglielo impossibile. Nessuno dice che i politici preferiti sono camerieri di cui si esaltano le virtù inesistenti. Ma se la volontà popolare ha necessità di invertire il senso della politica e dell’economia, non importa se uno ci mette qualche mese di più per scoprire come fare. Ciò che importa è che alla fine si cambi registro, che si cambino i beneficiari dei provvedimenti. Ma adesso il padrone è alle strette, adesso deve accelerare le mistificazioni.

Antonella Mannocci Galeotti, come tante altre che rubano il cognome all’ex marito, con parole più indecenti del suo decolté, ieri ha preteso senza biasimo alcuno di avere risposta ad una grossolana domanda tranello. Subito seguito da Caprarica, maestro solo nell’arte di cambiare cravatta, che accusava la Raggi di aver perso tempo per imparare a governare. Ma al cravattaro e alla focosa Boria-Levi non passa per la mente che non esiste la scuola di sindaco, di ministro, di rappresentante del popolo, ma esiste un mandato popolare che non deve essere confuso con misteriose virtù amministrative. Giacché, così facendo, finirà che quelli di prima potranno spacciarsi per quelli di domani.

12 replies

  1. Da qui alla fine della campagna elettorale saremo sugli argini ad osservare impotenti il fiume di disonestà professionale e intellettuale rifilata come libertà di stampa o pluralismo dell’informazione.

    Piace a 2 people

  2. finitela con sto atteggiamento vittimistico, la Raggi si presentò come rivoluzionaria – come si sono presentati Giggetto e gli altri al livello nazionale
    Risultati molto pochi, a iniziare dalla differenziata che prometteva di portare al 70% e siamo fermi al 46%

    "Mi piace"

  3. Nonostante tutto sono ottimista. Anche nel 2013 vennero rovesciate tonnellate di guano sul m5s e riuscì a prendere il 30 e rotti per cento. Nel dicembre 2016 R. aveva TUTTA l’ informazione, tranne rarissime eccezioni, e tutti i poteri forti a favore e perse il referendum. Oggi parte dell’m5s si è “suicidato” politicamente seguendo Grillo e Draghi. Molto del suo elettorato non finirà al PD o nell’astensione ( come sperano) bensì in una qualche nuova Lista ancora non apparsa.

    Piace a 1 persona

    • L’unica sarebbe una lista con Di battista e i migliori fuoriusciti tranne Casaleggio che si sta rivelando un poveretto.

      "Mi piace"

  4. Siamo alla disinformazione di massa e al pluralismo della disinformazione.

    Ma le bugie hanno le gambe corte …
    Chi costruisce il suo impero sulle bugie, presto o tardi cade rovinosamente, e vale per gli individui (papi silvio, il bomba, salvini, ora la meloni, questi i più spudorati, ma la lista è lunghissima …), come per le organizzazioni, le superpotenze, i governi ecc ecc …

    Piace a 1 persona

  5. Che poi l’accusa/richiesta di Capranica è veramente una schifezza di fallacia logica.
    La Raggi, molto onestamente, ha ammesso di aver fatto ANCHE degli errori, non SOLO errori. Ma il Capranica ha voluto far passare la cosa come una ammissione di incapacità, e quindi di danno per la città.
    Io avrei chiesto al Capranica chi siano quelli che non hanno mai fatto errori…. ed orrori!
    Ce lo dica, così votiamo questi esseri perfetti ed infallibili che lui conosce.

    "Mi piace"

  6. Craparica Antonio è dal dicembre 2013 che cerca il suo centro di gravità permanente, certo che dall’Unità a Paese Sera passare alla RAI con delle corrsipondenze da Londra ridicole, fino all’Albania con la TV tarocca di Agon channel.
    Ora ha un contratto a cottimo con LA 7 per fare il sicario o la claque a comando.
    Caspita che finale di carriera…
    Caprarica! non ti daranno mai una firma al Corriere o un programma alla 7, farai solo delle ospitate, fattene una ragione e riacquista una dignità che negli ultimi 15 anni hai buttato via.

    "Mi piace"

  7. dai Raggi tieni duro….con i cinghiali ci faremo un ragù……ragù….sarebbe bello e gustoso poterlo fare con carne di formig…. e chi ha votato per la restituzione del vitalizio…. alla vergogna non c’è limite

    Piace a 1 persona

  8. Stanno accadendo cose gravissime. Io ne denuncio pubblicamente una che mi riguarda e che mi ha turbato molto
    In questi giorni si sta discutendo il decreto Zan, scritto dan parlamentare omosessuale Alessandro Zan, che intende punire coloro che aggrediscono i gay o i disabili.
    Il decreto Zan non riesce a passare per l’opposizione della Lega
    Nel 2005 io avevo scritto un numero del mio blog Masada in cui raccontavo dell’uccisione nei lager nazisti di migliaia di diversi sessuali e pochi giorni fa lo avevo ripubblicato su Facebook
    Bene, quel Masada ora sul web non c’è più
    La cosa mi lascia senza parole. Si tratta di una censura illegale che va contro la Costituzione. Non deve intervenire nessuno?

    Era questo:
    MASADA n° 166. 24-6-2005. L’OMOCAUSTO – L’Olocausto degli omosessuali

    Su Facebook :

    "Mi piace"

  9. Quando c’è qualcuno che paga, quindi assume e licenzia chi gli pare, ridicolo parlare di “libertà”.
    Inevitabilmente.

    "Mi piace"