L’Italia riapre ma è battaglia sul coprifuoco

(Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni – il Corriere della Sera) – Pranzi e cene all’ aperto, spostamenti liberi tra regioni gialle, spostamenti per turismo tra regioni arancioni e rosse con la certificazione, in due per andare a visitare parenti e amici nelle zone gialle e arancioni: così riapre l’ Italia dal 26 aprile.

E dal primo maggio da amici e parenti si può andare in quattro, si va anche in piscina e nei centri commerciali il sabato e la domenica. Alle 22, tutti a casa (ma sul coprifuoco si discute ancora, il centrodestra spinge per posticiparlo e alla fine l’ orario potrebbe slittare alle 23). Anche se La bozza del decreto che il governo approverà oggi conferma le misure anticipate dal presidente del Consiglio Mario Draghi cinque giorni fa. Il percorso è segnato fino al 31 luglio. Fino ad allora è stato prorogato anche lo stato di emergenza.

Torna la fascia gialla, mentre «gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome collocati in zona arancione o rossa sono consentiti ai soggetti muniti delle certificazioni verdi». Rimane la possibilità di muoversi da queste aree per lavoro, salute e urgenza con autocertificazione. Chi viaggia per turismo dovrà invece avere il pass.

«Le certificazioni verdi sono rilasciate per attestare l’ avvenuta vaccinazione al termine del prescritto ciclo, l’ avvenuta guarigione, l’ effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo».

La certificazione «ha una validità di sei mesi ed è rilasciata in formato cartaceo o digitale, su richiesta dell’ interessato, dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione». Ma «cessa di avere validità qualora, nel periodo di vigenza semestrale, l’ interessato venga identificato come caso accertato positivo».

Le certificazioni «di guarigione rilasciate precedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto sono valide per sei mesi a decorrere dalla data indicata nella certificazione».

La certificazione relativa al tampone «ha una validità di quarantotto ore dal rilascio ed è prodotta, su richiesta dell’ interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche da quelle private autorizzate e accreditate e dalle farmacie che svolgono i test».

Dal 26 aprile «nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’ aperto, anche a cena».

Dal 1° giugno, «nella zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle 5 alle 18».

Dal 26 aprile, in zona gialla, «è consentito lo svolgimento all’ aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto». Vietato invece usare gli spogliatoi.

Dal 15 maggio, in zona gialla, «sono consentite le attività di piscine all’ aperto». Dal 1° giugno, in zona gialla, sono aperte le palestre.

Dal 1° giugno, in zona gialla, «ripartono eventi e competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale, riguardanti gli sport individuali e di squadra». La capienza consentita «non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’ aperto e a 500 per impianti al chiuso».

Dal 26 aprile, in zona gialla, «gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’ aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale».

La capienza consentita «non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’ aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala».

Dal 15 maggio, in zona gialla, potranno «svolgersi le attività degli esercizi commerciali presenti all’ interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali e altre strutture ad essi assimilabili nei giorni festivi e prefestivi».

Dal 1° maggio al 15 giugno 2021, «nella zona gialla e, in ambito comunale, nella zona arancione, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti e nel limite di quattro persone, oltre ai minorenni». Dal 16 giugno tutti liberi, ma non in zona rossa.

Ultimi a riaprire, il 1° luglio sono «i centri termali, le fiere e i convegni,

4 replies

    • se le piace più l’anglofono
      evening lockdown

      la spagnola in Italia fece grossomodo 400mila morti (su 3 ondate in due anni)
      certo avevano meno limiti, come avevano meno cure mediche disponibili,
      ma la quantità indicata di decessi è sicuramente anche merito di quel metodo.

      da rammentare che era il 1919 e, alla sera, uscivano solo i ricchi e i delinquenti.
      gli altri, che cercavano di rifarsi una vita dopo la 1a guerra mondiale,
      difficilmente uscivano già nei festivi, al massimo lo stadio la domenica
      se avevano un buon lavoro, altrimenti c’era la radio.
      c’erano pochi lavori di concetto, i lavori erano mediamente più, si direbbe oggi, usuranti
      e pure il cibo non è che fosse ottimo ed abbondante, come la cura dell’igiene.

      mi domando solo, ma queste cose le so solo io
      o, chi fa commenti come il suo, pur sapendole, si diverte a scrivere babbionate?

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  1. Ieri per un attimo ho guardato la Palombelli e la Gardini in crisi di nervi perchè è inammissibile che i giovani debbano rientrare a casa alle 22 o anche alle 23. La Gardini si è messa ad urlare “incompetenti! Incompetenti!” come una pazza.
    Prepariamoci all’ estate dell’ anno scorso. Con relativo autunno ma in più il passaporto vaccinale e le vaccinazioni in azienda. Volontarie, ovviamente, ma chi si sottrae sarà come minimo mobbizzato, quando non si coglierà la palla al balzo per licenziarlo: è per il bene di tutti! Tanto il Garante della Privacy interverrà tra una decina di anni, e a quanto pare a in Parlamento silenzio assoluto: meglio occuparsi della legge Zan, bandierina che non costa nulla perchè a nulla servirà ma distrae, come il caso del figlio di Grillo che viene a fagiolo.
    Ah, questi liberisti! E con Draghi (che lascia sfogare, lui pensa a distribuire i soldi) che non perviene. Mai. Non glie ne frega niente, lui è “lassù”.

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