La nascita del centrodestra di governo è una brutta notizia per il centrodestra

(Marco Cremonesi – il Corriere della Sera) – La nascita del «centrodestra di governo» è una brutta notizia per il centrodestra. Non si tratta della scelta della coalizione, quasi tre mesi fa, di sostenere il governo Draghi, con l’eccezione di Fratelli d’Italia. Il problema è che da due giorni sono cominciate ad arrivare delle note, quelle che un tempo si chiamavano veline, firmate appunto come «centrodestra di governo». Lo avevano deciso Lega e Forza Italia martedì sera, si sono aggiunti Cambiamo! di Giovanni Toti e l’Udc ieri. Firmando insieme la proposta per istituire una commissione d’inchiesta sul piano pandemico.

Dopo l’uscita dall’aula del «centrodestra di governo» per l’ordine del giorno sul coprifuoco, dopo la bocciatura della mozione di sfiducia al ministro Speranza (la seconda meno votata della storia repubblicana), la commissione d’ inchiesta è appunto l’ alternativa scelta dai «governisti» di destra per dimostrare che sull’ operato del ministro non ci saranno sconti. Anche se c’ è chi sospira temendo boomerang: «Rischiamo di vedere sotto esame l’ operato delle Regioni».

Quattordici delle quali, appunto, a guida centrodestra. Ma se per FI e centristi il sostegno al governo in fondo presenta assai meno problemi, chi nella partita rischia di più è Matteo Salvini. Lo si è visto bene in un post apparso sui social leghisti dal titolo «Facciamo chiarezza». Ripreso da un gran numero di parlamentari, è una rivendicazione dei risultati raggiunti: meglio «stare fuori a guardare oppure lottare all’ interno del governo, praticamente soli contro tutti?». E ancora: «A lamentarsi da fuori sono capaci tutti». Il problema è che i commenti al post sono stati una mitragliata di critiche molte delle quali assai infiammate.

Salvini ne è consapevole, ma è convinto che «ben presto, quando le persone potranno andare al bar e in vacanza, la narrazione cambierà». E del resto, aggiunge con una battuta, «non butto a mare il governo per uno Speranza». Che «io non stimo».

Ma la decisione di arrivare al «centrodestra di governo» è stata presa con piena consapevolezza: «Ma scusate – avrebbe detto ai suoi – quando io mi sono trovato con Berlusconi fuori Roma, lei ha fatto pesare moltissimo il fatto che io avrei parlato arbitrariamente di centrodestra visto che non c’era FdI». Ora, la distinzione è nero su bianco. Ma l’ escalation potrebbe costare cara a tutta l’ alleanza. Ieri Salvini si è detto convinto che «alle Comunali ci presentiamo uniti e vogliamo vincere uniti». Ma già si parla di possibili corse solitarie di FdI in alcune realtà importanti: per esempio Salerno.

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3 replies

  1. UN CENTRODESTRA RIDICOLO-Viviana Vivarelli.

    Il centrodestra è sempre più ridicolo. Quando è stato al governo con Berlusconi ha fatto solo danni allargando il peggio dell’Italia e aumentando il suo deficit. In campo internazionale ha saputo attaccarsi solo a figuri non certo democratici come Heider, Orban quando non anche Putin e certi equivoci oligarchi russi e americani. In Italia all’opposizione ci sguazza benissimo racimolando la parte più alfabeta e rozza del Paese al grido di crociate piuttosto improbabili per la secessione, la Padania, il dio Odino, le ruspe contro Roma, i 300.000 fucili di Bossi, le armi ai sedicenni, la razza pura, l’omofobia, il primatismo bianco, la lotta alla cannabis, l’odio al Sud, il razzismo, l’anti islamismo, l’antieuropeismo, il sovranismo, il no ai migranti, la misoginia, la famiglia tradizionale, l’omofobia, la moltiplicazione dei figli, il no ai consultori, l’evasione fiscale, la Madonna di Medjugorie, la privatizzazione della sanità, i no vax e i no tax, il tutto aperto e il tutto chiuso a giorni alterni…
    Oggi che si trova di nuovo al governo, il cdx è dilaniata dalla voglia di opposizione e dalla paura di perdere sghei. E ha talmenta paura di non occupare tutte le posizioni che accanto al cdx di piazza ha creato il cdx di governo, con Salvini che saltella dall’uno all’altro come una bussola impazzita.
    Ovviamente si sono buttati a pesce su Draghi e i 250 miliardi ‘senza se e senza ma’ buttando a mare il 99% delle cianfrusaglie propagandistiche. Malgrado questo, ecco che Lega, Forza Italia, Cambiamo! di Toti e Udc, montano una commissione d’inchiesta contro Speranza. Non lo fanno, come sarebbe coerente, contro Regioni (una a caso: la Lombardia) che ai danni del Covid hanno aggiunto di tutto o di più e neanche ci pensano a mettere sotto inchiesta fiorellini come Fontana o Gallera, Bertolaso o Spirlì, Solinas o Musumeci. No, mettono la sfiducia a Speranza (uno dei pochi superstiti del Governo Conte) con la mozione più bocciata della storia repubblicana: 29 a favore, 221 contrari e 3 astenuti (non è che potevao contarsi prima?)
    È il solito dilemma: mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Se sto di facci o mi metto di profilo? Come diceva Oscar Wilde: “Parlate di me, bene o male non importa, purché si parli”.
    Eppure la visibilità non manca: non passa giorno che Dio manda in Terra che qualcuno del cdx non sia arrestato per qualche truffa, furto, tangente, collusione mafiosa… Non basta?
    Coraggio, tra poco la pandemia finisce, riprenderanno i selfie e riaprirà il Papeete e le quotazioni di Salvini risaliranno. In fondo la sua vera posizione è questa: animatore da spiaggia, un po’ come Berlusconi da giovane, solo che poi lui è cresciuto.

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  2. “E del resto, aggiunge con una battuta, «non butto a mare il governo per uno Speranza». Che «io non stimo».” disistima, credo, ampiamente ricambiata da Speranza ma non solo da lui…

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