Mors tua, dose mea: ecco perché lo stop a Reithera dimostra che è in atto una guerra sui vaccini

(Luca Telese – tpi.it) – Stop a Reithera. Con un atto formale della Corte dei Conti viene fermato il vaccino italiano. La notizia viene accolta con stupore (eufemismo) dalle istituzioni coinvolte nel progetto: la regione Lazio (che aveva contribuito in fase di ricerca), il Mise e la strutturale di Invitalia (che l’avevano finanziata con un accordo di sviluppo).

Tutti attendono le motivazioni ufficiali della Corte. Fino ad allora – sul piano ufficiale, bocche cucite. Ma in off record trapelano malumori, stupore e ricostruzioni di retroscena. Di cui il più importante è questo: dal giorno delle dimissioni del Commissario Domenico Arcuri, i responsabili del progetto e della società avevano avvertito un sentimento di crescente freddezza nei loro confronti.

Lui, Arcuri, per ora tace: “Aspetta le motivazioni”, spiega la sua portavoce Laura Cremolini. E si capisce anche perché, visto che questa decisione della Corte è un attacco (neanche tanto indiretto) alle decisioni sue e di Gualtieri.

Questo in uno scenario che va raccontato per spiegare la gravità della scelta e le sue conseguenze: nel Lazio la campagna vaccinale si ferma e rallenta perché non ci sono più dosi di vaccini disponibili (e lo stesso accade in tante regioni italiane): proprio nello stesso giorno la Corte dei Conti con la sua decisione blocca i finanziamenti pubblici all’unico vaccino italiano.

Avremmo bisogno di più dosi, e di più possibilità di scelta, proprio in queste ore nel nord si redistribuiscono le dosi che arrivano dal Sud recuperato dal generale Figliuolo (per non sprecarne nessuna), ma con un gesto simile ad un harakiri, un pezzo dello Stato ferma un altro pezzo dello Stato che ha scelto di finanziare un privato su un progetto di pubblica utilità.

Dunque il risultato finale di questa scelta è che – invece di avere nuove dosi aggiuntive ad ottobre, come sarebbe accaduto dopo la fase di sperimentazione tre – l’Italia perderà tutto il lavoro di ricerca fatto fino ad oggi. Bel paradosso. Una istituzione dello stato italiano ferma l’unico vaccino italiano. La sperimentazione viene bloccata alla fase due, prima di essere conclusa, facendo sì che si rischi di perdere tutti gli investimenti messi in campo in questi mesi, lasciando a spasso i ricercatori e gli scienziati che hanno lavorato al progetto fino ad oggi.

Il fatto davvero incredibile è questo: la Corte dei Conti (che come abbiamo già detto deve ancora pubblicare le motivazioni del suo pronunciamento) non può essere intervenuta sul merito sanitario della sperimentazione in atto, perché questa competenza non le appartiene.

Quindi – date le possibilità di intervento della Corte – l’unica ipotesi è che abbia considerato illegittima, per qualsiasi motivazione, la delibera di spesa (o la modalità formale con cui quest’ultima è stata adottata). Una scelta non priva di conseguenze, nel bel mezzo di una Pandemia in cui tutti gli stati del mondo (con in testa la Germania e gli Stati Uniti) in un modo o nell’altro hanno favorito la ricerca e (giustamente) finanziato direttamente la produzione dei vaccini.

Un fatto ancora più curioso, se si pensa che il visto sul decreto relativo all’approvazione dell’accordo di sviluppo del 17 febbraio 2021 (sottoscritto al Mise, da Invitalia e da Reithera), era “volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano”.

Ovvero: un intervento economico a supporto della produzione – come abbiamo visto – dell’unico vaccino di brevetto e predizione interamente nazionale. Per via di questo sostegno garantito, Reithera aveva rinunciato a cercare altro finanziatori pubblici o privati.

E non a caso questo accordo era stato salutato dall’approvazione generale nel mondo scientifico e in quello politico: “Ci abbiamo messo i soldi – ripeteva spesso soddisfatto, da ministro Roberto Gualtieri – ne sono orgoglioso. Il vaccino è già sperimentato, una volta chiusa la fase tre avremo un’arma in più per combattere il Covid”.

Ma poi – dopo la caduta di Conte – cambia il governo, cambia il ministro dell’Economia, se ne va il commissario Arcuri, in questo paese non esiste mai nessuno spirito di continuità istituzionale, il vaccino di Reithera aveva anche “il difetto” (si fa per dire) di agire per adenovirus (come AstraZeneca e Johnson & Johnson) e non per RNA messaggero: non è un vaccino “alla moda”.

Oggi nessuno dei giornali che riporta questa notizia (anche con grande enfasi) commenta in qualsiasi modo la decisione della Corte. Come se in un confitto tra istituzioni fosse difficile prendere una posizione, qualunque essa sia. Come se il finanziamento di Stato a Reithera, fosse considerato una battaglia persa, o una scelta anacronistica (come ho appena ricordato è stata presa pochi mesi fa!).

La verità è che anche questo episodio, sia pure nella sua inedita forma burocratico-giuridica ci conferma che è in atto una guerra commerciale sui vaccini, in cui forze e poteri enormi, industrie e Stati si combattono sopra la testa dei cittadini per spartirsi l’enorme torta del mercato vaccinale.

Una guerra che su sul suolo europeo – come dimostra la battaglia fra Pfizer e AstraZeneca – vale ancora di più, ed è una guerra allo stesso tempo sanitaria, economica, politica a geopolitica. L’eccezione italiana, rispetto a quello che abbiamo visto fino ad oggi è questa: per la prima volta un vaccino viene colpito da “fuoco amico”: non dal mercato, non dal autorità sanitarie, dunque, ma da un pezzo dello Stato che distrugge quello che l’altro ha fatto.

Non è una guerra pulita, non ci sono motivazioni sempre cristalline, c’è una battaglia combattuto all’ultima fiala con la concorrenza: mors tua, dose mea. E ogni commessa è parte di una guerra di egemonia in cui il vincitore non è indifferente.

Direbbe George Orwell: tutti i vaccini sono uguali. Ma alcuni sono più uguali.

24 replies

  1. “stop a Reithera dimostra che è in atto una guerra sui vaccini” No, dimostra che si vuole delegittimare un progetto fatto da un
    governo che non piaceva ai poteri forti e per lo stesso motivo va bloccato nonostante la sfida quasi riuscita di fare un vaccino tutto
    nostro, nonostante i benefici economici che avrebbe vendendolo , nonostante che saremmo stati anche noi finalmente orgogliosi di un made in Italy – vaccino .La decisione è solo politica e per l’ennesima abbiamo la conferma che anche la Corte dei conti non è
    altro, che Corte dei poteri.

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  2. IL VACCINO ITALIANO- Viviana Vivarelli.

    Non abbiamo nemmeno fatto a tempo a rallegrarci sapendo che è a buon punto un vaccino tutto italiano, il Reithera, che la Corte dei Conti lo ha stoppato vietando che gli si dessero fondi.
    Nessuno ha spiegato il perché. Non lo ha capito la Regione Lazio (Zingaretti) che aveva contribuito alla ricerca né il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) e Invitalia (agenzia per lo sviluppo economico), che l’avevano finanziato.
    Dopo le dimissioni forzate di Arcuri, l’affare della pandemia è passato in mani diverse e sono nati giochi di mercato che ovviamente non ci vengono detti, a noi ci parlano della Pipitone o diei 70 anni di Baglioni, mentre i media sono tutti occupati a osannare Draghi e Figliuolo.
    Sembra ovvio che la decisione della Corte dei Conti non sia neutra ma rientri nella lotta ad Arcuri e alla macchina che aveva messo su contro la pandemia e che, tra parentesi, funzionava meglio di quella di Draghi. E poi sono in gioco troppi miliardi per cui non ci sia chi in alto voglia metterci le mani. Ovviamente non può essere una pedina piccola se dà ordini addirittura alla Corte dei Conti.
    Inutile ignorare che dove ci sono affari miliardari, corrono mazzette cospicue e giochi di potere inconfessabili e frenare la ricerca italiana per favorire le multinazionali non verrà certo a beneficio dell’Italia ma riempirà le tasche di qualcuno o contribuirà a far fallire questo Paese se chi governa è venuto con questa intenzione.
    Intanto le vaccinazioni rallentano per mancanza di dosi e si allungano proditoriamente i tempi tra una dose all’altra mentre un popolo intero aspetta solo che le percentuali di vaccinati aumentino per far riprendere l’economia. Così con qualunque rallentamento nelle vaccinazioni avremo gente che fallirà per consentire a qualcuno che comanda di fare lauti affari privati.
    Intanto Figliuolo leva dosi al Sud per favorire il Nord. Altra scelleratezza, come quella per cui nel distribuire i vaccini non si è partiti dai più vecchi ma dai commercialisti!!
    Non solo in Italia le varie Finanziarie hanno tagliato sulla ricerca che ovunque è considerata ricchezza e dunque anche business, ma arriviamo al paradosso che, quando finalmente si produce un vaccino italiano, gli tagliamo i fondi per favorire gli affari privati di qualche pezzo grosso, in questo caso grossissimo al servizio delle multinazionali! Un po’ come avvenne con Mattei e il gas italiano.
    Ma l’altra domanda è: Con quale legittimità la Corte dei Conti si permette di tagliare fondi alla ricerca? E se lo ha fatto: per ordine di chi?
    Tutti gli Stati del mondo in questo tragico momento stanno incrementando più che possono la ricerca sui vaccini. Noi andiamo contro corrente e la tagliamo??!! Sembra inverosimile ma è vero. Allo stesso tempo Draghi destina 7 miliardi e mezzo alla telemedicina, in un Paese che non ha nemmeno dappertutto la connessione internet. Ma per la ricerca sui vaccini i soldi non ci sono. Che cosa strana!
    È così che Draghi intende favorire, come ha annunciato, la ricerca e la sanità e anche l’economia di questo Paese?
    Come minimo è un modo alquanto strano di aiutare un popolo.
    Ma dobbiamo accettarlo a priori come un’ottima scelta. Non abbiamo forse accettato alla stessa maniera che Draghi fosse “un grillino” e che dovessimo votarlo come tale??
    Anche Gualtieri aveva investito nel vaccino italiano, lo stesso Gualtieri che il Pd oggi vorrebbe come candidato a Roma. Buttiamo al macero anche lui assieme al Reithera?
    Ovviamente i media non ne parlano. Quello che decide Draghi non si tocca. È come il maiale, non si butta via niente. Solo che il maiale viene mangiato, mentre qui quelli che saranno divorati siamo noi.
    Non ce ne sarebbe abbastanza per far scoppiare uno scandalo nazionale? E chi lo farebbe scoppiare? Quel M5S che si è venduto a Draghi senza avere in cambio nulla?

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  3. E’ arrivato Biden: gli Us Dem tornano, come loro costume, ad “occuparsi” del Mondo.
    Lo vediamo in mille modi e, purtroppo, in mille luoghi.

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  4. certo che Telese si sveglia solo per avvenuta offesa verso l’autarchia vaccinale.

    scopre, ieri, che quella dei vaccini è una guerra sotto altro nome
    con le armi fanno affari certe aziende, di certi stati
    coi vaccini fanno affari certe aziende, di certi stati
    caso strano, certi stati, sono sempre quelli, due o tre, difficilmente quattro.
    caso ancor più strano è che le persone che compaiono nei punti apicali delle aziende
    probabilmente sono le medesime, o appartengono alla medesima cerchia,
    se non familiare, almeno di interessi.

    pensa forse negare lo Sputnik V
    (copertura vaccinale >96% per alcuni >98%, durata ipotizzata della protezione 2 anni, scarsi o nulli problemi dall’esito infausto
    costo abbordabile, gestione delle scorte come per qualsiasi vaccino)
    sia dovuto al fatto che dei ricercatori in usa (tra l’altro con cognomi italici) piangono che non hanno
    notizie sulla fase III? (esattamente come ieri per quelli della fase II)
    dubito

    l’ho scritto e lo ripeto
    più facile che un banchiere americano, d’origine tedesca, con famiglia a braccetto, passi in una cruna di un ago
    che quel vaccino riceva il permesso d’essere commercializzato, e quindi liberamente scelto, in UE.

    da tenere a mente che la vaccinazione, al momento, va ripetuta ogni anno, che per la sola Italia fanno,
    a spanne, un 90/100 milioni di dosi (del tipo a due iniezioni) che se si assetassero al prezzo odierno,
    di 10 euro a iniezione, fanno 900/1000 milioni, più la spesa per la macchina che provvede a farle
    (vorrete mica che i medici del SSR impegnino il 90% del loro tempo lavoro a farle?)

    ed anche se c’è chi si spinge a dire che diverrà come quella della normale influenza
    non ci sono le evidenze per poterlo dichiarare oggi, sono pie illusioni di rane, pardon virologhi, dalla bocca larga.

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    • Il leghista Giorgetti, che si era impegnato a creare un polo nazionale pubblico-privato per la produzione di vaccini, al momento tace.

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  5. Ma come? Ci sono già due vaccini che fanno fatica ad essere somministrati (AstraZeneca e Jonhson) e ne vogliamo produrre un terzo che nessuno vuole? Non lo avete capito che la gente si fa solo quelli ad RNA messaggero? Io ho fatto pfizer e se non avessi potuto scegliere tra pfizer e moderna col cavolo che mi sarei vaccinata, chi lo vuole ancora un vaccino a vettore virale?

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    • Come hai fatto a scegliere? Io non ho potuto scegliere, ho fatto Astrazeneca. E comunque, sono convinta che qualunque vaccino -per sua natura- ha degli effetti collaterali.

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    • Fanno fatica ad essere somministrati perché alcuni si sono svegliati una mattina immunologi (dopo essere stati costituzionalisti ed epidemiologi, e direi anche magistrati amministrativi) e hanno deciso che fossero vaccini insicuri.
      Tu per caso sei tra quelli?
      Io quando arriverà il mio turno pretenderò j&j ma non perché è migliore o peggiore, solo perché è monodose.

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    • Ma come ? In Germania ieri 1,35 milioni vaccinati !
      Perché in Germania è partito l’assalto ai medici per il vaccino AstraZeneca?
      Attendiamo l’autorevole Paolabl a spiegarci questo mistero.

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      • In Veneto per sicurezza non fanno vaccini a vettore virale agli under 60, un mio parente (più di 60) ha evitato comunque AstraZeneca ritornando tre giorni dopo al drive in. Perché mai si dovrebbe rischiare una trombosi (rare ma super accertate da tutti i paesi) quando si possono fare vaccini a rna che non danno nessun effetto collaterale e sono già molto più predisposti alle modifiche per le varianti, ultimo ma non senza importanza, quasi tutti quelli che conosco con AstraZeneca hanno avuto febbre (anche 39) e malesseri vari, d’altronde gli rna sono il futuro

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      • x Paolabl

        l’essere obiettivo, vedere le cose nella loro realtà, senza l’influsso delle proprie idee, dei propri gusti, delle proprie preferenze
        per te è sconosciuto.

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      • Tracia, dal momento che Antonella Viola e Giorgio Palú hanno detto che AstraZeneca non va bene per le donne under 60, io SCELGO, perché permetti che a 53 anni valuto in maniera diversa il mio rischi – benefici, e nemmeno a mia figlia lascerò fare un vaccino a vettore virale che essendo ventenne rischia ancora di più

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    • Ragionamenti a vanvera su basi inconsistenti. Conosco tantissime persone che hanno avuto febbre anche con Pfizer. E ne conosco e altre che non l’hanno avuta con Astrazeneca. La differenza sta nell’atto che si sono propagandati di più gli effetti negativi di quest’ultimo vaccino risoetto al primo.

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    • Per il tuo cervello labile ci vorrebbero altri tipi di vaccini . Per esempio una bella scossa elettrica.

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  6. L’ineffabile Telese ci propina una lunghissima storia piena di suspence. Ha dimenticato che la Corte dei Conti giudica sui reati economici commessi da enti e personaggi pubblici, laddove ravvisi danni all’Erario o sprechi. Il resto sono balle spaziali di chi disprezza, evidentemente, lo stato di diritto. Inoltre, dalla Regione Lazio, come dalle altre, mi aspetto di tutto.

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  7. Più che altro è un fatto di copertura: molto più alta per quelli a RNA (sembra). Con il liberi tutti che stiamo vivendo, la stragrande maggioranza di chi si è vaccinato si crede al sicuro, invece una non piccola parte di loro non lo è. E sono un pericolo, per sè e per gli altri.
    Per fortuna siamo in Maggio, e come l’ anno scorso sta andando meglio. Anche l’ anno scorso la circolazione del virus è fortemente rallentata e non avevamo vaccini. Vedremo a Novembre-Dicembre come andranno le cose, comunque ormai saranno 2 anni, e in un altro anno l’ epidemia – varianti permettendo – si dovrebbe esaurire da sola, se non facciamo entrare liberamente nel Paese chiunque e con qualsivoglia mezzo..
    A meno che, dato l’ immenso “affare” non solo di quattrini (sono aumentati a dismisura i dispositivi di controllo di tutti noi), non sia più comodo “allentare” per farla durare.

    Sento dire che a Wuhan ora stanno senza mascherine, come per dire che se lo fanno loro potremmo farlo anche noi.
    Se avessimo minacciato di sparare a chi anche solo metteva il naso fuori casa durante il lunghissimo lockdown e poi, ad ogni nuovo caso di positività, avessimo circondato l’ intero quartiere sorvegliandolo con guardie armate e tamponato ogni singolo abitante impossibilitato nuovamente ad uscire – oltre ad avere immediatamente isolato e quarantenato obbligatoriamente e senza deroghe chiunque venisse da fuori, vaccinato o meno – ne saremmo fuori anche noi. Sicuro. E senza vaccini.

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