Donazioni record: i grandi industriali spingono Calenda

CAMPAGNA ELETTORALE – I FONDI – VERSAMENTI SUPER

(di Stefano Vergine – Il Fatto Quotidiano) – L’ultimo big a mettere mano al portafoglio è stato Maurizio Tamagnini, ex capo di Merrill Lynch in Italia, oggi presidente del consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics e amministratore delegato di Fsi, il Fondo strategico italiano partecipato da Cassa depositi e prestiti. L’8 marzo del 2021 Tamagnini ha donato 10 mila euro ad Azione, il partito di Carlo Calenda, unendosi alla lunga lista di manager e imprenditori che stanno scommettendo denari sul candidato sindaco di Roma.

Sebbene continui a essere considerato un partito piccolo – l’ultimo sondaggio, realizzato da Swg il 10 maggio, lo dà al 3,7 per cento – Azione è anche uno dei movimenti più ricchi d’Italia, almeno in termini di donazioni. Gli ultimi dati pubblici a disposizione raccontano che, solo tra gennaio e marzo di quest’anno, il movimento che dice di ispirarsi ai valori “del liberalismo sociale e del popolarismo di Sturzo” ha ricevuto in regalo 92 mila euro. Sommando tutte le donazioni incassate nell’ultimo anno, il totale fa 370mila euro. Non male per un partito che nell’ultimo bilancio pubblicato dichiara un solo dipendente. Ciò che colpisce di più, però, è che i soldi incassati da Azione provengono quasi esclusivamente da imprenditori. Un caso abbastanza unico tra i partiti italiani, che invece si finanziano soprattutto con le donazioni dei propri eletti. D’altra parte, di parlamentari Azione ne ha ben pochi: quattro in tutto, fra Camera e Senato, cui si aggiunge Calenda stesso, eletto all’Europarlamento. Nessuno di loro ha mai versato un euro al partito.

Tra gli sponsor di Azione ci sono nomi noti dell’economia e della finanza italiana. Ai 10 mila euro versati da Tamagnini si aggiungono i 5 mila euro donati nel febbraio scorso da Davide Serra. Il finanziere con base a Londra, fondatore e amministratore delegato del fondo Algebris, nell’ultimo anno ha regalato in tutto 19 mila euro al partito di Calenda. Altri 10 mila euro sono stati bonificati a febbraio da Alessandro Riello, presidente di Aermec, gruppo veneto da 700 dipendenti specializzato nella produzione di climatizzatori. Poi c’è la Finregg spa della famiglia Storchi (il presidente, Fabio Storchi, guida Unindustria Reggio Emilia) , che a fine 2020 ha scucito ben 25 mila euro per sostenere il leader di Azione.

Ha scommesso una fiche da 5 mila euro anche Rubinetterie Bresciane Spa, azienda che produce valvole, parte del gruppo Bonomi, 600 persone alle dipendenze dei fratelli Carlo e Aldo Bonomi, quest’ultimo già vice presidente di Confindustria.

D’altronde il legame tra Calenda e gli imprenditori italiani non nasce oggi. Prima di fare il ministro dello Sviluppo economico nei governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, il candidato sindaco di Roma ha lavorato per Confindustria, prima come assistente personale dell’allora presidente, Luca Cordero di Montezemolo, poi come direttore dell’area strategica affari internazionali. E infatti uno dei maggiori sponsor di Azione fin dalla nascita, nel 2019, è stato Gianfelice Rocca, patron della multinazionale dell’acciaio Techint, membro di vari Consigli di amministrazione (Allianz, Brembo, Buzzi Unicem), già vice di Montezemolo a Viale dell’Astronomia e oggi consigliere speciale di Confindustria per le scienze biologiche. Solo nell’ultimo anno Rocca ha donato al partito di Calenda 20 mila euro, cui si aggiungono i 5 mila euro versati da Maurizio Marchesini, attuale vice presidente di Confindustria con delega alle filiere e alle medie imprese.

I bonifici più pesanti sono arrivati però da due imprenditori della moda, la cui fama va ben oltre i confini nazionali. Da quando Calenda ha annunciato la sua candidatura a primo cittadino della Capitale, nell’ottobre scorso, Pier Luigi Loro Piana e Patrizio Bertelli (marito della stilista Miuccia Prada e amministratore delegato dell’omonimo gruppo) hanno donato 50 mila euro a testa al partito di Calenda. Segno che il mondo degli affari ha già scelto il suo sindaco ideale per Roma.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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28 replies

  1. Infatti queste donazioni si chiamano “investimenti” per ottenere quale rendita?
    Basta ascoltare il caro Calenda e pensare il contrario.
    Roma DEVE tornare alle solite consorterie e ai soliti affari e vedrete che la stampa esalterà il NUOVO CORSO, ma in ogni caso è sempre colpa della RAGGI.

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      • gentilePaola, non metto in discussione la tua affermazione, ma mi piacerebbe capirla di piu’. che cosa intendevi dire? grazie

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      • Gentile Giuseppe,
        è un modo per prenderlo in giro (non è una mia frase, ma si dice, no?): Carletto, della Roma bene o meglio, che tale appare, piace alla gente (confindustriali, stilisti, gente a la page) che piace, o che come direi io è convinta. E la convinzione che fa? Fotte la gente.

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      • gentile Paola, il suo gradimento deriva ,anche o soprattutto , dal disastro che c’è nel resto del panorama politico. Lui si pone come un alfiere dell’efficienza e cio’ basta a certo elettorato (non sono solo gli industriali)..Le promesse politiche sono come le barzellette : bisogna saperle raccontare…

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    • @adriano58
      È proprio quello che voleva sentirsi rispondere Stefano Vergine.
      Lui ha alzato la palla, e tu hai schiacciato.
      Bravo.

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      • Non si parla mai in merito, ma solo di chi l’ha riportato.
        tipico…..
        e in questo blog, negli ultimi tempi si stanno accumulando moltissimi imitatori

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      • x Federico
        Quelli che finanziano contemporaneamente sia partiti al governo che come la Meloni all’opposizione lo fanno per lo spirito santo
        o per interessi personali , dai illuminaci senza fare campagna elettorale.

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  2. E’ importante conoscere i nomi delle aziende finanziatrici. Mi farò uno scrupolo di non comprare nulla da loro

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    • GENTILE PAOLO DIAMANTE, avrei lo stesso tuo proposito . Se conoscerai quei nomi e me li trasmetterai ti sarò grato : magari che ci fosse una specie di catena di S.Antonio che però deve anche farsi conoscere. La questione non riguarda solo Calenda, ma , credo, la maggior parte dei politici italiani. Grazie. delzottogiuseppe@gmail.com

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      • Egregio Giuseppe del Zotto,
        I nomi e le marche sono nell’articolo stesso: ad es. Assicurazioni Allianz, Rubinetterie bresciane, moda Prada.
        Saluti

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    • Ma certo!

      Ancora fanno finta di non sapere che Grillo è Casaleggio si sono imbertati oltre 1 MILIONE di euro!?

      Mica bruscolini.

      Un movimento davvero democratico dovrebbe puntare sul numero delle donazioni e non sulla loro entità.

      Bisognerebbe fissare un limite massimo di 1000 € per le imprese e 200 € per i privati.

      Nessuno potrà condizionare la politica per 1000 € di donazione, per cifre di oltre 1 MILIONE di euro, invece, è altamente probabile.

      Non trovi strano che chi voleva sottrarre i soldi alla politica per renderla bella e appassionante, si sia imbertato aumma aumma quel MALLOPPONE, accettando una donazione da un PRENDITORE che opera in regime di monopolio?

      Non hanno nemmeno alzato un sopracciglio, Calenda per ora sembra un signore al confronto.
      A non mi piace e non lo voto comunque.

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      • andreaex
        – Grillo & Casaleggio si sono “imbertati” oltre un milione di €. –
        Se “imbertare” significa nascondere, trafugare, rubare, truffare o sinonimi consimili forse dovresti essere un po’
        più prudente nelle tue dichiarazioni in quanto fai espressamente riferimento a persone che potrebbero rispondere
        con una querela a così esplicite accuse.
        Ovviamente tu hai le prove che le persone da te citate si siano appropriate di quella cifra in modo fraudolento, che
        l’abbiano usata per interessi personali al di fuori della legge o che ne abbiano comunque predisposto un utilizzo illegale
        (imbertare significa: nascondere per rubare).
        Se disgraziatamente la tua “penna” fosse andata oltre il tuo pensiero, ti invito ad usare maggior prudenza perchè
        potrebbe configurarsi il reato di diffamazione.

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      • Berta in romanesco è tasca.
        Imbertare vuol dire mettere in tasca.
        Può significare “rubare” a seconda del contesto.
        Se ti dicessi: “a Pie’, li mitarcci tua, ma chi era quella fantastica donna con la quale sei uscito?”, mortacci tua diventa un modo per compiacersi, non è più un insulto.
        Se invece dicessi: “Mortacci tua, quella è la mia donna!”, mortacci tua è un insulto pesante.

        Mario Brega, in “Un sacco bello, inveisce contro il figlio “che LO PRENDE in BERTA”.

        Ovvio che non mi riferivo ad un furto inteso come reato ma al FURTO LEGALIZZATO di cui i nostri politici sono esperti.

        Furti legalizzati che a quanto pare vi indignano solo se a commetterli sono Renzi, Salvini, Meloni…

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      • @GATTO

        L’espressione FINANZIAMENTI “DEVIATI” la potrò usare, che dici?

        Non sapevo che avrei potuto parlare di MAFIA e MASSONERIA DEVIATA con più liberta di quanto possa parlare di POLITICA DEVIATA.

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      • Certo che la puoi usare, anzi devi: lo sai che qui possono sparlare di tutto e di tutti, diffamando, calunniando, irridendo, insinuando, basta che non siano i loro beniamini a farne le spese.

        Quando tocca a loro, allora diventano precisi, precisi e tirano fuori subito il CPC, si bagnano con la saliva l’indice della mano destra ed iniziano a sfogliare, sfogliare…

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  3. ………..nooo non è vero, Carletto è un politico che batte le periferie dove i meno abbienti si sentono da lui rappresentati.

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  4. I meno abbienti si sentono rappresentati ? Uno puo’ sentirsi rappresentato da chi vuole , anche da Mourigno se gli piace.

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  5. Certo che comunque sia, questi super ricchi sono pure spilorci. Voglio dire, dai, sei dell impero Prada che veste pure il diavolo, e gli dai appena 50k euro? Praticamente un paio di borse Prada. Vuote, ovviamente.

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  6. Ritengo Carlo Calenda persona degna di fiducia. Per Roma ci vogliono persone capaci e con contatti anche fuori dai canali della abituale politica,dove ci siano competenze specifiche ed abilità

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