Indennizzo a Casaleggio. L’addio M5S a Rousseau

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Un accordo economico, per chiudere il rapporto. Una cifra da definire, per dividere le strade con la piattaforma web Rousseau, per anni il motore operativo del Movimento, e con il suo creatore, Davide Casaleggio, che proprio oggi presenterà il suo manifesto Controvento: di fatto, un elenco di principi e idee per rivendicare lo spirito originario del M5S che fu. Il Movimento batterà questa strada per mettere fine alla guerra che dura da un anno con Casaleggio, ormai inviso ai big e a gran parte dei parlamentari. Anche se Beppe Grillo prova da mesi a tenerlo dentro, a ricucire.

Lo aveva perfino invitato al vertice di dieci giorni fa a Roma, quello per convincere Giuseppe Conte a entrare nel Movimento, da capo. Ma Casaleggio non si è presentato, in aperta polemica. È rimasto lì, controvento, contrario a tutte le ultime scelte del M5S. E chiede soldi. Nel dettaglio, circa 450mila euro di mancati versamenti da parte dei parlamentari. Una richiesta di cui i Cinque Stelle hanno discusso molto negli ultimi giorni, perché quello di Rousseau è il primo nodo da sciogliere. Con i parlamentari che invocano la chiusura di ogni legame. Mentre Grillo e Conte sollecitano comunque una mediazione, anche perché il ruolo della piattaforma è centrale nello Statuto del Movimento, che le riconosce ampie prerogative. E anche se l’ex premier sta scrivendo nuove regole per il M5S che verrà a breve, le norme attuali pesano. Per questo serve comunque un accordo. Ma la via non è più quella di un contratto, con Rousseau fornitore esterno di un servizio. Ora si punta a una risoluzione consensuale, da chiudere con una cifra che possa accontentare Casaleggio. Poi sarà, o dovrebbe essere, separazione. Con il M5S che si cercherà un’altra piattaforma, ipotesi su cui alcuni big riflettono da mesi. Tanto da aver già contattato altre aziende. “La direzione pare questa” conferma una fonte di peso. Una rotta concordata dopo aver consultato anche alcuni legali. E di cui è Conte è stato informato, sin nei particolari. Anche se ora molto dipenderà dalla reazione del patron di Rousseau. Ma a Roma sono convinti che a questo punto un’intesa serva anche a lui. In caso contrario, il rischio di una battaglia nei tribunali si farebbe concreto. E del resto che il tema ormai siano i soldi lo conferma il notaio di fiducia di Casaleggio, Valerio Tacchini: “L’Associazione Rousseau non ha soldi in cassa. Per attivare qualsiasi procedura di voto bisogna che venga pagato il sospeso, con i versamenti dei parlamentari. Casaleggio non ha alcuna intenzione di fare ostruzionismo, chiede solo che siano onorati gli impegni per consentire a Rousseau di procedere con le operazioni di voto”. A cominciare da quello sull’entrata del M5S nella giunta regionale del Lazio, guidata da Nicola Zingaretti. Una votazione bloccata da Casaleggio, come aveva anticipato giorni fa il Fatto, proprio per i mancati versamenti.

Insomma, riassume Tacchini, “non c’è niente di personale, sono solo affari”. Oggi invece Casaleggio dovrebbe parlare anche d’altro, presentando il suo manifesto assieme alla socia di Rousseau, Enrica Sabatini. Al M5S pare l’embrione di un nuovo partito. Ma forse non è più un loro problema.

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1 reply

  1. È un loro prolema e come se gli fanno concorrenza politica prosciugandogli il bacino elettorale !

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