I ristori in ostaggio da cinquanta giorni

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Enrico Letta che ha bisogno di quarant’otto ore (48!) per decidere se accettare o no la segreteria del Pd è un missile rispetto ai tempi infiniti a cui ci sta facendo rassegnare la politica. Basti pensare che sono passati cinquanta giorni (50!) dallo scostamento di bilancio da 32 miliardi fatto approvare in Parlamento dal Governo Conte per i nuovi ristori, e da allora non è successo niente.

Del decreto non ci sono che le bozze, e ovviamente alle imprese chiuse per Covid non è arrivato un euro. Chi ha manovrato per buttare giù il precedente Esecutivo affermando che era composto da incapaci deve quindi cominciare a nascondersi. Tant’è vero che arruffapopolo tipo Briatore e Vissani – fino all’arrivo di Draghi onnipresenti in tv – adesso sono introvabili pure per “Chi l’ha visto?”.

Prenditela comoda tu, che me la prendo comoda anch’io, pure Draghi si è messo in scia, rinviando la decisione sulle nuove chiusure. D’altra parte che fretta c’è? Prima, quando c’era Conte, su giornali e tv non si parlava d’altro che degli imprenditori disperati perché non riuscivano pianificare le forniture, ma ora di questi disagi non c’è più traccia. E non perché siano finiti, ma semplicemente perché l’ordine degli editori è di parlarci d’altro, magari tra un Avegloria e l’altro per quel santo del Presidente del Consiglio.

Un angelo che con i suoi sapienti ministri di Centrodestra ci sta preparando riforme miracolose, tipo quella appena riciclata da Brunetta per la Pubblica amministrazione, mentre di ciccia vera non se ne vede. E a sentire la televisione adesso a tutti va bene così.

8 replies

  1. È evidente che Pedullà non ha capito (o finge di non capire, e io propendo per la seconda, vista la combriccola a cui scodinzola), che il mandato del passacarte rettiliano della Goldman Sachs è la fine degli ammortizzatori sociali.
    Poi ci torno, ora porgo i miei complimenti per la scelta di Letta a guida del PD: che finalmente la smetta, il PD, di nascondersi dietro una maschera da imbecille e si mostri per quel che è: una forza sovversiva al servizio di élite straniere.
    E ora torniamo a Draghi e al piagnucolio dei mancati ristori.
    Che Draghi sia un passacarte, lo si è capito fin dall’inizio, con quel discorsetto da 4 soldi, messo su a suon di banalità e genuflessioni al 𝓰𝓵𝓸𝓫𝓪𝓵𝓲𝓼𝓶𝓸 𝓰𝓻𝓮𝓮𝓷. Passo successivo, mantenere ben saldo al volano (tutta dritta verso il burrone!) Speranza, sul quale mi astengo dal fare commenti che potrebbero costarmi una denuncia. Soprattutto, ora che si è compreso chi comanda davvero.
    Ovviamente Draghi, si era già pronunciato, circa l’opportunità di NON salvare le imprese; del resto, che senso ha distruggere e sostenere insieme? … Quindi… da dove esce tanta innocente meraviglia per il ritardo degli spiccioli?
    Ma la quadratura del cerchio, è arrivata con la scelta di far scrivere il Recovery Plan all’azienza privata ultraliberista McKinsey.
    In pratica e in una mossa, ha deposto la politica e quel che resta dello stato e della rappresentanza (ormai solo aleatoria), per consegnare l’intero pacchetto, nelle mani del “deep State” globalista e ultraliberista, che già in America ha distrutto il sistema produttivo e la classe media. Ordunque, che Pedullà non si crucci né faccia boccucce, perchè il programma é:
    • abolizione degli ammortizzatori sociali e sussidi statali;
    • taglio dei salari nelle regioni economicamente depresse (comprese quelle depresse volutamente);
    • privatizzazione delle imprese statali (opera iniata nel ’92 e che troverà compimento grazie al “Covid”).

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      • c’è del vero in quanto scritto da Master Class,anche se non mi è chiaro cosa centri Pedullà o Speranza nei piani mefistofelici dei rettiliani.
        soprattutto il punto degli ammortizzatori sociali è culturalmente dirimente .
        Mi ricorda una battuta di Homer Simpson che rimproverava il figlio di aver dato via il cane ammonendolo : “figliolo,cosa ti avevo spiegato a proposito del dare??'”

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  2. Ci uniamo al “catastrofico” @Master class (verbatim):

    “F 35, spese folli per un fallimento.

    Ieri nel post ‘Dove volano gli avvoltoi’ avevo promesso di parlare dello scellerato, ingentissimo e assurdo aumento delle spese militari – il più alto dalla fine della guerra – che arriva in un momento nel quale la mistificazione pandemica dovrebbe essere concentrare tutte le risorse sulla sanità e sul tentativo di tenere in piedi l’ economia del Paese. Invece dalla bozza della Legge di Bilancio per l’anno 2021 si evince lo scatenarsi di una follia militaresca con aumenti di fondi insensati il solo Ministero della Difesa registra una crescita di circa 1,6 miliardi di euro facendo passare le spese militari da 22,94 miliardi a 24,54 miliardi. Dal momento che solo 381 milioni riguardano aumenti di spesa corrente, il resto, vale a dire quasi 1300 milioni, si volatizzeranno in un momento così drammatico per l’acquisizione di nuovi sistemi d’arma principalmente dagli Usa. Insomma ci sveniamo perché la Casa Bianca possa assediare la Russia e per diventare il maggior bersaglio atomico in caso di guerra che non è più un ipotesi lontanissima visto lo stato comatoso dell’impero americano e dei suoi vassalli. Naturalmente questa somma è solo il punto di partenza per valutare la spesa militare italiana complessiva, che deve tenere conto delle cifre provenienti da altri ministeri, quelle del fondo per le Missioni militari all’estero che è gestito dal Ministero dell’Economia e gli ulteriori denari che il Ministero per lo Sviluppo Economico mette a disposizione per acquisizione e sviluppo di sistemi d’arma, il contributo per le basi Usa sul territorio italiano che sfiora i 600 milioni l’anno (sì, paghiamo per essere occupati militarmente) e si arriva così ai quasi 29 miliardi l’anno. Ma non basta perché si deve aggiungere a tutto questo un piano Pluriennale (2020 – 2022del Ministero della Difesa che prevede la spesa di 6 miliardi in nuovi armamenti a cui si devono aggiungere anche gli interessi sui mutui accesi dallo Stato per pagare in anticipo alle aziende le cifre stanziate per specifici progetti d’arma.

    Da questo se ne deducono alcune cose nemmeno immaginabili in un mondo civile, ovvero che una fetta consistente del Recovery se ne andrà in spese militari invece che in spese per la sanità e che per giunta saranno uscite del tutto inutili per acquisizione di armi ormai obsolete Una parte notevole di queste somme sarà infatti dedicata all’acquisizione degli F 35, un caccia di quinta generazione che tuttavia si è rivelato, pesante, lento, super costoso, con necessità di continua manutenzione, pieno di bug e di problemi di messa a punto ancora non risolti dopo vent’anni di progettazione, ma che è in ogni caso lontanissimo da quello che il Pentagono si aspettava, ovvero un sostituto dell’ F16. Così adesso si sta pensando di progettare un nuovo caccia ( come dicono le maggiori riviste di che si occupano di cose militari e persino Forbes ) ammettendo implicitamente il fallimento del progetto F35. Concepito negli anni ’90, il programma avrebbe dovuto produrre migliaia di caccia in maniera da coprire molti ruoli senza dover ricorrere ad aerei diversi. Proprio questo è stato il tallone si Achille: si è voluto fare troppo e questo ha aumentato la complessità e i costi, fattori che hanno causato ritardi che hanno a loro volta propiziato ancora più complessità e dunque costi sempre maggiori e inaffidabilità del caccia. Fatto sta che quindici anni dopo il primo volo dell’F-35, l’Air Force ha solo 250 caccia in tutte le varie versioni, un numero molto inferiore a quelli preventivati o che sono stati di fatto rifilati agli alleati. Oggi ha un senso come vettore di testate nucleari tattiche, perché negli altri ruoli si rivela troppo vulnerabile e troppo inferiore ai concorrenti.

    A questo punto sarebbe troppo chiedere a cosa ci serve un caccia del genere? A chi vogliamo fare la guerra spendendo una cifra che nel totale sarà di 20 miliardi? Perché questo caccia è un incursore con capacità atomica, ma negli altri ruoli di difesa, di superiorità aerea e di intercettazione, quelli immaginabili per un Paese che non possiede testate nucleari e nella cui Costituzione è scritto il ripudio della guerra è una vera ciofeca, tanto che deve essere scortato da altri caccia che peraltro non abbiamo. Come se questo non bastasse la natura dell’F35 ci espone come bersaglio alla reazione del nemico che a tutti i costi vogliamo avere. Ora il fallimento non è più un’opinione, è in un certo senso ufficialmente riconosciuta dal Pentagono e dunque la perseveranza nell’acquisto non può più essere ammanta dalla retorica della ” “quinta generazione”, deve essere presentata per quello che è: un’imposizione ingentilita da mazzette.”.

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    • GATTO
      hai detto la parola chiave:”bozza” della Legge di Bilancio….vediamo la versione finale..anche Salvini vorrebbe produrre li Sputnik ahahahah

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      • Secondo lei fanno le “bozze” per scrivere la “bella” completamente diversa dalla traccia? Quello che succede di solito è che la “bozza” è infinitamente più digeribile della versione definitiva, nella quale si fanno passare nascoste tra i meandri della retorica politichese, le peggiori nefandezze. Sempre se non ho frainteso il senso della sua risposta…

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  3. Avete voluto i Migliori?
    Non si può pensare che costoro operino frettolosamente come sono soliti fare coloro che Migliori non sono.
    Evidentemente questi sono i tempi giusti che servono per fare le cose giuste nel modo giusto.
    Chi critica ciò va da sé che parteggi per i Peggiori.

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